Unioncamere, Pmi in calo nel 2008

di Noemi Ricci

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L'indagine congiunturale sull'industria manifatturiera realizzata dal Centro Studi Unioncamere dipinge un quadro negativo relativo a tutti i principali indicatori economici

Come prevedibile, è negativo il quadro dell’industria italiana dipinto dall’ultima indagine congiunturale sulle Pmi industriali da 1 a 500 dipendenti, effettuata da Unioncamere.

Sono infatti tutti con segno meno i principali indicatori economici relativi al III trimestre 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007. Lo conferma l’ultima indagine Unioncamere.

Nello specifico risultano scesi del -2,6% produzione, del -2,2% fatturato, del -0,3% esportazioni e del -3,0% ordinativi ricevuti dalle imprese manifatturiere.

Percentuali che peggiorano nel caso di Pmi fino a 50 dipendenti arrivando a quota -3,9% per la produzione e -3,6% per il fatturato.

A livello geografico le cose vanno peggio al Sud con il -4,6% per entrambi gli indicatori, seguono il centro (-2,7% e -3,2%) e il Nord-Ovest (-2,8% e -2,2%), meglio a Nord-est (-1,5% e -0,7%)

Anche l’Export chiude il trimestre con una battuta d’arresto pari al -0,3% in media, con le imprese minori che fanno registrare un -1,2%, mentre quelle con oltre 50 dipendenti un modesto +0,5%.

Il settore della meccanica e dei mezzi di trasporto sembra invece passare indenne il momento di crisi, facendo registrare un +0,7% per la produzione e +1,3% per il fatturato nel periodo compreso tra luglio e settembre scorsi.

Il colpo di grazia viene dalle valutazioni Ue, che parlano di piena recessione per Paesi dell’ Eurozona come l’Italia, che ha davanti almeno un biennio a crescita zero: deficit/pil del 2,5% per il 2008 e 2,6% per il 2009, inflazione del 3,6% quest’anno e del 2% per quello venturo.