Il termine per l’adesione di Comuni e Regioni alla rottamazione dei tributi locali si è chiuso il 31 luglio 2026 e da adesso e multe arretrate dipende da una scelta già compiuta dal proprio ente, senza margini di recupero successivo. Secondo i primi dati hanno aderito circa 3.000 amministrazioni, con la possibilità di sanare imposte locali come IMU e TARI. Hanno deliberato per il sì Roma, Napoli, Palermo, Bari e Genova mentre si sono sfilate Milano, Bologna e Firenze.
In sintesi:
- la definizione agevolata riguarda i carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, esclusi i debiti da condanna della Corte dei conti, ai sensi dell’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026 convertito dalla Legge n. 88/2026;
- il plafond di crediti locali ancora esigibili che la misura può aggredire si aggira sui 10 miliardi di euro;
- i contribuenti presentano la domanda in via telematica dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026;
- AdER comunica le somme dovute entro il 28 febbraio 2027 e la prima rata scade il 31 marzo 2027;
- AdER non pubblica alcun elenco nazionale degli enti aderenti e la verifica va fatta sul sito istituzionale del proprio Comune.
- Comuni aderenti alla rottamazione e magazzino da 10 miliardi
- Le grandi città che hanno aderito e quelle sfilate
- Doppio binario tra carichi AdER ed entrate riscosse in proprio
- Come verificare l’adesione del proprio Comune
- Sanatoria IMU, TARI, patrimoniali e multe
- Multe Polizia Locale solo con delibera dell’ente
- Alternative per chi vive in un Comune non aderente
- Domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
- Pagamento dal 31 marzo 2027 fino a 54 rate
- Comunicazione AdER entro il febbraio 2027
- Scadenze della rottamazione dei tributi locali
- Domande frequenti
Comuni aderenti alla rottamazione e magazzino da 10 miliardi
Le comunicazioni arrivate ad AdER entro il termine sarebbero circa 3.000, alle quali si aggiungono altre mille pervenute negli ultimi giorni e ancora in lavorazione. Si tratta di dati non ufficiali anticipati dalla stampa, perché l’Agenzia non ha finora pubblicato l’elenco definitivo degli enti che hanno deliberato la definizione agevolata dei propri carichi.
Il valore economico dell’operazione si ricava dal magazzino dei crediti locali. I carichi affidati ad AdER dai Comuni ammontano a 27 miliardi di euro e quelli affidati da Regioni e Province a 14,81 miliardi, secondo le rilevazioni della Commissione Benedetti, che stima però in 5,1 e 2,18 miliardi la quota giuridicamente non più esigibile per contribuenti deceduti, società cancellate, crediti prescritti e debitori nullatenenti. Al netto di queste posizioni, il plafond realmente aggredibile dalla rottamazione locale si aggira sui 10 miliardi.
Il contesto in cui la misura si inserisce spiega la prudenza di alcune amministrazioni. Il magazzino complessivo degli arretrati affidati all’agente della riscossione dal 2000 ha toccato 1.331 miliardi di euro, di cui soltanto 93 considerati lavorabili, e lo squilibrio tra crediti affidati e riscossi cresce di circa 70 miliardi l’anno. Le amministrazioni che hanno detto no hanno motivato la scelta con l’effetto sui conti e con il segnale trasmesso ai contribuenti in regola.
Le grandi città che hanno aderito e quelle sfilate
Oltre la metà dei capoluoghi ha deliberato l’adesione, con una geografia che vede il Centro-Sud più compatto e il Nord diviso. Il quadro seguente riporta le posizioni delle principali città, rilevate dalle delibere pubblicate e dalle elaborazioni di stampa tra il 15 luglio e il 1° agosto 2026, inteso come ricognizione parziale in attesa dell’elenco definitivo.
| Comune | Adesione ai carichi affidati ad AdER |
|---|---|
| Roma | Sì, con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 98 del 4 giugno 2026, che approva anche la definizione autonoma delle entrate non iscritte a ruolo |
| Napoli | Sì, con deliberazione del Consiglio comunale n. 64 del 5 giugno 2026 |
| Palermo | Sì |
| Bari | Sì |
| Genova | Sì, su circa 765 milioni di euro di crediti residui del periodo 2000-2023 |
| Venezia | Sì |
| Perugia | Sì, su circa 85 milioni di euro potenzialmente definibili |
| Ancona | Sì |
| Campobasso | Sì |
| Milano | No |
| Bologna | No |
| Firenze | No |
| Potenza | No |
| Torino | No sui carichi AdER, con definizione autonoma attivata sui soli debiti affidati al concessionario Soris fino al 2020 |
Il caso torinese mostra perché la sola domanda sull’adesione non basta. Un’amministrazione può avere chiuso la porta alla rottamazione dei carichi affidati ad AdER e averne aperta un’altra sui crediti gestiti attraverso il proprio concessionario, con regole e scadenze diverse.
Doppio binario tra carichi AdER ed entrate riscosse in proprio
La rottamazione dei tributi locali si applica soltanto ai carichi affidati ad AdER. I tributi che il Comune gestisce in riscossione diretta, o che affida a una società in house o a un concessionario privato, seguono un binario separato: per questi la legge di bilancio 2026 riconosce agli enti la facoltà di introdurre una definizione agevolata autonoma delle entrate locali, con requisiti, tempi e importi decisi da ciascuna amministrazione.
La distinzione ha effetti immediati sul singolo contribuente. Un cittadino può trovarsi con una vecchia TARI affidata ad AdER e quindi rottamabile con la procedura estesa agli enti territoriali, un accertamento più recente notificato direttamente dal Comune e sanabile solo se l’ente ha approvato un proprio regolamento, e una multa gestita da un concessionario privato che non rientra in nessuna delle due misure.
L’impianto della sanatoria nasce dall’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026, convertito con modificazioni dalla Legge n. 88/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026. La norma estende la Rottamazione quinquies ai debiti, tributari e non tributari, risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da Regioni ed enti locali, con esclusione dei debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti.
Gli enti che hanno aderito hanno trasmesso via PEC ad AdER, insieme alla delibera, il modello Comunicazione provvedimento di applicazione della Definizione agevolata enti territoriali, disponibile nella sezione “Enti creditori” del sito dell’Agenzia. Nel modello figurano i dati dell’ente creditore, gli estremi della delibera e il codice ente, che permette ad AdER di rendere disponibili ai debitori i dati per individuare i carichi definibili. In caso di fusioni di Comuni o unioni di enti, sono stati indicati anche i codici degli enti confluiti che avevano affidato carichi nel periodo coperto. Senza quella comunicazione l’associazione tra ente e debitore non avviene e nessun carico compare come definibile.
Come verificare l’adesione del proprio Comune
La verifica va fatta sul sito istituzionale dell’ente, perché la pubblicazione del provvedimento è essa stessa un adempimento imposto dalla norma e AdER non diffonde alcun elenco nazionale degli enti aderenti. I controlli da eseguire sono quattro.
Il primo riguarda l’atto. Nell’albo pretorio online e nella sezione Amministrazione trasparente va cercata la delibera che richiama l’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026, accertando che risulti pubblicata entro il 31 luglio 2026: una delibera pubblicata dopo quella data non produce effetti sui carichi affidati ad AdER.
Il secondo riguarda il contenuto dell’atto. Lo stesso provvedimento può approvare anche un regolamento di definizione agevolata delle entrate non iscritte a ruolo, come è avvenuto a Roma, e le due misure hanno requisiti e finestre di adesione differenti.
Il terzo riguarda il proprio debito. Sull’atto ricevuto va identificato il soggetto incaricato della riscossione, distinguendo tra AdER, società in house dell’ente e concessionario privato, perché solo il primo caso rientra nella procedura nazionale.
Il quarto è il riscontro definitivo. Dal 15 ottobre 2026 i dati necessari a individuare i carichi definibili a proprio nome sono esposti nella situazione debitoria dell’area riservata AdER, che riunisce in un prospetto unico cartelle, avvisi e piani di rateazione: se l’ente ha comunicato l’adesione i carichi compaiono, e se la ricerca sull’albo pretorio non ha dato esito quella è la verifica che scioglie il dubbio. In caso di atto non reperibile, la richiesta va indirizzata all’ufficio tributi dell’ente, tenuto a rendere pubblico il provvedimento adottato.
