Il Decreto Fiscale ha concluso il suo iter parlamentare con approvazione definitiva della Camera. Il testo finale della legge di conversione del DL n. 38/2026 conferma le misure previste dopo il passaggio in Senato e assorbe anche quelle del Decreto Carburanti-bis. Rispetto al decreto originario, entrano nel provvedimento nuove regole su CPB, rottamazione tributi locali, carburanti, imprese agricole, Fondo 394, artigianato e Transizione 5.0.
Le novità del DL Fiscale convertito in legge
La legge di conversione del DL n. 38/2026 trasforma il decreto originario in un provvedimento più ampio rispetto alla versione pubblicata a marzo. La Camera ha approvato il testo arrivato dal Senato senza ulteriori modifiche, dopo il voto di fiducia posto dal Governo.
Il provvedimento mantiene gli interventi già presenti nel decreto iniziale su iperammortamento, dividendi, PEX, IVA, bollo sui conti delle imprese, impatriati, premi sportivi e debiti contributivi. In sede parlamentare sono state aggiunte misure su CPB 2026-2027, rottamazione-quinquies per gli enti territoriali, credito Transizione 5.0, accise carburanti, imprese agricole, Fondo 394, imprese artigiane e controlli sui prezzi dei carburanti.
Adesione al Concordato preventivo entro il 31 ottobre
La conversione in legge del DL 38/2026 introduce una modifica rilevante per il concordato preventivo biennale 2026-2027. Per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, l’adesione slitta dal 30 settembre al 31 ottobre 2026. Considerando il calendario, la trasmissione potrà arrivare al 2 novembre.
Il testo interviene anche sulle soglie massime della proposta di reddito concordato per i soggetti ISA. Per chi ha un punteggio pari o superiore a 6 e inferiore a 8, la proposta non può eccedere di oltre il 30% il reddito dichiarato nel periodo d’imposta precedente, rettificato secondo le regole del concordato. Per chi ha un punteggio pari o superiore a 1 e inferiore a 6, il limite sale al 35%.
Per il 2026 viene inoltre fissata al 15 maggio la data entro cui rendere disponibili i programmi informatici di supporto alla compilazione e alla trasmissione dei dati dichiarati con il modello ISA. Nel reddito d’impresa oggetto di concordato non rileva la maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing eventualmente spettante per l’iperammortamento.
Iperammortamento senza vincolo UE sui beni strumentali
L’articolo 7 del DL n. 38/2026 elimina il vincolo che limitava l’iperammortamento 2026 ai soli beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. La maggiorazione torna quindi accessibile anche per investimenti in beni strumentali realizzati fuori dall’area UE-SEE, purché rientranti nelle categorie agevolate e in possesso degli altri requisiti previsti dalla disciplina.
La modifica si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. Rimane invece separata la disciplina sui moduli fotovoltaici, per i quali valgono le specifiche condizioni previste dalla Legge di Bilancio 2026. L’intervento rimuove uno dei vincoli che avevano creato incertezza nelle scelte di investimento delle imprese industriali, soprattutto per macchinari e componenti tecnologici acquistati su filiere globali.
Transizione 5.0 con credito all’89,77%
La correzione più rilevante riguarda le imprese rimaste senza copertura sul credito Transizione 5.0 dopo l’esaurimento delle risorse. La versione iniziale del Decreto Fiscale riconosceva un credito pari al 35% dell’importo richiesto. Con il Decreto Carburanti-bis n. 42/2026,, poi assorbito nella conversione in legge del DL n. 38/2026, la percentuale sale all’89,77%.
Il credito riguarda le imprese con istanze tecnicamente ammissibili nell’ambito del Piano Transizione 5.0, per investimenti in beni materiali e immateriali degli allegati A e B alla legge n. 232/2016 e per le spese di formazione del personale. Il limite complessivo di risorse è pari a 1.302,3 milioni di euro.
Il MIMIT ha indicato che le conferme vengono trasmesse tramite piattaforma GSE, PEC ed email. L’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 7079 per l’utilizzo in compensazione tramite modello F24, con finestra di fruizione entro il 31 dicembre 2026.
Dividendi, PEX e bollo sui conti delle imprese
Il decreto ripristina, dal 1° gennaio 2026, il regime previgente su dividendi e participation exemption, eliminando il requisito dimensionale introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. Viene quindi cancellata la soglia legata a partecipazioni almeno pari al 5% oppure con valore fiscale non inferiore a 500.000 euro.
Per le società torna l’esclusione dalla base imponibile nella misura del 95% dei dividendi percepiti e viene ristabilita la disciplina della PEX sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni. La conversione conferma anche l’intervento sulla ritenuta dell’1,20% sui dividendi corrisposti a società non residenti soggette a imposta sui redditi in Stati UE o SEE.
