Il portale gratuito che permetteva di correggere il codice ATECO assegnato d’ufficio con la riclassificazione del 2025 non è più accessibile. Le imprese che oggi trovano in visura un codice distante dall’attività effettivamente svolta devono seguire i canali ordinari del Registro delle Imprese, con una pratica che ha tempi, adempimenti e costi diversi dalla procedura semplificata rimasta aperta per un anno.
Rettifica ATECO 2025 dismessa dal 1° aprile 2026
Il servizio Rettifica ATECO 2025 è dismesso dal 1° aprile 2026 e chi raggiunge l’indirizzo del portale trova una pagina di cortesia. Attivato il 15 aprile 2025 dopo la riclassificazione automatica delle posizioni camerali, ha raccolto oltre 60.000 comunicazioni e le camere di commercio hanno scelto di mantenerlo aperto per un anno solare dall’adozione della nuova classificazione, con l’ultima proroga fissata al 31 marzo 2026.
La procedura era circoscritta ai casi di corrispondenza multipla, quelli in cui a un vecchio codice ATECO 2022 ne corrispondevano più di uno nella tavola di corrispondenza ATECO 2025 e il sistema aveva assegnato d’ufficio quello statisticamente più probabile. Dove la corrispondenza era univoca la rettifica non serviva e non era ammessa. Il servizio permetteva un solo invio per impresa e richiedeva domicilio digitale iscritto al Registro e attività dichiarata.
Correzione codice ATECO con la Comunicazione Unica
La correzione avviene ora con una pratica di Comunicazione Unica indirizzata alla Camera di Commercio competente, soggetta a diritti di segreteria e imposta di bollo secondo i casi. Cambia anche lo strumento di compilazione, perché l’applicativo ComUnica è fuori servizio dal 12 febbraio 2026: la pratica si predispone tramite DIRE, il servizio del sistema camerale, oppure con i software telematici abilitati, e in entrambi i casi serve la firma digitale del titolare o del legale rappresentante.
Prima di muoversi il confronto parte da due documenti. La visura camerale aggiornata, scaricabile senza costi dal cassetto digitale dell’imprenditore su impresa.italia.it, riporta l’attività primaria e le eventuali secondarie con i codici attribuiti; la descrizione dell’attività depositata indica quello che l’impresa dichiara di fare. Il disallineamento tra i due è la condizione che giustifica la pratica, perché il codice attività determina l’inquadramento previdenziale INPS, la tariffa INAIL, l’applicazione degli ISA e l’ammissibilità a bandi e agevolazioni riservati a determinate categorie economiche.
Codici ATECO 2025 e allineamento del cassetto fiscale
L’aggiornamento dei codici nel cassetto fiscale non avviene d’ufficio. Con la Risoluzione n. 24/E dell’8 aprile 2025 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la nuova classificazione non impone di per sé una dichiarazione di variazione dati, dovuta invece in occasione della prima variazione presentata per altre ragioni oppure quando la codifica in essere non descrive più l’attività svolta. I contribuenti possono verificare in autonomia i codici registrati in Anagrafe Tributaria dall’area riservata del sito dell’Agenzia.
Il canale della comunicazione dipende dalla posizione del soggetto:
- i contribuenti iscritti al Registro delle Imprese passano dalla Comunicazione Unica, che raggiunge con un solo invio Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL;
- le imprese individuali, i lavoratori autonomi, gli artisti e i professionisti non tenuti all’iscrizione utilizzano il modello AA9/12;
- i soggetti diversi dalle persone fisiche utilizzano i modelli AA7/10 e AA5/6;
- i soggetti non residenti identificati direttamente ai fini IVA utilizzano il modello ANR/3.