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Coronavirus: verso le nuove fasce e i nuovi ristori

di Redazione PMI.it

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DPCM entro venerdì con nuove regole Covid, da domenica i nuovi colori delle Regioni, in vista i nuovi indennizzi del decreto Ristori 5.

Dopo la proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile, e il decreto legge con le nuove misure anti Covid, il Governo prepara un altro DPCM con ulteriori regole valide fino all’inizio di marzo, con la richiesta al Parlamento dello scostamento di bilancio per approvare il decreto Ristori 5. Con una premessa: la crisi di Governo non impatta su questi provvedimenti, Italia Viva ha assicurato il suo voto alle misure per l’emergenza Coronavirus. Quindi, non solo il Governo è in carica fino a quando non se ne forma uno nuovo, ma potrà contare sulla maggioranza in Parlamento per queste misure. Detto questo, facciamo il punto su tutte le nuove misure.

Regole Covid

Il decreto legge approvato il 13 gennaio prevede nuove regole, che forniscono un quadro all’interno del quale si inserirà il prossimo DPCM, firmato entro venerdì 15 gennaio in concomitanza con la scadenza di quello precedente.

In base alle anticipazioni, viene confermata l’attuale divisione delle regioni in fasce di rischio (rossa, arancione e gialla) e relative regole. Il decreto 13 gennaio ha previsto anche una nuova fascia bianca, che prevede tutte le misure basilari di sicurezza (utilizzo di mascherine, distanza di sicurezza, divieto di assembramenti) senza però ulteriori restrizioni (sarebbero aperte tutte le attività economiche). Al momento, nessuna Regione ha i parametri per rientrare in questa area semi-libera.

=> Decreto Covid: le nuove regole fino al 5 marzo

Rispetto alle attuali disposizioni, il nuovo DPCM inserirà due nuove regole: i bar non potranno più fare attività di asporto dopo le 18, ma solo il delivery. I ristoranti, invece, possono continuare a fare anche il take away fino all2 22. Nelle zone gialle riaprono i musei (che restano invece chiusi nelle zone rosse e arancioni).

In questo momento ci sono cinque Regioni in zona arancione (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Calabria, Sicilia),  tutte le altre sono in zona gialla. Ma il quadro del contagio è in peggioramento, e in vista ci sono diverse novità nel fine settimana, con il passaggio di colore di diverse Regioni. Come sempre, l’ordinanza ministeriale che attesta i risultati del monitoraggio stabilendo i passaggi cromatici arriverà venerdì, e le novità saranno in vigore da domenica 17 gennaio.

Quindi per riassumere, le attuali fasce continuano ad applicarsi fino a domenica 17 gennaio, quando scatteranno invece quelle nuove. Ci sono diverse Regioni che vanno verso la zona rossa: Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. Il Veneto, invece, che nei giorni scorsi sembrava anch’esso destinato al passaggio di colore, dovrebbe restare in zona arancione. In realtà, anche le altre tre regioni sopra citate potrebbero alla fine restare in zona arancione, le certezze si avranno solo con l’ordinanza di venerdì. Sono molte le Regioni che invece con ogni probabilità passeranno dalla zona gialla a quella arancione: Lazio, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, province autonome di Trento e Bolzano, Umbria, Marche e Puglia.

Attenzione: nel frattempo verrà firmato il nuovo DPCM anti-Covid, che cambia le regole sul take away nei bar e sull’apertura dei misure a partire dal 16 gennaio. Quindi, in tutta Italia a partire da sabato i bar non potranno fare il take away dopo le 18. Da domenica scattano poi le nuove fasce nelle Regioni in base all’ordinanza ministeriale.

Ristori 5

Infine, lo scostamento di bilancio e il Ristori 5. Anche queste sono misure attese nelle prossime ore, il consiglio dei ministri è atteso nelle prossime ore, nei prossimi giorni la richiesta arriverà in Parlamento. Dopo il voto delle Camere, il Governo potrà mettere a punto e approvare il nuovo decreto, che in base alle anticipazioni conterrà nuovi ristori per le attività commerciali e professionali, con un meccanismo più ampio di quello fin qui seguito, nuovi bonus per i lavoratori autonomi, nuovi ammortizzatori sociali, e misure di pace fiscale con una rottamazione cartelle esattoriali e un saldo e stralcio.

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