Bando Investimenti Sostenibili 4.0 al Sud: i contributi 2026 per le MPMI

di Anna Fabi

20 Maggio 2026 10:22

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Il Ministero delle Imprese apre l'edizione 2026 del Bando investimenti 4.0 nel Sud: contributo al 35%, finanziamento al 40% e domande tramite Invitalia.

Il MIMIT ha pubblicato il nuovo bando Investimenti sostenibili 4.0, con una dotazione da 447,6 milioni di euro per le PMI del Sud. Il decreto 18 marzo 2026 finanzia programmi green, digitali e ad alto contenuto tecnologico in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, con agevolazioni fino al 75% delle spese ammissibili tra contributo in conto impianti e finanziamento agevolato.

Investimenti sostenibili 4.0 alle PMI del Sud: il bando 2026

Il bando 2026 riferito alla misura Investimenti sostenibili 4.0 sostiene programmi innovativi e sostenibili coerenti con il piano Transizione 4.0 e con gli obiettivi del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027. La dotazione è pari a di quasi 448 milioni euro. Il 25% delle risorse è destinato ai programmi presentati da micro e piccole imprese. Il fondo potrà essere integrato con ulteriori risorse nazionali o europee, se disponibili.

Imprese ammissibili e requisiti

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese con programmi da realizzare nelle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve rispettare i requisiti indicati dal decreto:

  • essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e avere almeno due bilanci approvati e depositati oppure due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone;
  • avere pieno e libero esercizio dei propri diritti ed essere in regola con la normativa edilizia, urbanistica, ambientale, del lavoro e di prevenzione degli infortuni;
  • avere restituito eventuali somme dovute per revoche di agevolazioni ministeriali;
  • rispettare i vincoli contro la delocalizzazione nei due anni precedenti alla domanda e negli anni successivi alla concessione;
  • avere adempiuto all’obbligo di assicurazione contro i danni catastrofali previsto dalla Legge di Bilancio 2024.

Programmi finanziabili: tecnologie 4.0 e sostenibilità

I programmi devono usare in misura prevalente tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0 e riguardare ampliamento della capacità produttiva, diversificazione della produzione, cambiamento del processo produttivo oppure realizzazione di una nuova unità produttiva.

Tra le tecnologie richiamate dal bando rientrano advanced manufacturing, additive manufacturing, realtà aumentata, simulazione, integrazione orizzontale e verticale, IoT, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data, intelligenza artificiale e blockchain.

La selezione valorizza i programmi con maggiore contenuto ambientale, in particolare quelli collegati a economia circolare, uso efficiente delle risorse, risparmio energetico e innovazione dei processi produttivi.

Spese ammesse da 750mila a 5 milioni

I programmi devono prevedere spese ammissibili comprese tra 750mila euro e 5 milioni di euro. Il valore agevolabile deve essere entro il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato, oppure dell’ultima dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone. Le spese finanziabili riguardano immobilizzazioni nuove di fabbrica, materiali e immateriali, funzionali al programma di investimento:

  • macchinari, impianti e attrezzature destinati all’unità produttiva agevolata;
  • opere murarie entro il limite del 40% dei costi ammissibili;
  • programmi informatici e licenze collegati all’utilizzo dei beni materiali;
  • certificazioni ambientali previste dal provvedimento attuativo;
  • servizi di consulenza specialistica ed energetica nei limiti che saranno indicati dal decreto direttoriale.

Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e completati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione. Il Ministero può concedere una proroga fino a sei mesi su richiesta motivata dell’impresa beneficiaria.

Contributo e finanziamento fino al 75%

Le agevolazioni coprono una percentuale nominale massima pari al 75% delle spese ammissibili. Il sostegno è formato da un contributo in conto impianti pari al 35% e da un finanziamento agevolato pari al 40%.

Il finanziamento agevolato è senza interessi e viene rimborsato con rate semestrali costanti, con scadenze al 31 maggio e al 30 novembre, entro un piano di ammortamento di durata massima pari a sette anni.

L’impresa beneficiaria deve garantire una copertura finanziaria propria o esterna pari ad almeno il 25% delle spese ammissibili, con risorse prive di sostegno pubblico.

Domanda su Invitalia dopo il decreto direttoriale

Le domande si presentano attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, soggetto incaricato delle attività amministrative e tecniche per conto del MIMIT. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda di agevolazione.

Le date di apertura dello sportello, gli schemi di domanda e la documentazione da allegare saranno fissati con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, da pubblicare in Gazzetta Ufficiale e sui siti MIMIT e Invitalia.

La procedura sarà valutativa a sportello. L’ordine cronologico rileverà secondo le modalità che saranno definite nel provvedimento attuativo, insieme ai criteri di istruttoria e alle eventuali soglie di merito per i programmi presentati.