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Meloni al Senato: l’agenda di fine legislatura per imprese e territorio

di Barbara Weisz

14 Maggio 2026 15:36

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Meloni ha illustrato le priorità economiche per l'ultimo anno di legislatura: legge delega sul nucleare entro estate, ZES Unica in tutta Italia, Piano Casa.

In un lungo question-time al Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ripercorso le politiche economiche del Governo rivendicandone i risultati e anticipando gli impegni per l’immediato futuro. Tra questi, l’approvazione della legge delega sul nucleare entro l’estate e l’estensione della ZES Unica all’intero territorio nazionale. La Premier ha fatto il punto sulle misure già in cantiere e sul nucleare ha fornito una scadenza precisa: «entro l’estate sarà approvata la legge delega».

Legge sul Nucleare entro fine 2026

Il disegno di legge sull’energia nucleare è all’esame della Commissione Ambiente alla Camera. Il ministro Pichetto Fratin aveva ribadito l’intenzione di arrivare all’approvazione in entrambi i rami del Parlamento entro l’estate, e ora la premier conferma l’obiettivo. Il ddl delega il Governo ad approvare entro un anno i decreti attuativi per regolamentare la ripresa della produzione di energia nucleare in Italia, ferma dal referendum del 1987. La norma si inserisce nelle politiche di decarbonizzazione verso la neutralità energetica al 2050, puntando sul cosiddetto nucleare pulito (tecnologie SMR e AMR, ricerca sulla fusione) e prevedendp la creazione di una governance dedicata, con un’authority di settore.

Il Governo punta quindi a completare i decreti attuativi entro la fine del 2026. Un calendario ambizioso, con 500 emendamenti ancora da esaminare in commissione, ma che la Premier ha reso esplicito davanti all’Assemblea di Palazzo Madama.

Fonti rinnovabili e incentivi

Sulla crisi energetica in corso, Meloni non ha annunciato misure nuove ma ricorda quelle già in campo: Decreto Bollette, diversificazione delle fonti e la posizione italiana a Bruxelles sulla revisione del meccanismo ETS — il sistema di tassazione sulle emissioni che penalizza le imprese in un contesto di caro energia. Rispondendo a una domanda sulle Comunità energetiche rinnovabili (CER), Meloni ha segnalato che solo dopo la conclusione delle istruttorie sulle domande di incentivo sarà possibile valutare eventuali risorse aggiuntive per coprire tutte le richieste ammissibili. Un impegno a verificare il fabbisogno reale ma non ancora un impegno di spesa.

ZES Unica verso l’estensione nazionale

Il secondo impegno riguarda la ZES Unica. I numeri di due anni di operatività restituiscono una fotografia di efficacia indiscussa: «oltre 1.300 investimenti autorizzati, per un volume d’affari complessivo di circa 55 miliardi di euro». Attualmente copre Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Umbria e Marche. Meloni conferma che l’obiettivo è estendere la zona economica speciale «almeno per la parte di semplificazione a tutto il territorio nazionale».

La precisazione “almeno per la parte di semplificazione” non è secondaria. Un’estensione dei benefici fiscali a tutto il Paese rischierebbe di entrare in conflitto con le regole europee sugli aiuti di Stato. Quel che potrebbe effettivamente estendersi sono le componenti procedurali: sportello unico, iter autorizzativi più veloci, semplificazione edilizia per gli insediamenti produttivi. Per le PMI del Centro-Nord si tratterebbe di superare quanto meno di superare ataviche lungaggini burocratiche.

Casa, lavoro, riforme PNRR e Piano Sud

Fra i provvedimenti in vista, Meloni ha posto l’accento anche sul Piano Casa e aperto poi un fronte inedito sui fondi pensione: «qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi raccolti dagli italiani dei quali solo 40 miliardi sono investiti in Italia». L’obiettivo dichiarato è rafforzare i meccanismi per riorientare queste risorse verso l’economia reale, tema su cui il Governo «vuole lavorare» ma che per ora non ha ancora una forma legislativa definita.

Sul PNRR la presidente registra un avanzamento: al 31 marzo 2026 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, il 76% del totale, a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari, con la nona rata in liquidazione nelle prossime settimane. Per il Sud, infine, è stata istituita una Cabina di regia con il compito di elaborare un Piano Strategico per il Mezzogiorno e coordinare gli interventi tra le varie amministrazioni.

Per il resto, Meloni ha rivendicato l’impostazione delle politiche economiche fin qui seguite dichiarando l’intenzione di proseguire sulla stessa linea nell’ultimo anno di legislatura: rafforzare salari e potere d’acquisto anche attraverso la riforma fiscale, incentivare le aziende che assumono e investono, sostenere famiglie e natalità.  Sui salari, ad esempio, ha insistito sulla linea del rafforzamento della contrattazione, alternativa all’introduzione del salario minimo per legge.