Quasi 4 milioni di famiglie italiane partiranno per le vacanze con cane o gatto al seguito, alimentando un mercato da 9 miliardi e 560 milioni di euro. La domanda c’è e la spesa pure ma l’offerta turistica fatica a reggere: strutture difficili da individuare, regole poco chiare, trasporti complicati, ristoranti non sempre accessibili e pochi spazi verdi. Per hotel, campeggi, affitti brevi e servizi turistici è una quota di mercato da conquistare; per i clienti è la differenza tra una vacanza semplice e una prenotazione piena di ostacoli.
Il pet tourism vale 9,56 miliardi in Italia
La ricerca JFC Dalla carrozzina al guinzaglio. L’evoluzione sociale e l’incidenza sul turismo dei pets fotografa un mercato solido e ormai lontano dalla nicchia. Nel 2026 sono stimati 3 milioni e 975mila nuclei familiari in vacanza con il proprio animale da compagnia, per oltre 73 milioni di presenze turistiche “umane”. La permanenza media dichiarata è pari a 12,1 notti fuori casa e la spesa aggiuntiva per il pet raggiunge 22,20 euro al giorno.
Secondo JFC, il valore attuale del mercato arriva a 9,56 miliardi di euro e il potenziale può salire a 15,802 miliardi se l’offerta turistica intercetta meglio questa clientela.
Le destinazioni più richieste da chi viaggia con animali
Secondo la ricerca, i viaggiatori in Italia con animali da compagnia al seguito scelgono soprattutto montagna e Appennino, indicati nel 35,4% dei casi. Il Trentino-Alto Adige è percepito come la regione più pet friendly, seguito da Emilia-Romagna e Toscana. All’estero, le mete più citate sono Francia, Spagna e Germania, grazie ad un’offerta consolidata di servizi dedicati.
La geografia delle preferenze segnala un vantaggio per le destinazioni con natura, percorsi all’aperto e servizi ordinati. Il turismo pet friendly può quindi sostenere anche la destagionalizzazione dei flussi, perché chi viaggia con animali tende a cercare periodi meno affollati, spazi più accessibili e soggiorni organizzati con anticipo.
Dal soggiorno al servizio: la filiera del pet friendly
Attorno al viaggio con animali domestici si muovono pet food, accessori, assicurazioni, trasporti, veterinari, toelettatura, dog sitting, spiagge attrezzate, escursioni e ristorazione. Per le destinazioni turistiche, questa filiera può generare valore distribuito sul territorio.
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Le barriere che frenano prenotazioni e fatturato
Il punto debole dell’offerta emerge dai dati sulle difficoltà di prenotazione. Solo il 10,7% degli italiani dichiara di trovare facilmente soluzioni per le vacanze con animali, mentre l’89,3% segnala almeno un ostacolo.
| Difficoltà indicata | Quota |
|---|---|
| trovare una struttura che ospiti animali | 27,6% |
| organizzare un viaggio tranquillo e un trasporto adeguato | 14,5% |
| trovare ristoranti accessibili con animali | 8,9% |
| avere spazi verdi a disposizione | 6,1% |
| individuare località pet friendly | 5,6% |
Queste percentuali indicano il margine da recuperare: meno ambiguità in fase di prenotazione, servizi visibili sul sito, personale preparato, condizioni scritte in modo chiaro e offerte dedicate possono trasformare un vincolo organizzativo in una fonte di fatturato.
Regole chiare prima della partenza
Chi prenota una vacanza con cane o gatto deve verificare in anticipo accessi, supplementi e limiti applicati dalla struttura. La dicitura “pet friendly” può indicare livelli di servizio molto diversi: semplice accettazione dell’animale, camere dedicate, aree esterne, spiagge abilitate, zone ristorante separate o pacchetti con servizi aggiuntivi.
Nei viaggi in Europa con cani, gatti o furetti servono microchip, vaccinazione antirabbica valida e passaporto europeo per animali da compagnia. Per treni e aerei valgono invece regole stabilite dai singoli vettori, con condizioni su trasportino, guinzaglio, museruola, documenti sanitari, biglietti dedicati e posti ammessi a bordo.
Offerte dedicate presso hotel, campeggi e affitti brevi
Il pet tourism coinvolge strutture ricettive, stabilimenti balneari, campeggi, villaggi turistici, ristoranti, servizi di trasporto, attività outdoor, piattaforme di prenotazione e proprietari che lavorano con contratti di affitto breve. Nel settore ricettivo, il pet tourism può quindi aumentare permanenza media, spesa accessoria e fidelizzazione. Una struttura che comunica bene i propri servizi per animali intercetta clienti con un bisogno di soluzioni adatte al proprio cane o gatto.
La domanda riguarda l’ammissione dell’animale in camera o in casa ma non solo: i clienti cercano regole chiare prima della prenotazione, supplementi dichiarati, limiti di taglia esplicitati, spazi esterni, aree verdi, accesso a ristoranti o aree dedicate, contatti veterinari, servizi di dog sitting e indicazioni sui trasporti.