Speciale Bonus

Schermatura solare
Schermatura solare

Tutti i bonus disponibili per privati, famiglie e imprese: requisiti di accesso, scadenze di domanda, regole e casi particolari.

Di seguito, la scheda completa di ogni agevolazione fiscale (in veste di detrazione IRPEF oppure di credito d’imposta) attiva nel 2023 e nel 2024, con l’aggiornamento delle regole all’ultima versione di legge.

A fondo pagina, i link alle ultime novità e approfondimenti sulle singole misure, a cura della Redazione di PMI.it.

Ultime notizie

Bonus Casa

Nel 2024 sono ancora attivi numerosi Bonus casa, che includono agevolazioni fiscali per ristrutturazioni, risparmio energetico, misure antisismiche, acquisto di mobili ed elettrodomestici, interventi sulle facciate e sul verde.

Alcuni di questi bonus prevedono una detrazione fiscale superiore al 50%. Oltre alla detrazione fiscale, tranne alcuni casi, non si può più scegliere l’opzione di cessione del credito fiscale /anche ad una banca) o lo sconto in fattura dal fornitore. Su PMI.it è possibile consultare un elenco completo di tutti i Bonus casa, con dettagli e novità, per scegliere quello che meglio si adatta alle proprie esigenze.

Bonus ristrutturazione edilizia

Il Bonus ristrutturazione edilizia è un incentivo fiscale che permette di detrarre dal proprio reddito una percentuale dei costi sostenuti per lavori di ristrutturazione edilizia. In particolare, la detrazione fiscale, o detrazione IRPEF, prevista è pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Il credito d’imposta verrà ripartito in 10 quote annuali di pari importo.

Chi può richiederlo

Il bonus ristrutturazione edilizia 2023 può essere richiesto da chiunque intenda effettuare lavori di ristrutturazione edilizia su un immobile di proprietà. La detrazione fiscale, infatti, spetta sia ai proprietari dell’immobile che ai titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile stesso (ad esempio, usufruttuari o locatari), se sostengono le spese e sono intestatari di bonifici (causale del versamento: “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917 del 1986”) e fatture. È importante precisare che il bonus non è cumulabile con altri incentivi fiscali per gli stessi lavori di ristrutturazione.

Quando scade il Bonus Ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione al 50% terminerà nel 2024. Successivamente la percentuale di detrazione scenderà al 36% fino a un ammontare complessivo di spesa di 48mila euro per unità immobiliare.

Come funziona

Il Bonus ristrutturazione edilizia 2023 rappresenta un’opportunità importante per chi intende effettuare lavori di ristrutturazione edilizia sul proprio immobile. Grazie alla detrazione fiscale prevista, infatti, è possibile recuperare una parte dei costi sostenuti per i lavori.

Procedura di richiesta

La procedura di richiesta del bonus ristrutturazione edilizia 2023 è molto semplice. In primo luogo, sarà necessario effettuare i lavori di ristrutturazione edilizia e conservare le fatture e le ricevute dei pagamenti effettuati. Successivamente, sarà possibile richiedere la detrazione fiscale tramite la dichiarazione dei redditi, indicando l’importo totale dei costi sostenuti per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Bonus Mobili ed elettrodomestici

Il Bonus mobili ed elettrodomestici: prevede una detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+.

Chi può richiederlo

Il Bonus Mobili è rivolto a tutti i contribuenti residenti in Italia, che hanno sostenuto spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica, nuovi e destinati all’arredo dell’abitazione oggetto di ristrutturazione.

Quando scade il Bonus mobili

Il bonus è pari al 50% della spesa, ma con un tetto massimo di 8mila euro di acquisti nel 2023 e di 5mila euro, a partire dal 2024.

Come funziona il Bonus mobili

Il funzionamento del Bonus mobili prevede la possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito una percentuale delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi. I pagamenti devono essere effettuati con metodi tracciabili (bonifici o carte di credito/debito). L’importo detraibile è suddiviso in 10 quote annuali di pari importo.

Procedura di richiesta

La procedura di richiesta del Bonus mobili ed elettrodomestici prevede l’inserimento delle spese sostenute nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono state effettuate. In particolare, le spese devono essere indicate nel modello 730 (Quadro E – Oneri e spese) o nel modello Redditi PF. Per usufruire del Bonus è necessario conservare la documentazione comprovante le spese sostenute, come fatture o scontrini fiscali e comunicare all’ENEA gli acquisti di alcuni elettrodomestici agevolabili, nonché i lavori effettuati che comportano un miglioramento energetico.

Superbonus

Il Superbonus, al 110% inizialmente e dal 2024 scende al 70%, è una misura introdotta dal Governo italiano per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici e la messa in sicurezza sismica delle abitazioni. È un beneficio fiscale che consente di ottenere una detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 70% delle spese sostenute per i lavori. Dal 1° gennaio 2023, l’aliquota ordinaria del Superbonus è scesa al 90%, ma sono state previste alcune eccezioni per i condomini che possono ancora applicare il 110% in determinate circostanze. Dal 2024 l’aliquota scende per tutti al 70%.

Chi può richiederlo

Il Superbonus può essere richiesto da condomini e persone fisiche che non esercitano attività di impresa, arte o professione. Possono beneficiarne anche i proprietari di edifici composti da due a quattro unità immobiliari, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche. È importante notare che i beneficiari devono sostenere spese per interventi trainanti di isolamento termico sugli involucri, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti, nonché interventi antisismici.

Quando scade il Superbonus

Per quanto riguarda la scadenza del Superbonus, chi ha presentato uno stato di avanzamento lavori (SAL) del 30% entro il 30 settembre 2022 può ancora beneficiare dell’aliquota del 110% fino al 30 settembre 2023. Per gli altri casi, l’aliquota è stata del 90% nel 2023 e scende al 70% nel 2024.

Come funziona

Il Superbonus funziona come un beneficio fiscale che permette di detrarre dal proprio reddito imponibile il 90% delle spese sostenute per i lavori di efficientamento energetico e sismico. Ciò significa che le spese sostenute per gli interventi ammissibili possono essere sottratte direttamente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, riducendo l’onere fiscale complessivo. È importante conservare tutta la documentazione comprovante le spese sostenute e i lavori effettuati, in quanto potrebbe essere richiesta in fase di verifica.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Superbonus, è necessario seguire una procedura specifica. Innanzitutto, occorre individuare gli interventi ammissibili e ottenere un preventivo dettagliato dei costi. Successivamente, è necessario presentare la documentazione richiesta all’Agenzia delle Entrate, che verifica la conformità degli interventi e rilascia un’apposita attestazione. Una volta ottenuta l’attestazione, è possibile indicare la detrazione nel proprio modello di dichiarazione dei redditi.

Bonus Domotica

La domotica è una componente essenziale nel contesto del Superbonus, che prevede detrazioni fiscali per interventi relativi ai sistemi di Building Automation. Tuttavia, è importante notare che questi lavori possono essere inclusi solo se vengono effettuati in concomitanza con lavori “trainanti”, come l’isolamento termico o la sostituzione di impianti di climatizzazione.

Chi può richiederlo

Il Bonus Domotica nell’ambito del Superbonus riguarda principalmente la gestione automatica degli impianti di riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e il controllo della climatizzazione estiva tramite sistemi di controllo da remoto. Questa opportunità è disponibile solo per interventi su edifici esistenti, che siano già accatastati o che abbiano una richiesta di accatastamento in corso e siano dotati di un impianto termico. Inoltre, le spese relative ai sistemi di Building Automation (BACS) sono agevolate solo se rispettano alcune condizioni specifiche.

Quando scade il Bonus Domotica

Il Bonus Domotica segue le stesse scadenze previste per il Superbonus.

Come funziona il Bonus Domotica

Per poter richiedere il Bonus Domotica, è necessario che i sistemi di Building Automation siano conformi ai requisiti previsti. Questi sistemi devono essere controllabili da remoto, anche attraverso la programmazione, e devono essere in grado di mostrare i consumi degli impianti tramite canali multimediali e di fornire periodicamente i dati relativi alle condizioni di funzionamento e alla temperatura di regolazione degli impianti.

Una volta che tutte queste condizioni sono state soddisfatte e attestate da un professionista, è possibile richiedere la detrazione fiscale per:

  • la fornitura e l’installazione degli apparecchi necessari per implementare i sistemi di Building Automation, comprese le opere elettriche e murarie da eseguire all’interno degli edifici;
  • fe prestazioni professionali indispensabili per l’installazione e il funzionamento degli impianti di Building Automation, come la produzione di documentazione tecnica e la direzione dei lavori.

Tuttavia, è importante notare che sono escluse dalla detrazione le spese relative all’acquisto di dispositivi come cellulari, tablet o computer, che consentono l’interazione con gli impianti da remoto.

Procedura di richiesta del Bonus Domotica

La procedura per richiedere il Bonus Domotica coinvolge vari passaggi. Inizialmente, è necessario assicurarsi di rispettare tutti i requisiti e le condizioni richiesti per l’installazione di sistemi di Building Automation. Successivamente, è fondamentale documentare accuratamente tutte le spese sostenute e conservare tutte le ricevute e la documentazione tecnica.

Una volta che l’installazione è stata completata e le condizioni sono state attestate da un professionista, è possibile presentare la richiesta di detrazione fiscale alle autorità competenti, fornendo tutte le prove necessarie. È importante essere preparati e avere tutti i documenti a disposizione per facilitare il processo di approvazione.

Sisma Bonus e Super Sisma Bonus

Il Sisma Bonus rappresenta un’opportunità importante per coloro che desiderano migliorare la sicurezza sismica delle proprie abitazioni, attraverso interventi di ristrutturazione. Recentemente prorogato fino al 2024, questo beneficio si applica non solo alle prime case, ma a tutti gli immobili residenziali e anche alle attività produttive. Tuttavia, è fondamentale comprendere i requisiti e le condizioni specifiche per poter beneficiare del Sisma Bonus e per sfruttarlo al meglio.

Chi può richiederlo

Il Sisma Bonus può essere richiesto da coloro che possiedono o detengono un immobile residenziale o utilizzato per attività produttive, purché gli interventi di ristrutturazione effettuati soddisfino i requisiti previsti dalla norma agevolativa (art. 16 del decreto legge n. 63/2013).

Quando scade il Sismabonus

La proroga del Sisma Bonus si estende fino al 2024, offrendo una finestra temporale più ampia per beneficiare di questo incentivo fiscale. Nel 2023, essendo il Sismabonus uno degli interventi trainanti previsti dalle norme relative al Superbonus, è possibile applicare un’aliquota del 90% fino a un tetto di spesa di 96mila euro (Super Sisma Bonus). Tuttavia, nel 2024 il Super Sisma Bonus scenderà al 70% e nel 2025 al 65%. A legislazione vigente, dal 2026, si tornerà all’aliquota ordinaria del 50%, che può salire all’80-90% in presenza di lavori che riducano il rischio sismico.

Come funziona il Sisma Bonus

Il Sisma Bonus consente di ottenere una detrazione d’imposta sulla spesa sostenuta per gli interventi di ristrutturazione finalizzati alla sicurezza sismica degli edifici. L’agevolazione prevede aliquote variabili a seconda della zona sismica e della tipologia dell’immobile, con un bonus che va dal 50% al 70% per un massimo di 96.000 euro per ogni unità immobiliare. Confermata per quest’anno l’agevolazione maggiorata all’80% o all’85% nel caso in cui gli interventi comportino il miglioramento di una o due classi di rischio. Infine, sono confermate anche le detrazioni del 75% e 85% per i lavori antisismici sulle parti comuni degli edifici condominiali, fino al 31 dicembre 2024.

Procedura di richiesta

Il Sisma Bonus può essere fruito direttamente come detrazione d’imposta in dichiarazione dei redditi.

Ecobonus

L’Ecobonus è l’incentivo fiscale che permette di detrarre dall’IRPEF il 50-65% fino a un tetto di spesa che varia in base all’intervento. Sulle parti comuni dei condomini può arrivare al 75%. Si tratta dell’incentivo fiscale introdotto dal Governo per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici con interventi che non rientrano nel Superbonus.

Chi può richiederlo

L’Ecobonus è rivolto a tutti i contribuenti, sia persone fisiche che giuridiche, proprietari di immobili o locatari, che effettuano interventi di riqualificazione energetica.

Quando scade l’Ecobonus

L’Ecobonus attuale al 65% sarà valido fino al 2024. Dal 2025 ci sarà un’armonizzazione con il Superbonus.

Come funziona l’Ecobonus

L’Ecobonus prevede una detrazione fiscale del 50% o del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, a seconda della tipologia di intervento effettuato.

Procedura di richiesta

Per richiedere l’Ecobonus è necessario conservare tutta la documentazione relativa all’intervento effettuato o all’acquisto dell’elettrodomestico, compresi i bonifici bancari o postali relativi ai pagamenti effettuati. L’Ecobonus viene fruito come credito d’imposta in dichiarazione dei redditi.

Bonus tende

Il Bonus tende, che insieme al bonus zanzariere fa parte del cosiddetto Bonus schermature solari, rientra di norma tra le detrazioni al 50% dall’IRPEF (nel caso l’installazione avvenga su immobili civili) o dall’IRES (se l’installazione avviene su immobili commerciali e impianti produttivi), spalmati in 10 anni come le classiche detrazioni da Bonus Ristrutturazione.

Qualora l’esposizione della finestra, del balcone o del terrazzo da schermare sia rivolta a Sud o Sud-Ovest (ossia, installata sul muro/finestra che “guarda” a Sud o Sud-Ovest), è possibile annettere questo intervento a quelli trainati dal Superbonus al 90% nel caso in cui le schermature solari o le chiusure tecniche mobili oscuranti previste, siano acquistate e montate congiuntamente a interventi trainanti. Anche senza il Superbonus, si può ottenere una detrazione al 65% con il tradizionale Ecobonus, alle medesime condizioni.

Chi può richiederlo

Il bonus tende schermatura solare può essere richiesto da chi acquista o la sostituisce una tenda o una schermatura solare e risulti essere, se persona fisica assoggettata all’IRPEF se proprietario dell’immobile, nudo proprietario, titolare di un diritto reale di godimento, inquilino in affitto, detentore dell’immobile in comodato, condomino per gli interventi sulle parti comuni o nuovo titolare in caso di cessione dell’immobile.

Se soggetti giuridici assoggettati all’IRES se utilizzatore dell’immobile per l’esercizio dell’attività professionale, associazione tra professionisti, ente pubblico o privato che non svolge attività commerciale soggetto all’IRES, o istituto autonomo per le case popolari e enti con finalità simili.

Quando scade il Bonus tende

Il Bonus tende ha scadenza fissata a fine 2024, salvo eventuali modifiche e aggiornamenti.

Come funziona

Il Bonus tende solari consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 50% della spesa totale sostenuta, inclusa la manodopera, fino ad un massimo di 60.000 euro. Le spese detraibili sono quelle sostenute per l’acquisto di tende esterne ed interne necessarie alla schermatura solare della casa che rispettino i requisiti indicati nell’Allegato M del Dlgs 311/2006.

Per schermatura solare si intende un sistema di protezione dalla luce del sole e dal calore che consente una reazione variabile e controllata dell’energia e della luce alle sollecitazioni solari andando a ridurre il surriscaldamento degli ambienti, generando un conseguente risparmio energetico (si riduce la necessità di ricorrere a condizionatori e climatizzatori). Alla luce di questa definizione, sono agevolabili le spese sostenute per l’acquisto di:

  • tende da sole e da interni, a rullo, per serre e così via;
  • zanzariere e tende antinsetto qualora dotate di schermatura solare (per le sole zanzariere, senza schermatura solare, è prevista un’altra agevolazione: il bonus zanzariere, che presenta limiti e caratteristiche simili al bonus tende);
  • infissi, persiane, tapparelle, veneziane, frangisole e così via;
  • pergole con tende in tessuto o con lamelle orientabili.

Sono escluse dal bonus le tende puramente decorative. Per il bonus tende, inoltre, la schermatura solare deve rispettare i seguenti requisiti:

  • deve essere applicata a protezione di una superficie vetrata esposta da est a ovest passando da sud (le tende installate su pareti esposte a nord non rientrano nell’agevolazione);
  • deve essere applicata all’esterno della finestra, al suo interno o integrato in esso;
  • deve essere mobile, per cui deve poter essere aperta e chiusa;
  • deve essere dotata di apposita documentazione che ne certifichi il fattore solare e quindi la capacità di schermatura espressa in Gtot (le tende devono avere un fattore Gtot uguale o inferiore allo 0,25, certificato da un ente idoneo, e la marchiatura Ce del produttore).

Procedura di richiesta

Il pagamento deve essere effettuato mediante bonifico parlante, nel quale deve essere indicata la causale di legge, il codice fiscale, il numero e la data della fattura e gli altri requisiti richiesti per i bonus ristrutturazioni.

Una volta conclusi gli interventi, entro i 90 giorni dalla fine dei lavori, bisogna trasmettere all’ENEA la “Scheda descrittiva dell’intervento” utilizzando la procedura telematica messa a disposizione sul sito web ENEA con riferimento all’anno in cui sono terminati i lavori.

Bisogna poi conservare tutta la documentazione e dichiarare ogni anno la quota annuale (1/10) nella propria dichiarazione dei redditi. La documentazione da conservare include fatture, ricevute e quietanze relative all’intervento con la dicitura “schermatura solare dinamica ai sensi del D.L. 311/2006 allegato M”, copia del bonifico parlante o online con l’indicazione della legge, certificazione del fornitore che attesti il rispetto dei requisiti tecnici, documentazione inviata all’ENEA, schede tecniche dei componenti e/o certificazione del fornitore, e ricevuta di invio all’ENEA (codice CPID).

Bonus zanzariere

Il  bonus zanzariere è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio, che prevede un rimborso fino al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di zanzariere. . Il bonus rientra nel contesto degli interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici (Ecobonus).

Chi può richiederlo

Possono beneficiare del bonus zanzariere sia le persone fisiche che le persone giuridiche, a seconda del tipo di reddito soggetto a tassazione. Per le persone fisiche assoggettate all’IRPEF, possono richiedere il bonus zanzariere i proprietari, i nudi proprietari, i detentori di diritti reali, gli affittuari, i comodatari e i condomini per le parti comuni. Per le persone giuridiche assoggettate all’IRES, possono richiedere il bonus le imprese, coloro che utilizzano l’immobile per l’esercizio dell’attività professionale, le associazioni tra professionisti, gli enti pubblici e privati che versano l’IRES, le case popolari e gli enti con finalità simili.

Quando scade il Bonus zanzariere

Fino a fine 2024, salvo eventuali proroghe, sarà possibile fruire del Bonus zanzariere in detrazione dei redditi. Tuttavia, a partire dal 16 febbraio 2023 non è più possibile ottenere lo sconto del 50% in fattura e cedere il credito al fornitore per gli interventi agevolati, incluso il Bonus zanzariere.

Come funziona

Le zanzariere che possono beneficiare del bonus devono rispettare determinati requisiti, tra cui:

  • Avere la marcatura CE, che attesta la conformità del prodotto agli standard comunitari di salute e sicurezza.
  • Avere un valore Gtot inferiore a 0,35, che può essere certificato se le zanzariere sono abbinate a vetrate di tipo D a doppio vetro 4/16/4 con gas argon.
  • Essere applicate a protezione di una vetrata.
  • Essere zanzariere mobili.
  • Essere applicate all’esterno della finestra, all’interno o integrate nell’infisso.

La detrazione del 50% dovrà essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

Procedura di richiesta

Per ottenere il bonus zanzariere, le spese sostenute devono essere pagate tramite bonifico parlante, bonifico online postale o bancario, indicando la legge di riferimento (Ecobonus) e i dati necessari. Inoltre, entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, è necessario inviare una comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che attesti l’intervento effettuato.

È importante conservare la documentazione relativa all’intervento per almeno 10 anni, che include fatture, ricevute, copia del bonifico parlante o online, certificazione del fornitore che attesti il rispetto dei requisiti tecnici, documentazione inviata all’ENEA, schede tecniche dei componenti e/o certificazione del fornitore, e ricevuta di invio all’ENEA (codice CPID).

Bonus verde

Il Bonus verde prevede una detrazione fiscale del 36% per la realizzazione di interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, coperture a verde e giardini pensili, fino a un tetto di spesa annuale di 5.000 euro, con una detrazione massima di 1.800 euro.

Chi può richiederlo

Il Bonus Verde si applica sia agli interventi sugli immobili di proprietà che alle parti comuni esterne degli edifici condominiali. Nel caso dei condomini, il tetto di spesa è fissato a 5.000 euro per ogni unità immobiliare ad uso abitativo.

Quando scade il Bonus verde

Il Bonus verde è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2022 fino al 31 dicembre 2024, salvo eventuali modifiche e aggiornamenti.

Come funziona

Di seguito sono elencati gli interventi che danno diritto alla detrazione IRPEF al 36%:

  • Sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari e pertinenze, comprese le recinzioni.
  • Realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi.
  • Realizzazione di coperture a verde e giardini pensili.
  • Lavori di progettazione e manutenzione correlati agli interventi.
  • Nel caso di lavori condominiali, la detrazione spetta al singolo condomino in base alla sua quota di spesa, e il pagamento della detrazione deve essere effettuato al condominio entro la scadenza per la dichiarazione dei redditi. La detrazione viene poi ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Procedura di richiesta

Per beneficiare del Bonus Verde, è necessario che le spese siano documentate e pagate tramite strumenti di pagamento tracciabili. Le spese devono essere sostenute dai richiedenti, che devono essere anche i proprietari dell’immobile oggetto degli interventi.

Bonus Vacanze

Il Bonus Vacanze 2023 offre contributi per soggiorni estivi agli iscritti al Fondo mutualità ex-IPOST.

Chi può richiederlo

Per richiedere il Bonus, è necessario essere iscritti al Nuovo Fondo di Mutualità da almeno un anno con un capitale minimo di 1.000 euro.

Quando scade il Bonus vacanze

La domanda di partecipazione per ottenere il Bonus doveva essere inviata entro il 13 maggio 2023. Gli ammessi al beneficio devono presentare la documentazione di spesa relativa al soggiorno entro il 31 ottobre per ottenere l’erogazione del contributo.

Come funziona

Il contributo massimo concesso è di 40 euro per ogni pernottamento, per un massimo di 7 pernottamenti anche non continuativi, da fruire tra il 1° giugno e il 30 settembre 2023.

Procedura di richiesta

La domanda deve essere compilata utilizzando il modello GP03_Mut disponibile sul sito www.inps.it nella sezione Moduli > Domanda soggiorni estivi Nuovo fondo.

La domanda deve essere inviata all’INPS tramite Raccomandata A/R o assicurata convenzionale A/R all’indirizzo specificato. È anche possibile inviare una PEC all’indirizzo: dc.creditowelfareestrutturesociali@postacert.inps.gov.it.