Sanatoria IMU, TARI, patrimoniali e multe
La disciplina interessa un’ampia platea di debiti locali affidati ad AdER, con un trattamento diverso a seconda della natura della somma. Nel caso dei Comuni la sanatoria può comprendere:
- l’IMU non pagata, se il relativo carico è stato affidato all’agente della riscossione nel periodo ammesso;
- la TARI arretrata e gli altri prelievi locali, quando risultano da carichi trasmessi alla riscossione nazionale;
- le entrate patrimoniali e le tariffe non versate, se incluse nel provvedimento dell’ente creditore;
- le sanzioni amministrative, comprese le multe stradali, con una disciplina distinta rispetto ai tributi.
Per le Regioni la voce di maggior rilievo è il bollo auto non pagato, definibile soltanto se l’amministrazione regionale ha deliberato l’adesione nei termini. Il contribuente deve quindi verificare due condizioni concorrenti: il carico deve essere stato affidato ad AdER tra il 2000 e il 2023 e l’ente creditore deve aver aderito alla definizione agevolata. La mancanza di una delle due esclude il carico dalla sanatoria.
Multe Polizia Locale solo con delibera dell’ente
Le multe stradali elevate dalla Polizia Locale rientrano nella definizione agevolata soltanto se il Comune ha deliberato l’adesione, perché il credito è di titolarità dell’ente e non dello Stato. È la differenza che separa questa misura dalla sanatoria dei carichi statali, dove le sanzioni del Codice della Strada seguono il canale nazionale quando sono state irrogate da amministrazioni dello Stato.
Anche in caso di adesione, l’agevolazione ha effetti limitati. La sanzione principale è dovuta per intero, mentre l’abbattimento riguarda gli interessi comunque denominati, compresa la maggiorazione semestrale prevista dalla legge sulle sanzioni amministrative, gli interessi di mora e le somme maturate a titolo di aggio. Il trattamento delle contravvenzioni al Codice della Strada risulta quindi diverso da quello previsto per IMU e TARI, perché la rottamazione alleggerisce la quota accessoria maturata durante la riscossione senza cancellare l’importo originario della violazione.
Quanto conti questa componente emerge dai numeri messi in delibera dagli enti. A Napoli, dove il Consiglio comunale ha approvato l’adesione con la delibera n. 64 del 5 giugno 2026, il magazzino crediti affidato ad AdER ammonta a circa 2,19 miliardi di euro, di cui 1,502 miliardi riferiti a sanzioni del Codice della Strada e 600 milioni a entrate tributarie.
Alternative per chi vive in un Comune non aderente
La mancata adesione dell’ente chiude l’accesso alla rottamazione dei carichi affidati ad AdER, senza però lasciare il contribuente privo di strumenti. La prima verifica riguarda la definizione agevolata autonoma prevista dall’articolo 1, commi da 102 a 109, della Legge n. 199/2025: diverse amministrazioni che hanno rinunciato alla procedura nazionale hanno approvato un proprio regolamento sulle entrate non ancora iscritte a ruolo, come mostra il caso di Torino, e in quel caso valgono le regole e le scadenze fissate dalla delibera comunale.
La seconda strada è la rateazione ordinaria dei carichi affidati all’agente della riscossione. L’articolo 19 del DPR n. 602/1973, riscritto dall’articolo 13 del D.Lgs. n. 110/2024, consente per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026 di ottenere fino a 84 rate mensili su semplice richiesta per le somme iscritte a ruolo di importo pari o inferiore a 120.000 euro, con la sola dichiarazione di una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. Il piano non abbatte sanzioni e interessi, che continuano a essere dovuti, e diluisce il debito su sette anni.
Prima di pagare un arretrato molto vecchio va poi controllata la prescrizione dei tributi locali, che è quinquennale ai sensi dell’articolo 2948, n. 4, del Codice civile per IMU, TARI e TASI in quanto prestazioni periodiche, contro i dieci anni confermati per i tributi erariali dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 85/2026 depositata il 19 maggio 2026. Ogni atto notificato dall’ente o da AdER interrompe il termine e lo fa ripartire, quindi la verifica va fatta sulla sequenza degli atti ricevuti e non sull’anno del debito.
La differenza di trattamento tra contribuenti di Comuni confinanti è l’effetto voluto della norma, che ha affidato la scelta agli organi consiliari. Per chi ha un debito in un ente non aderente il calendario di ottobre non produce alcun effetto e le procedure di recupero ordinarie proseguono.
Domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
Il calendario dei carichi locali segue una procedura separata rispetto alla finestra ordinaria della Rottamazione quinquies statale, chiusa il 30 aprile 2026. Entro il 15 ottobre 2026, AdER renderà disponibili nell’area riservata del proprio sito i dati necessari per individuare i carichi definibili.
La dichiarazione di adesione potrà essere presentata esclusivamente in via telematica tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. Le modalità saranno pubblicate dall’Agenzia entro il 15 ottobre e la domanda potrà essere integrata entro la stessa scadenza finale. Chi ha un contenzioso pendente sui carichi inseriti deve dichiararlo e assumere l’impegno a rinunciare al giudizio.
Pagamento dal 31 marzo 2027 fino a 54 rate
Le somme dovute per la definizione agevolata dei tributi locali potranno essere versate in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro. Il limite minimo di rata implica che per debiti complessivi inferiori a 5.400 euro il piano avrà una durata più breve dei nove anni.
Le prime rate del 2027 scadono il 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre; dalla sesta rata, a partire dal 2028, le scadenze cadono il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno. In caso di rateazione si applicano interessi al tasso annuo del 3% a decorrere dal 1° aprile 2027.
Comunicazione AdER entro il febbraio 2027
Dopo l’invio della domanda, l’agente della riscossione comunicherà entro il 28 febbraio 2027 l’ammontare complessivo delle somme dovute, l’importo delle singole rate e le relative scadenze di pagamento.
Gli effetti sulle dilazioni in corso si determineranno di conseguenza. Per i contribuenti con piani già attivi, la valutazione dovrà tenere conto sia del vantaggio della rottamazione sia delle conseguenze sulla rateazione precedente.
Scadenze della rottamazione dei tributi locali
Il calendario per enti e contribuenti definito dalla Legge n. 113/2026 è riepilogato di seguito.
| Scadenza | Adempimento |
|---|---|
| 31 luglio 2026 (concluso) | Regioni ed enti locali pubblicano il provvedimento sul sito istituzionale e lo trasmettono ad AdER via PEC con il modello compilato |
| 15 ottobre 2026 | AdER pubblica le modalità telematiche e rende disponibili i dati dei carichi definibili |
| dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 | I contribuenti presentano la domanda di adesione, integrabile entro lo stesso termine |
| 28 febbraio 2027 | AdER comunica le somme dovute, l’importo delle rate e le relative scadenze |
| 31 marzo 2027 | Scadenza della prima o unica rata, che perfeziona l’adesione |
Domande frequenti
Un Comune che non ha deliberato entro il 31 luglio può aderire più tardi?
No. Il termine del 31 luglio 2026 valeva per la pubblicazione e la trasmissione ad AdER del provvedimento di adesione, previsto dall’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026. Senza delibera dell’ente entro quella data, i contribuenti di quel territorio non trovano carichi definibili a proprio nome e la rottamazione dei tributi locali non si attiva per quell’amministrazione.
Come si fa a sapere se un carico è definibile?
Dal 15 ottobre 2026 l’area riservata del portale AdER espone i dati necessari a individuare i carichi definibili associati al proprio codice fiscale. L’associazione avviene sulla base del codice ente indicato dall’amministrazione nel modello trasmesso all’Agenzia, e in assenza di quella comunicazione nessun carico compare come definibile.
I tributi che il Comune riscuote in proprio rientrano nella rottamazione?
No. La misura riguarda soltanto i carichi affidati ad AdER. Per i tributi gestiti direttamente dall’ente o affidati a concessionari privati vale invece la facoltà di introdurre una definizione agevolata autonoma, riconosciuta agli enti territoriali dall’articolo 1, commi da 102 a 109, della Legge n. 199/2025, con regole e tempi decisi da ciascuna amministrazione.
Una multa della Polizia Locale può essere rottamata?
Solo se il Comune ha deliberato l’adesione entro il 31 luglio 2026 e il carico è stato affidato ad AdER tra il 2000 e il 2023. Anche in quel caso la sanzione principale è dovuta per intero: la definizione agevolata abbatte le componenti accessorie, ossia interessi comunque denominati, maggiorazione semestrale prevista per le sanzioni amministrative, interessi di mora e aggio di riscossione.