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Mappa Coronavirus: la diffusione nel Mondo a ottobre 2020

di Redazione PMI.it

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La situazione legata all'emergenza Covid nel Mondo e in Europa aggiornata ai primi giorni di ottobre: i dati continuano ad essere molto preoccupanti.

L’emergenza Coronavirus continua a preoccupare l’Italia e il globo intero, con la spada di Damocle di un nuovo lockdown che pende sulle teste di quasi ogni Paese al mondo. Vediamo la situazione aggiornata dei casi da Coronavirus nel mondo segnalati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): diffusione e distribuzione globale e valutazione del rischio ECDC.

=> Mappa Coronavirus: la situazione in Italia ad ottobre 2020

Diffusione Coronavirus nel Mondo ad ottobre

Stando all’Health Emergency Dashboard dell’OMS, a livello globale, alle 12.26  CEST del 5 ottobre 2020, c’erano 35.027.546casi confermati totali di COVID-19 (contro i 27.032.617 di settembre ed i 17.918.582 di agosto), inclusi 1.034.837 ecessi (erano 881.464 a settembre e 686.703 ad agosto).

=> Confronta con la diffusione nel Mondo a settembre 2020

In America secondo gli ultimi dati OMS (Fonte: Health Emergency Dashboard, 05 Ottobre ore 12.26 am) c’erano:

  • 17.101.686 casi confermati (erano 14.117.712 a settembre e 9.630.598 i primi di agosto);
  • 570.746 morti (erano 486.843/363.162).

Sud Est Asiatico:

  • 7.418.537 casi confermati (contro 4.787.009/2.187.015);
  • 120.237 morti (contro 84.542/46.675).

Mediterraneo orientale:

  • 2.486.594 casi confermati (erano 2.010.549/1.564.836);
  • 63.624 morti (erano 53.082/40.782).

Africa:

  • 1.202.973 casi confermati (erano 1.038.152/802.792);
  • 26.334 morti (contro 22.929/13.779).

Pacifico Occidentale:

  • 629.631 casi confermati (contro 520.012/327.617);
  • 13.735 morti (erano 11.306/8.450).

Coronavirus: la situazione in Europa

In Europa, inclusa l’Italia (fonte: Dashboard Who European Region), il 5 ottobre alle ore 10:00 c’erano:

  • 6.295.073 casi confermati (contro i 4.525.687 di settembre ed i 3.403.774 di agosto), di cui 502.310 negli ultimi 7 giorni;
  • i morti sono saliti a 240.881 (contro i 222.731 di settembre ed i 213.677 di agosto), di cui 5.098 nell’ultima settimana.

Prendendo in considerazione i casi totali da inizio pandemia, resta la Russia il Paese europeo più colpito, seguito da Spagna, Francia, Regno Unito (che mostra uno dei trend più preoccupanti, con una probabilità complessiva di infezione molto alta) e Italia.

Ci sono poi alcuni Paesi UE/SEE che, al 13 settembre facevano registrare un trend stabile: Belgio, Cipro, Finlandia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Polonia e Svezia.

Valutazione del rischio OMS

La valutazione del rischio ECDC  aggiornata al 24 settembre 2020 riportata sul sito del Ministero della Salute italiano evidenzia come i tassi di notifica dei casi COVID-19 sono aumentati costantemente in tutta l’UE / SEE e nel Regno Unito da agosto 2020, senza però avere lo stesso impatto in tutti i Paesi:

  • in diverse aree l’aumento osservato è correlato all’aumento dei tassi di test e all’intensa trasmissione tra gli individui tra i 15 ei 49 anni di età, mentre a maggior parte dei rilevamenti riguarda casi lievi o asintomatici;
  • in altri Paesi l’aumento coincide con tassi di notifica elevati o in aumento nelle persone anziane e, di conseguenza,è presente una percentuale maggiore di casi ospedalizzati e gravi.

Viene inoltre evidenziato come l’aumento dei livelli di trasmissione osservato indica che gli interventi non farmaceutici in atto non hanno raggiunto l’effetto desiderato:

  • o perché l’aderenza alle misure non è ottimale;
  • o perché le misure non sono sufficienti per ridurre o controllare l’esposizione.

La vulnerabilità della popolazione alle infezioni rimane elevata:

  • i dati disponibili dagli studi di sieroprevalenza suggeriscono che il livello di immunità nella popolazione è <15% nella maggior parte delle aree all’interno dell’UE / SEE e del Regno Unito;
  • l’attuale situazione epidemiologica in molti Paesi è preoccupante in quanto pone un rischio crescente di infezione per gli individui vulnerabili (individui con fattori di rischio per la grave malattia da COVID-19, come gli anziani) e per gli operatori sanitari.

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