Se partecipano membri dello stesso nucleo familiare, è necessario inviare una busta o una PEC separata per ciascun partecipante contenente la domanda relativa a quella persona.

Sono anche disponibili i requisiti degli assegnatari vincitori dei bandi promossi dall’INPS per il Bonus Vacanze 2023, tra cui Estate INPSieme Italia, Estate INPSieme Estero e Corso di lingue all’estero. È possibile consultare i prospetti relativi a tali bandi nella sezione “integrazioni” sul sito dell’INPS.

Bonus Barriere Architettoniche

Il Bonus Barriere architettoniche è un’agevolazione prevista dalla legge italiana che mira a favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici e negli spazi pubblici, al fine di garantire l’accessibilità e l’autonomia delle persone con disabilità motorie. Questo bonus fornisce un contributo economico per sostenere le spese necessarie per l’adeguamento degli ambienti e la realizzazione di interventi volti a facilitare la mobilità delle persone con disabilità.

Chi può richiederlo

L’agevolazione spetta al proprietario dell’immobile, al titolare di altro titolo idoneo come l’affitto o il comodato, nonché ai familiari conviventi. Anche il convivente more uxorio del possessore o detentore dell’immobile può beneficiare della detrazione, anche in assenza di un contratto di comodato, seguendo le stesse regole previste per i familiari conviventi.

Quando scade il Bonus Barriere Architettoniche

Il credito o detrazione al 75% è applicabile fino al 31 dicembre 2025, con ripartizione tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo.

Come funziona

Il Bonus Barriere Architettoniche prevede una detrazione del 75% sulle spese sostenute per l’abbattimento delle barriere architettoniche degli immobili già esistenti. È possibile richiedere questa detrazione in cinque rate annuali di pari importo. I tetti di spesa variano da 30.000 a 50.000 euro, a seconda del tipo di intervento edilizio.

La detrazione spetta anche per gli interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari, funzionali ad abbattere le barriere architettoniche e può essere fruito anche per rifare il bagno o gli infissi, purché l’intervento rispetti le regole tecniche del DM 236/1989. In caso di sostituzione dell’impianto, sono previste detrazioni per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dei materiali e dell’impianto sostituito. Inoltre, è possibile usufruire dell’IVA ridotta al 4% sui materiali, anche senza essere portatori di handicap.

A differenza di altri Bonus casa, consente ancora di applicare lo sconto in fattura.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus Barriere Architettoniche, è necessario effettuare i pagamenti tramite bonifico bancario. Il bonifico deve contenere la causale del versamento, l’indicazione dell’articolo 16-bis del TUIR, il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e il codice fiscale o il numero di partita IVA del beneficiario del pagamento.

Nella dichiarazione dei redditi, è obbligatorio indicare i dati catastali identificativi dell’immobile e gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio, contratto di affitto) se i lavori sono effettuati dal detentore. Altri dati potrebbero essere richiesti ai fini del controllo della detrazione.

È importante conservare le fatture e le ricevute per almeno cinque anni e esibirle su eventuali richieste del Fisco.

Casi particolari

La circolare sulla spettanza dell’agevolazione ristrutturazioni edilizie e abbattimento barriere architettoniche evidenzia alcuni casi particolari. Nel caso di vendita o donazione dell’unità immobiliare su cui sono stati realizzati gli interventi prima che sia trascorso il periodo di godimento della detrazione, le quote di detrazione non utilizzate possono essere trasferite all’acquirente o al donatario.

Nel caso di decesso del titolare, il diritto alla detrazione si trasmette esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene. Anche la cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venir meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario.

Inoltre, il familiare convivente conserva il diritto alla detrazione anche se viene ceduta l’unità immobiliare su cui sono stati eseguiti gli interventi. Le quote di detrazione non fruite non si trasferiscono all’usufruttuario in caso di diritto di usufrutto, oneroso o gratuito, ma rimangono al nudo proprietario. Infine, nel caso di vendita e contestuale usufrutto, le quote di detrazione non fruite dal venditore si trasferiscono al nudo proprietario.

Bonus Casa Green

Con la spada di Damocle della nuova Direttiva UE sulla prestazione energetica degli edifici, con adeguamento obbligatorio entro il 2030 è tornato di grande attualità il nuovo Bonus prima casa green introdotto quest’anno dalla Legge di Bilancio (comma 76 della L. 197/2022), che spetta in caso di acquisto di un immobile residenziale (prima o seconda casa, non ci sono vincoli) di classe energetica A o B, direttamente dal costruttore o da organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) immobiliari. Il bonus consiste in una  detrazione IRPEF pari al 50% dell’IVA corrisposta in relazione all’acquisto dell’immobile.

Chi può richiederlo

Possono beneficiare del Bonus Casa Green i soggetti IRPEF, ossia le persone fisiche, che possono applicare l’agevolazione all’imposta lorda fino alla concorrenza del suo ammontare, ovvero il 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA sulla casa. Le società di capitali e gli enti non commerciali, essendo soggetti a IRES, sono esclusi dal bonus.

Quando scade il Bonus Casa Green

La Manovra ha prorogato il Bonus Casa Green fino a tutto il 2023. Pertanto, l’acquisto dell’immobile deve essere effettuato entro il 31 dicembre 2023 per poter beneficiare dell’agevolazione.

Come funziona il Bonus Casa Green

Il Bonus Casa Green consente di ottenere una detrazione IRPEF pari al 50% dell’IVA corrisposta in relazione all’acquisto di un immobile residenziale di classe energetica A o B. La detrazione può essere applicata fino alla concorrenza del suo ammontare, senza tetti di spesa. La detrazione viene recuperata in dichiarazione dei redditi, in dieci quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta in cui la spesa è stata sostenuta.

Procedura di richiesta

Per ottenere il Bonus Casa Green, è necessario effettuare l’acquisto di un immobile residenziale di classe energetica A o B entro il 31 dicembre 2023. L’acquisto può essere effettuato direttamente dal costruttore o da organismi di investimento collettivo del risparmio immobiliari (OICR). Successivamente, la detrazione deve essere richiesta presentando il modello 730 o il modello Redditi PF (ex Unico) durante la dichiarazione dei redditi. La detrazione verrà erogata in dieci quote annuali di pari importo.

Bonus prima casa under 36

Il Bonus prima casa under 36 è un’iniziativa promossa dallo Stato italiano per favorire l’accesso alla prima abitazione da parte dei giovani sotto i 36 anni.  Il Bonus rientra in un pacchetto di agevolazioni previste dalla legge per agevolare l’acquisto della prima casa da parte dei giovani. L’iniziativa prevede l’esenzione da imposte come l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e catastale, o il riconoscimento di un credito d’imposta IVA pari all’ammontare del tributo. Inoltre, viene erogato un mutuo prima casa garantito fino all’80% del finanziamento, offrendo la possibilità di ottenere dalla banca un mutuo al 100% de valore dell’immobile.

Chi può richiederlo

Il Bonus prima casa under 36 è riservato ai giovani fino al trentaseiesimo anno di età con un ISEE fino a 40.000 euro. È possibile auto-dichiarare l’ISEE corrente. È importante sottolineare che l’agevolazione è destinata all’acquisto dell’abitazione principale, escludendo acconti e caparre nei preliminari, sui quali è possibile richiedere un rimborso sull’imposta versata. Inoltre, i richiedenti non devono essere proprietari di altre abitazioni ad uso residenziale, neppure all’estero, a meno che non siano stati acquisiti per successione causa morte o ceduti a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Quando scade il Bonus prima casa under 36

Attualmente, la scadenza per presentare la domanda è fissata al 31 dicembre 2023, ma l’agevolazione verrà rinnovata fino al 31 dicembre 2024, o addirittura resa permanente, ma con un probabile abbassamento della soglia di reddito da 40mila a 30mila euro.

Come funziona

Il mutuo prima casa per i giovani under 36 garantito dallo Stato offre una copertura all’80% della quota capitale del finanziamento. Ciò significa che, qualora il rapporto tra l’importo del finanziamento e il prezzo di acquisto dell’immobile, comprensivo degli oneri accessori, superi l’80%, il Fondo di Garanzia Consap garantisce fino all’80% della quota capitale del mutuo. L’importo massimo del mutuo non deve superare i 250.000 euro.

Procedura di richiesta

La richiesta del Bonus prima casa under 36 viene effettuata al momento del rogito notarile, dichiarando i requisiti richiesti. L’agevolazione si applica agli atti traslativi o costitutivi a titolo oneroso, stipulati entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento. È importante tenere presente che il Bonus si estende anche alle pertinenze, come ad esempio i box auto, e può essere applicato anche all’acquisto di prime case tramite asta giudiziaria.

Esenzione IMU case occupate

Nella Legge di Bilancio 2023, è stata introdotta l’esenzione IMU sulle case occupate come agevolazione per i proprietari di immobili non disponibili o inutilizzabili a causa dell’occupazione da parte di terzi. Questa esenzione dal pagamento dell’Imposta Municipale Unica (IMU) è subordinata alla presentazione di una denuncia all’Autorità Giudiziaria per violazione di domicilio, invasione di terreni o edifici, o occupazione abusiva.

Chi può richiederla

L’esenzione IMU per le case occupate a partire dal 1° gennaio 2023 si applica ai proprietari di immobili inutilizzabili, indisponibili o occupati, ma solo se soddisfano due condizioni:

  1. Il proprietario deve presentare una denuncia all’Autorità Giudiziaria per i reati di violazione di domicilio (articolo 614, comma secondo, del Codice Penale) e invasione di terreni o edifici (articolo 633 del Codice Penale), o deve aver avviato un’azione penale per i medesimi reati.
  2. Il proprietario deve comunicare al Comune in cui si trova l’immobile il possesso dei requisiti e qualsiasi cambiamento riguardante lo stato di indisponibilità della struttura.

Quando scade l’esenzione IMU case occupate

L’esenzione IMU sulle case occupate è operativa, attualmente, per l’anno 2023. La Legge di Bilancio prevede una perdita di gettito IMU di circa 73 milioni di euro all’anno, di cui 62 milioni a carico dei Comuni e 11 milioni a carico dello Stato. Per compensare questa perdita, il Governo ha istituito un Fondo gestito dal Ministero dell’Interno con una dotazione di 62 milioni di euro a partire dall’anno 2023.

Come funziona l’esenzione IMU case occupate

A partire dal 1° gennaio 2023, i proprietari che hanno denunciato l’inutilizzabilità e l’indisponibilità del proprio immobile a causa dell’occupazione abusiva non devono pagare l’Imposta Municipale Unica (IMU). Tuttavia, l’esenzione totale è riconosciuta solo se i proprietari presentano una specifica denuncia all’autorità giudiziaria.

Procedura di richiesta

L’IMU è il tributo pagato a livello comunale sul possesso di beni immobili. Poiché si tratta di un’imposta locale, spetta alle amministrazioni comunali attivare un canale apposito attraverso il quale i proprietari interessati possono far valere il loro diritto all’esenzione.

Altri casi di esenzione IMU

Si ricorda che esistono già altre categorie di immobili esenti dall’imposta, tra cui:

  • Immobili di proprietà dello Stato, dei comuni e delle regioni, destinati esclusivamente a scopi istituzionali.
  • Fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9.
  • Fabbricati destinati ad usi culturali.
  • Fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibili con le disposizioni costituzionali.
  • Fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati nel Trattato tra la Santa Sede e l’Italia del 11 febbraio 1929.
  • Fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali, per i quali è prevista l’esenzione in base a accordi internazionali.
  • Immobili utilizzati da enti pubblici e privati per attività assistenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose o di culto, che non svolgono attività commerciale.

Questi sono solo alcuni dei casi di esenzione IMU già esistenti e non riguardano specificamente le case occupate, ma rappresentano altre categorie di immobili esenti.

Bonus affitto giovani

Il Bonus Affitto Giovani è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 1, comma 155 della Legge di Bilancio 2022 e rinnovata anche per il 2023. Questo bonus è stato pensato per aiutare i giovani under 31 con un reddito basso a ridurre le spese relative ai canoni di affitto, facilitando così l’autonomia abitativa.

Chi può richiederlo

Il Bonus Affitto è destinato ai giovani under 31 con un reddito non superiore a 15.493,71 euro e si applica alle abitazioni singole (anche una stanza) o agli appartamenti dove viene trasferita la residenza. Consente di ottenere una detrazione pari al 20% del canone di locazione per i primi quattro anni di validità del contratto, fino a un importo massimo di 2.000 euro all’anno. Il canone di affitto annuo non deve essere inferiore a 991,60 euro.

Quando scade il Bonus affitto giovani

Il Bonus Affitto Giovani è valido per il 2023. Tuttavia, è importante rimanere aggiornati sulle eventuali proroghe o modifiche introdotte dalla prossima Legge di Bilancio.

Come funziona

Il Bonus Affitto Giovani prevede una detrazione del 20% sul canone di locazione per i primi quattro anni di validità del contratto. L’importo massimo della detrazione è di 2.000 euro all’anno. La detrazione viene calcolata confrontando la somma tra 991,60 euro e il 20% del canone d’affitto annuo, entro il limite di 2.000 euro.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus Affitto Giovani e beneficiare dell’agevolazione fiscale, è necessario segnalare il diritto all’Agenzia delle Entrate durante la compilazione della dichiarazione dei redditi. Sarà richiesto di fornire i dati dell’immobile destinato alla residenza, le informazioni relative al contratto di affitto stipulato e il valore del reddito annuo. Durante la compilazione del modello 730, lo sconto viene applicato nel rigo E71 (colonna 1) con il codice 4.

È importante seguire attentamente le istruzioni e i termini previsti per la richiesta del Bonus Affitto Giovani al fine di assicurarsi di beneficiare dell’agevolazione in modo corretto.

Mutui prima casa con Fondo di garanzia

I mutui prima casa possono essere agevolati attraverso l’utilizzo del Fondo di garanzia. Questo fondo, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1 comma 48, lett. c), offre una garanzia pubblica sul finanziamento, riducendo il rischio per le banche e facilitando l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa.

Grazie alla garanzia pubblica, è possibile accedere al credito con condizioni favorevoli. È importante seguire la procedura corretta, presentare la documentazione richiesta e rivolgersi alle banche aderenti per beneficiare dell’agevolazione offerta dal Fondo di garanzia.

Chi può richiederlo

Il Fondo Prima Casa è rivolto a tutti i cittadini che, al momento della richiesta del mutuo per l’acquisto della prima casa, non sono proprietari di altri immobili a uso abitativo (anche all’estero), a meno che non siano ereditati o concessi gratuitamente ai genitori o ai fratelli. Tra i requisiti da rispettare c’è l’ammontare del finanziamento, che non deve superare i 250.000 euro.

La legge stabilisce delle categorie prioritarie, alle quali è riconosciuta la priorità nell’accesso al beneficio del Fondo e l’applicazione di un tasso effettivo globale non superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’Economie e delle Finanze ai sensi dell’art. 2 della L. 7 marzo 1996 n. 108:

  • giovani coppie coniugate ovvero conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno due anni;
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori conviventi;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari comunque denominati;
  • giovani under 36.

Quando scade dell’agevolazione

L’agevolazione del Fondo di garanzia per i mutui prima casa è stata prorogata per tutto il 2024 dalla Legge di Bilancio 2024 con un nuovo stanziamento di 380 milioni di euro. Durante questo periodo, è possibile richiedere un innalzamento della garanzia al 80%, rispetto al 50% ordinariamente previsto, per coloro che rientrano nelle categorie prioritarie e hanno un ISEE non superiore a 40.000 euro.

Come funziona

Il Fondo di garanzia copre una percentuale del finanziamento, che può essere del 50% o dell’80%, a seconda delle condizioni e dei requisiti specifici. Le banche che aderiscono all’iniziativa possono concedere il mutuo con la garanzia del Fondo, senza richiedere garanzie aggiuntive ai mutuatari. In caso di inadempimento del mutuatario, il Fondo interviene liquidando all’istituto di credito l’importo previsto dalla garanzia e recupera successivamente la somma dall’acquirente.

Procedura di richiesta

La richiesta del mutuo con Fondo di garanzia deve essere presentata presso le banche o gli intermediari finanziari aderenti all’iniziativa, utilizzando il modulo disponibile sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze o di Consap. È necessario allegare un documento di identità e, per richiedere la garanzia al 80%, la dichiarazione ISEE non superiore a 40.000 euro annui. La banca valuta la richiesta e comunica a Consap l’esito istruttorio della garanzia entro 20 giorni. In caso di approvazione, la banca comunica a Consap il perfezionamento del mutuo garantito.

Bonus condizionatori

Il Bonus Condizionatori è un’agevolazione che permette di ottenere una detrazione fiscale per l’acquisto e l’installazione di impianti di climatizzazione. Questo incentivo rientra tra le agevolazioni per interventi di efficienza energetica e offre la possibilità di beneficiare di detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi. È importante valutare attentamente i requisiti e le condizioni per accedere all’agevolazione, tenendo conto delle diverse percentuali di detrazione in base alla tipologia di condizionatore e ai lavori effettuati.

Chi può richiederlo

Possono beneficiare del Bonus Condizionatori sia i privati cittadini che i condomini. Il Bonus Condizionatori si applica all’acquisto e all’installazione di impianti di climatizzazione a pompa di calore, che consentono sia il raffrescamento sia il riscaldamento degli ambienti. Inoltre, è necessario che l’impianto sostituisca o integri un sistema di riscaldamento esistente e contribuisca al miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile.

Come funziona il Bonus Condizionatori

L’acquisto di un condizionatore può essere accompagnato da diverse agevolazioni, come il Bonus Ristrutturazioni, il Bonus Mobili, l’Ecobonus e il Superbonus. A seconda della tipologia di condizionatore e del contesto dell’installazione, si applica una detrazione del 50%, del 65% o del 70%. A partire dal 2023, non è più possibile accedere allo sconto in fattura, quindi si applica la detrazione in dichiarazione dei redditi.

Quando scade il Bonus Condizionatori

La scadenza del Bonus Condizionatori è legata al Bonus al quale è possibile collegarlo.

Procedura di richiesta del Bonus Condizionatori

Per ottenere il Bonus Condizionatori, è necessario completare la pratica ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), fornendo la documentazione richiesta entro i tempi previsti. La detrazione fiscale viene ottenuta tramite la compilazione della dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 rate annuali di pari importo, a meno di specifiche disposizioni per il Superbonus che prevede un diverso piano di rateizzazione.

Bonus Compostaggio

Il Bonus compostaggio è un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 che offre un incentivo economico per l’installazione e la messa in funzione degli impianti di compostaggio. L’obiettivo è promuovere la gestione sostenibile dei rifiuti organici e la riduzione dell’impatto ambientale attraverso la produzione di compost di alta qualità. Le imprese interessate devono rispettare le scadenze e seguire la procedura di richiesta fornita dall’Agenzia delle Entrate per accedere al Bonus compostaggio e beneficiare del credito d’imposta.

Chi può richiederlo

Le domande per accedere al bonus compostaggio possono essere presentate dalle imprese presso i centri agroalimentari situati nelle regioni Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. L’agevolazione è rivolta a coloro che intendono investire nell’installazione di impianti di compostaggio e promuovere la sostenibilità ambientale.

Scadenza dell’agevolazione

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito due finestre temporali per l’invio delle domande:

  • Dal 20 aprile al 31 maggio 2023, con riferimento alle spese sostenute nel 2022.
  • Dal 22 aprile al 31 maggio 2024, con riferimento alle spese sostenute nel 2023.

Come funziona

Il credito d’imposta è pari al 70% delle spese documentate per l’installazione e la messa in funzione degli impianti di compostaggio. Questo credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione con altre imposte. È importante rispettare il limite di spesa stabilito dalla normativa per beneficiare dell’agevolazione.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus compostaggio, le imprese devono inviare la comunicazione online tramite il software “CreditoImpiantiCompostaggio” messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Nel modulo di richiesta, è necessario fornire le informazioni e la documentazione richiesta per dimostrare le spese sostenute per l’installazione e la messa in funzione dell’impianto di compostaggio.

Bonus Cassa Telematica

Il Bonus Cassa Telematica è un’incentivo previsto dal DL Aiuti quater (articolo 8, Dl n. 176/2022) che offre un contributo finanziario per l’adeguamento dei registratori di cassa utilizzati dai negozi ed esercenti che devono trasmettere i corrispettivi al Fisco utilizzando il sistema telematico. Gli esercenti che adattano i propri registratori possono beneficiare di un contributo fino a 50 euro per ogni apparecchio adattato. È importante seguire le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per presentare la richiesta correttamente e utilizzare il credito d’imposta in compensazione tramite modello F24.

Bonus Cassa Telematica: chi può richiederlo

Il Bonus Cassa Telematica incoraggia gli esercenti a rinnovare i propri registratori di cassa per renderli telematici e consentire la memorizzazione e la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri al Fisco. Questa agevolazione è rivolta a tutte le attività di commercio al minuto e assimilate.

Bonus Cassa Telematica: come funziona

Nel passato, il bonus era fino a un massimo di 250 euro per l’acquisto di nuovi registratori o un massimo di 50 euro per ogni adattamento. Per il 2023, invece, il contributo corrisponde al 100% della spesa sostenuta, con un massimo di 50 euro per ogni strumento adattato.

Quando scade il Bonus Cassa Telematica

Il credito d’imposta relativo all’adeguamento degli strumenti utilizzati per la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, previsto dall’articolo 8 del decreto-legge 18 novembre 2022, n. 176, convertito in legge con modificazioni dalla legge 13 gennaio 2023, n. 6. può essere fruito attualmente per la spesa sostenuta per l’adeguamento degli strumenti nel corso dell’anno 2023.

Procedura di richiesta

La spesa per l’adeguamento del registratore di cassa deve essere effettuata con pagamento tracciabile, come assegni, bonifici o carte di pagamento. Il credito d’imposta, pari alla spesa sostenuta, può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 senza limiti annuali. Per conferire le deleghe F24, è necessario utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

L’utilizzo del credito d’imposta inizia dalla prima LIPE (Liquidazione Periodica) IVA successiva al mese in cui è stata registrata la fattura per l’adattamento dei registratori. Il credito può essere utilizzato esclusivamente in compensazione e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023 e in quelle successive fino all’utilizzo completo.

È importante notare che il credito non può essere utilizzato se il plafond residuo del tetto di spesa autorizzato risulta insufficiente rispetto all’importo del credito stesso. In tal caso, si riceverà una ricevuta di scarto consultabile tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus Alluvionati

Fra le misure del Decreto Alluvione a sostegno delle popolazioni colpite dall’ondata di maltempo in Emilia Romagna e nelle altre Regioni del Centro Italia in stato di emergenza, c’è un’indennità una tantum a favore di lavoratori autonomi, liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi che può arrivare a un massimo di 3mila euro.

