L’esenzione IMU per i coniugi spetta su entrambe le case quando marito e moglie hanno fissato residenza anagrafica e dimora abituale ciascuno nell’immobile di cui è proprietario, nello stesso Comune come in Comuni diversi. Residenza e dimora nella casa posseduta sono i due requisiti della doppia esenzione sulla prima casa per le coppie sposate e le unioni civili con abitazioni separate: a inizio settembre la Corte di Cassazione li ha ritenuti soddisfatti anche per due appartamenti dello stesso edificio.
Il Comune verifica entrambi i requisiti e può chiedere l’imposta sulla seconda casa quando la residenza è solo formale o quando due unità contigue sono usate come un’unica abitazione. Contano quindi le prove della dimora separata e l’assetto catastale degli immobili, per chi ha ricevuto un avviso di accertamento come per chi, nel dubbio, ha pagato l’IMU su una delle due case.
In sintesi:
- la Corte costituzionale, con la sentenza n. 209/2022, ha eliminato il nucleo familiare dalla definizione di abitazione principale dell’art. 1, comma 741, lett. b), della L. n. 160/2019;
- le abitazioni nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 sono escluse dall’esenzione ai sensi dell’art. 1, comma 740, della L. n. 160/2019;
- i Comuni possono riscontrare la dimora abituale sui consumi di luce, acqua e gas grazie all’accesso ai dati delle forniture previsto dall’art. 2, comma 10, lett. c), punto 2, del D.Lgs. n. 23/2011;
- l’avviso di accertamento va notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello del versamento omesso (art. 1, comma 161, L. n. 296/2006), e per l’IMU 2021 la scadenza cade il 31 dicembre 2026.
- Requisiti esenzione IMU coniugi: residenza anagrafica e dimora abituale
- IMU coniugi nello stesso edificio: Cassazione n. 25004/2026
- Appartamenti contigui come unica casa: esenzione IMU unica
- Esenzione IMU coniugi caso per caso, secondo Consulta e Cassazione
- Prove dimora abituale e controlli del Comune
- Seconda esenzione: calcolo IMU e annualità accertabili
- Rimborso IMU per i coniugi che hanno pagato sulla seconda abitazione
Requisiti esenzione IMU coniugi: residenza anagrafica e dimora abituale
La doppia esenzione IMU spetta ai coniugi e agli uniti civilmente quando ciascuno risiede anagraficamente e dimora abitualmente nell’abitazione di cui ha la proprietà o un altro diritto reale, purché l’immobile non sia accatastato come abitazione di lusso. La regola è la stessa che governa le esenzioni IMU sulla prima casa, applicata a ogni coniuge per il proprio immobile.
La base è la sentenza n. 209 del 13 ottobre 2022, con cui la Corte costituzionale ha eliminato il riferimento al nucleo familiare dalla nozione di abitazione principale ai fini IMU. Per la Consulta quella regola penalizzava matrimonio e unione civile rispetto ai conviventi di fatto, che potevano esentare due case; per la stessa ragione è stata dichiarata illegittima la norma dell’art. 5-decies del D.L. n. 146/2021, che obbligava la famiglia a scegliere un solo immobile esente. In chiaro, l’esenzione segue il proprietario che abita la casa, qualunque sia la residenza del coniuge.
La Consulta ha anche chiarito che l’obbligo di coabitazione previsto dall’art. 143 del codice civile non impedisce ai coniugi di fissare residenze separate per accordo o per giusta causa, finché il legame di coppia prosegue. Le esigenze di lavoro sono l’esempio tipico richiamato nella motivazione.
La residenza anagrafica è condizione necessaria: con l’ordinanza n. 19684 del 17 luglio 2024 la Cassazione ha stabilito che la sola dimora abituale in un secondo immobile non basta a esentarlo se il coniuge non vi ha trasferito anche la residenza. Con l’ordinanza n. 9620/2025 la stessa Corte ha accolto il ricorso di una contribuente cui il Comune di Roma negava l’esenzione perché il beneficio era già applicato alla casa del marito, nello stesso Comune, e ha rinviato la causa ai giudici tributari del Lazio.
