Decreto Sostegni (Ristori)

Il Decreto Sostegni del Governo Draghi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale come DL 41/2020 in vigore dal 23 marzo 2021 (qui il testo integrale), sulla scia del Decreto Ristori (DL 28 ottobre 2020, n. 137) e dei 4 successivi provvedimenti (fino a confluire in un legge unica) è il decreto economico con misure di sostegno al reddito, tutele per il lavoro, bonus INPS, contributi a fondo perduto e indennizzi per Partite IVA, imprese e commercianti che hanno perso fatturato a causa della crisi Covid-19, dei vari DPCM anti Coronavirus e delle restrizioni applicate. Dopo il Ristori-quater, al posto del Ristori 5 è stato previsto un Decreto Sostegni, con la visione ampia degli aiuti, che riguardano tutte le Partite IVA a prescindere dai codici Ateco. Le misure principali sono: i contributi a fondo perduto per le Partite IVA, i bonus stagionali e autonomi (indennità 2400 euro), il rinnovo REM per tre mensilità (con annessa nuova platea di prosecutori NASpI ma con requisito ISEE).

A seguire, il Decreto Sostegni bis che da maggio 2021 replica e potenzia gli aiuti diretti ad imprese e Partite IVA, con nuovi meccanismi di calcolo fatturato per i beneficiari (un fondo perduto automatico prima ed un indennizzo successivo in base ai dati di bilancio o all’imponibile fiscale), importi raddoppiati (parametrati su due mensilità), ulteriori bonus e agevolazioni per tagliare i costi fissi delle imprese (IMU, affitti, canone RAI, ecc.).

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Decreto Sostegni e Sostegni bis

Il Decreto Sostegni (DL 41/2020, in vigore dal 23 marzo) prevede uno stanziamento di 32 miliardi di euro per potenziare gli strumenti di contrasto economico alla crisi COVID-19, articolando le relative misure in 5 capitoli:

  1. sostegno a imprese e operatori del terzo settore;
  2. lavoro e contrasto alla povertà;
  3. salute e sicurezza;
  4. sostegno agli enti territoriali;
  5. ulteriori interventi settoriali.

=> Leggi la presentazione del Governo con le schede di sintesi

Entro aprile / primi di maggio è previsto un Decreto Sostegni bis, finanziato con un nuovo scostamento di bilancio da contemplare nel DEF, che destina circa 40 miliardi di euro per il rinnovo dei ristori diretti e l’istituzione di ulteriori aiuti alle imprese.

Decreto Ristori: attività coinvolte

Nell’Allegato 1, all’articolo 1, del primo Decreto Ristori sono riportati tutti i codici Ateco delle attività alle quali spettano i nuovi contributi a fondo perduto disposti a seguito delle restrizioni imposte dal DPCM 24 ottobre per cercare di arginare gli effetti di questa seconda ondata di contagi da Coronavirus in Italia ed evitare un secondo lock-down generalizzato, come quello della primavera 2020.

Nell’elenco sono indicate le percentuali applicate ai precedenti indennizzi erogati con Il DL Rilancio.

Decreto Ristori: gli indennizzi

Gli accrediti degli indennizzi del Decreto Ristori sono attesi per metà novembre. Verranno versati:

  • in automatico, senza bisogno di presentare domanda, a coloro che avevano già ottenuto gli analoghi contributi del Decreto Rilancio;
  • previa domanda online all’Agenzia delle Entrate per chi invece non aveva utilizzato la precedente agevolazione, perché non l’aveva richiesta o non vi rientrava (la platea del DL Ristori è più ampia, perché viene meno il paletto dei 5 milioni di fatturato).

In buona parte si tratta del 150-200% di quanto erogato in primavera. I contributi a fondo perduto più alti sono stati previsti per discoteche e sale da ballo, chiusi da più tempo: 400% dell’indennizzo previsto dal decreto Rilancio. Più basso il risarcimento per palestre, cinema, ristoranti e bar (150-200%) per i quali il DPCM del 28 ottobre ha previsto limitazioni dal 26 ottobre al 24 novembre.

In ogni caso, il contributo non può essere superiore  150mila euro.

Le altre misure del DL Ristori

Nel provvedimento trovano spazio anche:

  • la proroga della cassa integrazione per le imprese che terminano le settimane già previste dal Decreto Agosto: altre 6 settimane di Cassa integrazione Covid-19 utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021 o, in alternativa, ulteriori 4 settimane di esonero contributivo;
  • le nuove indennità da 1.000 euro per stagionali del turismo (inclusi somministrazione o tempo determinato) e altri settori, lavoratori dello spettacolo, intermittenti, venditori porta a porta e prestatori d’opera nelle categorie più colpite dalla crisi;
  • il nuovo credito d’imposta affitti commerciali (ottobre-dicembre);
  • la cancellazione della seconda rata IMU;
  • la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio;
  • la sospensione della rata di novembre dei versamenti contributivi (cancellata per gli agricoli) per le aziende interessate dal DPCM relativamente ai lavoratori del mese di novembre.

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