Chi può richiederlo

Passiamo alla platea degli aventi diritto: collaboratori coordinati e continuativi, titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività di impresa. Gli aspiranti beneficiari devono essere iscritti a una “qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza”, formulazione che comprende tutte le gestioni INPS ma anche le casse di previdenza dei professionisti. L’altro requisito è legato alla residenza o al luogo in cui viene esercitata l’attività, che deve essere compreso nel perimetro della zona di emergenza in base alle delibere del Consiglio dei Ministri del 4, 23 e 25 maggio 2023. Alla data del 1° maggio 2023, i beneficiari devono essere residenti, domiciliati o lavorare esclusivamente in uno dei Comuni alluvionati. Nel caso degli agenti e rappresentanti di commercio, basta che l’attività sia esercitata prevalentemente nella zona alluvionata.

Quando scade l’agevolazione

La legge prevede un limite di spesa pari a 253,6 milioni di euro, superato il quale l’INPS non accoglierà nuove domande. “Qualora dall’attività di monitoraggio dovesse emergere, anche in via prospettica, il raggiungimento del complessivo predetto limite di spesa l’INPS non procede all’accoglimento delle ulteriori domande per l’accesso ai benefici in esame”.

Come funziona

Per ogni 15 giorni di sospensione dal lavoro ricadenti nell’arco temporale che va dal 1° maggio al 31 agosto, spettano 500 euro, fino a un massimo di 3mila euro. Quindi, se per ipotesi un lavoratore autonomo ha dovuto sospendere la sua attività per 30 giorni in questo lasso di tempo, potrà richiedere mille euro, e così via. Se però lo stop riguarda tutti e quattro i mesi considerati, non può comunque chiedere più di 3mila euro.

Procedura di richiesta

Il comma 2 prevede che la domanda vada sempre presentata all’INPS, e non fornisce precisazioni sul coordinamento con le altre forme di previdenza obbligatorie. Le indicazioni precise arriveranno con i documenti di prassi.

Bonus Assunzioni under 30

Con il DL Lavoro, il Ministero del Lavoro ha introdotto un Bonus per incentivare l’assunzione di giovani fino a 30 anni. Questo Bonus prevede uno sgravio del 60% della retribuzione previdenziale lorda per 12 mesi, ovvero un’agevolazione fiscale per i datori di lavoro che decidono di assumere giovani lavoratori. La retribuzione previdenziale lorda è il totale della retribuzione lorda a cui si aggiungono i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

Chi può richiederlo

Il Bonus assunzioni under 30 previsto dal nuovo Decreto Lavoro è applicabile dal 1° giugno 2023 e viene riconosciuto a tutti i datori di lavoro, esclusi quelli domestici per colf e badanti. Le assunzioni agevolate devono essere a tempo indeterminato, anche in somministrazione o in apprendistato professionalizzante, effettuate dal primo giugno al 31 dicembre 2023. Devono riguardare giovani che sono registrati al programma PON “Iniziativa occupazione giovani”, attraverso il quale viene attuata l’iniziativa Garanzia Giovani.

Quando scade l’agevolazione

Il bonus assunzioni è valido per i contratti a tempo indeterminato sottoscritti tra il 1° giugno ed il 31 dicembre 2023. Viene riconosciuto per un anno (12 mesi).

Come funziona

Viene riconosciuto tramite conguaglio nelle denunce contributive Uniemens. Il nuovo Bonus sarà cumulabile con altri incentivi, fra cui l’esonero triennale al 100% per nuove assunzioni prorogato dalla Legge di Bilancio, ma in questi casi scende al 20% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali.

Procedura di richiesta

Per ottenere il Bonus Assunzioni giovani, le imprese devono presentare specifica domanda. Le istanze si presentano online, l’INPS risponderà entro 5 giorni dalla presentazione in base alle risorse disponibili (all’esaurimento dei fondi, le domande non vengono più accolte e per l concessione vale l’ordine cronologico) e, a quel punto, l’assunzione dovrà essere effettuata entro i successivi 7 giorni; poi ci saranno altri 7 giorni per comunicarla all’Istituto di previdenza.L’obiettivo è quello di portare a circa 70mila nuove assunzioni di giovani under 30.

La misura è finanziata per il 2023 con 80 milioni a valere sul programma operativo “Iniziativa occupazione giovani”, secondo ripartizione regionale stabilita con provvedimento ANPAL attesto entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL Lavoro – mentre per il 2024 la copertura è pari a 52 milioni di euro.

ISCRO Partite IVA

L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) è un sussidio economico erogato dall’INPS ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata che svolgono attività di lavoro autonomo come professione abituale (non occasionale). Questo sostegno finanziario è finalizzato a garantire una continuità nel reddito e nell’operatività dei lavoratori autonomi.

Chi può richiederlo

Possono richiedere l’ISCRO i lavoratori iscritti alla Gestione Separata dell’INPS che abbiano prodotto un reddito da lavoro autonomo inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti all’anno di presentazione della domanda. Inoltre, devono aver dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro, aumentati in base all’indice ISTAT, nell’anno precedente alla domanda. È necessario avere anche una partita IVA attiva da almeno quattro anni alla data di presentazione della domanda.

Quando scade l’ISCRO

La misura è stata prorogata per altri tre anni, quindi fino al 2026, dalla Legge di Bilancio 2024. Con un innalzamento del limite di reddito per accedere alla misura.

Come funziona

L’ISCRO è un sussidio esentasse e senza accredito figurativo. Una volta presentata la domanda, l’importo dell’indennità viene erogato per sei mensilità a partire dal giorno successivo alla richiesta. Per il 2023, l’importo erogato varia da un minimo di 275,38 euro a un massimo di 881,23 euro. L’importo effettivo del sussidio dipende dal 25% dell’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dall’Agenzia delle Entrate e trasmesso all’INPS al momento della domanda, calcolato su base semestrale. Ad esempio, se l’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato è di 6.000 euro, si divide per due e si moltiplica per il 25%, ottenendo così una prestazione ISCRO di 750 euro.

I beneficiari dell’ISCRO sono tenuti a seguire percorsi di aggiornamento professionale obbligatori. Le regioni e le province autonome definiscono, in collaborazione con le associazioni professionali, i percorsi di formazione all’interno della loro offerta formativa. Questi percorsi hanno lo scopo di mantenere e aggiornare le conoscenze, le abilità e le competenze dei beneficiari, al fine di adattarsi ai cambiamenti della domanda nel settore di mercato di riferimento. Inoltre, devono consentire l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze utilizzabili nell’ambito lavorativo di riferimento.

La domanda di ISCRO presentata all’INPS implica la dichiarazione di disponibilità immediata alla formazione e viene trasmessa all’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro). I beneficiari dell’ISCRO saranno convocati dal Centro per l’Impiego entro 30 giorni dalla presentazione della domanda per stipulare un patto di servizio personalizzato, che dovrà essere sottoscritto entro 90 giorni.

Procedura di richiesta

Per richiedere l’ISCRO, è possibile seguire due modalità: la via telematica o il Contact Center dell’INPS. Per la modalità telematica, è necessario autenticarsi con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) tramite il “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” sul sito dell’INPS. È importante seguire il percorso indicato sul sito, selezionando l’opzione “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)” dopo essersi autenticati. In alternativa, è possibile richiedere il sussidio tramite il Contact Center dell’INPS chiamando il numero verde gratuito 803 164 da rete fissa o il numero 06 164 164 da rete mobile (con costo).

Bonus Internet

Il Bonus Internet consiste in un voucher di connettività che può essere richiesto dalle imprese e dalle partite IVA che desiderano potenziare la propria infrastruttura digitale. La gestione di questa misura è affidata alla società Infratel Italia.

Come funziona il Bonus Internet Partite IVA

Il Bonus Internet offre un contributo che può arrivare fino a 2.500 euro per l’acquisto di servizi di connessione a banda ultra larga o di dispositivi abilitati alla connettività. L’importo del voucher dipende sia dalle prestazioni della connessione (e dai relativi prezzi), sia dalla presenza di “cambiamenti significativi”, ossia di miglioramenti sensibili della velocità di connessione rispetto alla situazione precedente.

Sono disponibili quattro tipologie di voucher Internet per le Partite IVA:

  1. Voucher A: prevede un importo di 300 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisce una connettività con velocità massima in download compresa tra 30 e 300 Mbit/s.
  2. Voucher A2: prevede un importo di 300 euro per un contratto di 18 mesi che permette di usufruire di una connessione con velocità massima in download compresa tra 300 e 1 Gbit/s. Nel caso in cui la connessione offra una velocità pari a 1 Gbit/s, il voucher potrà essere aumentato di un ulteriore contributo fino a 500 euro, a fronte dei costi di allaccio alla rete sostenuti dai beneficiari.
  3. Voucher B: prevede un importo di 500 euro per un contratto della durata di 18 mesi che garantisce il passaggio a una connettività con velocità massima in download compresa nell’intervallo tra 300 Mbit/s e 1 Gbit/s.
  4. Voucher C: offre un importo variabile da 500 a 2.500 euro per un contratto della durata di almeno 36 mesi che garantisce il passaggio a una connettività con velocità massima in download superiore a 1 Gbit/s.

Chi può richiedere il Bonus Internet Partite IVA

Per accedere al Bonus Internet per le Partite IVA 2023, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • Essere una micro, piccola o media impresa o una persona fisica titolare di partita IVA che esercita una professione intellettuale o non organizzata.
  • Avere la sede legale o operativa in Italia.
  • Non aver già usufruito del bonus Internet per lo stesso servizio di connessione.
  • Non essere in stato di liquidazione o fallimento.
  • Non aver ricevuto altre agevolazioni pubbliche per lo stesso servizio di connessione.

Quando scade il Bonus Internet Partite IVA

Il Bonus Internet per le Partite IVA è una misura introdotta nel 2022 e prorogata anche per l’anno in corso, grazie alla Legge di Bilancio 2023. Quest’iniziativa mira a fornire uno sconto sui servizi di connettività internet alle imprese e ai professionisti, al fine di incentivare gli investimenti nella  banda ultra larga, sfruttando le risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Il Bonus Internet per le Partite IVA ha una scadenza determinata dal termine degli stanziamenti disponibili. I fondi a disposizione ammontano a 589 milioni di euro, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione.

Procedura di Richiesta del Bonus Internet Partite IVA

Per richiedere il Bonus Internet, è possibile rivolgersi direttamente all’operatore di connettività prescelto per la fornitura del servizio. È importante considerare che il bonus viene erogato fino a esaurimento dei fondi disponibili, pertanto è consigliabile presentare la richiesta il prima possibile per accedere a questa agevolazione.

Oltre Nuove imprese a tasso zero – ON

Tra i contributi a fondo perduto e i crediti di imposta in favore delle partite IVA confermati per il 2023 c’è il finanziamento Oltre Nuove imprese a tasso zero – ON, un’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico, con la collaborazione di Invitalia per incentivare l’imprenditoria giovanile e femminile, aiutando coloro che vogliono lanciare nuove attività o far crescere, trasformare o rinnovare quelle già esistenti nei settori della produzione, dei servizi, del commercio e del turismo.

Chi può richiederlo

Le agevolazioni sono rivolte alle micro e piccole imprese formate da donne o giovani tra i 18 e i 35 anni.

Quando scade il Bonus Oltre Nuove imprese a tasso zero – ON

Non ci sono scadenze specifiche per la presentazione delle domande. L’incentivo è a sportello e le domande sono valutate in base all’ordine di arrivo.

Come funziona

Il finanziamento ON consiste in una combinazione di prestiti a tasso zero e contributi a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro. È possibile ottenere fino al 90% delle spese totali ammissibili, da rimborsare in 10 anni.

Procedura di richiesta

Per richiedere l’incentivo ON 2023, è necessario registrarsi ai servizi online di Invitalia e compilare la domanda online, caricando il business plan e la documentazione richiesta. La domanda deve essere firmata digitalmente e deve essere accompagnata dalla PEC del legale rappresentante o del socio referente. Dopo la verifica formale, le domande verranno valutate in base al merito.

Bonus Resto al Sud

Il Bonus Resto al Sud è un’iniziativa promossa da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. L’obiettivo del programma è finanziare le imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria) e nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.

Chi può richiederlo

Il Bonus Resto al Sud è destinato a tutti coloro che hanno un’età compresa tra 18 e 55 anni residenti nelle regioni interessate, compresi imprenditori che operano in vari settori, come industria, artigianato, agricoltura, pesca, servizi, turismo e commercio.

Quando scade il Bonus Resto al Sud

Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie per accedere al Bonus Resto al Sud. Il Bonus Resto al Sud opera secondo una modalità “a sportello”, senza graduatorie. Le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e la valutazione media avviene entro due mesi dalla presentazione. Invitalia offre assistenza gratuita per la preparazione del progetto tramite soggetti accreditati.

Dopo la presentazione della domanda, Invitalia contatta il team del progetto per un colloquio con gli analisti dell’Agenzia al fine di discutere il piano di impresa. Questo colloquio può avvenire anche tramite Skype, al fine di accelerare la procedura e facilitare i potenziali beneficiari del Bonus Resto al Sud.

I fondi disponibili ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro.

Come funziona

Le spese ammissibili per il Bonus Resto al Sud includono la ristrutturazione o la manutenzione di immobili (fino a un massimo del 30% del programma di spesa), l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, software e servizi ICT, nonché i costi di gestione (fino a un massimo del 20% del programma di spesa). Non sono finanziabili le spese di progettazione, promozione, consulenza e personale dipendente.

L’incentivo copre il 100% delle spese ammissibili, con limiti differenti a seconda della tipologia di impresa. Le agevolazioni previste dal Bonus Resto al Sud sono composte per il 50% da fondo perduto e per il 50% da finanziamento bancario, che è garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sui finanziamenti sono pagati direttamente da Invitalia.

Per i richiedenti singoli, il finanziamento è fino a 50.000 euro, mentre per le società con quattro soci il limite sale a 200.000 euro. Le imprese individuali possono ottenere fino a 60.000 euro di finanziamento.

Procedura di richiesta

Per presentare la domanda per il Bonus Resto al Sud, è necessario registrarsi ai servizi online di Invitalia e scaricare i moduli di domanda disponibili sul sito. È inoltre richiesta la disponibilità di una firma digitale e una casella di posta elettronica certificata (PEC). È possibile modificare i contatti forniti successivamente alla presentazione della domanda, se necessario.

Smart&Start per imprese innovative

Gli incentivi Smart&Start sono destinati alle startup innovative e prevedono un finanziamento a tasso zero, con possibilità di quota a fondo perduto in alcuni casi. Inoltre, per le startup costituite da meno di 12 mesi, è previsto un tutoraggio tecnico-gestionale.

Chi può richiederlo

Per poter accedere a questi incentivi nel 2023, le imprese devono essere di piccola dimensione, con un importo di progetto compreso tra 100 mila e 1,5 milioni di euro, iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese e costituite da non più di 60 mesi.

Quando scade

Smart&Start è una misura a sportello, il che significa che le domande possono essere presentate fino a quando vi sono risorse finanziarie disponibili.

Come funziona

Le startup che ricevono incentivi da Smart&Start Italia possono trasformare una parte del finanziamento in contributo a fondo perduto se ricevono investimenti da investitori terzi o soci persone fisiche entro 5 anni dalla concessione delle agevolazioni.

Procedura di richiesta

Per richiedere il finanziamento, è necessario presentare una domanda online a Invitalia, allegando il business plan e i documenti richiesti.

Bonus Assunzioni

I Bonus Assunzioni consentono ai datori di lavoro, incluse le partita IVA, di pagare meno contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori assunti. Esistono diverse categorie di agevolazioni, in base alla tipologia di lavoratore e alla durata del contratto.

Come funziona

La Legge di Bilancio prevede per il 2023 uno sgravio totale per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 36, fino a un massimo di 8.000 euro all’anno per tre anni. Inoltre, ci sono altre agevolazioni per le assunzioni:

  • se si assume o si trasforma a tempo indeterminato un beneficiario del Reddito di Cittadinanza, si ha diritto a un esonero totale per 12 mesi;
  • se si assume a tempo determinato o indeterminato una donna disoccupata di qualsiasi età o un disoccupato sopra i 50 anni, si ha diritto a un esonero del 50% fino a 8mila euro, per 12 o 18 mesi a seconda della durata del contratto, a condizione che si realizzi un aumento dell’occupazione rispetto alla media degli ultimi tre anni.

Chi può richiederlo

Tutti questi incentivi all’occupazione sono riservati ai datori di lavoro privati, escluso il lavoro domestico.

Quando scade

Il Bonus Assunzioni è valido per le assunzioni effettuate dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023.

Procedura di richiesta

Lo sgravio si fruisce nel flusso Uniemens di competenza.

Sgravi contributivi in agricoltura

La Legge di Bilancio 2023 prevede sgravi contributivi per gli imprenditori agricoli che avviano una nuova attività nel corso dell’anno e per le aziende che impiegano lavoratori in attività agricole nelle zone svantaggiate o nei territori montani.

Chi può richiederlo

Possono richiedere il bonus i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali di età inferiore ai 40 anni che si iscrivono alla previdenza agricola entro il 31 dicembre 2023.

Come funziona

I beneficiari possono usufruire di un sgravio del 100% dei contributi previdenziali per i primi due anni di iscrizione. Tale sgravio non pregiudica il futuro assegno pensionistico, ma non è cumulabile con altri benefici contributivi.

Inoltre, le aziende che assumono lavoratori in attività agricole possono beneficiare di una riduzione dei contributi del 75% per i territori montani particolarmente svantaggiati e del 68% per altre zone agricole svantaggiate, tra cui le regioni Abruzzo, Molise e Basilicata.

Quando scade

Il bonus è stato rinnovato per tutto il 2023.

Procedura di richiesta

La richiesta di esonero contributivo per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali deve essere presentata entro 120 giorni dalla comunicazione di inizio attività. Le richieste presentate dopo tale periodo saranno respinte. L’istanza deve essere presentata solo attraverso il sito web dell’INPS, utilizzando la modalità telematica.

Bonus industria 4.0

Il Bonus Industria 4.0 è un incentivo fiscale che mira a sostenere le imprese che investono in tecnologie avanzate per la trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi e dei prodotti. L’obiettivo è quello di migliorare la competitività delle imprese e del sistema produttivo nazionale, attraverso l’adozione di tecnologie innovative e la promozione della cultura dell’innovazione. Il Bonus è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 e successivamente modificato dal Decreto Aiuti.

Chi può richiederlo

I Bonus Industria 4.0 sono incentivi concessi alle imprese che effettuano investimenti per la trasformazione tecnologica e digitale in ottica Transizione/Industria 4.0. Possono accedervi tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Industria 4.0 è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025 e, a determinate condizioni, fino al 30 giugno 2026. Tuttavia, per la fruizione del credito di imposta “Transizione 4.0” per gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, è necessario che l’ordine sia stato accettato dal venditore entro il 2022, con pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione. Per gli investimenti effettuati entro il 30 novembre 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione, il credito d’imposta spetta in base alla quota di investimenti effettuati.

Come funziona

Il Bonus Industria 4.0 prevede agevolazioni per gli investimenti in beni materiali nuovi, secondo il modello “Industria 4.0”, e per i beni immateriali connessi, come software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni e servizi di cloud computing. Il credito d’imposta spetta in base alla quota di investimenti effettuati e varia in base alla data dell’investimento e al costo dell’investimento stesso. In particolare, per gli investimenti dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 (o fino al 30 giugno 2026), il credito d’imposta varia dal 20% al 5%, a seconda della quota di investimenti effettuati.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus Industria 4.0 è necessario seguire una procedura specifica. In particolare, è necessario presentare la domanda di accesso ai benefici entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui l’investimento è stato effettuato. Inoltre, è necessario conservare tutta la documentazione relativa all’investimento effettuato e alla richiesta del credito d’imposta, in modo da poterla presentare in caso di richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus POS

Il  Bonus POS è un credito d’imposta del 30% sulle commissioni per le transazioni effettuate con sistemi di pagamento elettronici, come il POS, le app e le transazioni elettroniche. Questa agevolazione fiscale è stata introdotta dall’articolo 22 del Decreto-legge n. 124/2019 per incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali da parte di imprenditori e lavoratori autonomi.

Chi può richiederlo

Il Bonus POS è destinato a Partite IVA e imprese che hanno maturato nell’anno precedente ricavi e compensi inferiori ai 400mila euro. Questo significa che sia le grandi che le piccole imprese possono accedere all’agevolazione fiscale, a patto di rispettare i requisiti richiesti.

Quando scade il Bonus

L’accesso al Bonus POS non prevede una data di scadenza, pertanto le Partite IVA e le imprese possono richiedere il beneficio fiscale anche nel 2023 se in possesso dei requisiti richiesti. Tuttavia, è importante tenere presente che il Bonus potrebbe subire delle modifiche in futuro, in base alle decisioni del Governo.

Come funziona

Il credito d’imposta del Bonus POS è pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento tracciabili con privati consumatori. Questo significa che vi rientrano i pagamenti elettronici con POS mediante carte di credito, carte di debito o prepagate, emesse da operatori finanziari. Il beneficio deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi e non concorre alla formazione del reddito.

Procedura di richiesta

La procedura di richiesta prevede l’utilizzo del codice tributo 6916, da utilizzare in compensazione con Modello F24 a decorrere dal mese successivo rispetto al mese in cui è avvenuta la spesa. È importante tenere presente che il Bonus deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi per poter usufruire dell’agevolazione fiscale.

Bonus Mezzogiorno

Il Bonus Mezzogiorno è un tax credit che riguarda gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2023 in beni strumentali nuovi da destinare a strutture produttive del Sud Italia, delle Zone economiche speciali (ZES) e delle Zone logistiche semplificate (ZLS). La misura è stata prorogata per l’intero anno 2023 e prevede una serie di semplificazioni rispetto alle precedenti edizioni.

Chi può richiederlo

Possono fruire del Bonus Mezzogiorno le imprese che acquisiscono (anche tramite leasing finanziario) macchinari, impianti o attrezzature per strutture produttive in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nelle zone assistite della regione Abruzzo, nelle ZES e nelle ZLS.

Quando scade il Bonus

Il nuovo modello di comunicazione sugli investimenti agevolati è stato aggiornato con la proroga 2023 e potrà essere trasmesso dall’impresa beneficiaria o da un intermediario incaricato tramite il software “CIM23”. La scadenza per la richiesta del Bonus Mezzogiorno è fissata al 31 dicembre 2024.

Per quanto riguarda gli investimenti realizzati dal 2016 al 2022, invece, si dovrà utilizzare il vecchio schema di domanda, rispettando la scadenza del prossimo 31 dicembre 2023.