IMU coniugi nello stesso edificio: Cassazione n. 25004/2026
Due coniugi proprietari di appartamenti diversi nello stesso fabbricato hanno diritto a due esenzioni IMU se ciascuno risiede e dimora nel proprio: è il principio della Cassazione n. 25004 del 4 settembre 2026, che applica la regola della Consulta e sgancia l’esenzione dall’unità del nucleo familiare anche per due unità dello stesso stabile.
La pronuncia di settembre segue l’ordinanza n. 5833/2026, nata dagli avvisi con cui il Comune di Milano chiedeva l’IMU dal 2015 al 2018 a un contribuente proprietario di un appartamento sullo stesso pianerottolo di quello della moglie, iscritti in catasto come unità separate. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia aveva accertato sui documenti che ognuno dei due coniugi risiedeva e dimorava nel proprio alloggio, e la Cassazione ha respinto il ricorso del Comune.
Il fattore che accomuna le due decisioni è l’autonomia catastale degli alloggi. La definizione di abitazione principale riscritta dalla Consulta fa riferimento all’immobile «iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare»: ogni appartamento con un proprio subalterno si valuta quindi da solo, con la residenza e la dimora di chi lo possiede.
Appartamenti contigui come unica casa: esenzione IMU unica
Quando due unità contigue, una intestata al marito e una alla moglie, sono usate come un’unica abitazione familiare, l’esenzione spetta per una sola: con l’ordinanza n. 4498/2026 la Cassazione ha negato il beneficio alla moglie che aveva impugnato l’avviso sulla propria porzione, mentre quella del marito era già esente.
I giudici hanno dato prevalenza all’uso effettivo delle due porzioni come casa unica e hanno rilevato che mancava la prova di una reale separazione delle dimore, come la crisi del rapporto o altre esigenze oggettive. L’intestazione separata, da sola, non moltiplica l’agevolazione.
La sentenza della Consulta aveva già posto lo stesso limite: le coppie che condividono la dimora abituale ottengono l’esenzione una sola volta, e le seconde case sono escluse dal beneficio.
Dalla lettura combinata delle ordinanze del 2026 emerge un criterio di fatto: nello stesso edificio le due esenzioni reggono se gli alloggi funzionano come due case, ciascuna con ingresso, impianti e consumi propri. Un varco aperto tra le unità, un solo impianto di riscaldamento o contatori condivisi rendono difficile dimostrare due dimore separate davanti al Comune.
Esenzione IMU coniugi caso per caso, secondo Consulta e Cassazione
L’esenzione IMU per i coniugi dipende da tre elementi: chi possiede l’immobile, dove risiede e dimora il possessore, e se le unità sono usate come case separate.
| Situazione della coppia | Esenzione IMU |
|---|---|
| Ciascun coniuge risiede e dimora nella propria casa, in Comuni diversi | Spetta su entrambe le case (Corte costituzionale) |
| Stessa situazione, con le due case nello stesso Comune | Spetta su entrambe le case (Cass. ord. n. 9620/2025) |
| Appartamenti con subalterni separati nello stesso edificio o sullo stesso pianerottolo, con residenza e dimora di ciascun coniuge nel proprio | Spetta su entrambi (Cass. ord. n. 5833/2026 e Cass. n. 25004/2026) |
| Unità contigue intestate ai due coniugi e usate come un’unica abitazione | Spetta su una sola unità (Cass. ord. n. 4498/2026) |
| Coniuge che dimora nella seconda casa senza avervi la residenza anagrafica | Non spetta su quella casa (Cass. ord. n. 19684/2024) |
| Casa di un coniuge in cui risiede e dimora solo l’altro coniuge, che non ne è proprietario | Non spetta, perché il possessore non vi abita (art. 1, comma 741, lett. b, L. n. 160/2019) |
| Abitazione in categoria A/1, A/8 o A/9 | Non spetta: si paga con aliquota di base dello 0,5% (art. 1, commi 740 e 748, L. n. 160/2019) |
Prove dimora abituale e controlli del Comune
Il Comune accerta la dimora abituale anche incrociando i dati delle utenze domestiche degli immobili del proprio territorio, che il D.Lgs. n. 23/2011 (art. 2, comma 10, lett. c, punto 2) gli consente di acquisire per elettricità, acqua e gas.
