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DEF 2019: 14 miliardi di flessibilità per la manovra 2020

di Barbara Weisz

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Il Governo aggiorna stime e conti pubblici proponendo nel DEF un deficit/PIL portato al 2,2% per liberare risorse per una manovra 2020 espansiva: entro metà ottobre la Legge di bilancio alla UE.

Ci sono 14,5 miliardi di deficit aggiuntivo e 7 miliardi dalla lotta all’evasione fiscale, per un totale di 21 miliardi e mezzo nel DEF 2019 approvato dal Consiglio dei Ministri, che rappresenta la base per la manovra 2020: che, in base alle previsioni, varrà circa 30 miliardi di euro.

Obiettivi e risorse

E’ confermato che la Legge di Bilancio vera e propria conterrà la sterilizzazione delle clausole sull’aumento delle aliquote IVA e risorse destinate al taglio del cuneo fiscale e a nuovi investimenti per l’innovazione (Industria 4.0 ed economia green), oltre al finanziamento delle spese correnti.

«La composizione della prossima legge di bilancio e di quelle successive – scrive nella Nota di aggiornamento al DEF il ministero dell’Economia Roberto Gualtieri -, sarà improntata al rilancio della crescita e dell’occupazione, all’equità ed inclusione sociale e alla sostenibilità ambientale. Per raggiungere questi obiettivi si agirà sulla revisione della spesa, sulle agevolazioni fiscali e sulla lotta all’evasione».

Per fare tutto questo ci vogliono almeno 30 miliardi di euro. Che il Governo stima di ottenere così:

  • 14,4 miliardi verranno da deficit aggiuntivo (pari allo 0,8% del PIL)
  •  7 miliardi sono attesi dal contrasto all’evasione fiscale (incentivando la moneta elettronica)
  • 5 miliardi (un altro 0,3% abbondante sul PIL) sono previsti da un pacchetto di misure diverse (spending review, taglio spese fiscali e sussidi dannosi per l’ambiente, nuove imposte ambientali, proroga imposta sostitutiva su rivalutazione terreni e partecipazioni, ecc.)
  • 3 miliardi saranno il frutto dei risparmi attesi su quota 100 e reddito di cittadinanza.

La manovra è praticamente finanziata. Almeno sulla carta ed UE permettendo.

Numeri e stime

I numeri del DEF 2019 indicano una crescita del PIL pari allo 0,6%, un deficit al 2,2% e un debito al 135,2%, che quindi dovrebbe invertire la rotta e iniziare a scendere (passivo 2019 previsto al 135,7%).

Nei due anni successivi, quindi nel 2021 e nel 2022, il PIL «si attesterebbe all’1%, grazie ad un contributo complessivo della domanda interna leggermente più elevato in confronto al 2020 e ad una ripresa più decisa della produzione (e quindi un apporto della variazione delle scorte leggermente positivo) nel 2021».

Fra gli obiettivi da qui al 2022 segnaliamo il Green new deal, la riduzione del cuneo fiscale (entrambi già previsti in manovra 2020), la riforma del Catasto, l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Per quanto riguarda la lotta all’evasione, in arrivo misure per incentivare i pagamenti tracciabili, con l’annunciata rimodulazione delle aliquote IVA in base alla modalità di pagamento. Non ci saranno penalizzazioni per chi usa il contante ma sconti per chi paga con la carta, con l’aliquota al 10% (ad esempio per ristoranti e alberghi), che potrebbe scendere di tre punti al 7%. Il meccanismo dovrebbe essere quello del cashback, con la differenza che arriva al consumatore direttamente sull’estratto conto della carta.

I dettagli si conosceranno con la presentazione della manovra e del decreto fiscale collegato, attesi a metà ottobre. Entro il 15 ottobre, altresì, il progetto di documento programmatico di bilancio (Dpb) dovrà essere sottoposto all’attenzione della Commissione UE.