Come funziona

Il Bonus Mezzogiorno prevede un credito d’imposta pari al 40% degli investimenti effettuati nel periodo agevolabile. Inoltre, sono stati eliminati i riquadri con le annualità prestampate e sono stati sostituiti con un solo riquadro riguardante gli investimenti effettuati nell’anno agevolabile.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus Mezzogiorno è necessario utilizzare il nuovo modello di comunicazione aggiornato alle novità 2023. Le istruzioni per la compilazione del modello e i dettagli sulle nuove regole sono contenuti nel provvedimento del 1° giugno 2023 del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

La domanda può essere presentata dall’impresa beneficiaria o da un intermediario incaricato tramite il software “CIM23” disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Incentivi Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini Green è un bonus che agevola l’accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese per gli investimenti in beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali. La misura prevede finanziamenti di durata massima quinquennale concessi da banche e intermediari che hanno aderito alla Convenzione “Beni Strumentali”, con possibilità di copertura fino all’80% dell’importo erogato dal Fondo di Garanzia PMI.

Chi può richiederlo

Possono fare domanda di accesso alla Nuova Sabatini tutte le micro, piccole e medie imprese di qualunque settore produttivo (inclusi agricoltura e pesca), tranne attività finanziarie e assicurative. Le imprese devono rispondere alla definizione UE di micro, piccola o media impresa.

Quando scade il Bonus

La Legge di Bilancio ha destinato in tutto 150 milioni di euro per rifinanziare questa storica misura e potenziarla in chiave 4.0 e green (erogando 30 milioni per l’anno 2023 e 40 milioni annui dal 2024 al 2026).

Come funziona

La Nuova Sabatini concede credito finalizzato all’acquisto o all’acquisizione in leasing di beni materiali o immateriali ad uso produttivo. Solo gli investimenti in beni nuovi che sono autonomi e correlati all’attività produttiva dell’impresa sono ammissibili per il contributo. E solo se rientranti nelle categorie di immobilizzazioni materiali che includono “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, oltre alle immobilizzazioni immateriali come “software” o “tecnologie digitali”. Non sono ammessi investimenti agevolati in terreni o edifici, beni usati o rigenerati, o beni in fase di sviluppo.

Procedura di richiesta

Dal 1° gennaio 2023, le domande di accesso al finanziamento e al contributo per investimenti in beni strumentali si compilano per via telematica tramite procedura disponibile nella sezione della piattaforma “Gestione nuove domande“. È necessario utilizzare le credenziali SPID per accedere alla piattaforma “Beni Strumentali – Nuova Sabatini” riservata alle imprese. La domanda inoltrata va sottoscritta con firma digitale. Ad ogni pratica si assegna un Codice Unico di Progetto (CUP) che dovrà essere riportato sulle fatture elettroniche di acconto e saldo per l’acquisto dei beni agevolati.

Bonus Formazione 4.0

Il bonus formazione 4.0 è una misura agevolativa che sostiene le imprese italiane nel processo di trasformazione tecnologica e digitale, creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.

Chi può richiederlo

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di appartenenza.

Quando scade il Bonus

Il credito d’imposta formazione 4.0 ha una scadenza annuale, il 31 dicembre di ogni anno solare. Ciò significa che le attività formative devono essere svolte e documentate entro la fine dell’anno solare per poter beneficiare del credito d’imposta.

Come funziona

Le attività formative devono essere erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico e i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle competenze devono essere certificati secondo le modalità stabilite dallo stesso decreto ministeriale.

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura del 70% delle spese ammissibili per le piccole imprese, 50% per le medie imprese e 30% per le grandi imprese. Inoltre, la misura del credito d’imposta è aumentata per tutte le imprese, fermo restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari della formazione ammissibile rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati.

Procedura di richiesta

Per richiedere il credito d’imposta formazione 4.0, è necessario compilare il modello di comunicazione dei dati e delle altre informazioni riguardanti l’applicazione del credito d’imposta, firmarlo digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e trasmetterlo in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo formazione4.0@pec.mise.gov.it.

Bonus R&S

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica è un incentivo fiscale che ha l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese stimolando gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, Innovazione tecnologica, anche nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, Design e ideazione estetica.

Chi può richiederlo?

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali possono richiedere il credito d’imposta. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Quando scade il Bonus?

Per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10%, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, il credito d’imposta è riconosciuto fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023 in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro. Dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta è riconosciuto fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10%, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro. Dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%.

Come funziona il credito d’imposta?

Le spese ammissibili per le diverse attività sono le seguenti:

Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale:

  • Spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici impiegati direttamente nelle operazioni di ricerca e sviluppo.
  • Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo.
  • Spese per contratti di ricerca esterni che prevedono il coinvolgimento diretto del soggetto commissionario nelle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.
  • Quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi di privative industriali, come invenzioni industriali, topografie di prodotto a semiconduttori o nuove varietà vegetali.
  • Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti relativi alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.
  • Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

Attività di innovazione tecnologica:

  • Spese per il personale direttamente impiegato nelle operazioni di innovazione tecnologica svolte internamente all’impresa.
  • Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di innovazione tecnologica.
  • Spese per contratti che prevedono il coinvolgimento diretto del soggetto commissionario nelle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta.
  • Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti relativi alle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta.
  • Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta.

Attività di design e ideazione estetica:

  • Spese per il personale direttamente impiegato presso le strutture produttive dell’impresa nello svolgimento delle attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta.
  • Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica, inclusa la progettazione e realizzazione dei campionari.
  • Spese per contratti che prevedono il coinvolgimento diretto del soggetto commissionario nelle attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta.
  • Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle altre attività innovative ammissibili al credito d’imposta.
  • Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di design e ideazione estetica ammissibili al credito d’imposta.

Procedura di richiesta

Per richiedere il credito d’imposta è necessario compilare il modello di comunicazione dei dati e delle altre informazioni riguardanti l’applicazione del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, attività di innovazione tecnologica e attività di design e ideazione estetica. Il modello deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e trasmesso in formato elettronico tramite PEC all’indirizzo cirsid@pec.mise.gov.it secondo lo schema disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. In caso di problemi tecnici il modello può essere inviato direttamente alla PEC della Direzione: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it.

Bonus Digitour

Il settore turistico è stato uno dei più colpiti dalla pandemia globale, ma il governo italiano ha implementato una serie di misure per sostenere e promuovere la ripresa delle agenzie di viaggio e dei tour operator. Tra queste misure, il Bonus Digitour si distingue come un’interessante opportunità per gli operatori del settore di investire nello sviluppo digitale e ottenere un credito d’imposta significativo. In questo articolo, esploreremo chi può richiederlo, quando scade, come funziona e la procedura di richiesta.

Chi può richiederlo

Il Bonus Digitour è destinato agli operatori economici che esercitano attività con codici Ateco 79.1, 79.11 e 79.12, ovvero agenzie di viaggio e tour operator. Questi operatori possono beneficiare di un credito d’imposta nella misura del 50% dei costi sostenuti per investimenti e attività di sviluppo digitale. È importante notare che il Bonus è soggetto a un importo massimo cumulato di 25.000 euro.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Digitour è valido per i costi sostenuti dal 7 novembre 2021 al 31 dicembre 2024. Le domande hanno preso il via a ottobre 2022.

Come funziona

Il Bonus Digitour offre un credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti per gli investimenti e le attività di sviluppo digitale. Questo significa che gli operatori possono ottenere un rimborso del 50% delle spese ammissibili. Le spese ammissibili comprendono, tra le altre cose, l’implementazione di impianti Wi-Fi ad alta velocità, la creazione di siti web ottimizzati per la navigazione su dispositivi mobili, l’acquisizione di programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, nonché la promozione online di servizi turistici. Inoltre, il Bonus copre anche la formazione del titolare o del personale dipendente per le attività elencate.

Procedura di richiesta

La procedura di richiesta del Bonus Digitour è semplice e può essere completata online. Alle ore 12.00 del 12 ottobre 2022 ha preso il via la possibilità di inoltrare l’istanza di accesso al secondo sportello Digitour 2022 attraverso il sito web di Invitalia. È importante notare che le domande vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione, quindi è consigliabile presentare la richiesta il prima possibile. È inoltre significativo sottolineare che il 40% delle risorse è destinato agli investimenti nel Mezzogiorno e nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La dotazione finanziaria per il 2022 ammonta a 18 milioni di euro.

Bonus IPO

La Manovra 2023 ha introdotto diverse misure a sostegno delle imprese, tra cui la proroga del credito d’imposta per le spese di consulenza finalizzate alla quotazione delle PMI. Questo credito d’imposta, conosciuto come Bonus IPO, prevede un tetto massimo dell’agevolazione pari a 500.000 euro, corrispondente al 50% delle spese sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre.

Chi può richiederlo

Il Bonus IPO è rivolto alle piccole e medie imprese che intendono quotarsi sui mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno degli Stati Membri dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Questa agevolazione è stata introdotta per la prima volta nella Manovra 2018 e successivamente prorogata di anno in anno.

Quando scade il Bonus

Nella Legge di Bilancio 2023, è stata stabilita la proroga del Bonus IPO, mantenendo il tetto massimo previsto inizialmente. Pertanto, le imprese potranno usufruire di questo credito d’imposta fino al 31 dicembre 2023. È importante tenere presente che è necessario presentare la domanda entro i termini stabiliti per poter beneficiare dell’agevolazione.

Come funziona

Il Bonus IPO copre il 50% dei costi di consulenza sostenuti dall’impresa per la preparazione e l’esecuzione della quotazione. Le spese ammesse includono l’aggiornamento del piano industriale, la predisposizione dell’ammissione alla quotazione e del collocamento, l’ottenimento di consulenze esterne per questioni legali e fiscali, nonché la realizzazione di piani di comunicazione.

Procedura di richiesta

Per poter usufruire del Bonus IPO, le imprese devono presentare una domanda al Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) tra ottobre e marzo di ogni anno. È importante attenersi alle scadenze indicate e rispettare i requisiti specificati nel decreto attuativo emanato dal MiSE il 23 aprile 2018.

Una volta ottenuto il Bonus IPO, il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a partire dal periodo di imposta successivo a quello della quotazione. È importante tenere presente che questo beneficio non concorre alla formazione del reddito dell’impresa.

Bonus psicologo

Il Bonus Psicologo è un incentivo permanente che offre un contributo pubblico per pagare un ciclo di sedute di psicoterapia. È stato introdotto dalla legge di conversione del decreto Milleproroghe 2022 e reso permanente dalla Legge di Bilancio 2023. Il bonus tiene conto del requisito reddituale e dell’ordine di arrivo delle richieste e prevede una graduatoria.

Chi puó richiedere il Bonus Psicologo?

Possono accedere al Bonus Psicologo le persone che si trovano in una condizione di stress, ansia, depressione e fragilità e che possono beneficiare di un percorso psicoterapeutico. Nella scorsa edizione potevano beneficiarne anche più persone dello stesso nucleo familiare, ma le disposizioni per il bonus dell’anno in corso saranno definite nel decreto attuativo.

Come funziona il Bonus Psicologo?

Il beneficio è riconosciuto alle persone con reddito ISEE fino a 50.000 euro. Dal 2023, l’importo dovrebbe essere di 1500 euro, ma saranno introdotti nuovi parametri che ne regoleranno l’importo.

Quali spese copre il Bonus Psicologo?

Il Bonus Psicologo copre le spese inerenti alle sedute di psicoterapia rivolte a persone in condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica a causa delle conseguenze della crisi Covid. Le sedute devono essere svolte presso specialisti privati regolarmente iscritti nell’albo degli psicologi e che abbiano comunicato l’adesione all’iniziativa al Consiglio nazionale.

Quando scade?

Il Bonus Psicologo è una misura strutturale.

Procedura di richiesta del Bonus Psicologo

Per ottenere il Bonus Psicologo, è necessario fare domanda all’INPS. L’istituto redige le graduatorie in base all’ISEE e all’ordine cronologico di arrivo delle richieste. Una volta accolta la domanda, l’INPS invia un codice univoco da comunicare allo psicologo per emettere la fattura da caricare sul sito INPS per il rimborso.

La domanda per il Bonus Psicologo si presenta online tramite il servizio INPS denominato “Contributo sessioni psicoterapia“. È possibile accedere tramite il portale web dell’INPS con SPID di livello 2, Carta di identità elettronica (CIE) 3.0 e Carta Nazionale dei servizi (CNS), oppure tramite il Contact Center ai numeri verdi 803.164 o 06 164.164.

Il bonus viene assegnato in base alle graduatorie per Regione e Provincia autonoma, tenendo conto del valore ISEE e dell’ordine di presentazione delle domande. L’esito viene notificato tramite SMS e/o email ai richiedenti e può essere consultato sulla procedura utilizzata per la domanda, nella sezione “Ricevute e provvedimenti”.

Sport Bonus

Con la nuova Legge di Bilancio (Legge 29/12/2022, n. 197, art. 1, comma 614), è stata estesa anche per l’anno 2023 la possibilità di effettuare erogazioni liberali per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, già prevista dalla legge di bilancio per l’anno 2019 all’art. 1 commi da 621 a 626.

Chi può richiedere lo Sport Bonus?

I soggetti che possono effettuare tali erogazioni sono esclusivamente le imprese, a cui è riconosciuto un credito di imposta pari al 65% dell’importo erogato, da utilizzarsi in tre quote annuali di pari importo.

Come funziona?

Il limite all’importo erogabile è pari al 10 per mille dei ricavi annui, riferiti al 2022. Inoltre, l’ammontare complessivo del credito di imposta riconosciuto a tutte le imprese non può superare i 15 milioni di euro per l’anno in corso.

Quando scade lo Sport Bonus?

Anche per il corrente anno, il procedimento è definito dal D.P.C.M. 30 aprile 2019 e prevede l’apertura di due finestre temporali di 120 giorni, rispettivamente il 30 maggio e il 15 ottobre. Dalla data di apertura dei termini per la presentazione delle domande, i soggetti interessati hanno 30 giorni di tempo per presentare la domanda di ammissione al procedimento e ottenere l’autorizzazione a effettuare l’erogazione liberale.

Qual è la procedura da seguire per richiedere lo Sport Bonus?

Le domande per la partecipazione al Bando Sport Bonus 2023 devono essere presentate tramite l’apposita piattaforma online avvisibandi.sport.governo.it. All’interno della piattaforma, gli utenti troveranno la “guida alla compilazione” e i riferimenti per l’assistenza tecnica e procedurale.

Per eventuali richieste di informazione e chiarimenti, è possibile contattare il servizio di assistenza tecnica e procedurale all’indirizzo servizioprimo.sport@governo.it, specificando nell’oggetto “SPORT BONUS 2023”.

Bonus TV e decoder

Il Bonus TV è un’iniziativa che prevede uno sconto sull’acquisto di un nuovo televisore o decoder, a fronte della rottamazione di un vecchio apparecchio. Nella sua ultima edizione, il bonus garantiva uno sconto del 20% della spesa, fino a un massimo di 100 euro.

Chi puoi richiederlo

Sono ammessi a usufruire del Bonus TV coloro che sono in regola con il pagamento del canone RAI o i residenti in Italia di età pari o superiore ai settantacinque anni esenti dal canone TV. Inoltre, è necessario compilare un modulo di autodichiarazione che attesta il corretto smaltimento dell’apparecchio obsoleto.

Come funziona

Il Bonus viene suddiviso in due categorie: il Bonus TV Rottamazione e il Bonus TV Decoder. Il primo è rivolto all’acquisto di nuovi televisori, mentre il secondo è destinato all’acquisto di nuovi decoder.

Quando scade il Bonus TV e decoder

Per entrambe le misure, erano disponibili dei fondi limitati e le prenotazioni si sono chiuse il 12 novembre 2022. Si prevedono tuttavia prossimi rinnovi. Inoltre, è ancora attivo il Bonus Decoder a casa, che permette ai pensionati di ricevere un nuovo decoder direttamente a domicilio.

Questo bonus è riservato agli over 70 con un reddito da pensione inferiore ai 20.000 euro e titolari di un abbonamento RAI. È importante notare che coloro che hanno già utilizzato il Bonus TV Decoder da 30 euro non potranno usufruire di questa agevolazione.

La scadenza del Bonus Decoder a casa è stata estesa fino al 31 dicembre 2023 mediante il Decreto Milleproroghe.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus, è necessario effettuare l’acquisto presso un negozio convenzionato o tramite il sito web autorizzato e seguire le indicazioni fornite per procedere con la richiesta. È importante verificare i requisiti e i documenti necessari per poter usufruire del Bonus, come ad esempio la registrazione del vecchio apparecchio da rottamare.

Bonus Vista

Il Bonus Vista per occhiali e lenti a contatto è un’iniziativa istituita dalla Manovra 2021, ma che è stata attuata solo di recente, con la pubblicazione di un decreto a ottobre 2022 e l’attivazione della piattaforma web dedicata il 20 aprile 2023. Il bonus permette di ottenere un contributo di 50 euro per l’acquisto di occhiali da vista e lenti a contatto.

Chi può richiederlo

Per poter richiedere il Bonus Vista, è necessario essere in possesso di un ISEE non superiore a 10mila euro e la richiesta può essere fatta una sola volta per ciascun membro del nucleo familiare.

Come funziona

Nel caso si richieda il rimborso per un acquisto già effettuato, bisogna indicare i dettagli della fattura o del documento commerciale, nonché la Partita IVA del rivenditore, l’IBAN del conto corrente del richiedente o del beneficiario, e la data e l’importo della spesa sostenuta, IVA inclusa. Dopo la verifica dei dati, il rimborso sarà effettuato.

Nel caso si scelga invece di ottenere un voucher per nuovi acquisti, è importante sapere che il voucher deve essere utilizzato entro 30 giorni dalla sua generazione, altrimenti scadrà automaticamente. È possibile generare un altro voucher solo se ci sono risorse disponibili.

Quando scade il Bonus Vista

Il bonus è concesso secondo l’ordine di domanda e fino ad esaurimento delle risorse annuali.

Procedura di richiesta

La procedura per richiedere il bonus prevede l’utilizzo di una piattaforma dedicata bonusvista.it. Gli esercenti che desiderano accreditarsi devono registrarsi sul sito, mentre i beneficiari devono accedere utilizzando le proprie credenziali digitali, come SPID di livello 2, Carta di identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).

Per effettuare la richiesta, è necessario fornire la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) relativa a un ISEE non superiore a 10mila euro.

Bonus genitori separati

Il Bonus Genitori Separati è una prestazione economica prevista per coloro che si trovano nella situazione in cui l’altro genitore non ha versato l’assegno di mantenimento dovuto durante la crisi Covid. È stato definito dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 251 del 26 ottobre 2022, che stabilisce i requisiti e le modalità di erogazione del bonus.

Scadenza del Bonus genitori seprati

Il Bonus copre un arco temporale compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022, durante il quale il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento deve essere collegato all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Requisiti per ottenere il Bonus

  • Il richiedente deve essere un genitore separato, convivente con figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave.
  • Il reddito massimo del richiedente non deve superare 8.174 euro.
  • È richiesta una riduzione o sospensione dell’attività lavorativa del genitore inadempiente di almeno 90 giorni dall’8 marzo 2020 o un calo di reddito del 30% tra il 2019 e il 2020.

Come funziona

Il contributo viene erogato in un’unica soluzione e corrisponde all’importo non versato dell’assegno di mantenimento, fino al tetto massimo di 800 euro al mese, per un totale di 9.600 euro (12 mensilità).

Procedura di richiesta

Per richiedere il bonus, i genitori separati devono presentare domanda attraverso il sito web famiglia.gov.it dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico da parte del Dipartimento per le politiche della famiglia. Nella domanda, è necessario allegare la documentazione che attesti il diritto all’assegno di mantenimento e autodichiarare il possesso degli altri requisiti.

Bonus benzina

l Bonus benzina è un contributo esentasse del valore massimo di 200 euro, destinato ai lavoratori del settore privato che sono dipendenti di imprese, studi professionali o altri datori di lavoro non pubblici. Questo bonus è una misura contro il caro energia e fa parte delle misure potenziate dal Decreto Carburanti, con proroga per l’intero anno.

Destinatari del bonus

Il Bonus è rivolto ai dipendenti del settore privato, ma le aziende non hanno alcun obbligo di concederlo.

Scadenza del Bonus benzina

La detassazione del Bonus benzina fino a 200 euro è prevista anche nel 2024.

Come funziona

Una delle novità del Decreto Carburanti è che il bonus benzina può essere concesso a qualsiasi titolo, non solo gratuitamente. Ciò offre vantaggi al datore di lavoro, poiché può utilizzarlo per estendere i piani di welfare aziendale con i relativi vantaggi fiscali o addirittura come “merce di scambio”, magari al posto di un aumento di stipendio.

Il bonus benzina può essere erogato come buoni benzina o analoghi titoli di acquisto di carburante, inclusa la ricarica di veicoli elettrici, nel limite massimo di 200 euro per ciascun lavoratore. Questo importo è esente da imposta, rispettando i massimali.

Se il datore di lavoro sceglie di concedere il bonus, esso viene corrisposto in busta paga e non concorre alla formazione del reddito, ma è soggetto agli oneri contributivi. È importante notare che, se il bonus benzina è erogato come benefit aziendale, esso resta escluso dal massimale ordinario, previsto per la non imponibilità del beneficio. Tuttavia, se il superamento delle soglie previste per gli altri benefit dovesse portare all’eccedenza del massimale, anche i bonus benzina sarebbero tassati in misura ordinaria.

Oltre all’uso come buoni benzina, il bonus può anche essere utilizzato come benefit aziendale o come premio di risultato, anche sostituendo premi previsti da contrattazioni di primo o secondo livello.

Procedura di richiesta

Per ottenere il Bonus benzina, i dipendenti dovranno seguire la procedura di richiesta prevista dalla propria azienda, che potrebbe variare a seconda delle politiche aziendali stabilite.

Bonus pedaggi

Il Bonus pedaggi autostradali è un contributo ministeriale concesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alle imprese che svolgono attività di autotrasporto, al fine di ridurre le spese sostenute per i pedaggi autostradali relativi ai transiti effettuati nel 2022. Il Bonus è regolamentato dalla Delibera n. 6/2023 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 maggio 2023.

Chi può richiedere il Bonus Pedaggi

Le imprese di autotrasporto merci, comprese le cooperative, consorzi, società consortili o raggruppamenti, che operano per conto terzi nel trasporto di merci, possono beneficiare del rimborso sui pedaggi autostradali. I veicoli utilizzati devono appartenere alle classi Euro 5 o superiori o essere alimentati ad energia elettrica o a trazione alternativa.