La Consulta considera la residenza separata nello stesso Comune un’ipotesi eccezionale, da sottoporre a controlli accurati e specifici, e due appartamenti nello stesso stabile ne rappresentano il caso estremo. Per ciascun coniuge, e per ciascun immobile, la documentazione da conservare comprende:
- il certificato storico di residenza, che attesta la data di iscrizione anagrafica all’indirizzo;
- le bollette di luce, acqua e gas intestate al coniuge che abita l’alloggio, con consumi compatibili con un uso quotidiano per tutto l’anno;
- le visure catastali da cui risulta l’iscrizione dei due appartamenti come unità separate, ciascuna con il proprio subalterno;
- l’atto di acquisto o il titolo che intesta l’immobile al coniuge che vi risiede;
- i documenti che legano la vita quotidiana all’indirizzo, come la scelta del medico di base, la corrispondenza e i contratti intestati.
Seconda esenzione: calcolo IMU e annualità accertabili
Se il Comune nega la seconda esenzione, un appartamento con rendita catastale di 900 euro paga 1.300,32 euro di IMU l’anno all’aliquota di base dello 0,86%, che salgono a 1.602,72 euro con l’aliquota massima dell’1,06%.
Il conto segue le regole ordinarie del calcolo dell’IMU: la rendita rivalutata del 5% (945 euro) si moltiplica per il coefficiente 160 del gruppo catastale A, per una base imponibile di 151.200 euro, cui si applica l’aliquota del Comune, che per gli immobili diversi dall’abitazione principale può essere azzerata o portata fino al massimo di legge (art. 1, commi 745 e 754, L. n. 160/2019).
Per ogni anno d’imposta il Comune ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo per notificare l’avviso (art. 1, comma 161, L. n. 296/2006): nel 2026 sono quindi contestabili le annualità dal 2021 al 2025, e per quella più vecchia il termine scade a fine anno. L’esposizione della coppia cresce con il numero di anni contestati.
| Annualità contestate | IMU richiesta sulla seconda casa (aliquota di base / aliquota massima) |
|---|---|
| Una annualità | 1.300,32 euro / 1.602,72 euro |
| Quattro annualità, come nel caso milanese 2015-2018 | 5.201,28 euro / 6.410,88 euro |
| Cinque annualità, dal 2021 al 2025 | 6.501,60 euro / 8.013,60 euro |
All’imposta si aggiungono gli interessi e le sanzioni per l’omesso versamento, calcolate dall’avviso su ciascuna annualità: per una coppia con due case nello stesso stabile la prova della dimora separata vale quindi diverse migliaia di euro.
Rimborso IMU per i coniugi che hanno pagato sulla seconda abitazione
Il coniuge che ha versato l’IMU pur avendo residenza e dimora nel proprio appartamento può chiedere il rimborso al Comune entro cinque anni dal giorno del pagamento, e l’ente deve restituire le somme entro 180 giorni dalla domanda (art. 1, comma 164, L. n. 296/2006).
La richiesta riguarda le annualità non definite: secondo la Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania (sentenza n. 6829/2024), la riscrittura della nozione di abitazione principale opera anche per il passato, esclusi i rapporti esauriti, cioè gli avvisi di accertamento divenuti definitivi e le sentenze passate in giudicato. L’istanza indica le annualità, gli importi versati con i modelli F24 e la situazione di residenza e dimora di ciascun coniuge, con la documentazione sulla dimora abituale.