di Noemi Ricci
Chi ha versato meno di 20 anni di contributi non è necessariamente escluso dal sistema previdenziale. La normativa italiana prevede alcune deroghe di legge che consentono l’accesso alla pensione di vecchiaia anche con anzianità contributive ridotte, legate alla storia assicurativa, alla gestione previdenziale di appartenenza e alla data di prima iscrizione. Nelle prossime schede analizziamo tutte le opzioni possibili, una per una, con il dettaglio dei requisiti.
- Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi a 71 anni
- Assegno ordinario d’invalidità con 5 anni di contributi
- Pensione d’inabilità con 5 anni di contributi
- Pensione di vecchiaia per non vedenti con 10 anni di contributi
- Pensione contributiva ai professionisti con meno di 10 anni di contributi
- Invalidità e inabilità nelle casse professionali private
- Pensione Quindicenni a 67 anni con 15 anni di contributi
Nel sistema previdenziale italiano le principali strade per andare in pensione con pochi contributi sono due: rientrare interamente nel calcolo della pensione con il sistema contributivo puro — con almeno 5 anni effettivi e 71 anni di età — oppure soddisfare i requisiti della deroga Amato, che abbassa la soglia a 15 anni per alcune categorie di lavoratori.
Per chi si colloca tra 10 e 15 anni di versamenti le possibilità si restringono ulteriormente, in funzione dell’anzianità assicurativa e delle gestioni previdenziali coinvolte. Prima di tutto vanno verificati la presenza di contributi effettivi rispetto a quelli figurativi, la gestione previdenziale di appartenenza e la data di prima iscrizione alle casse previdenziali.
