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DPFP: scostamento fino a 29 miliardi per energia e difesa e prudenza sulla Manovra

di Anna Fabi

Pubblicato 2 Ottobre 2026
Aggiornato 7 Ottobre 2026 08:26

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Il DPFP alza all'1% la crescita del 2026 e porta il deficit 2027 al 3,4%: la richiesta di extradeficit va al voto delle Camere a maggioranza assoluta

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica e la relazione che chiede al Parlamento uno scostamento di bilancio fino a circa 29 miliardi, destinato in parti uguali alle spese per energia e difesa nel prossimo biennio.

Il DPFP fissa la cornice della Manovra 2027, e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto un approccio più prudente sulle misure annunciate nelle ultime settimane.

Per lavoratori, famiglie e imprese la ricaduta riguarda il taglio IRPEF, la detassazione degli aumenti e gli altri interventi in discussione: le risorse dello scostamento sono destinate a energia e difesa, e le misure fiscali della manovra devono trovare copertura nei conti ordinari.

In sintesi:

  • il testo del DPFP rivede all’1% la crescita del PIL 2026, dallo 0,6% del Documento di finanza pubblica di aprile, con un deficit al 2,9%;
  • con la clausola nazionale di salvaguardia il deficit supera il 3% nel 2027 e nel 2028, e senza scende sotto la soglia;
  • il debito pubblico programmatico sale nel 2027 e avvia la discesa dal 2028;
  • la relazione sullo scostamento, prevista dall’art. 6 della L. n. 243/2012, richiede il voto a maggioranza assoluta dei componenti di Camera e Senato, in calendario martedì 13 ottobre.

Crescita e debito nelle stime del DPFP

Nel DPFP la crescita programmatica del PIL per il 2026 sale all’1%, contro lo 0,6% indicato nel Documento di finanza pubblica di aprile; il comunicato del Consiglio dei ministri n. 191 la fissa poi allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028 e allo 0,8% nel 2029.

Il debito pubblico programmatico è previsto al 138,1% del PIL a fine 2026 e al 138,5% nel 2027, prima di scendere al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029. Giorgetti ha presentato le stime sottolineando che il contesto internazionale rende le previsioni sempre più difficili.

Deficit con e senza scostamento

Il testo del DPFP 2026 distingue l’indebitamento netto con e senza l’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia: includendo la spesa supplementare per energia e difesa il deficit supera il 3% del PIL nel 2027 e nel 2028, escludendola scende sotto la soglia.

Anno Deficit/PIL con la clausola (senza la clausola)
2026 2,9% (clausola non utilizzata)
2027 3,4% (2,8%)
2028 3,2% (2,6%)
2029 2,3% (2,3%)

La differenza conta per la procedura per disavanzo eccessivo: l’Italia vi è ancora sottoposta dopo il deficit al 3,1% del 2025, e secondo Giorgetti il calcolo al netto delle spese per energia e difesa può aprire lo spazio per l’uscita, che dipende dalle valutazioni europee.

Scostamento fino a 29 miliardi per energia e difesa

Lo scostamento riguarda la clausola nazionale di salvaguardia che il Governo ha chiesto alla Commissione europea di attivare il 10 settembre, in attuazione degli atti di indirizzo approvati dal Parlamento il 5 agosto, per le maggiori spese in energia e sicurezza: le risorse valgono fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-2028, pari a circa lo 0,3% del PIL annuo per ciascuna delle due voci, contro i 36 miliardi ipotizzati ad agosto, prima che l’ISTAT confermasse il deficit del 2025.

La relazione al Parlamento prevista dall’art. 6 della L. n. 243/2012, illustrata da Giorgetti in Consiglio dei ministri, richiede il voto a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, che si esprimerà insieme alle risoluzioni sul documento.

Su un fronte separato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto alla Commissione europea, con una lettera a Ursula von der Leyen, più margini sulle spese per l’energia alla luce della corsa dei prezzi; da Bruxelles è arrivata la risposta che agli Stati membri è già stata concessa maggiore flessibilità. Giorgetti ha precisato che la proposta italiana di considerare l’impatto dell’inflazione sul sentiero di spesa «non nasce per chiedere una diversa e ulteriore flessibilità»: i target assegnati ai singoli Paesi tre anni fa incorporano un’inflazione prevista molto più bassa di quella registrata, e a parità di tetto nominale lasciano alla manovra meno risorse in termini reali.

Misure della manovra, l’invito alla prudenza di Giorgetti

Sulle misure della legge di bilancio Giorgetti ha detto che la sua risposta è diversa da un mese fa e che «l’approccio deve essere un attimino più prudente» rispetto agli annunci. Le ipotesi più costose sono ancora da finanziare nei conti ordinari: l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60mila euro nella riforma IRPEF 2027, la proroga della detassazione degli aumenti contrattuali e l’Ecobonus al 65% sulla prima casa, che il Governo ha portato nel confronto con la Commissione sulle misure per l’energia.

Dal DPFP al disegno di legge di bilancio

Dopo il voto delle Camere il Governo deve approvare e inviare a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio e presentare il disegno di legge, con le scadenze riepilogate nel calendario della legge di bilancio.