Ho una casa di proprietà in Italia ma vivo all’estero. Ho dato l’abitazione in comodato d’uso gratuito ai miei genitori con contratto regolarmente registrato. Devo pagare IMU oppure ho qualche sconto?
Purtroppo nel suo caso non è applicabile nessuna delle agevolazioni IMU oggi in vigore, e dovrà pagare l’imposta come seconda casa con l’aliquota ordinaria stabilita dal suo Comune.
La norma sul comodato d’uso gratuito ai parenti è il comma 747 della legge 160/2019, che prevede una riduzione del 50% della base imponibile IMU per le abitazioni non di lusso concesse ai parenti in linea retta entro il primo grado — quindi anche ai genitori — che le utilizzano come abitazione principale. Il contratto deve essere registrato, requisito che lei soddisfa. Tra i vincoli, però, c’è l’obbligo per il comodante di risiedere nello stesso Comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato, potendo al massimo possedere un secondo immobile in quel medesimo Comune da adibire a propria abitazione principale.
È questo il requisito che esclude il suo caso: non perché la norma vieti esplicitamente ai residenti all’estero di accedere all’agevolazione, ma perché chi vive fuori dall’Italia non può soddisfare la condizione della residenza nel Comune dell’immobile.
C’è poi un’altra disposizione, il comma 48 della legge 178/2020, che prevede uno sconto IMU del 50% per chi possiede un unico immobile in Italia ma non vi risiede. È però riservata ai titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, ed esclude in ogni caso gli immobili locati o concessi in comodato d’uso.
Questa seconda norma è quella che il Parlamento sta modificando: una proposta di legge approvata alla Camera nel dicembre 2025 e ora all’esame del Senato estende le agevolazioni IMU e TARI per gli italiani all’estero a tutti gli iscritti AIRE — non più solo ai pensionati — con una modulazione in base alla rendita catastale e un’ulteriore condizione che l’immobile si trovi in un Comune con meno di 5.000 abitanti. Anche questa proposta, però, esclude gli immobili in comodato d’uso. Quindi, anche una volta approvata, non sarà applicabile al suo caso.
In sintesi: l’IMU è dovuta per intero, con l’aliquota prevista dal Comune per le seconde case. Può verificare le esenzioni e agevolazioni IMU applicabili in via ordinaria, ma salvo situazioni particolari non sembrano esserci margini diversi da quelli esaminati.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz