La nuova ondata di caldo della stagione estiva 2025 sta mettendo a dura prova i lavoratori che operano all’aperto o in ambienti rischiosi a causa delle temperature elevate. La legge prevede specifiche tutele in questi casi, imponendo al datore di lavoro controlli e verifiche volte a proteggere dai rischi legati allo stress termico: si tratta dell’Articolo 2087 del Codice Civile e del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nei bollettini quotidiani, a cura del Ministero, pubblicato ogni giorno dal lunedì al venerdì fino a settembre, sono indicati 4 livelli di rischio graduato:
- livello 0 – nessun rischio
- livello 1 – rischio basso previsto per le successive 24-72 ore
- livello 2 – rischio elevato previsto per le successive 24-72 ore
- livello 3 – rischio elevato persistente per 3 o più giorni consecutivi per le successive 24-48 ore.
Le città monitorate sono Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.
Sono le singole Regioni, tuttavia, a dettare divieti e limiti precisi, applicati durante i periodi di temperature estreme.
La Lombardia ha previsto lo stop dal 2 luglio al 15 settembre su strade, cantieri, vivai, campi e cave dalle 12.30 alle 16 nei giorni di bollino rosso, prendendo come riferimento le mappe di rischio del sito Worklimate dell’INAIL. In Lazio è stato disposto un analogo blocco delle attività lavorative, sempre dalle 12.30 alle 16.00, per chi lavora esponendosi al sole per un tempo prolungato: l’ordinanza è in vigore dal 5 giugno ed è valida fino al 31 agosto, prendendo sempre come riferimento le mappe Worklimate.
In Calabria, invece, un provvedimento simile prevede il divieto di svolgere attività lavorativa all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 dal 10 giugno fino al 31 agosto, coinvolgendo i settori agricolo, florovivaistico ed edile se il rischio termico viene segnalato come “alto” dal portale Worklimate. Altre regioni con ordinanze simili: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria.
Ricordiamo che le imprese possono anche richiedere specifici ammortizzatori sociali (cassa integrazione) ricorrendo alla causale “eventi meteo“ così da disporre la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per temperature troppo elevate (superiori ai 35 gradi) tutelando i lavoratori e riducendo i costi operativi.