Il testo di conversione del Decreto Fiscale 2026 approvato dal Senato riscrive ancora le regole del concordato preventivo biennale: un mese in più per l’adesione al CPB 2026-2027, tetti alla proposta anche per le Partite IVA con punteggi ISA sotto 8 e iperammortamento tra gli elementi che variano il reddito concordato. Il provvedimento è ora all’esame della Camera, con conversione attesa entro il 26 maggio.
Scadenza CPB al 31 ottobre e invio al 2 novembre
Per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il termine di adesione al CPB 2026-2027 viene fissato al 31 ottobre 2026. Nel calendario degli invii telematici, il 31 ottobre cade di sabato e porta la data utile a lunedì 2 novembre.
Per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, la nuova finestra arriva all’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta. La modifica allinea la scelta sul concordato preventivo biennale alla dichiarazione dei redditi, dando più tempo per analizzare proposta, dati ISA e convenienza fiscale.
Tetti ISA anche sotto punteggio 8
La novità più rilevante riguarda i contribuenti con punteggio ISA medio o basso. Finora i limiti all’incremento della proposta erano previsti solo per i soggetti più affidabili; il testo approvato dal Senato estende il meccanismo anche alle fasce sotto 8.
Il tetto si applica al reddito dichiarato nel periodo d’imposta precedente a quello cui si riferisce la proposta, rettificato secondo le regole del decreto legislativo 13/2024. La nuova scala diventa quindi questa:
| Punteggio ISA | Incremento massimo della proposta |
|---|---|
| pari a 10 | 10% |
| pari o superiore a 9 e inferiore a 10 | 15% |
| pari o superiore a 8 e inferiore a 9 | 25% |
| pari o superiore a 6 e inferiore a 8 | 30% |
| pari o superiore a 1 e inferiore a 6 | 35% |
Proposta CPB e valori settoriali
Il limite percentuale funziona come argine all’aumento rispetto al reddito dichiarato rettificato, ma deve essere letto insieme alla metodologia di calcolo della proposta. Se l’applicazione del tetto porta a un valore inferiore ai riferimenti settoriali individuati per l’attività, la soglia massima lascia spazio al valore determinato dalla metodologia.
Per questo motivo il nuovo tetto al reddito concordato non va letto come garanzia di proposta più bassa in ogni caso. La simulazione va fatta sul singolo contribuente, tenendo insieme dati dichiarativi, punteggio ISA, redditività del settore e informazioni già disponibili all’Amministrazione finanziaria.
Software ISA e aggiornamento proposta
Il software Il tuo ISA 2026 CPB è già disponibile per la compilazione dei modelli ISA e per l’elaborazione della proposta di concordato. L’intervento parlamentare arriva però dopo il rilascio dell’applicativo e richiederà un allineamento delle regole di calcolo, in particolare sulle nuove soglie per i punteggi ISA inferiori a 8.
Il Modello CPB 2026-2027 è il canale attraverso il quale vengono comunicati i dati necessari alla proposta e all’accettazione. L’adesione può essere trasmessa con la dichiarazione dei redditi e i modelli ISA oppure in via autonoma, utilizzando il frontespizio del modello Redditi con l’apposita comunicazione CPB.
Iperammortamento nel reddito concordato
La conversione del decreto interviene anche sull’iperammortamento 2026. La maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing prevista dalla Legge di Bilancio 2026 entra tra gli elementi che producono una variazione del reddito d’impresa oggetto di concordato.
Per le imprese che aderiscono al CPB, la maggiorazione fiscale collegata agli investimenti agevolati non è assorbita dalla proposta standard. Il beneficio conserva quindi autonomia nella determinazione del reddito imponibile, secondo i meccanismi previsti dalla disciplina sull’iperammortamento.
Punteggio ISA e scelta di adesione
Le nuove soglie puntano ad allargare l’interesse verso il CPB tra contribuenti con affidabilità fiscale più bassa, che nei precedenti bienni hanno mostrato minore propensione ad accettare la proposta del Fisco. Il limite al 30% e al 35% riduce il salto massimo rispetto al reddito dichiarato rettificato, senza modificare la logica complessiva degli ISA.
Il punteggio incide anche su altri istituti fiscali, come i benefici premiali ISA, tra visto di conformità, rimborsi, garanzie e controlli. La scelta di aderire al concordato va quindi valutata insieme al profilo fiscale complessivo del contribuente e alla tenuta dei redditi attesi nel biennio.