Sul fronte degli adempimenti bancari, l’imposta di bollo sugli estratti conto e sui rendiconti dei conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche sale da 110 a 118 euro.
IVA, impatriati e provvigioni con nuove decorrenze
Il DL Fiscale interviene sulla decorrenza del nuovo regime IVA per le operazioni permutative. Le regole si applicano alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026. Sono salvati i comportamenti adottati in precedenza, senza rimborsi d’imposta né rettifiche rispetto all’imposta già liquidata.
Per i lavoratori impatriati viene esteso il divieto di cumulabilità con la flat tax dei neo-residenti anche al nuovo regime agevolativo previsto dal decreto legislativo n. 209/2023. La disciplina si applica ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dal periodo d’imposta 2027.
La decorrenza della ritenuta sulle provvigioni per attività di intermediazione commerciale passa dal 1° marzo al 1° maggio 2026. In sede parlamentare è stata introdotta l’esenzione della ritenuta per le agenzie di viaggio e turismo, limitata ai compensi percepiti per vendita, emissione, prenotazione o intermediazione di documenti di viaggio relativi ai trasporti di persone.
Rottamazione-quinquies estesa ai tributi locali
La conversione consente l’estensione della rottamazione-quinquies ai carichi degli enti territoriali. La scelta spetta agli enti locali, che possono prevedere l’applicazione della definizione agevolata nell’esercizio della propria autonomia impositiva, disciplinando modalità e termini.
La novità riguarda quindi tributi locali e altre entrate affidate alla riscossione, ma non opera in modo automatico su tutto il territorio nazionale. Servirà una decisione dell’ente interessato, con regolazione delle condizioni di accesso e dei carichi ammessi.
Il testo interviene anche sulla decadenza dalla definizione agevolata. Per il pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano scelto dal debitore, la perdita dei benefici si verifica solo se il ritardo supera cinque giorni.
Carburanti, agricoltura e imprese esportatrici
Il testo assorbe le misure del Decreto Carburanti-bis. Viene prorogata dall’8 aprile al 1° maggio 2026 la riduzione temporanea delle accise su benzina, gasolio e GPL già prevista dal DL n. 33/2026, insieme all’azzeramento dell’accisa sul metano per autotrazione e all’equiparazione dell’aliquota ridotta anche per biocarburante e biodiesel.
Dal 1° giugno 2026, se il Garante per la sorveglianza dei prezzi rileva un possibile aumento dei prezzi dei carburanti collegato a eventi straordinari o condizioni socio-economiche particolari, può trasmettere una relazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Con decreto ministeriale può essere attivato un regime speciale di controllo sulla filiera.
Per le imprese agricole è previsto un credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta nel mese di marzo 2026 per l’acquisto di carburante, al netto dell’IVA e nel limite massimo di 30 milioni di euro per il 2026. Le modalità attuative sono rinviate a un decreto del Ministro dell’Agricoltura, di concerto con il MEF.
Per le imprese italiane che operano sui mercati esteri viene introdotto un incentivo collegato al Fondo 394. La misura consiste in un contributo a fondo perduto fino al 20% dell’intervento complessivo, elevato al 30% per le PMI, per imprese colpite dal rincaro dei costi energetici o dalla diminuzione di fatturato o flussi di cassa legata al conflitto nell’area del Golfo Persico. Le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre 2026.
Debiti INPS, PA e altre misure del decreto
Il decreto riduce il costo delle dilazioni sui debiti contributivi. Per il versamento rateale dei debiti per contributi e accessori di legge dovuti dai datori di lavoro agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, la maggiorazione del tasso di interesse passa da 6 a 2 punti percentuali rispetto al tasso di riferimento della BCE.
Per la Pubblica Amministrazione viene introdotta una soglia di semplificazione nei pagamenti ai professionisti. Le PA non sono tenute a verificare gli adempimenti fiscali prima dell’erogazione dei compensi a esercenti arti e professioni quando l’ammontare delle cartelle di pagamento è pari o inferiore a 5.000 euro.
Altre misure
Tra le altre misure rientrano la tassazione in cinque quote annue dell’avviamento negativo ai fini IRES e IRAP per i soggetti IAS/IFRS in caso di cessione d’azienda con continuità dell’attività e mantenimento degli assetti occupazionali, l’esenzione temporanea fino al 31 dicembre 2028 dall’imposta sostitutiva sui proventi finanziari dei sistemi di garanzia dei depositanti e la soglia di esenzione da ritenuta fino a 300 euro per premi agli atleti dilettanti erogati dal 28 marzo al 31 dicembre 2026.
Il testo contiene infine misure su imprese artigiane, Porto di Piombino, America’s Cup Napoli 2027, imposta provinciale di trascrizione, riscossione del servizio idrico integrato, testi unici tributari regionali, educazione finanziaria, Carta europea della disabilità e rientro dal disavanzo sanitario della Regione Molise.