Burocrazia, energia, nucleare e regole europee sono i temi su cui Giorgia Meloni ha scelto di rivolgersi agli industriali all’Assemblea 2026 di Confindustria. Davanti alla platea delle imprese, la presidente del Consiglio ha proposto un lavoro comune sulla riforma della burocrazia, ha confermato la legge delega sul nucleare entro l’estate e ha chiesto all’Europa più margini sugli investimenti contro la crisi energetica. Per aziende manifatturiere, filiere energivore e operatori che investono in tecnologie, il discorso indica le priorità economiche del Governo nella parte finale della legislatura.
- Burocrazia, la proposta di lavoro con Confindustria
- Energia e crisi in Iran nel confronto con Bruxelles
- Nucleare: legge delega entro l’estate
- Iperammortamento, cloud e software tra gli investimenti
- Green Deal ed ETS nella linea italiana in Europa
- Salari e produttività nel rapporto tra Governo e imprese
- L’agenda economica di fine legislatura
Burocrazia, la proposta di lavoro con Confindustria
Il messaggio più diretto alle imprese riguarda la riforma della burocrazia. Meloni ha proposto a Confindustria un percorso condiviso per semplificare procedure, autorizzazioni e adempimenti che rallentano investimenti, produzione e apertura di nuove attività.
Il criterio indicato dalla premier è quello di ascoltare gli utenti dei servizi amministrativi, cioè le imprese che ogni giorno si confrontano con permessi, controlli, piattaforme pubbliche, tempi degli uffici e regole stratificate. Per il sistema produttivo, il valore della proposta dipenderà dalla traduzione in norme, tempi certi e procedure più rapide.
Energia e crisi in Iran nel confronto con Bruxelles
Il discorso ha dato spazio alla crisi del Golfo e ai rischi per le imprese italiane. Meloni ha legato l’instabilità nell’area iraniana e lo Stretto di Hormuz alla pressione sui costi energetici, chiedendo alla Commissione europea di estendere agli investimenti per l’energia la flessibilità già prevista per sicurezza e difesa.
Per le imprese, la richiesta tocca il costo di elettricità, gas, carburanti, logistica e materie prime. L’obiettivo dichiarato è ottenere margini europei per interventi capaci di proteggere famiglie e aziende dagli effetti della crisi energetica, in una fase in cui il prezzo dell’energia continua a condizionare competitività e margini industriali.
Nucleare: legge delega entro l’estate
Sull’energia, Meloni ha confermato il calendario del DDL Nucleare e dei decreti attuativi. La legge delega, secondo l’impegno ribadito all’Assemblea, dovrebbe essere approvata entro l’estate, con successiva adozione dei provvedimenti necessari al nuovo quadro giuridico.
La premier ha indicato i mini reattori modulari come tecnologia su cui puntare per sicurezza energetica e riduzione dei costi. Il messaggio alle imprese è chiaro: il ritorno alla produzione nucleare viene presentato come scelta industriale, utile alla competitività di lungo periodo e alla riduzione della dipendenza dalle forniture estere.
Iperammortamento, cloud e software tra gli investimenti
Nel rapporto con Confindustria, il Governo rivendica anche le misure per gli investimenti introdotte con la Manovra. Tra queste rientra l’iperammortamento 2026 per gli investimenti delle imprese, tornato al centro del confronto dopo le criticità emerse su Transizione 5.0.
Il discorso apre anche alla richiesta del mondo produttivo di includere meglio software e cloud tra gli investimenti funzionali alla digitalizzazione. Per le imprese, questo è uno dei terreni più sensibili: gli incentivi diventano utilizzabili quando coprono tecnologie realmente presenti nei piani industriali, con regole leggibili e procedure gestibili.
Green Deal ed ETS nella linea italiana in Europa
Meloni ha rilanciato la posizione italiana sulla revisione delle politiche europee per l’industria, con un richiamo alla correzione del Green Deal per tutelare industria e imprese. La linea resta quella della neutralità tecnologica, con minore carico regolatorio e maggiore attenzione alla capacità produttiva europea.
Nel mirino del discorso è finito anche il sistema ETS, indicato come costo aggiuntivo per le imprese europee in concorrenza con Paesi soggetti a regole ambientali meno stringenti. La premier ha collegato questo tema alla richiesta di una UE più selettiva nelle regole e più rapida nelle decisioni industriali.
Salari e produttività nel rapporto tra Governo e imprese
L’intervento arriva dopo la relazione del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che ha richiamato la questione dei salari bassi e della produttività. Meloni ha rivendicato le misure fiscali già adottate su lavoro e redditi, dal taglio del cuneo alla riduzione dell’IRPEF, collocandole nel rapporto tra crescita, occupazione e impresa.
Per il mondo produttivo, la questione salariale si lega alla capacità di generare più valore, investire, innovare e far crescere la produttività. La convergenza tra Governo e Confindustria si misura quindi su contratti, investimenti, costo dell’energia, riduzione degli oneri amministrativi e strumenti fiscali per sostenere chi assume e produce.
L’agenda economica di fine legislatura
L’Assemblea di Confindustria conferma le priorità economiche già emerse nelle ultime comunicazioni del Governo: energia, nucleare, investimenti, ZES, lavoro, casa e riforme PNRR. Il discorso agli industriali le ricompone in una piattaforma rivolta al sistema produttivo, con Bruxelles come interlocutore principale.
Per le imprese, il valore del confronto dipenderà dai prossimi atti: legge delega sul nucleare, misure sulla crisi energetica, revisione degli incentivi, semplificazioni amministrative e battaglia europea su Green Deal, ETS e competitività. Il discorso di Meloni a Confindustria segna quindi un’agenda precisa: meno attrito burocratico, più energia a costi sostenibili e regole europee più vicine alla manifattura.