I mezzi utilizzati per il trasporto devono rientrare nelle seguenti classi per il calcolo del pedaggio:

  1. Classi B, 3, 4, 5, in base al numero di assi e sagoma;
  2. Classi 2, 3 o 4, in base al volume.

Inoltre, l’importo complessivo delle fatture relative ai pedaggi autostradali deve essere di almeno 200.000 euro, ma non può superare il 13% del fatturato annuo dell’impresa in termini di misura del contributo fruito.

Come funziona

Il Bonus Pedaggi autostradali del 2023 consiste in un parziale rimborso delle spese sostenute nel 2022 per i pedaggi autostradali. Il contributo viene erogato in modo proporzionale al valore delle fatture per i pedaggi, secondo specifici scaglioni basati sulla percentuale di riduzione applicata e la classe di appartenenza del veicolo.

Le aliquote di contributo si basano sul fatturato globale annuo (somma complessiva delle fatture relative alla spesa per i pedaggi) e variano a seconda della classe Euro del veicolo:

  • Fatturato da 200.000 a 400.000 euro: 5% di riduzione per veicoli Euro 6 o a trazione alternativa e 3% per veicoli Euro 5.
  • Fatturato da 400.001 a 1.200.000 euro: 7% di riduzione per veicoli Euro 6 o a trazione alternativa e 5% per veicoli Euro 5.
  • Fatturato da 1.200.001 a 2.500.000 euro: 9% di riduzione per veicoli Euro 6 o a trazione alternativa e 7% per veicoli Euro 5.
  • Fatturato da 2.500.001 a 5.000.000 euro: 11% di riduzione per veicoli Euro 6 o a trazione alternativa e 9% per veicoli Euro 5.
  • Fatturato superiore a 5.000.000 di euro: 13% di riduzione per veicoli Euro 6 o a trazione alternativa e 11% per veicoli Euro 5.

Procedura di richiesta del Bonus Pedaggi

Per accedere al Bonus pedaggi autostradali, le imprese interessate devono seguire una procedura di richiesta secondo le seguenti fasi:

  1. Dal 5 all’11 giugno 2023: Prenotazione del rimborso.
  2. Dal 26 giugno al 21 luglio 2023: Compilazione e firma della domanda.
  3. Successivamente, la domanda potrà essere presentata tramite il portale dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori (alboautotrasporto.it), accedendo al servizio “Pedaggi”.

Bonus veicoli sicuri

Il Bonus Veicoli Sicuri, noto anche come Bonus Revisione Auto 2023, è un’iniziativa statale istituita per fornire un contributo parziale ai proprietari di veicoli a motore, come auto e moto, che hanno sottoposto il proprio mezzo alla revisione obbligatoria. Questo bonus è stato introdotto a seguito dell’aumento della tariffa per le revisioni, a partire dal 1° novembre 2021, e mira a sostenere i cittadini nel mantenimento della sicurezza delle proprie vetture e motocicli.

Bonus Veicoli Sicuri e Bonus Revisione Auto 2023 sono la stessa cosa? Sì, il Bonus Veicoli Sicuri è il contributo istituito dalla Legge 30 dicembre 2020 n. 178, all’articolo 1, comma 706, ed è comunemente noto come Bonus Revisione Auto. Attraverso questo programma, i cittadini possono richiedere un rimborso di 9,95 euro per la revisione auto obbligatoria.

Chi può richiederlo

Il Bonus Veicoli Sicuri spetta ai proprietari di veicoli a motore, tra cui auto e moto, che hanno sottoposto la loro vettura alla revisione obbligatoria a partire dal 1° novembre 2021 e per i tre anni successivi. Ogni richiedente può ottenere il contributo una sola volta durante il periodo di iniziativa, che copre gli anni 2021, 2022 e 2023. Le risorse destinate a questo bonus sono pari a 4 milioni di euro per ciascun anno.

Come funziona

Il contributo del Bonus Veicoli Sicuri ammonta a 9,95 euro ed è destinato a coprire parte dei costi della revisione auto obbligatoria. Attualmente, il costo della revisione è di 54,95 euro. Tuttavia, se la revisione viene effettuata presso un centro privato, al costo vanno aggiunte l’IVA al 22%, la tariffa della motorizzazione (10,20 euro) e le spese postali (1,78 euro), per un totale complessivo di 79,02 euro.

Una volta presentata la domanda e verificati i dati forniti, il rimborso dell’extra costo sulla revisione auto sarà effettuato. È possibile monitorare lo stato di avanzamento della pratica direttamente sulla piattaforma, e in caso di necessità, si può ottenere assistenza utilizzando il codice fornito al momento della domanda. È un’iniziativa importante che contribuisce a promuovere la sicurezza stradale e ad agevolare i cittadini nel rispetto degli obblighi di legge riguardanti la revisione dei veicoli a motore.

Quando scade il Bonus Revisione Auto

Le richieste per ottenere il Bonus Revisione Auto possono essere presentate a partire dal 3 aprile 2023 per le spese sostenute durante l’anno in corso. Se si desiderava richiedere il bonus per le revisioni del 2022, il termine ultimo per farlo era il 3 marzo 2023. L’iniziativa scadrà definitivamente il 31 dicembre 2023, pertanto è fondamentale presentare la domanda entro tale data.

Come si richiede il Bonus Revisioni

Per richiedere il rimborso sulla revisione auto, è necessario procedere attraverso la piattaforma ufficiale del Ministero dei Trasporti, disponibile su bonusveicolisicuri.it. La registrazione alla piattaforma può avvenire tramite SPID di secondo livello, Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE). Nella domanda, occorre fornire i dettagli del veicolo, la data della revisione obbligatoria, il codice IBAN per l’accredito del rimborso e i dati anagrafici dell’intestatario del conto. È importante notare che, in caso di veicolo cointestato, la richiesta di rimborso deve essere presentata dal primo co-intestatario indicato sulla carta di circolazione.

Bonus Bollette Telefoniche

Il Bonus Bollette Telefoniche è un’iniziativa volta a fornire condizioni agevolate sul servizio telefonico per le famiglie che si trovano in una situazione di disagio economico. Questo diritto è garantito alle famiglie con un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore a 8.111,23 euro e che hanno un contratto con l’operatore TIM, in quanto è l’operatore che offre il servizio universale.

Chi può richiederlo

Il Bonus Bollette Telefoniche è destinato alle famiglie in condizione di disagio economico, come attestato dal valore dell’ISEE. Per beneficiare dell’agevolazione, è necessario avere un ISEE inferiore a 8.111,23 euro. Le famiglie che soddisfano questo requisito possono richiedere lo sconto del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica e ottenere 30 minuti al mese di telefonate gratuite verso tutti i numeri nazionali, sia fissi che mobili.

Quando scade il Bonus

La richiesta per il Bonus Bollette Telefoniche è da rinnovare annualmente. Ciò significa che, di volta in volta, è necessario confermare il requisito di reddito per continuare a beneficiare dell’agevolazione. Il beneficio dell’agevolazione è valido per un anno solare e, quindi, entro la scadenza, è essenziale inoltrare nuovamente la richiesta per continuare a godere delle tariffe agevolate.

Come funziona il Bonus Bollette Telefoniche

Il Bonus Bollette Telefoniche offre due vantaggi principali per le famiglie che ne hanno diritto. In primo luogo, viene applicato uno sconto del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica, il che permette di risparmiare significativamente sui costi telefonici. In secondo luogo, il bonus include 30 minuti al mese di telefonate gratuite verso tutti i numeri nazionali, sia fissi che mobili. Questo permette alle famiglie di mantenere una connessione essenziale con amici, familiari e servizi importanti senza dover sostenere ulteriori spese.

Procedura di richiesta del Bonus

Per richiedere il Bonus Bollette Telefoniche, è necessario inoltrare l’apposita domanda utilizzando il modulo fornito dal gestore del servizio di rete telefonica. Nel caso in cui si abbia un contratto con l’operatore TIM, è a questo gestore che va rivolta la richiesta. Tuttavia, è importante sapere che anche gli altri gestori telefonici offrono in genere simili agevolazioni. Pertanto, se si possiede un contratto con un operatore diverso da TIM, è consigliabile consultare il sito web del proprio gestore per ottenere informazioni specifiche riguardanti la procedura di richiesta del Bonus Bollette Telefoniche.

Bonus Bollette: acqua, luce e gas

Il Bonus Bollette acqua, luce e gas rappresenta un’importante iniziativa volta a fornire un supporto finanziario a coloro che ne hanno bisogno. Questo agevolazione si rivolge a categorie specifiche di beneficiari e, attraverso sconti e compensazioni, mira a alleggerire il peso delle spese domestiche e a migliorare la qualità della vita delle persone che ne traggono vantaggio.

Chi può richiederlo

Il Bonus Bollette è accessibile a varie categorie di beneficiari:

  1. Beneficiari del Bonus Sociale a basso ISEE: coloro che si trovano in una situazione economica disagiata e rientrano nei requisiti di reddito stabiliti possono richiedere il Bonus Bollette.
  2. Titolari di Reddito di Cittadinanza (RdC o PdC): le persone che beneficiano del Reddito di Cittadinanza e soddisfano i requisiti ISEE possono accedere al Bonus.
  3. Utenti con gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature elettromedicali: chiunque affronti gravi condizioni di salute che richiedono l’uso continuativo di dispositivi medici può richiedere il Bonus Bollette.

Scadenza del Bonus

Il Bonus Bollette viene erogato anche nel 2024. Al momento, i requisiti per accedere al Bonus Sociale Bollette sono i seguenti:

  •  ISEE non superiore a 9.530 euro;
  •  ISEE tra 9.530 e 15.000 euro con meno di 4 figli (per il 2023 riconosciuto all’80%),
  •  ISEE non superiore a 30.000 euro con almeno 4 figli a carico (20mila euro con 3 figli).

Senza una nuova proroga, si torna ai requisiti originari (tetto ISEE di 12mila euro).

Come funziona

Il funzionamento del Bonus Bollette si basa su meccanismi di compensazione, cioè sconti applicati alla spesa sostenuta per le utenze domestiche, come energia elettrica, gas e acqua. La percentuale di sconto varia in base all’ISEE e alle specifiche condizioni. Il bonus può coprire una percentuale del costo dell’energia e delle utenze, alleggerendo notevolmente il carico economico per le famiglie.

Procedura di richiesta

Gli utenti che soddisfano i requisiti e sono in possesso dell’ISEE corretto possono accedere al bonus automaticamente, in quanto le informazioni necessarie vengono trasmesse dall’INPS ai fornitori di energia e utenze.

Bonus Idrico

Il Bonus Idrico 2023 è un’agevolazione prevista per le famiglie italiane che si trovano in condizioni di disagio economico e consente di ottenere un beneficio sulla bolletta dell’acqua in base al proprio Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e al nucleo familiare. Questo bonus è stato istituito per garantire un accesso agevolato all’acqua potabile, un bene essenziale per la vita quotidiana.

Chi può richiederlo?

Il Bonus Idrico 2023 spetta a tutti i nuclei familiari che possiedono un ISEE valido, ovvero un indicatore che attesta il livello di reddito e situazione economica del nucleo. Sono inoltre ammissibili al bonus coloro che appartengono a un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico (famiglia numerosa) e un ISEE fino a 20.000 euro, oppure i titolari di Reddito o Pensione di Cittadinanza.

Quando scade il Bonus?

Il Bonus Idrico è valido per un anno dalla sua applicazione e deve essere rinnovato annualmente. Di solito, la domanda di rinnovo deve essere presentata entro il 31 dicembre dell’anno in corso per continuare a usufruire dell’agevolazione nel corso dell’anno successivo.

Come funziona?

Il Bonus Idrico 2023 prevede che ogni componente del nucleo familiare dell’intestatario della bolletta possa usufruire gratuitamente di 18,25 metri cubi di acqua all’anno, corrispondenti a circa 50 litri di acqua al giorno per persona. Ad esempio, una famiglia di 4 persone avrà uno sconto pari a 73 metri cubi di acqua all’anno.

Procedura di richiesta

Per ottenere il Bonus Sociale Idrico 2023 in bolletta non è necessario presentare una domanda specifica. Basta farsi rilasciare dall’INPS un ISEE in corso di validità per l’anno 2023. Una volta ottenuto l’ISEE, occorre attendere circa due mesi per la verifica dei requisiti da parte degli enti competenti. Sarà l’INPS a trasmettere i dati ai gestori idrici territorialmente competenti, i quali provvederanno ad applicare il Bonus Acqua ai nuclei familiari che ne hanno diritto in base al requisito ISEE e alle tariffe locali.

Bonus Cicogna

Il Bonus Cicogna è un’iniziativa promossa dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) che permette ai dipendenti del Gruppo Poste Italiane SpA, ai dipendenti ex IPOST e ai pensionati di richiedere un contributo economico per la nascita o l’adozione di figli. Il programma viene attivato annualmente attraverso un bando di concorso pubblicato dall’INPS.

Chi può richiederlo

Il concorso è rivolto ai dipendenti del Gruppo Poste Italiane SpA e ai dipendenti ex IPOST che sono soggetti alla trattenuta mensile dello 0,40% come previsto dall’articolo 3 della legge 27 marzo 1952, n. 208. Anche i pensionati che in passato erano dipendenti del Gruppo Poste Italiane SpA o ex IPOST possono partecipare alla selezione.

Oltre ai soggetti direttamente coinvolti, possono presentare la domanda di partecipazione anche il coniuge del titolare in caso di decesso, il coniuge del titolare decaduto dalla responsabilità genitoriale, il genitore non coniugato con il titolare della prestazione in caso di decesso o decadimento dalla responsabilità genitoriale del titolare, e il tutore del figlio o dell’orfano del titolare della prestazione.

Scadenza del Bonus

Il termine di scadenza per la presentazione della domanda è stabilito nel bando di concorso pubblicato annualmente dall’INPS.

Come funziona

Nel bando di concorso, vengono specificati il numero dei contributi disponibili e il relativo ammontare. I beneficiari del contributo sono i figli o gli orfani del titolare del diritto, nati o adottati durante l’anno solare indicato nel bando di concorso.

Per presentare la domanda di partecipazione, il richiedente deve aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la determinazione dell’ISEE ordinario o ISEE minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, se le condizioni previste dalla normativa sono soddisfatte.

La DSU viene rilasciata dall’INPS su presentazione della domanda da parte del richiedente e l’attestazione ISEE relativa al nucleo familiare in cui compare il beneficiario è obbligatoria per determinare la posizione nella graduatoria. La mancata presentazione della DSU entro la data di inoltro della domanda comporta lo slittamento del beneficiario nella graduatoria di merito.

Procedura di richiesta

La domanda per il Bonus Cicogna deve essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato. Dopo la pubblicazione del bando e la presentazione delle domande, i partecipanti potranno visualizzare lo stato della pratica online nell’area riservata.

La definizione del provvedimento avviene entro un termine di 30 giorni dal Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi adottato dall’INPS ai sensi dell’art. 2 della legge n. 241/1990.

Bonus trasporti

Il Bonus Trasporti è un’iniziativa varata dal Governo che offre agevolazioni per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale, interregionale e ferroviario nazionale.

Chi può richiederlo

Il Bonus Trasporti è destinato ai cittadini con un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro. La misura non richiede il possesso dell’ISEE e spetta anche ai minori fiscalmente a carico, con la richiesta inoltrata da parte del genitore.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Trasporti da 60 euro per l’acquisto di abbonamenti mensili o annuali ai servizi del trasporto pubblico locale è stato rifinanziato dal Decreto Fiscale 2024.

Come funziona

Il Bonus Trasporti copre fino al 100% della spesa sostenuta da ogni singolo beneficiario, con un importo massimo di 60 euro, per l’acquisto di un abbonamento ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale, interregionale o ferroviario nazionale entro il 31 dicembre 2023. Ogni voucher è nominativo e fruibile da ciascun avente diritto per una sola volta, compresi i minori fiscalmente a carico con richiesta inviata da un genitore.

Procedura di Richiesta

Le domande per il Bonus Trasporti si inviano esclusivamente online, tramite SPID di secondo livello o CIE (Carta d’identità elettronica), utilizzando il sito web bonustrasporti.lavoro.gov.it. L’accesso alla piattaforma consente di richiedere un solo buono alla volta, per sé stesso o per un figlio minore fiscalmente a carico. Eventuali ulteriori richieste comportano un nuovo accesso.

Nella domanda è necessario indicare l’importo del Bonus Trasporti richiesto per coprire la spesa da sostenere, specificando il gestore del servizio di trasporto pubblico al quale si intende utilizzare il voucher per l’acquisto dell’abbonamento. Il voucher è spendibile presso un solo gestore entro il mese di emissione dell’abbonamento, da presentare alla biglietteria al momento dell’acquisto e da validare tramite il portale ufficiale.

Bonus mamme disoccupate

Tra i sostegni alle famiglie, l’assegno di maternità comunale, noto anche come Bonus Mamme Disoccupate, rappresenta una prestazione assistenziale concessa dai Comuni e pagata dall’INPS. Questo bonus è specificamente pensato per neo-madri a basso reddito, presumibilmente senza lavoro, ma non necessariamente.

Differenze tra Assegno di Maternità dello Stato e del Comune

L’assegno di maternità del Comune è destinato alle madri residenti in Italia con un requisito ISEE, mentre l’assegno di maternità dello Stato era concesso alle mamme con lavori atipici e discontinui, ma ora è stato assorbito dall’Assegno Unico e universale per i figli a carico.

Cos’è il Bonus Mamme Disoccupate?

Il Bonus Mamme Disoccupate è un assegno di maternità comunale, con denominazioni che possono variare a seconda del Comune che lo finanzia. Conosciuto anche come assegno di maternità di base, questo sussidio è destinato ai cittadini privi di copertura previdenziale o con copertura limitata a un preciso importo, stabilito annualmente.

Chi può richiederlo

L’assegno comunale è destinato ai cittadini italiani, comunitari o stranieri con titolo di soggiorno, in caso di parto, adozione o affidamento preadottivo, e devono soddisfare specifici requisiti:

  1. Dimostrare di avere un reddito inferiore a una determinata soglia stabilita annualmente.
  2. Non avere alcuna copertura previdenziale o averla entro un importo fissato annualmente.
  3. Non essere già beneficiari di altro assegno di maternità INPS ai sensi della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

Il requisito ISEE per ottenere l’assegno nella sua interezza è pari a 19.185,13 euro.

Quando scade

Per il 2023, la prestazione di maternità può essere richiesta al Comune entro sei mesi dalla data del parto. È necessario inviare la richiesta entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso del minore adottato in famiglia, incluso il caso di affido preadottivo.

Procedura di richiesta

La domanda per accedere all’assegno di maternità comunale deve essere presentata al Comune di residenza, che provvederà a verificare i requisiti richiesti. Il termine ordinario per l’assegnazione degli assegni è di 30 giorni. Le neo-madri a basso reddito possono usufruire di questa importante agevolazione per sostenere le spese legate alla maternità e all’accoglienza dei nuovi nati o minori adottati.

Bonus Giovani per lo studio

Tra i Bonus per i Giovani, al fine di agevolare l’accesso al credito e promuovere la sostenibilità finanziaria per le famiglie italiane, il governo ha istituito il “Fondo per il Credito ai Giovani,” noto anche come “Fondo per lo Studio.” Questo programma offre la possibilità ai giovani meritevoli, ma privi dei mezzi finanziari necessari, di intraprendere un percorso di studi o completare la loro formazione grazie a prestiti garantiti dallo Stato. La dotazione iniziale del Fondo, pari a 20 milioni di euro, è stata stabilita con un decreto interministeriale del 19 novembre 2010, emanato dal Ministro della Gioventù e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze dell’epoca.

Chi può richiederlo?

Lo scopo del Fondo è quello di sviluppare politiche per favorire l’inclusione finanziaria e sociale. Il suo obiettivo principale è agevolare l’accesso al credito bancario per studenti universitari e neolaureati, consentendo loro di approfondire la loro formazione professionale e lavorativa. Gli studenti meritevoli possono usufruire di questa opportunità per proseguire gli studi dopo la scuola superiore iscrivendosi all’università, seguire corsi di specializzazione post-laurea o migliorare le competenze linguistiche.

Quando scade il Bonus?

I finanziamenti garantiti dal Fondo possono essere restituiti in un periodo compreso tra i tre e i quindici anni, e il piano di ammortamento non può iniziare prima del 30° mese successivo all’erogazione dell’ultima rata del finanziamento.

Come funziona?

Il Fondo agisce come garante delle banche e degli istituti di credito che erogano i prestiti. La sua funzione è quella di ridurre il rischio per gli istituti finanziari, consentendo loro di concedere i finanziamenti senza richiedere ulteriori garanzie dai beneficiari. La garanzia fornita dallo Stato copre il 70% dell’esposizione sottostante al finanziamento erogato per la quota capitale, nel limite del finanziamento concedibile previsto dal Fondo.

Procedura di richiesta

Gli studenti interessati possono accedere ai finanziamenti del Fondo presentando una richiesta alle banche o agli intermediari finanziari che hanno aderito all’iniziativa. Le operazioni di erogazione dei mutui garantiti dal Fondo sono gestite da questi soggetti finanziatori che hanno sottoscritto convenzioni con il Dipartimento, secondo lo schema stabilito nel Protocollo d’intesa tra il Dipartimento e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) il 18 maggio 2011.

Bonus Giovani Imprenditori

Anche nel 2023, sono molte le opportunità per i giovani imprenditori in Italia. Sia a livello nazionale che regionale, sono attivi diversi bandi e iniziative volte a sostenere l’imprenditoria giovanile. Questi programmi mirano a fornire agevolazioni, incentivi e finanziamenti per sviluppare progetti innovativi, avviare nuove imprese e favorire la competitività sul territorio.

Chi può richiederlo?

I bandi sono rivolti a giovani imprenditori e imprenditrici, dando loro l’opportunità di realizzare le loro idee e progetti imprenditoriali. Le agevolazioni sono spesso indirizzate a specifiche categorie di giovani, come NEET (giovani che non studiano e non lavorano tra i 18 e i 29 anni) o donne imprenditrici, ma ci sono anche bandi aperti a tutti i giovani interessati a intraprendere un percorso imprenditoriale.

Quando scade il Bonus?

La scadenza dei bandi può variare a seconda del programma e della regione. Alcuni bandi potrebbero essere stati rinnovati per un altro anno, mentre altri potrebbero essere nuove iniziative. È fondamentale controllare le date di scadenza specifiche per ciascun bando e presentare le domande entro i termini stabiliti.

Come funziona?

I bandi nazionali tendono ad agevolare l’accesso al credito, garantendo ai giovani imprenditori maggiore autonomia economica. Alcuni esempi includono il programma “Resto al Sud,” che offre contributi a fondo perduto e finanziamenti con interessi a carico di Invitalia per chi risiede in alcune regioni del Sud Italia. “ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero” è un’iniziativa per sostenere le micro e piccole imprese composte principalmente da giovani under 35 o da donne. Ci sono anche programmi specifici per giovani imprenditori nel settore agricolo, come “Imprenditoria giovani in agricoltura” promosso da ISMEA.

