I prestiti finalizzati green hanno raggiunto in Italia 887 milioni di euro, con un importo medio di circa 5.000 euro per pratica. Il dato emerge dall’analisi CRIF di maggio 2026 e conferma la centralità di questo comparto nel credito al consumo italiano. Il confronto tra il secondo e il primo semestre del 2025 rivela un incremento del 49%, spinto dalla stagionalità delle installazioni e dall’effetto degli incentivi pubblici.
Prestiti green in Italia, numeri record
La fonte dei dati è EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, che monitora i finanziamenti finalizzati in ambito green sull’intero territorio nazionale. Il mercato ha registrato un’accelerazione marcata nella seconda metà dell’anno: il secondo semestre ha segnato un +49% rispetto al primo, risultato che riflette sia le dinamiche stagionali sia l’efficacia degli incentivi pubblici a sostegno della transizione energetica.
Il persistere dei rincari delle bollette ha consolidato la convenienza degli investimenti in autoproduzione energetica, mentre i nuovi obblighi di riqualificazione energetica degli edifici accelerano le decisioni di intervento nelle abitazioni meno efficienti.
I privati over 50 trainano la domanda
La domanda proviene in larga misura dalle persone fisiche, che rappresentano l’88% del totale finanziato, contro il 6,2% delle imprese individuali e il 5,8% delle società. Tra i privati, sono gli over 50 a ricorrere più frequentemente al credito green: una fascia d’età che dispone di maggiore capacità di spesa e di immobili più vecchi da riqualificare.
Sul fronte degli importi, la fascia più diffusa si colloca fino a 5.000 euro, a conferma della natura prevalentemente al dettaglio di questo mercato.
Boom di prestiti per energia e infissi
Il mercato si articola in quattro categorie principali:
- il segmento energia guida con il 39% del totale finanziato e una crescita del 45% nel secondo semestre;
- gli infissi si collocano al secondo posto con il 34% dei volumi e il progresso più sostenuto tra tutti i comparti, pari all’80%;
- le stufe rappresentano il 16% del mercato con una crescita del 42%;
- i finanziamenti per le bici (6% del totale) registrano invece una flessione dell’11%, condizionati dall’andamento della domanda di mobilità leggera.
Il comparto si distingue anche per l’elevata qualità del portafoglio: secondo gli score CRIF il 57,9% dei prestiti green si colloca nella classe di rischio basso, il 36,3% in quella media e soltanto l’1,9% in quella alta. A supportare questa solidità contribuisce anche la rete di oltre 10.000 dealer green convenzionati attivi sul territorio nazionale.
In ultima analisi, le famiglie utilizzino sempre di più il finanziamento come leva per la transizione energetica e come le banche abbiano oggi un ruolo abilitante che va oltre la semplice erogazione del prestito.