La partita del PNRR si sposta sui fondi non spesi e sulla loro riprogrammazione, terreno di confronto tra Governo e opposizioni: le risorse stanziate ma non impegnate al 30 giugno 2026 ritornano nella disponibilità dello Stato per essere riassegnate ad altri interventi. Le regole sono fissate dalla Ragioneria generale dello Stato e dal DL 19/2026, che distingue tra economie di misura e di progetto governandone il recupero.
In sintesi:
- le risorse assegnate ma non impegnate al 30 giugno 2026 e non più necessarie vanno rilevate su ReGiS a livello di CUP (nota RGdS 24 giugno 2026) e sono imputate in via prioritaria al Fondo opere indifferibili;
- le risorse più vincolate sono riprogrammate con DPCM, che rifinanzia il Fondo per 54,3 milioni nel 2027-2029.
- Riassegnazione delle economie di progetto PNRR
- Rilevazione economie di progetto su ReGiS
- Risorse dirottate al Fondo opere indifferibili
- Accertamento e riprogrammazione risorse non vincolate
- La priorità del DPCM al Fondo per le esigenze indifferibili
- La decima rata da 28,4 miliardi e la chiusura del Piano
Riassegnazione delle economie di progetto PNRR
La rilevazione delle economie PNRR distingue tra due categorie. Le economie di misura, ai sensi dell’articolo 30, comma 3, del decreto-legge n. 19 del 2026, sono le risorse che al 30 giugno 2026 non risultano ancora destinate a specifici progetti tramite provvedimenti di assegnazione delle Amministrazioni titolari. Le economie di progetto, ai sensi del comma 2, sono le risorse già assegnate a un singolo intervento ma non impegnate alla stessa data e non più necessarie a completarlo.
Rilevazione economie di progetto su ReGiS
Per le economie di progetto i soggetti attuatori aggiornano il sistema ReGiS. La nota della Ragioneria generale dello Stato del 24 giugno 2026 chiede di registrare gli impegni assunti per ciascun CUP e di valorizzare, nella sezione dedicata alle economie, le risorse effettivamente non impegnate, tenendo conto delle spese ancora necessarie al completamento amministrativo-contabile dell’intervento.
Risorse dirottate al Fondo opere indifferibili
Quando l’intervento ha ricevuto il Fondo per l’avvio di opere indifferibili, le economie di progetto sono imputate in via prioritaria a quella fonte. Lo prevede la nota della Ragioneria. Il Fondo, istituito dall’articolo 26, comma 7, del decreto-legge n. 50 del 2022, è nato per fronteggiare l’eccezionale aumento dei costi dei materiali da costruzione negli appalti pubblici, con una dotazione complessiva di 8,8 miliardi di euro. Le risorse non spese su questi interventi rientrano così nel circuito che sostiene i cantieri esposti ai rincari.
Accertamento e riprogrammazione risorse non vincolate
Le risorse su cui non gravano obbligazioni giuridicamente vincolanti sono accertate dopo il 30 giugno 2026 con decreti del Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, ai sensi dell’articolo 30, comma 3. La loro riassegnazione avviene con un DPCM, ai sensi del comma 4, anche tramite rifinanziamento, rimodulazione o riprogrammazione. È lo stesso canale con cui il Governo ha già spostato oltre due miliardi verso energia, housing sociale e imprese nelle ultime revisioni dei fondi del PNRR.
La priorità del DPCM al Fondo per le esigenze indifferibili
Il DPCM di riprogrammazione ha una destinazione prioritaria fissata dalla legge. L’articolo 30, comma 5, dispone che rifinanzi anzitutto il Fondo per le esigenze indifferibili del MEF, previsto dall’articolo 1, comma 200, della legge n. 190 del 2014, per 18.232.210 euro nel 2027 e 18.030.231 euro per ciascuno degli anni 2028 e 2029. Una seconda quota, pari a 8.998.702 euro l’anno dal 2027 al 2029, rifinanzia autorizzazioni di spesa di alcuni Ministeri.
| Destinazione prioritaria (art. 30, comma 5) | Importo |
|---|---|
| Fondo per le esigenze indifferibili, anno 2027 | 18.232.210 euro |
| Fondo per le esigenze indifferibili, anno 2028 | 18.030.231 euro |
| Fondo per le esigenze indifferibili, anno 2029 | 18.030.231 euro |
| Autorizzazioni di spesa di alcuni Ministeri, ciascun anno dal 2027 al 2029 | 8.998.702 euro |
Il Fondo per le esigenze indifferibili è una riserva generale di bilancio del MEF, ripartita ogni anno con appositi decreti, da non confondere con il Fondo per l’avvio di opere indifferibili dedicato ai cantieri. I due fondi condividono un nome quasi identico e svolgono funzioni distinte, e le economie del PNRR li alimentano su piani diversi, il primo nella riprogrammazione complessiva, il secondo nella rilevazione a livello di singolo progetto.
La decima rata da 28,4 miliardi e la chiusura del Piano
La corretta rilevazione delle economie incide sui conti dell’ultima fase del PNRR. L’Italia punta alla decima e ultima rata, pari a 28,4 miliardi di euro e legata a 159 obiettivi, dopo aver incassato nove rate per circa 166 miliardi, l’85% di un Piano da 194,4 miliardi. La documentazione finale su ReGiS va completata entro il 31 agosto e la richiesta dell’ultima rata entro il 30 settembre, mentre il calcolo definitivo delle economie e dei ribassi d’asta arriva solo con la rendicontazione.