Procedura di richiesta

Per accedere alle agevolazioni, i giovani imprenditori devono seguire le procedure di richiesta specificate per ciascun bando. I finanziamenti possono variare, ma spesso possono essere utilizzati per la creazione di startup, l’acquisto di materiali e attrezzature, la digitalizzazione dei processi o l’assunzione di personale qualificato. È consigliabile consultare i siti web delle organizzazioni responsabili di ciascun bando o rivolgersi agli enti competenti per ottenere tutte le informazioni necessarie per presentare una domanda di finanziamento.

Carta Giovani Nazionale

La Carta Giovani Nazionale è uno strumento digitale dedicato ai giovani tra i 18 e i 35 anni residenti in Italia. Questa carta offre l’accesso agevolato a una vasta gamma di beni, servizi, esperienze e opportunità. Grazie alla partecipazione di oltre 120 partner, tra operatori pubblici e privati, la Carta Giovani Nazionale propone vantaggi e agevolazioni in diversi ambiti della vita quotidiana, tra cui casa, energia, viaggi, tempo libero, sport, cultura, formazione, opportunità professionali in Italia e in Europa.

Chi può richiederla?

La Carta Giovani Nazionale è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 35 anni, residenti in Italia. Per accedere alla carta, è necessario utilizzare l’App IO, disponibile gratuitamente sia per dispositivi iOS che Android. Per autenticarsi e utilizzare la Carta Giovani Nazionale, sarà richiesto l’utilizzo dell’identità digitale SPID o CIE.

Quando scade il Bonus?

La Carta Giovani Nazionale è stata lanciata nel febbraio 2022 e continua a crescere con nuove sorprese, novità e opportunità grazie alla partecipazione di sempre più partner. I giovani possono usufruire delle agevolazioni e dei vantaggi offerti dalla Carta Giovani Nazionale in maniera continuativa, sfruttando le opportunità presenti all’interno dell’App IO.

Come funziona?

La Carta Giovani Nazionale è una carta virtuale accessibile esclusivamente in formato digitale tramite l’App IO. Dopo essersi autenticati con l’identità digitale SPID o CIE, i giovani possono richiedere la Carta dalla sezione Portafoglio o dalla scheda Servizio di Carta Giovani all’interno dell’App IO. Una volta ottenuta, i giovani possono visualizzare i partner e le opportunità offerte da ciascuno di essi e iniziare a usufruire delle agevolazioni e dei servizi proposti.

Procedura di richiesta

Per richiedere la Carta Giovani Nazionale, è necessario scaricare l’App IO e autenticarsi tramite l’identità digitale SPID o CIE. Tutte le informazioni per creare un’identità digitale SPID sono disponibili sul sito dedicato. Dopo aver ottenuto l’accesso, i giovani possono facilmente richiedere la Carta Giovani Nazionale e iniziare a esplorare le numerose opportunità a disposizione.

Bonus cultura

Il Bonus Cultura è un incentivo rivolto ai giovani italiani che permette loro di ottenere 500 euro all’anno tramite la piattaforma 18app. Questo importo può essere speso per l’acquisto di beni e servizi culturali, tra cui libri, musica, attività ed eventi culturali e formativi, film, abbonamenti ai quotidiani anche in formato digitale.

Chi può richiederlo?

Tutti i giovani residenti in Italia o in possesso di un regolare permesso di soggiorno hanno diritto al Bonus Cultura. Per poter accedere al bonus, i giovani devono registrarsi sul sito 18app.italia.it, utilizzando l’accesso tramite identità SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica). La registrazione è possibile dal 1° aprile al 31 agosto. Sul sito del Ministero dei Beni Culturali sono disponibili tutte le indicazioni e le FAQ per una corretta registrazione.

Quando scade il Bonus?

I giovani possono fare domanda per il Bonus Cultura dal 31 gennaio al 31 ottobre 2023, utilizzando le proprie credenziali SPID o CIE sulla piattaforma 18app. Il termine per spendere il bonus è il 30 aprile 2024.

Come funziona?

La procedura per ottenere il Bonus Cultura consente di generare buoni (voucher) validi per l’acquisto di biglietti, libri, corsi, e prodotti dell’editoria audiovisiva. Questi buoni possono essere utilizzati esclusivamente presso negozi ed enti convenzionati.

Gli ambiti in cui è possibile utilizzare il bonus includono rappresentazioni teatrali e cinematografiche, spettacoli dal vivo, libri (compresi audiolibri e libri elettronici), accessi a musei, mostre, eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali, musica registrata (cd, dvd musicali, dischi in vinile e musica online), corsi di musica, teatro o lingua straniera e prodotti di editoria audiovisiva. Sono inclusi anche gli abbonamenti ai quotidiani, sia in formato tradizionale che digitale.

Procedura di richiesta

I giovani interessati possono fare domanda per il Bonus Cultura accedendo alla piattaforma 18app dal 31 gennaio al 31 ottobre 2023 utilizzando le proprie credenziali SPID o CIE. Una volta ottenuto il bonus, i giovani possono spendere l’importo entro il 30 aprile 2024. I negozi e gli esercenti interessati ad accettare i buoni del Bonus Cultura devono registrarsi sulla piattaforma e seguire le istruzioni fornite, compresi i dettagli per la fatturazione e il rimborso da parte del Ministero.

Carta del Merito

La Carta del Merito si configura come un nuovo strumento di incentivazione per i giovani studenti che si sono distinti per il loro impegno e i loro risultati nel percorso di istruzione secondaria superiore. Questa iniziativa, cumulabile con la Carta della Cultura, mira a premiare l’eccellenza accademica e a offrire opportunità concrete per il futuro di coloro che hanno dimostrato un impegno straordinario nel loro percorso di studio.

Chi può richiederla

La Carta del Merito è destinata ai giovani che hanno conseguito il diploma di maturità presso istituti di istruzione secondaria superiore con una votazione di almeno 100 centesimi. Questo premio è pensato per valorizzare coloro che si sono distinti per il loro impegno, la dedizione e il successo accademico, creando un’incentivazione concreta per il raggiungimento di risultati straordinari nel percorso di studio.

Scadenza del Bonus

La Carta del Merito non è soltanto un riconoscimento onorifico, ma si traduce anche in un vantaggio economico per i giovani meritevoli. Tuttavia, è importante tenere presente che il bonus non è immediatamente accessibile. Infatti, la carta sarà utilizzabile soltanto nell’anno successivo a quello del conseguimento del diploma. Questo significa che, ad esempio, coloro che hanno ottenuto il diploma nel 2023 non potranno fruire del bonus nello stesso anno, ma dovranno pazientemente attendere fino al 2024 per poter accedere ai fondi maturati nel 2023.

Come funziona

La Carta del Merito viene erogata come un voucher fino a 500 euro. Mon è un incentivo isolato, ma può essere considerata come parte di un più ampio sistema di premi per il merito accademico. Questo nuovo bonus è cumulabile con la Carta della Cultura, un altro incentivo (legato all’ISEE e non al merito) che può essere utilizzato nell’anno successivo al conseguimento del titolo di studio. In tal modo, si crea una rete di opportunità per i giovani studenti di eccellere in diverse aree, sia accademiche che culturali.

Procedura di richiesta

Per ottenere la Carta del Merito, è necessario attendere il decreto attuativo interministeriale che dovrebbe essere pubblicato nei prossimi mesi. Questo decreto conterrà informazioni cruciali riguardo agli importi e alle modalità di richiesta del bonus.

Bonus 500 euro Scuola Carta Docente

Il Bonus 500 euro Scuola Carta Docente rappresenta un’opportunità importante per gli insegnanti italiani. Questo strumento non solo supporta l’aggiornamento professionale, ma promuove anche una cultura dell’istruzione e della formazione continua. Gli insegnanti di ruolo possono sfruttare questo bonus per arricchire le loro competenze e contribuire a un’educazione di alta qualità per le nuove generazioni

Il bonus 500 euro associato alla carta può infatti essere utilizzato per una vasta gamma di attività legate alla formazione e alla cultura.

Chi può richiederlo

La Carta del Docente è destinata agli insegnanti di ruolo, quelli che hanno un contratto a tempo indeterminato nel sistema scolastico italiano. Nonostante siano emerse voci a favore dell’estensione del beneficio anche ai docenti precari, al momento il bonus è riservato ai docenti di ruolo. La validità della Carta del Docente è stata confermata per l’anno scolastico in corso, fino al 2024.

Come funziona

Accedendo alla piattaforma dedicata tramite identità digitale SPID, i docenti possono consultare il loro borsellino elettronico, che contiene il bonus 500 euro. Questo saldo può essere utilizzato in diversi modi. Gli insegnanti hanno la possibilità di spendere il bonus sia online che in negozi fisici. Tra gli usi principali del bonus rientrano l’acquisto di testi, sia in formato tradizionale che digitale, l’acquisto di attrezzature hardware e software, libri, riviste e biglietti per eventi culturali, musei, teatri e cinema.

Inoltre, la Carta del Docente consente di investire nel proprio percorso formativo. Il bonus può essere utilizzato per iscriversi a corsi di laurea e master universitari, così come per frequentare corsi di aggiornamento svolti da enti qualificati o accreditati presso il Ministero dell’Istruzione.

Procedura di richiesta

I docenti possono accedere alla piattaforma della Carta del Docente utilizzando l’identità digitale SPID. Una volta all’interno del portale, è possibile consultare il proprio borsellino elettronico tramite la funzione “storico portafoglio”. Inoltre, il portale offre la possibilità di creare uno o più buoni dell’importo desiderato, consentendo una gestione flessibile delle risorse.

Bonus attività fisica adattata

Il Bonus Attività Fisica Adattata, noto anche come Bonus FAF, è un credito d’imposta che viene concesso per incentivare l’attività fisica adattata per persone con disabilità fisiche o patologie croniche. Questo beneficio è stato introdotto dalla Legge di Bilancio (articolo 1, comma 737, legge 234/2021) e mira a promuovere l’inclusione sociale e a migliorare la salute delle persone con specifiche esigenze.

Chi può richiederlo

Il Bonus FAF è destinato alle persone con disabilità fisiche o patologie croniche che hanno sostenuto spese per esercizi adattati nel corso dell’anno fiscale precedente. Queste attività devono essere svolte in luoghi e strutture non sanitarie, ma sempre sotto la supervisione di un professionista qualificato. L’obiettivo principale è quello di consentire a queste persone di accedere a programmi di esercizio fisico adeguati alle loro condizioni, promuovendo così il benessere e la salute.

Quando scade il Bonus

La finestra temporale per richiedere il Bonus Attività Fisica Adattata si è chiusa il 15 marzo dello scorso anno. È importante rispettare le scadenze stabilite per poter beneficiare di questo credito d’imposta. Dopo la chiusura delle richieste, l’ammontare complessivo dei bonus validamente richiesti è stato calcolato nella misura di 1.537.139 euro, a fronte di 1,5 milioni di euro di risorse disponibili, che costituiscono il limite di spesa.

A fronte di questo, la percentuale del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario è pari al 97,5838% dell’importo del credito richiesto.

Come funziona il Bonus

Il Bonus FAF è concesso nella misura di circa il 97,5% delle spese sostenute per l’attività fisica adattata. Questo significa che se una persona ha sostenuto, ad esempio, 1000 euro di spese per le attività indicate nella legge, potrà ottenere un credito d’imposta di 975 euro. Questo credito può essere utilizzato in dichiarazione dei redditi per diminuire l’ammontare delle imposte dovute. È una misura che non solo agevola le persone con disabilità nell’accesso all’attività fisica, ma contribuisce anche a ridurre l’onere fiscale.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus Attività Fisica Adattata, i beneficiari dovevano presentare una domanda entro la scadenza prevista, fornendo la documentazione necessaria a comprovare le spese sostenute per le attività adattate. Una volta chiuso il periodo di presentazione delle domande, l’Agenzia ha elaborato le richieste e ha calcolato la percentuale effettiva del credito d’imposta assegnato a ciascun beneficiario in base alle risorse disponibili.

Bonus università

Il Bonus Università è un insieme di agevolazioni fiscali e benefici pensati per gli studenti universitari e per coloro che offrono alloggi residenziali a questi ultimi. L’obiettivo è rendere l’accesso all’istruzione superiore più accessibile e agevolare gli studenti nell’affrontare le spese legate all’istruzione e all’alloggio.

Chi può richiederlo

Il Bonus Università si rivolge a due categorie principali: gli studenti universitari e coloro che offrono alloggi residenziali agli studenti. Gli studenti possono beneficiare di esenzioni dalle tasse scolastiche, detrazioni per spese di iscrizione e frequenza dei corsi universitari, nonché contributi e borse di studio. Gli operatori economici, le imprese e altri soggetti privati che offrono alloggi agli studenti possono ottenere un credito d’imposta sull’IMU pagata per questi alloggi.

Quando scade il Bonus

Le scadenze per le diverse agevolazioni possono variare. Ad esempio, il tax credit sull’IMU per alloggi universitari sarà fruibile a partire dal 2024. Per gli studenti, le esenzioni, detrazioni, contributi e borse di studio possono variare a seconda dell’anno accademico e delle disposizioni in vigore.

Come funziona il Bonus Università IMU Alloggi

Il Bonus Università IMU alloggi è un credito d’imposta introdotto dal Decreto Aiuti Ter, destinato agli operatori economici che offrono alloggi residenziali agli studenti universitari. Questo bonus è fruibile attraverso la compensazione con F24 ed è pari all’importo totale dell’IMU versata. Tuttavia, alcune imprese non possono accedere a questo beneficio, come quelle in stato di difficoltà o sottoposte a procedure concorsuali. La procedura richiede una comunicazione al Ministero dell’Università e della Ricerca dell’importo dell’IMU versato e l’allegazione di documentazione comprovante il pagamento.

Procedura di richiesta del Tax Credit

La procedura per richiedere il tax credit sull’IMU per alloggi universitari richiede ai beneficiari di comunicare al Ministero dell’Università e della Ricerca l’importo dell’IMU pagato entro 20 giorni dall’avvenuto pagamento, allegando documentazione appropriata. Il modello da utilizzare sarà indicato in una circolare ministeriale che fornirà anche le modalità di comunicazione e trasmissione dei documenti. Successivamente, sarà redatto un elenco dei beneficiari.

Bonus Università per studenti

Gli studenti universitari possono beneficiare di diverse agevolazioni. Il Diritto allo Studio Universitario consente l’esonero totale o parziale dalle tasse scolastiche in base all’ISEE. È anche possibile detrarre le spese per l’iscrizione e la frequenza dei corsi universitari e post-universitari. Gli studenti fuori sede possono usufruire di una detrazione sul canone di locazione e di contributi specifici su domanda.

Borse di Studio

Le borse di studio INPS sono disponibili per figli di lavoratori statali con esami in corso e una media ponderata di 24/30 o voto di laurea di almeno 88/110. Le borse di studio sono bandite annualmente dall’INPS e richiedono una domanda per essere considerati nella graduatoria.

Bonus Asili nido

Il Bonus Asilo Nido rappresenta un sostegno finanziario destinato ai genitori di bambini fino a tre anni d’età. Questo bonus è stato introdotto per aiutare le famiglie a coprire le spese legate all’asilo nido o a fornire un supporto a casa per bambini che, a causa di gravi patologie, non possono frequentare l’asilo. Il Bonus Asilo Nido è erogato dall’INPS e può essere richiesto tramite una procedura apposita.

Chi può richiederlo

Il beneficio del Bonus Asilo Nido è rivolto ai genitori di bambini nati, adottati o affidati fino a tre anni d’età. Sono previsti due tipi di sostegno: un bonus per sostenere le spese dell’asilo nido, che può essere pubblico o privato, oppure un contributo per il supporto presso la propria abitazione, qualora il bambino sia affetto da gravi patologie che gli impediscono di frequentare l’asilo.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Asilo Nido è stato prorogato per il 2024, con un potenziamento: l’asilo nido gratuito a partire dal secondo figlio. In realtà, più che gratuito, il Bonus avrà un importo pari a 3.600 euro all’anno per ogni figlio dal secondo in poi, a condizione che nel nucleo familiare ci sia già un altro figlio sotto i sei anni e che la famiglia abbia un ISEE sotto i 40mila euro. Questo importo dovrebbe coprire interamente 10 mensilità di asilo nido.

Come funziona il Bonus

Il contributo fornito dal Bonus Asilo Nido è di importo variabile e dipende dal reddito familiare. Per il primo figlio resta pari a:

  • per chi ha un ISEE minorenni fino a 25.000 euro, il bonus ammonta a 3.000 euro annui (270 euro al mese);
  • conn un ISEE da 25.000 a 40.000 euro, il bonus si riduce a 2.500 euro annui (227 euro al mese);
  • con un ISEE superiore a 40.000 euro, il bonus scende a 1.500 euro annui (136 euro al mese);
  • per chi non ha un ISEE o se richiesto da un genitore non appartenente al nucleo familiare, il contributo minimo è di 1.500 euro annui (136 euro al mese). Se successivamente viene presentato un ISEE minorenni valido, l’importo del bonus verrà adeguato in base ai requisiti di reddito.

Procedura di richiesta

La procedura di richiesta del Bonus Asilo Nido avviene tramite il portale dell’INPS. Per i beneficiari dell’anno precedente, le domande sono precompilate e devono essere verificate e confermate. È necessario accertarsi che l’IBAN sia intestato al richiedente. Le domande vengono accettate fino a esaurimento dei fondi disponibili, che per il 2023 ammontano a circa 550 milioni di euro.

All’interno del portale INPS è disponibile un video tutorial che illustra le fasi della presentazione della domanda del Bonus Asilo Nido. I genitori devono compilare i dati richiesti, indicare il tipo di sostegno desiderato (asilo nido o supporto domiciliare) e allegare la documentazione necessaria. Una volta inoltrata la richiesta, è possibile verificare lo stato di lavorazione accedendo ai servizi online dell’INPS.

Bonus Patente Autotrasporto

L’accesso alle opportunità lavorative nel settore dell’autotrasporto è diventato più agevole grazie all’introduzione del Bonus Patente Autotrasporto. A partire dal 13 febbraio ha preso il via la possibilità di richiedere questo agevolazione che offre ai giovani la possibilità di conseguire la patente necessaria per guidare veicoli impiegati nell’esercizio dell’attività di autotrasporto di persone e merci.

Chi può richiederlo

Il Bonus Patente è destinato ai cittadini italiani o europei con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, nel periodo che va dal 1° marzo 2022 al 31 dicembre 2026. Per poter richiedere il bonus, è necessario essere registrati alla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questo agevolazione è mirata a sostenere i giovani nell’ottenimento di patenti di guida specifiche per il trasporto di merci o persone, come C, C1E, CE, D1, D1E, D, DE e la Carta di Qualificazione del Conducente.

Scadenza del Bonus

Il Bonus Patente potrà essere richiesto fino al 31 dicembre 2026 o fino a esaurimento dei fondi stanziati.

Come funziona

Il contributo del Bonus Patente è pari all’80% della spesa sostenuta per il conseguimento della patente specifica e delle abilitazioni correlate. Tuttavia, l’importo massimo non supererà i 2.500 euro. Questo contributo non è immediatamente erogato all’atto della richiesta, ma verrà riconosciuto una volta che il beneficiario avrà conseguito uno dei titoli e abilitazioni agevolate. È importante quindi avere una visione chiara delle spese sostenute e dei costi associati al conseguimento della patente.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus Patente, è necessario accedere al portale web ufficiale (Buono patente – MIT) del Ministero dei Trasporti. Il portale conterrà informazioni dettagliate sulla procedura e fornirà anche un elenco delle autoscuole aderenti all’iniziativa. La richiesta può essere effettuata attraverso la registrazione al portale, dove è possibile compilare il modello richiesto.

Dopo aver ottenuto il “Bonus patente autotrasporto”, è fondamentale attivarlo presso un’autoscuola o un ente di formazione accreditato entro 60 giorni dalla sua emissione. Da questo momento, si avranno 18 mesi a disposizione per conseguire la patente o la Carta di Qualificazione del Conducente. Per coloro che hanno già ottenuto la patente nei termini di legge, esiste una procedura specifica per validare il bonus ottenuto.

Ecoincentivi o Ecobonus Automotive

L’Ecobonus automotive (c.d. Ecoincentivo auto), è un programma di incentivi statali volto a promuovere la mobilità sostenibile attraverso il sostegno finanziario all’acquisto di veicoli ecologici come auto elettriche e ibride plug-in. Questi incentivi mirano a ridurre le emissioni di gas serra e a favorire l’adozione di tecnologie più pulite nel settore automobilistico.

Chi può beneficiare dell’Ecobonus

Sia privati che persone giuridiche possono accedere agli eco-incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni. Ci sono requisiti specifici che devono essere soddisfatti per ottenere tali benefici, come il tipo di veicolo e le sue caratteristiche ecologiche.

Come funziona l’Ecobonus

Gli eco-incentivi per le auto elettriche e ibride plug-in offrono contributi finanziari significativi. I contributi variano in base al tipo di veicolo e alle sue emissioni. Inoltre, è stato introdotto un aumento del 50% dei contributi statali per coloro che hanno un reddito entro i 30.000 euro.

Come richiedere l’Ecobonus

La procedura di richiesta dell’Ecobonus avviene attraverso la piattaforma ufficiale dedicata. Gli interessati possono verificare la disponibilità dei contributi, i requisiti di accesso e le istruzioni dettagliate per presentare la domanda.

Bonus Ambiente 65%

Il Bonus Ambiente 65% è un’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che offre un credito d’imposta del 65% sulle erogazioni liberali per interventi ambientali. Questi interventi comprendono bonifiche ambientali, lavori di recupero di parchi e aree verdi, opere contro il dissesto idrogeologico e altro ancora.

Chi può richiederlo?

Il Bonus Ambiente 65% è rivolto a persone fisiche, enti non commerciali e titolari di reddito d’impresa. Le modalità di accesso al credito d’imposta variano in base alla categoria di appartenenza. Per le persone fisiche e gli enti non commerciali, il credito d’imposta è concesso nel limite del 20% del reddito imponibile. Per i titolari di reddito d’impresa, il credito d’imposta è limitato al 10 per mille dei ricavi annui.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Ambiente 65% è stato introdotto dal DPCM 10 dicembre 2021, ed è applicabile per interventi effettuati nei periodi successivi. Gli importi e le condizioni di erogazione variano a seconda della tipologia di intervento.

