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Mappa Coronavirus: la diffusione nel Mondo a novembre 2020

di Redazione PMI.it

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La situazione legata all'emergenza Covid nel Mondo e in Europa aggiornata ai primi giorni di ottobre: i dati continuano ad essere molto preoccupanti.

Non è solo l’Italia ad essere ancora alle prese con il Coronavirus, a dover affrontare la seconda, importante, ondata di nuovi contagi da Covid-19 sono i Paesi di praticamente tutto il globo.

Lo confermano i dati aggiornati dei casi da Coronavirus nel mondo segnalati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Vediamo nel dettaglio diffusione e distribuzione globale del Covid-19 e la nuova valutazione del rischio ECDC.

=> Mappa Coronavirus: situazione in Italia a novembre 2020

Diffusione Coronavirus nel Mondo ad ottobre

Stando all’Health Emergency Dashboard dell’OMS, a livello globale, alle 19:26 am CET, 10 november 2020, c’erano 50.459.886 casi confermati totali di COVID-19 (contro i 35.027.546 di ottobre), inclusi 1.257.523 decessi (erano 1.034.837 ad ottobre).

=> Mappa Coronavirus: la diffusione nel Mondo a ottobre 2020

In Europa gli ultimi dati OMS segnalano che, inclusa Italia (fonte Dashboard Who European Region, 058 Novembre ore 10.00 am) ci sono:

  • 13.169.888 casi confermati (contro 6.295.073);
  • 311.656 morti (contro i 240.881 di ottobre).

In Europa Paesi con trend stabili includono Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Liechtenstein e Norvegia. I Paesi con trend preoccupanti secondo gli ultimi dati disponibili sono Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca, Danimarca, Francia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia,Germania, Lettonia , Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

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In America secondo gli ultimi dati OMS (Fonte: Health Emergency Dashboard, 09 Novembre ore 10.45 am) si registrano numeri record, arrivando negli USA addirittura a 200 mila nuovi contagi in 24 ore:

  • 21.730.622 casi confermati (contro i 17.101.686 di ottobre);
  • 659.080 morti (contro i 570.746 morti del mese precedente.

Sud Est Asiatico:

  • 9.697.585 casi confermati (erano 7.418.537);
  • 149.955 morti (contro 120.237).

Mediterraneo orientale:

  • 3.337.885 casi confermati (contro 2.486.594);
  • 85.063 morti (erano 63.624 il mese scorso).

Africa:

  • 1.357.945 casi confermati (erano 1.202.973);
  • 30.616 morti (contro 26.334 morti ).

Pacifico Occidentale:

  • 769.795 casi confermati (contro 629.631);
  • 16.009 morti (contro 13.735).

Valutazione del rischio OMS

La valutazione del rischio ECDC  aggiornata al 23 ottobre 2020 riportata sul sito del Ministero della Salute italiano rimane pressocché la stessa del mese precedente ed evidenzia come i tassi di notifica dei casi COVID-19 sono aumentati costantemente in tutta l’UE/SEE e nel Regno Unito da agosto 2020, senza però avere lo stesso impatto in tutti i Paesi:

  • in diverse aree l’aumento osservato è correlato all’aumento dei tassi di test e all’intensa trasmissione tra gli individui tra i 15 ei 49 anni di età, mentre a maggior parte dei rilevamenti riguarda casi lievi o asintomatici;
  • in altri Paesi l’aumento coincide con tassi di notifica elevati o in aumento nelle persone anziane e, di conseguenza, è presente una percentuale maggiore di casi ospedalizzati e gravi.

Viene inoltre evidenziato come l’aumento dei livelli di trasmissione osservato indica che gli interventi non farmaceutici in atto non hanno raggiunto l’effetto desiderato:

  • o perché l’aderenza alle misure non è ottimale;
  • o perché le misure non sono sufficienti per ridurre o controllare l’esposizione.

=> Italia divisa in tre: guida alle misure del DPCM 3 novembre

La vulnerabilità della popolazione alle infezioni rimane elevata:

  • i dati disponibili dagli studi di sieroprevalenza suggeriscono che il livello di immunità nella popolazione è <15% nella maggior parte delle aree all’interno dell’UE / SEE e del Regno Unito;
  • l’attuale situazione epidemiologica in molti Paesi è preoccupante in quanto pone un rischio crescente di infezione per gli individui vulnerabili (individui con fattori di rischio per la grave malattia da COVID-19, come gli anziani) e per gli operatori sanitari.

Il contemporaneo aumento della positività al test osservato in molti Paesi, che per alcuni è stato accompagnato da un aumento dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva, indica una situazione epidemiologica in aumento. Pertanto, la probabilità complessiva di infezione per la popolazione di questi Paesi è molto alta.

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