Volevo un chiarimento sulla possibilità di utilizzare l’opzione di pensione contributiva anticipata con 20 anni di contributi (versati totalmente dopo il 2011) a 64 anni di età, ed allo stesso tempo riscattare la laurea (in maniera agevolata) come strumento contributivo a formazione del montante contributivo dei 20 anni necessari.
Secondo il quadro di legge attuale, sarebbe possibile (sempre rispettando il minimo economico necessario, ovvero tre volte l’Assegno Sociale) accedere alla misura con 15 anni di versamenti da lavoro sommati a 5 anni di riscatto della laurea a 64 anni di età?
Sì, nel quadro attuale è possibile usare anche il riscatto laurea agevolato per raggiungere i 20 anni richiesti dalla pensione anticipata contributiva a 64 anni. Nel caso indicato, quindi, 15 anni di versamenti da lavoro possono essere sommati a 5 anni di riscatto della laurea, purché i periodi riscattati siano utili nel sistema contributivo, il primo accredito contributivo resti successivo al 31 dicembre 1995 e la prima rata di pensione raggiunga la soglia economica prevista.
Il riscatto laurea conta nei 20 anni contributivi
La pensione anticipata contributiva a 64 anni richiede, fino al 2026, almeno 20 anni di contribuzione effettiva. In questa definizione rientrano i contributi obbligatori, i contributi volontari e i contributi da riscatto, mentre sono esclusi i contributi figurativi.
Questo significa che il riscatto della laurea, una volta perfezionato con il pagamento dell’onere dovuto, può concorrere sia al requisito contributivo dei 20 anni sia alla formazione del montante contributivo individuale, dal quale deriva l’importo della pensione.
Il requisito del primo accredito dopo il 1995
La pensione contributiva anticipata a 64 anni è riservata ai lavoratori il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996. Il fatto che i contributi da lavoro siano stati versati dopo il 2011 è quindi compatibile con questa uscita, a condizione che non esistano accrediti precedenti al 1996.
Nel riscatto laurea va però controllata la collocazione temporale del corso di studi. L’onere si paga oggi ma i contributi vengono riferiti agli anni universitari riscattati. Se gli anni di laurea sono successivi al 31 dicembre 1995, il riscatto mantiene la posizione nel sistema contributivo. Se invece gli anni riscattati si collocano prima del 1996, il caso richiede una verifica più cauta perché può incidere sul requisito del primo accredito.
La situazione è diversa per chi possiede già contribuzione prima del 1996 o ha una posizione mista e valuta il riscatto per ottenere il calcolo contributivo. In quel caso il solo passaggio al calcolo contributivo non equivale automaticamente al requisito richiesto per la pensione anticipata contributiva a 64 anni.
Importo soglia: tre volte l’assegno sociale
Oltre ai 64 anni di età e ai 20 anni di contribuzione effettiva, serve che la prima rata di pensione raggiunga la soglia prevista dalla legge. Per la generalità dei lavoratori, il limite è pari a tre volte l’assegno sociale mensile.
Nel 2026 l’assegno sociale è pari a 546,24 euro mensili, quindi la soglia ordinaria è pari a 1.638,72 euro lordi al mese. Per le lavoratrici madri, la soglia scende a 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio e a 2,6 volte con due o più figli.
Esempio con 15 anni di lavoro e 5 anni di laurea
Nel caso prospettato, la combinazione può funzionare se i 15 anni di lavoro sono effettivamente accreditati e i 5 anni di laurea sono riscattabili e riferiti alla durata legale del corso. La somma porta a 20 anni di contribuzione effettiva, perché il riscatto rientra tra i versamenti utili al diritto.
Il percorso, in sintesi, richiede questi elementi:
- il lavoratore ha il primo accredito contributivo dopo il 31 dicembre 1995;
- i 15 anni da lavoro sono effettivamente presenti nell’estratto conto INPS;
- i 5 anni di laurea rientrano nella durata legale del corso e non sono già coperti da altra contribuzione;
- l’onere di riscatto è perfezionato in tempo utile per la domanda di pensione;
- la pensione maturata raggiunge la soglia economica richiesta.
Pagamento del riscatto prima della pensione
Il riscatto laurea agevolato produce effetti pensionistici quando la domanda viene accolta e l’onere viene pagato secondo le modalità indicate dall’INPS. Se quei contributi servono per raggiungere subito il diritto alla pensione, occorre verificare i tempi di definizione della pratica e il pagamento dell’importo residuo.
Questo aspetto è rilevante per chi vuole andare in pensione appena compiuti i 64 anni, perché i periodi riscattati devono risultare già utili nella posizione assicurativa al momento della domanda e della decorrenza della pensione.
Per stimare sia l’onere ordinario sia quello agevolato si può utilizzare il simulatore di calcolo del riscatto laurea.
Dal 2027 requisiti in aumento
La risposta positiva vale con i requisiti attuali. Per chi matura il diritto dal 2027, i requisiti della pensione anticipata contributiva aumentano per adeguamento alla speranza di vita: l’età sale a 64 anni e 1 mese e il requisito contributivo a 20 anni e 1 mese. Dal 2028 l’età sale a 64 anni e 3 mesi e il requisito contributivo a 20 anni e 3 mesi.
Per una valutazione corretta, quindi, deve verificare l’anno esatto di maturazione del diritto. Se tutti i requisiti sono perfezionati nel 2026, il riferimento è ancora 64 anni di età e 20 anni di contribuzione effettiva.
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Chiedi all'espertoRisposta di Anna Fabi