Come funziona il Bonus Ambiente 65%

Per accedere al bonus, è necessario aspettare che gli interventi finanziabili vengano caricati sulla Piattaforma MASE. Una volta caricati, i donatori possono contattare l’amministrazione competente tramite la procedura web per concordare l’importo e i termini dell’erogazione. Una volta che il contributo è stato prenotato e comunicato al MASE, verrà fornito l’esito della richiesta entro 10 giorni. Successivamente, il pagamento a titolo di donazione può essere perfezionato entro i successivi 10 giorni.

Procedura di richiesta del Bonus Ambiente 65%

Le erogazioni devono essere effettuate attraverso sistemi di pagamento tracciabili come bonifici bancari, bollettini postali, assegni bancari e circolari, carte di credito, di debito e prepagate. Nel caso di pagamento tramite bonifico, i dati del conto devono coincidere con quelli del richiedente l’agevolazione.

Bonus per Colonnine di Ricarica

Il Bonus per Colonnine di Ricarica è un incentivo introdotto per promuovere lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica elettrica per veicoli in Italia. L’obiettivo è favorire l’adozione di veicoli elettrici rendendo più accessibile e conveniente la ricarica.

Chi può beneficiare del Bonus per Colonnine di Ricarica

Il bonus è rivolto a coloro che intendono installare colonnine di ricarica elettrica. Sia privati che edifici condominiali possono accedere a questo incentivo.

Come funziona il Bonus per Colonnine di Ricarica

L’incentivo copre l’80% della spesa per l’installazione delle colonnine, con un tetto massimo di 1500 euro per le persone fisiche e 8000 euro per gli edifici condominiali. Inoltre, è prevista un’ulteriore espansione dell’infrastruttura di ricarica su autostrade e centri urbani.

Come richiedere il Bonus per Colonnine di Ricarica

La richiesta del bonus avviene attraverso la procedura indicata nel decreto attuativo specifico. Gli interessati possono informarsi sulle modalità di richiesta e sulle condizioni di accesso per beneficiare di questo incentivo.

Bonus Fotovoltaico

Il Bonus Fotovoltaico rappresenta un’opportunità preziosa per chi desidera installare pannelli solari per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Questa agevolazione offre vantaggi fiscali e finanziari per promuovere l’utilizzo di tecnologie sostenibili e la riduzione delle bollette energetiche.

Chi può richiederlo

Il Bonus Fotovoltaico è disponibile per persone fisiche, enti non commerciali e titolari di reddito d’impresa. Le modalità di accesso possono variare a seconda della categoria di appartenenza. Le agevolazioni sono erogate in base a percentuali del reddito imponibile o dei ricavi annui.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Fotovoltaico non ha una scadenza univoca, poiché si riferisce a una serie di agevolazioni tra cui il Superbonus, l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazione, ognuno con proprie tempistiche e requisiti. È fondamentale verificare le scadenze specifiche di ciascuna iniziativa.

Come funziona il Bonus Fotovoltaico

Le agevolazioni del Bonus Fotovoltaico si suddividono in diverse iniziative:

  1. Superbonus 70%: questo bonus consente di ottenere un rimborso del 70% delle spese sostenute per l’installazione di pannelli fotovoltaici e solari, quando associati a interventi di riqualificazione energetica. La restituzione avviene tramite detrazione, sconto in fattura o credito d’imposta.
  2. Ecobonus 65%: l’Ecobonus offre una detrazione del 65% per l’installazione di collettori solari con accumulatore termico. È possibile richiedere il rimborso in dieci rate annuali di pari importo.
  3. Bonus Ristrutturazione 50%: questo bonus permette di usufruire di una detrazione del 50% per l’acquisto e l’installazione di pannelli solari all’interno di lavori di manutenzione ordinaria.

Procedura di richiesta del Bonus Fotovoltaico

Per ottenere il Bonus Fotovoltaico, è necessario rispettare i requisiti specifici di ciascuna agevolazione. La procedura può coinvolgere la presentazione di documenti e l’adesione a programmi governativi. È importante seguire attentamente le istruzioni e i termini forniti dalle autorità competenti per garantire la corretta richiesta delle agevolazioni.

Superbonus per Pannelli Solari

Il Superbonus per Pannelli Solari è un’iniziativa governativa finalizzata a promuovere l’installazione di impianti fotovoltaici e solari, garantendo un rimborso del 90% delle spese sostenute. Questa agevolazione è legata a interventi di riqualificazione energetica e rappresenta un’opportunità unica per abbracciare le energie rinnovabili.

Chi può richiederlo

Il Superbonus è accessibile a chiunque intenda installare pannelli fotovoltaici e solari, associati a interventi trainanti di riqualificazione energetica. Questa agevolazione si applica sia a privati cittadini che a condomini. È necessario rispettare i requisiti specifici e i criteri di ammissibilità.

Quando scade il Superbonus

Il Superbonus ha una scadenza variabile in base ai diversi interventi e tipologie di beneficiari. In generale, i condomini possono beneficiare di tempi più ampi, mentre le case mono-familiari (villette) devono rispettare vincoli temporali più stringenti.

Come funziona il Superbonus per Pannelli Solari

Il Superbonus per Pannelli Solari prevede il rimborso del 70% delle spese sostenute per l’installazione di pannelli fotovoltaici, a patto che siano collegati a interventi di riqualificazione energetica. Il rimborso avviene tramite detrazione fiscale, sconto in fattura o credito d’imposta. È importante associare almeno un intervento trainante al progetto di riqualificazione per usufruire del beneficio.

Procedura di richiesta del Superbonus per Pannelli Solari

Per richiedere il Superbonus per Pannelli Solari, è necessario rispettare le condizioni specifiche dell’agevolazione. È fondamentale abbinare interventi di riqualificazione energetica all’installazione dei pannelli fotovoltaici e seguire le procedure stabilite dal governo. La richiesta deve essere presentata nei termini previsti, e possono essere richiesti documenti e prove dell’effettuato intervento.

Bonus Fotovoltaico per famiglie con basso ISEE al Sud

Il Bonus Fotovoltaico per famiglie a basso ISEE e Sud è un’iniziativa promossa dal Fondo Reddito Energetico con l’obiettivo di incentivare l’adozione di impianti fotovoltaici nelle famiglie a basso reddito nel Sud Italia. Questo programma mira a favorire la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza delle famiglie dalla rete elettrica tradizionale.

Chi può richiederlo

Il Bonus Fotovoltaico è rivolto a famiglie residenti nel Sud Italia con un ISEE fino a 15.000 euro o 30mila euro in caso di famiglie con almeno 4 figli a carico.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Fotovoltaico sarà valido per gli anni 2024 e 2025.

Come funziona il Bonus

Il bonus è destinato a sostenere l’installazione di impianti fotovoltaici con una potenza compresa tra 2 e 6 kilowatt. L’energia prodotta può essere utilizzata direttamente dalla famiglia, riducendo così la dipendenza dalla rete elettrica tradizionale e riducendo i costi energetici a lungo termine.

Il finanziamento fornito dal Fondo Reddito Energetico coprirà parte dei costi di installazione degli impianti fotovoltaici, riducendo l’onere finanziario per le famiglie.

Incentivi Retrofit

Il Bonus Retrofit è un contributo statale ideato per agevolare la transizione verso veicoli elettrici. Consiste in un rimborso finanziario che viene concesso a coloro che sostituiscono il motore termico delle loro auto e veicoli commerciali con sistemi di riqualificazione elettrica. Questa iniziativa è stata introdotta per promuovere l’adozione di tecnologie più pulite e ridurre l’uso di combustibili fossili nei trasporti.

Chi può richiederlo

Il Bonus Retrofit è aperto a tutti i proprietari di veicoli di classe M1, M1G, M2, M2G, M3, M3G, N1 e N1G che abbiano effettuato la riconversione elettrica dei loro veicoli tra il 10 novembre 2021 e il 31 dicembre 2022. È importante notare che questo incentivo riguarda principalmente veicoli con motori diesel e a benzina, ed è stato istituito in base agli articoli 1031-1036 della legge 145/2018.

I requisiti di accesso al Bonus Retrofit sono stati definiti nel decreto MIT n. 215 del 14 settembre 2022, quindi è fondamentale verificarli attentamente prima di procedere con la richiesta.

Quando scade il Bonus

La procedura di richiesta del Bonus Retrofit è stata aperta a inizio 2023, ma il Bonus è disponibile solo per gli interventi di riconversione elettrica effettuati fino alla fine del 2022.

Come funziona il Bonus Retrofit

Il Bonus Retrofit copre il 60% delle spese sostenute per la riconversione elettrica del veicolo, con un limite massimo di 3.500 euro. Inoltre, viene riconosciuto un contributo del 60% sulle spese relative all’imposta di bollo per l’iscrizione al pubblico registro automobilistico (PRA) e all’imposta provinciale di trascrizione. Questo significa che il governo contribuirà in modo significativo a coprire i costi associati alla riconversione elettrica e all’immatricolazione del veicolo.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus Retrofit, è necessario attivare la piattaforma Consap dedicata a questo incentivo. Attraverso questa piattaforma, i proprietari di veicoli eleggibili possono presentare la propria richiesta e allegare la documentazione necessaria per dimostrare di aver effettuato la riconversione elettrica entro i termini stabiliti.

Bonus Pellet

Il Bonus Pellet è un incentivo pensato per promuovere la diffusione delle stufe a biomasse, contribuendo così a ridurre l’uso di fonti di energia tradizionali e a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Questo incentivo si presenta in diverse forme, tra cui la detrazione fiscale e il rimborso spese, e può rappresentare un notevole vantaggio per chi desidera investire in soluzioni di riscaldamento sostenibili.

Chi può richiederlo

Le agevolazioni del Bonus Pellet sono accessibili a tutti i contribuenti che effettuano spese per l’acquisto e l’installazione di stufe a pellet, comunemente note come stufe a biomasse. Tuttavia, la percentuale di detrazione fiscale o il rimborso delle spese variano in base a diverse condizioni.

Gli incentivi coprono non solo la spesa per l’acquisto dell’impianto, ma anche il smontaggio e la dismissione di quello preesistente, nonché l’eventuale costo delle prestazioni professionali necessarie.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Pellet è disponibile fino al 31 dicembre 2024, il che significa che chi intende usufruirne deve attuare il proprio progetto di installazione delle stufe a biomasse e completare le procedure richieste entro questa data limite. Dopo il termine stabilito, l’incentivo potrebbe non essere più disponibile.

Come funziona il Bonus Pellet

Il Bonus Pellet opera attraverso diverse modalità, ognuna delle quali offre diversi livelli di agevolazioni:

  • Bonus Pellet con detrazione del 50%: questa opzione consente di ottenere una detrazione fiscale del 50% sull’IRPEF, in caso di intervento edilizio di manutenzione straordinaria che includa l’acquisto e l’installazione di una stufa a pellet. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo durante le dichiarazioni dei redditi successive.
  • Bonus Pellet con detrazione del 65-90%: se l’installazione della stufa a biomasse migliora l’efficienza energetica dell’abitazione, è possibile accedere a detrazioni che possono variare dal 65% al 90%. Questo dipende dal fatto che l’intervento rientri nell’Ecobonus o nel Superbonus, con la possibilità di ottenere un notevole risparmio sulle spese.
  • Bonus Pellet con il Conto Termico GSE: se la stufa a pellet sostituisce un vecchio impianto (stufe o caminetti aperti) e rispetta i requisiti imposti dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), è possibile ottenere un rimborso delle spese sostenute fino al 65%. L’importo del rimborso varia in base alla potenza, alle emissioni e alla fascia climatica in cui si trova l’abitazione.

Procedura di richiesta

La procedura per richiedere il Bonus Pellet può variare a seconda dell’opzione scelta e dei requisiti specifici. In generale, è necessario conservare lo scontrino di acquisto e assicurarsi che il pagamento sia tracciabile. Inoltre, per accedere a determinate agevolazioni, è fondamentale rispettare le regole definite dalla normativa vigente, come indicato nel Dlgs 199/2021.

Bonus busta paga neo-madri al rientro

Il Bonus in busta paga per neo-madri è un beneficio fiscale introdotto dalla legge 234/2022, nota come Manovra economica. Questa agevolazione è destinata alle madri dipendenti del settore privato e offre un esonero contributivo del 50%. La peculiarità di questo bonus è che la riduzione sulla trattenuta INPS inizia dal giorno del rientro al lavoro dopo il periodo di maternità.

Chi può richiederlo

Il Bonus in busta paga per neo-madri è destinato alle madri lavoratrici del settore privato. Le lavoratrici che possono richiederlo devono essere rientrate al lavoro nel corso del 2022, anche se questo avviene dopo periodi di ferie, malattia o permessi retribuiti, purché non vi sia soluzione di continuità tra il congedo obbligatorio di maternità e il rientro effettivo al lavoro.

Quando scade il Bonus

Le lavoratrici madri possono beneficiare dell’esonero contributivo per un periodo massimo di 12 mesi a partire dalla data del loro rientro al lavoro.

Come funziona il Bonus in Busta Paga per Neo-Madri

Il funzionamento di questo bonus è basato sulla data di rientro al lavoro delle neo-madri. Se una lavoratrice rientra immediatamente al lavoro dopo la maternità, ha diritto all’esonero contributivo dal giorno del suo effettivo rientro nel posto di lavoro, indipendentemente da qualsiasi congedo o ferie futuri.

Tuttavia, se una lavoratrice ritarda il rientro al lavoro e collega periodi di congedo o ferie alla maternità, la data di decorrenza dell’esonero contributivo slitta in avanti fino al giorno del suo effettivo rientro al lavoro.

Procedura di richiesta

La procedura per richiedere il Bonus in busta paga per neo-madri è relativamente semplice. La lavoratrice deve assicurarsi di informare il datore di lavoro del proprio rientro al lavoro e dei periodi di astensione o ferie previsti.

Il calcolo dell’esonero contributivo si basa sull’imponibile al momento del rientro al lavoro, diviso per i giorni lavorativi del mese e moltiplicato per i giorni effettivamente lavorati. L’esonero è del 50%, il che significa che il calcolo determinerà l’importo sgravato dall’INPS.

Bonus per lavoratrici domestiche

La normativa prevede che l’esonero spetti anche alle lavoratrici domestiche madri rientrate nel posto di lavoro entro il 31 dicembre 2022. Il messaggio INPS n. 1552 del 28 aprile 2023 fornisce le istruzioni operative proprio per la gestione degli adempimenti previdenziali relativi all’esonero contributivo per le lavoratrici domestiche.

I datori di lavoro domestico, precisamente, possono richiedere l’applicazione dell’esonero per conto della lavoratrice interessata presentando la domanda all’INPS, utilizzando il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) e seguendo il percorso descritto qui di seguito dalla home page del sito dell’INPS:

“Imprese e Liberi Professionisti” > “Esplora Imprese e liberi professionisti” > “Strumenti” > “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)” > “Utilizza lo strumento”.

È necessario autenticarsi con la propria identità digitale SPID almeno di livello 2, oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica).

Bonus Chip

Il Bonus Chip rappresenta un’importante misura di incentivo per le imprese che intendono investire in progetti di ricerca e sviluppo nel campo dei semiconduttori. Questo nuovo credito d’imposta è disciplinato nell’articolo 5 del Decreto Omnibus e ha l’obiettivo di promuovere la crescita e l’innovazione nella produzione di chip.

Chi può richiederlo

Il Bonus Chip è disponibile per le imprese residenti nel territorio italiano, inclusi le stabili organizzazioni di non residenti. Inoltre, possono beneficiare di questo incentivo anche le imprese che stipulano contratti con aziende residenti o localizzate in altri Stati dell’Unione Europea, dello Spazio economico europeo o nell’elenco specificato nel Decreto del 4 settembre 1996.

Nonostante sia rivolto alle imprese, il Bonus Chip rappresenta un’alternativa al Bonus Ricerca già attivo, che incentiva le attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico.

Il Bonus Chip è parte integrante della strategia dell’Unione Europea, riassunta nel Chips Act, che mira a potenziare la filiera dei semiconduttori a livello locale. Questo obiettivo è fondamentale per ridurre la dipendenza dell’Unione Europea dai fornitori stranieri, soprattutto dalla Cina, in un settore cruciale per l’industria tecnologica moderna.

Quando scade il Bonus

Le imprese possono beneficiare di questo credito d’imposta per gli investimenti in R&S sostenuti dall’11 agosto 2023 al 31 dicembre 2027. È importante sottolineare che l’importo del credito d’imposta sarà determinato successivamente da un provvedimento del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e sarà basato sulla spesa effettivamente sostenuta.

Come funziona e si richiede il Bonus Chip

Le specifiche modalità di accesso al Bonus Chip, le procedure di richiesta e soprattutto i dettagli sugli importi del credito d’imposta saranno chiariti da un successivo provvedimento del MIMIT. Tuttavia, è certo che il credito d’imposta sarà utilizzabile solo in compensazione e sarà basato sulla certificazione dei costi sostenuti, rilasciata da un revisore legale.

Perché il Bonus Chip sia pienamente operativo, è necessario anche un ulteriore decreto attuativo che certifichi le attività di ricerca e sviluppo, come previsto dal DL 73/2022, che fino ad ora non è stato pubblicato.

Bonus Fotovoltaico per famiglie a basso ISEE e Sud

Il Fondo Reddito Energetico è un’iniziativa volta a promuovere l’adozione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo, attraverso il cosiddetto Bonus Fotovoltaico per famiglie a basso ISEE e Sud. Questi impianti consentono alle famiglie di produrre energia elettrica direttamente dal sole e utilizzarla per le proprie esigenze, riducendo così la dipendenza dalla rete elettrica tradizionale. L’obiettivo del fondo è fornire contributi finanziari alle famiglie con basso reddito, facilitando così l’accesso a questa tecnologia sostenibile.

Chi può richiederlo

I contributi del Fondo Reddito Energetico sono destinati esclusivamente alle famiglie che si trovano in condizioni di disagio economico. In particolare, possono beneficiare di questi incentivi le famiglie con un ISEE fino a 15.000 euro. Tuttavia, se una famiglia ha almeno 4 figli a carico, il limite ISEE sale a 30.000 euro. È importante notare che l’80% dei fondi è destinato alle famiglie del Mezzogiorno d’Italia, che include le regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Quando scade il Bonus

Il Fondo Reddito Energetico sarà operativo per gli anni 2024 e 2025 e metterà a disposizione un totale di 200 milioni di euro, che saranno erogati come contributo in conto capitale per l’installazione degli impianti fotovoltaici.

Come funziona

Gli impianti fotovoltaici ammissibili a questi incentivi devono avere una potenza nominale compresa tra 2 e 6 kilowatt, ma non devono superare la potenza in prelievo sul punto di connessione. Devono essere destinati a unità residenziali in cui vivono nuclei familiari in condizione di disagio economico. Gli impianti possono essere realizzati su coperture di edifici, superfici, aree e pertinenze di cui il soggetto beneficiario sia titolare di un valido diritto reale.

Procedura di richiesta

La procedura per richiedere questi incentivi sarà gestita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). I dettagli sulla presentazione delle domande e i requisiti specifici saranno resi noti una volta che il decreto sarà stato registrato presso la Corte dei Conti.

Bonus Libri 2023-2024

Il Bonus Libri 2023-2024 è un’iniziativa volta a sostenere le famiglie a basso reddito nell’acquisto dei libri di testo per l’anno scolastico in corso. Questo programma è promosso dallo Stato, che trasferisce fondi alle Regioni e ai Comuni per distribuirli alle famiglie bisognose. Ogni Regione stabilisce i criteri di accesso al Bonus Libri Scolastici, mentre i Comuni si occupano di erogare i contributi. Questo bonus è generalmente destinato agli studenti che frequentano istituti di istruzione secondaria di I e II grado, sia statali che paritari, che soddisfano determinati requisiti.

Chi ha diritto al Bonus Libri 2023-2024

Il diritto al Bonus Libri varia da Regione a Regione, poiché spetta alle singole Regioni definire le condizioni e i termini per accedervi. Tuttavia, in generale, possono richiederlo le famiglie con figli che frequentano istituti di istruzione secondaria di I e II grado, statali e paritari, che rientrano nei requisiti previsti dalla normativa.

Quando scade il Bonus

La scadenza per la richiesta del Bonus Libri 2023-2024 varia da Regione a Regione. Alcune Regioni hanno già chiuso i bandi, mentre altre hanno scadenze differenti. È importante verificare la scadenza specifica per la propria Regione consultando il sito web del proprio Comune o della Regione stessa.

Come funziona il Bonus Libri 2023-2024

Il Bonus Libri funziona assegnando un contributo economico alle famiglie con figli che soddisfano i requisiti stabiliti dalla Regione di appartenenza. Questo contributo può essere utilizzato per coprire le spese legate all’acquisto dei libri di testo e, in alcuni casi, anche per altri materiali didattici come dizionari, notebook, elettronica scolastica, ecc.

L’ammontare del contributo varia in base al reddito familiare e alle specifiche regole regionali. In genere, le famiglie con un reddito più basso ricevono un contributo più elevato. È importante notare che il contributo è finalizzato esclusivamente all’acquisto di materiali didattici e libri di testo, e non può essere utilizzato per altre spese.

Procedura di richiesta del Bonus Libri 2023-2024

La procedura di richiesta del Bonus Libri 2023-2024 può variare da Regione a Regione, ma generalmente comporta i seguenti passaggi:

  1. Verifica dei requisiti: prima di tutto, è importante verificare se si soddisfano i requisiti stabiliti dalla Regione di appartenenza per accedere al Bonus Libri.
  2. Raccolta della documentazione: raccogliere la documentazione necessaria per dimostrare di soddisfare i requisiti. Questa documentazione potrebbe includere l’attestazione ISEE in corso di validità, una dichiarazione sostitutiva di certificazione per quanto riguarda la residenza e la frequenza all’istituto di istruzione secondaria, copia del documento di identità, ecc.
  3. Presentazione della domanda: compilare la domanda di Bonus Libri utilizzando il modulo specifico fornito dalla Regione o dal Comune di residenza. La domanda può essere presentata online o in forma cartacea, a seconda delle modalità previste dalla Regione.
  4. Erogazione del contributo: dopo aver verificato la validità della domanda e dei requisiti, la Regione o il Comune procederanno all’erogazione del contributo direttamente alla famiglia beneficiaria. In alcuni casi, il contributo potrebbe essere erogato tramite buoni libro o direttamente sul conto corrente della famiglia.
  5. Utilizzo del Bonus: il Bonus Libri può essere utilizzato per acquistare libri di testo e altri materiali didattici necessari per l’anno scolastico. La famiglia beneficiaria dovrà seguire le indicazioni fornite dalla Regione o dal Comune per utilizzare il contributo in modo corretto.

In sintesi, il Bonus Libri 2023-2024 è un programma di aiuto economico destinato a sostenere le famiglie a basso reddito nell’acquisto dei libri di testo e dei materiali didattici per i loro figli che frequentano la scuola secondaria. Le modalità di accesso e l’ammontare del contributo variano da Regione a Regione, quindi è importante verificare le specifiche della propria Regione per sapere come presentare la domanda e quali requisiti soddisfare.

Bonus assunzioni 2024

Il Bonus assunzioni 2024 si concretizza in una maxi deduzione per i datori di lavoro, introdotta grazie alla Manovra 2024, come parte del “Pacchetto Lavoro”. Si tratta di un meccanismo volto a sostenere le assunzioni a tempo indeterminato, andando a rimpiazzare i vecchi incentivi riservati alle assunzioni agevolate di giovani under 36 e donne disoccupate.

Chi può richiederlo

Il Bonus è rivolto principalmente alle imprese e ai lavoratori autonomi che desiderano effettuare nuove assunzioni stabili. Questo incentivo si applica a titolari di reddito d’impresa, imprese individuali, società di persone e autonomi. È importante notare che per poter beneficiare di questo vantaggio, i soggetti interessati devono aver esercitato la loro attività nel 2023 per almeno 365 giorni. Inoltre, le nuove assunzioni devono portare a un effettivo aumento dell’occupazione rispetto all’anno precedente.

Quando scade il Bonus

L’incentivo è attualmente in vigore per il 2024.

Come funziona il Bonus

Il Bonus funziona mediante una deduzione fiscale che permette alle imprese e ai lavoratori autonomi di ridurre il loro carico fiscale. In particolare, la deduzione sarà del 120% per tutte le nuove assunzioni stabili effettuate. Tuttavia, vi è un ulteriore vantaggio del 130% riservato a specifiche categorie di lavoratori svantaggiati.

Decontribuzione al Sud

Il Bonus “Decontribuzione al SUD” consiste in uno sconto del 30% sui contributi pensionistici per le aziende situate nel Sud Italia.

Chi può richiederlo

Il Bonus della decontribuzione SUD è rivolto alle aziende con sede nel Mezzogiorno, ovvero in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Quando scade il Bonus

Per il 2024, il bonus consiste in uno sconto del 30% sui contributi pensionistici, ma questo sconto sarà gradualmente ridotto. Nel 2026, il bonus si ridurrà al 20%, e nel 2028 scenderà ulteriormente al 10%. Tuttavia, è importante sottolineare che la continuazione del bonus è legata al finanziamento da parte dell’Unione Europea e teoricamente dovrebbe rimanere in vigore fino al 2029.

Come funziona il Bonus

Il funzionamento del Bonus di decontribuzione SUD è piuttosto semplice. Le aziende che soddisfano i requisiti e hanno la loro sede operativa nel Sud Italia possono richiedere lo sconto sui contributi pensionistici. Questo sconto ridurrà il carico fiscale sul datore di lavoro, incoraggiando così la creazione di posti di lavoro regolari nella regione.

Il Bonus Decontribuzione Sud è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa sulle assunzioni agevolate, sempre che non vi sia un espresso divieto di cumulo previsto da altra disposizione.

Procedura di richiesta

Per fruire della decontribuzione è necessario compilare correttamente i flussi Uniemens.

Bonus Assunzioni AdI e SFL

Il Bonus Assunzioni AdI e SFL è un incentivo promosso dal governo italiano per agevolare l’assunzione di persone che beneficiano dell’Assegno di Inclusione (AdI) e del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL). Questa misura è stata introdotta per sostituire il Reddito di Cittadinanza a partire dal 2024. Il Bonus offre ai datori di lavoro una serie di vantaggi sotto forma di esoneri contributivi, con l’obiettivo di incentivare l’occupazione di individui in situazioni di svantaggio sociale ed economico.

Chi può richiederlo

Il Bonus Assunzioni è destinato esclusivamente ai datori di lavoro che decidono di assumere persone che rientrano nel programma di supporto dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro.

Quando scade il Bonus

Nel caso di contratti a tempo indeterminato o trasformazioni in contratti a tempo indeterminato, l’esonero contributivo coprirà il 100% dei contributi previdenziali nel limite massimo di 8.000 euro su base annua. Questo beneficio sarà valido per 24 mesi. Sono esclusi premi e contributi INAIL. Nel caso di contratti a tempo determinato o di lavoro stagionale, l’esonero contributivo sarà del 50%, ma nel limite massimo di 4.000 euro su base annua e sarà riparametrato e applicato su base mensile. In questo caso, il beneficio avrà una durata massima di 12 mesi.

Come funziona il Bonus

I datori di lavoro che intendono usufruire di questo incentivo devono assicurarsi di assumere persone che sono beneficiarie AdI o SFL.

Procedura di richiesta

Per poter beneficiare del Bonus Assunzioni, il datore di lavoro deve inserire le relative offerte di lavoro nel sistema informativo SIISL (Sistema Informativo Integrato per il Lavoro). Questo sistema è essenziale per monitorare e regolare l’applicazione dell’incentivo e garantire che le assunzioni rientrino nei requisiti stabiliti.

Bonus assunzioni lavoratori autistici

Il Bonus Assunzioni per lavoratori autistici è una misura volta a sostenere le persone con disturbi dello spettro autistico (DSA) nell’ingresso al mondo del lavoro. Questo bonus offre una serie di vantaggi alle imprese che scelgono di assumere giovani o adulti con questa condizione come dipendenti o collaboratori. In particolare, il bonus prevede l’esenzione dall’imposta sul reddito e dall’IRAP, nonché un incentivo previdenziale significativo.

Chi può richiederlo

Il Bonus Assunzioni Lavoratori Autistici è destinato principalmente alle startup sociali e alle imprese innovative che decidono di offrire opportunità lavorative alle persone con disturbi dello spettro autistico. L’obbligo principale per poter beneficiare di questa agevolazione è l’assunzione di almeno due terzi del personale tra i lavoratori con disturbi dello spettro autistico.

Quando scade il Bonus

Gli utili d’esercizio delle imprese che assumono lavoratori con DSA saranno esenti dall’imposta sul reddito e dall’IRAP per un periodo di cinque anni.

L’incentivo previdenziale, invece, spetterà per un triennio, contribuendo a ridurre i costi legati alla previdenza sociale.

Come funziona il Bonus

Il Bonus Assunzioni Lavoratori Autistici spetta in caso di assunzione di lavoratori con disturbi dello spettro autistico (DSA) per almeno 2/3 del personale.

Procedura di richiesta

Per ottenere il Bonus Assunzioni Lavoratori Autistici, le imprese dovranno presentare la documentazione richiesta per dimostrare il rispetto dei requisiti stabiliti dal Decreto Fiscale.

Bonus assunzioni disabili under 35

Il Bonus assunzioni disabili under 35 è rivolto a enti e organizzazioni del terzo settore. Questa iniziativa mira a promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità, favorendo al contempo l’occupazione di giovani al di sotto dei 35 anni.

Chi può richiederlo

Il Bonus è rivolto principalmente a enti e organizzazioni del terzo settore, tra cui associazioni, cooperative sociali e enti non profit, che intendono assumere individui con disabilità sotto i 35 anni.

Quando scade il Bonus e procedura di richiesta

Il periodo di validità del Bonus assunzioni disabili under 35 va dal 1° agosto 2022 al 31 dicembre 2023. Tuttavia, è importante notare che le richieste per ottenere questo bonus non possono essere presentate durante questo periodo. La procedura di richiesta del bonus inizia solo nel 2024.

Come funziona il Bonus

Il funzionamento del Bonus è regolamentato dall’articolo 28 del Decreto lavoro convertito in legge. Le entrate e le condizioni per l’ottenimento del bonus sono specificate in dettaglio nella normativa. In generale, il bonus prevede un contributo economico destinato alle organizzazioni che assumeranno giovani con disabilità sotto i 35 anni a tempo indeterminato.

Bonus del welfare

I piani di welfare attuati dalle aziende hanno l’obiettivo di incentivare la produttività dei lavoratori e a promuovere il benessere aziendale. Queste iniziative consentono di fruire di particolari agevolazioni fiscali. Dal 2024 salgono i tetti di detassazione dei fringe benefit ed è stata prorogata la tassazione agevolata dei premi produttività.

Chi può richiederlo

La tassazione agevolata dei premi produttività, fino alla soglia di 3mila euro, è riservata a coloro i cui redditi non superano gli 80.000 euro.

I fringe benefit risultano esentasse fino alla soglia di 1000 euro per tutti i dipendenti e 2000 euro per quelli con figli a carico.

Quando scade il Bonus

Questi incentivi al welfare sono attivi per il 2024. Se non verrà resa permanente, la detassazione dei fringe benefit tornerà alla soglia ordinaria di 258 euro dal prossimo anno

Come funziona il Bonus

I premi di produttività vengono tassati al 5% fino alla soglia di 3mila euro.

I fringe benefit sono esentasse fino alle soglie sopra descritte, nelle quali non rientrano i buoni benzina da 200 euro e i buoni pasto esentasse fino a 4 euro al giorno se cartacei o 8 euro al giorno se digitali.

Procedura di richiesta

Per richiedere il Bonus, è necessario accordarsi con il datore di lavoro e, qualora si voglia fruire di fringe benefit da 2000 euro esentasse, presentare una dichiarazione che attesti di possedere i requisiti necessari.

Bonus Assunzioni Ricercatori in Azienda

Il Bonus Assunzioni Ricercatori in Azienda è un’agevolazione fornita alle imprese che partecipano al cofinanziamento di borse di dottorato innovativo e assumono a tempo indeterminato individui che possiedono il titolo di dottore di ricerca o sono stati precedentemente titolari di contratti di ricerca conformi agli articoli 22 o 24 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240. Questo incentivo si traduce in un esonero contributivo, offrendo alle aziende un valido incentivo per promuovere l’assunzione di ricercatori altamente qualificati.

Chi può richiederlo

Le aziende che desiderano beneficiare del Bonus Assunzioni Ricercatori devono partecipare al finanziamento di borse di dottorato innovativo con una quota di almeno il 50%. Inoltre, l’assunzione dei ricercatori deve essere a tempo indeterminato e questi ricercatori devono essere in possesso del titolo di dottore di ricerca o aver precedentemente svolto contratti di ricerca.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Assunzioni Ricercatori in Azienda, al momento, è finanziato attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha destinato un budget di 150 milioni di euro per questa iniziativa. Il Bonus rimarrà in vigore fino al 2026.

Come funziona il Bonus

Il Bonus Assunzioni Ricercatori in Azienda offre alle imprese un esonero contributivo, che può coprire fino a un massimo di 7.500 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato. Questo importo è ripartito su base mensile per un massimo di due anni (3.750 euro all’anno).

Bonus ricerca e sviluppo per il Sud

Il Bonus Ricerca e Sviluppo per il Sud è un incentivo fiscale che mira a promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nelle regioni meridionali dell’Italia. A differenza delle aliquote standard valide per il resto del paese, il Bonus del Sud offre un’agevolazione notevolmente più elevata, che può raggiungere fino al 25%, 35% o addirittura il 45% a seconda delle dimensioni dell’impresa.

Chi può richiederlo

Il Bonus Ricerca e Sviluppo per il Sud è destinato alle imprese che hanno la loro sede centrale o operativa in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Possono beneficiarne le imprese di tutte le dimensioni, con misure diverse.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Ricerca e Sviluppo per il Sud sarà attivo per tutto il 2024.

Come funziona il Bonus

Le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo (R&S) nelle regioni interessate possono richiedere un credito d’imposta che varia in base alle dimensioni dell’impresa. Le grandi imprese possono ottenere fino al 25% di credito d’imposta, le medie imprese possono raggiungere il 35%, mentre le piccole imprese possono ottenere fino al 45% di agevolazione.

È possibile cumulare il Bonus Ricerca e Sviluppo per il Sud con altri benefici riconosciuti per gli stessi costi, a patto di non superare il costo sostenuto.

Procedura di richiesta

Il credito d’imposta può essere utilizzato solo in compensazione e viene erogato in tre quote annuali di uguale importo, a partire dall’anno successivo a quello in cui è stato maturato.

Bonus macchinari al Sud e Nuova Sabatini

Tra i Bonus per il Sud ci sono il Bonus per l’acquisto di beni strumentali e la Nuova Sabatini, l’obiettivo è di promuovere l’innovazione e la sostenibilità in questi territori.

Chi può richiederlo?

Le principali beneficiarie del Bonus Nuova Sabatini sono le micro, piccole e medie imprese italiane, indipendentemente dal settore di attività, ad eccezione delle attività finanziarie e assicurative.

Quando scade il Bonus?

Il Bonus Nuova Sabatini è stato confermato anche per il 2024 dalla Legge di Bilancio.

Come funziona il Bonus?

La Nuova Sabatini agevola l’accesso al credito per le PMI, consentendo loro di ottenere finanziamenti agevolati per l’acquisto di beni strumentali come macchinari nuovi, software e tecnologie digitali. Questi finanziamenti vengono concessi da banche e intermediari finanziari che hanno aderito alla Convenzione “Beni Strumentali,” con la possibilità di copertura fino all’80% dell’importo erogato dal Fondo di Garanzia PMI.

Inoltre, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy offre un contributo in conto impianti, calcolato in base al valore degli interessi convenzionali, a un tasso annuo che varia a seconda del tipo di investimento:

  • 2,75% per investimenti ordinari,
  • 3,575% per investimenti 4.0,
  • 3,575% per investimenti green.

Per gli investimenti green, cioè quelli con un basso impatto ambientale, le imprese che possiedono una certificazione ambientale di processo o di prodotto possono beneficiare di un contributo maggiorato del 30%. È importante notare che sono ammissibili solo gli investimenti in beni nuovi che sono autonomi e correlati all’attività produttiva dell’impresa.

Procedura di richiesta

La richiesta del Bonus “Nuova Sabatini” deve essere presentata per via telematica attraverso la piattaforma “Beni Strumentali – Nuova Sabatini”. Per accedere a questa piattaforma, le imprese devono utilizzare le credenziali SPID.

La domanda deve essere sottoscritta con firma digitale e a ciascuna pratica viene assegnato un Codice Unico di Progetto (CUP), che deve essere riportato sulle fatture elettroniche di acconto e saldo per l’acquisto dei beni agevolati.

Participation exemption

Una delle principali novità introdotte dalla Manovra 2024 riguarda l’estensione della “participation exemption” o esenzione dalla concorrenza nella formazione del reddito imponibile, che si applica alle plusvalenze ottenute dalle azioni o quote di società di capitali, enti pubblici e privati diversi dalle società, trust e organismi d’investimento collettivo del risparmio, residenti in Italia. Questo beneficio fiscale rappresenta un importante strumento per le aziende al fine di ottimizzare la gestione delle proprie attività e investimenti.

Chi può richiederlo

Il Bonus è destinato a società ed enti commerciali che sono residenti e tassati in uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che prevede uno scambio di informazioni adeguato.

Quando scade il Bonus

La Manovra 2024 ha prorogato la “participation exemption” per tutto il 2024.

Come funziona il Bonus

Il Bonus consente alle aziende di escludere le plusvalenze ottenute dalle azioni o quote di società di capitali, enti pubblici o privati, dalla base imponibile del reddito. Ciò significa che queste plusvalenze non saranno tassate, riducendo così l’onere fiscale complessivo dell’azienda.

Bonus Reshoring

Il Bonus Reshoring è un’iniziativa del Governo italiano volta a incentivare il trasferimento in Italia di attività economiche precedentemente localizzate all’estero, offrendo agevolazioni fiscali, ovvero una riduzione della base imponibile per imposte come l’IRPEF, l’IRES e l’IRAP per un periodo di cinque anni.

Chi può richiederlo

Il Bonus Reshoring è disponibile sia per le aziende che per per le persone fisiche che desiderano riportare le loro attività in Italia.

Oltre che alle aziende, infatti, il Bonus Reshoring offre vantaggi anche agli impatriati, ovvero ai dipendenti o ai lavoratori autonomi con partita IVA che decidono di tornare a lavorare in Italia.

Quando scade il Bonus Reshoring

Il Bonus Reshoring offre un periodo agevolato di cinque anni, durante il quale le aziende e gli impatriati possono beneficiare della significativa riduzione delle imposte prevista dal programma. Dopo questo periodo, le aliquote fiscali torneranno ai livelli standard.

Come funziona il Bonus Reshoring

Le aziende o gli individui che soddisfano i requisiti di eleggibilità e che intendono trasferire le proprie attività in Italia possono fruire di aliquote fiscali per IRPEF, IRES e IRAP ridotte del 50% per un periodo di cinque anni.

Bonus Mamme in busta paga

Il Bonus Mamme 2024 è una delle iniziative più significative introdotte nel Pacchetto Famiglia all’interno della Manovra 2024, promossa dal Governo Meloni. Si tratta di un incentivo finanziario sotto forma di esenzione contributiva totale, mirato a sostenere le donne lavoratrici, in particolare quelle con almeno due figli. L’obiettivo principale del Bonus è quello di alleviare il peso del caro vita delle famiglie, andando di fatto ad aumentare lo stipendio netto.

Chi può richiederlo

Il Bonus Mamme 2024 è rivolto alle donne che lavorano e che hanno almeno due figli.

Quando scade il Bonus

La durata del Bonus Mamme 2024 varia in base al numero di figli a carico delle lavoratrici. Le mamme con due figli vedranno l’agevolazione mantenuta fino ai 10 anni del figlio più giovane, mentre per le mamme con tre o più figli, l’esenzione contributiva sarà in vigore fino ai 18 anni del figlio più giovane. Questo periodo di copertura mira a sostenere le famiglie e a fornire un aiuto finanziario in un momento critico della crescita dei figli.

Come funziona il Bonus

Le mamme che rientrano nei requisiti di eleggibilità, non pagheranno l’aliquota INPS che è attualmente al 9,19% della retribuzione lorda. L’incremento dello stipendio netto sarà quindi pari a tale percentuale.

Procedura di richiesta

Le lavoratrici madri coinvolte nella misura non dovranno presentare alcuna richiesta, ma vedranno automaticamente applicata una riduzione dell’aliquota INPS trattenuta sulla loro retribuzione lorda.

Bonus contributivo in busta paga

Innalzato fino a fine 2024 il taglio contributivo per i lavoratori subordinati del settore privato e pubblico con reddito entro i 25-35mila euro.

Chi può richiederlo

Il Bonus è destinato ai lavoratori subordinati con una retribuzione mensile lorda che non supera i seguenti limiti: 2.692 euro al mese o 1.923 euro lordi al mese parametrati su 13 mensilità. I lavoratori che rientrano in queste fasce salariali possono beneficiare dell’esonero dal cuneo fiscale-contributivo, con due importi differenti.

Quando scade il Bonus

La proroga del Bonus è prevista per tutto il 2024, come stabilito dalla Manovra 2024. Questo significa che i lavoratori che rientrano nei limiti di reddito specificati potranno beneficiare di uno sconto sulle tasse e i contributi previdenziali per l’intero anno fiscale in corso.

Come funziona il Bonus

Il Bonus funziona riducendo l’aliquota contributiva INPS a carico del lavoratore. In pratica, anziché pagare l’aliquota standard (9,19%), i beneficiari del Bonus vedranno un notevole abbattimento dell’aliquota: 3,19% per redditi fino a 35mila euro; al 2,19% per redditi fino a 25mila euro.

Procedura di richiesta

Non è necessario richiedere il Bonus, che viene applicato in automatico in busta paga, che quindi risulterà più alta di 80 – 100 euro netti in più al mese.

Bonus Busta Paga per dipendenti pubblici

Il Bonus Busta Paga per dipendenti pubblici è un incentivo economico straordinario concesso ai lavoratori del settore pubblico in Italia. Questo bonus è stato anticipato dalla Manovra collegata al Decreto Fiscale del 2024 e si inserisce come una misura di compensazione per il mancato aumento salariale prima del rinnovo del contratto collettivo, previsto per il 2024. Solitamente, queste indennità vengono erogate nel mese di aprile, ma grazie a questa disposizione, i dipendenti pubblici potranno beneficiare del bonus già a dicembre 2023.

Chi può richiederlo

Il Bonus Busta Paga è destinato al personale con contratto a tempo indeterminato impiegato nelle Amministrazioni Statali, che comprendono entità come scuole, ospedali, forze armate, Ministeri e Agenzie fiscali. A queste figure si aggiungono i dipendenti di amministrazioni locali e di altri enti del settore pubblico.

Quando scade il Bonus

Il Bonus Busta Paga è una misura temporanea, legata all’anticipazione della Manovra collegata al Decreto Fiscale 2024. Si tratta di una misura una tantum, essendo finalizzata a compensare il mancato aumento salariale prima del rinnovo del contratto collettivo. A partire dal 2024, è previsto il rinnovo del contratto collettivo, che potrebbe portare a modifiche salariali e condizioni di lavoro differenti.

Come funziona il Bonus

Il valore del Bonus Busta Paga varia in base a diverse variabili, tra cui la categoria professionale e il settore di appartenenza. Questa misura è particolarmente generosa, con un importo che può essere fino a 6,7 volte superiore a quello normalmente erogato in precedenza.

L’indennità di dicembre non influisce sul calcolo del taglio del cuneo fiscale per i dipendenti con reddito fino a 35.000 euro.

Procedura di richiesta

L’erogazione del Bonus viene gestita direttamente e automaticamente dalle Amministrazioni Statali e dalle entità pubbliche coinvolte.

Carta Dedicata a Te e Bonus Carburante 2024

La  Carta Dedicata a Te è una social card che fornisce un importo di 382 euro per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità e prevede sconti presso esercizi convenzionati. Oltre a questo, ci sono ulteriori beneficiari con un ISEE fino a 15mila euro che riceveranno anche un Bonus Carburante da 80 euro tra ottobre e novembre.

Chi può richiederlo

Il Bonus è destinato alle famiglie italiane che si trovano in condizioni economiche svantaggiate e che hanno un ISEE fino a 15mila euro.

Quando scade il Bonus

La Carta Solidale Acquisti è già stata distribuita a 1,3 milioni di famiglie in 8 mila Comuni italiani. Questi beneficiari possono continuare a usufruire di questa misura di sostegno anche nel corso del 2024.

Come funziona il Bonus

I beneficiari ricevono una Carta Dedicata a Te, che è una carta prepagata con un importo di 382 euro. Questo importo può essere utilizzato per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità presso i negozi e gli esercizi convenzionati. Inoltre, la Carta offre sconti su alcuni prodotti, il che può contribuire ulteriormente a ridurre le spese familiari. Per quanto riguarda il Bonus Carburante da 80 euro, questo importo viene erogato direttamente a coloro che soddisfano i requisiti specifici e può essere utilizzato per coprire parte delle spese di carburante durante i mesi di ottobre e novembre.

Procedura di richiesta

La Carta Solidale non richiede una domanda all’INPS per essere ottenuta, poiché i Comuni informeranno i cittadini dell’assegnazione del beneficio. I beneficiari potranno ritirare la carta presso gli uffici postali che offrono il servizio.

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