Pacchetto fiscale UE, stop alla ritenuta sui pagamenti tra imprese

di Anna Fabi

26 Giugno 2026 08:07

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Il pacchetto Omnibus sulla tassazione diretta punta a eliminare le ritenute sui pagamenti transfrontalieri e a snellire ATAD e obblighi di comunicazione

La Commissione europea ha presentato il 24 giugno 2026 un pacchetto di semplificazione fiscale che promette alle imprese dell’Unione circa 8 miliardi di euro di risparmi l’anno. Il provvedimento, battezzato Tax Omnibus, ruota attorno a una mossa che tocca da vicino chi opera oltre confine, l’addio alla ritenuta alla fonte sui pagamenti transfrontalieri di dividendi, interessi e royalties tra società europee. Si tratta di una proposta, non di una norma già in vigore, e il suo destino dipende dal voto unanime dei Ventisette.

Esenzioni sui pagamenti transfrontalieri

L’Omnibus elimina la ritenuta alla fonte su dividendi, interessi e royalties versati tra società di Stati membri diversi, la misura che da sola vale 5,3 miliardi di euro di risparmi stimati l’anno. La proposta cancella due paletti storici, il requisito di una partecipazione minima nel capitale della società pagante e l’obbligo di mantenerla per un periodo determinato. Agli Stati membri viene tolta la possibilità di pretendere un’autorizzazione preventiva, e l’idoneità all’esenzione passa a un’autovalutazione del contribuente al momento del pagamento.

Quando l’idoneità non può essere garantita subito, la proposta apre due strade, il rimborso accelerato attraverso il meccanismo FASTER oppure le procedure nazionali entro tempi ragionevoli. L’ambito della direttiva madre-figlia viene esteso anche alle istituzioni pensionistiche, che potrebbero così beneficiare dell’esenzione sui dividendi incassati da altri Stati membri.

A bilanciare l’apertura arriva una clausola anti-abuso, che impone la ritenuta o nega la deducibilità su interessi e royalties diretti verso giurisdizioni prive di un’imposta sul reddito delle società o con un prelievo troppo basso. La mossa si inserisce nel solco delle riforme con cui Bruxelles prova a ridurre la frammentazione del mercato unico, dalla tassazione dei gruppi d’impresa nell’UE alle regole sulla cooperazione amministrativa.

Nuove regole ATAD su deducibilità interessi

La proposta uniforma la regola sulla limitazione degli interessi della direttiva ATAD, fissando il tetto alla deduzione al 30% dell’EBITDA e rendendo obbligatoria la soglia de minimis di 3 milioni di euro. Oggi gli Stati membri possono applicare limiti più severi, una discrezionalità che verrebbe meno.

Il testo aggiunge alcune valvole di sfogo, nessuna limitazione negli anni in cui l’EBITDA scende del 50% o più, l’uscita dall’ambito dei finanziamenti di terzi a basso rischio quando il prestito serve all’attività propria dell’impresa, e una calibratura mirata dove non c’è un rischio rilevante di elusione. In parallelo, l’Omnibus rimuove le sovrapposizioni tra le norme sulle società controllate estere (CFC) e l’imposta minima globale del secondo pilastro, introducendo un modello armonizzato per il regime CFC.

DAC con obblighi ridotti per imprese e piattaforme

La revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa accorpa nove direttive in un testo unico e cancella diversi obblighi di comunicazione. Per circa 3.000 gruppi multinazionali già soggetti all’imposta minima del 15% cade l’obbligo di segnalazione DAC6 sugli schemi transfrontalieri, con un risparmio di circa 300 milioni di euro, mentre per le altre imprese, comprese le PMI, il volume delle comunicazioni cala del 35%.

Sul fronte delle vendite online, la soglia DAC7 sale ed esonera oltre 10 milioni di venditori privati, in larga parte di beni usati, per un risparmio stimato in 678 milioni di euro a carico delle piattaforme. La revisione introduce anche una notifica unica per la rendicontazione country-by-country, un nuovo strumento di verifica dei codici fiscali e lo scambio obbligatorio di informazioni su tutte le categorie di reddito e capitale.

Standard comune su Ricerca e Sviluppo

Il pacchetto introduce uno standard minimo comune per il trattamento fiscale degli investimenti in ricerca e sviluppo legati a beni materiali, con la spesatura piena e immediata in tutti gli Stati membri e un effetto stimato di circa 0,2% sul PIL dell’Unione l’anno. L’obiettivo dichiarato è rendere l’Europa una destinazione più attraente per chi investe in innovazione.

Riorganizzazioni transfrontaliere

Sul versante delle operazioni straordinarie, l’ampliamento della Direttiva Fusioni consentirebbe di realizzare fusioni, scissioni e conferimenti transfrontalieri in neutralità fiscale, senza tassazione immediata. Il testo rafforza inoltre i meccanismi di risoluzione delle controversie fiscali, per chiudere più in fretta i contenziosi tra amministrazioni di Stati diversi.

Tempi di entrata in vigore

Il pacchetto è una proposta all’inizio del percorso legislativo e richiede l’approvazione unanime degli Stati membri in Consiglio, ai sensi dell’art. 115 del TFUE, con il Parlamento europeo in funzione consultiva. La presidenza irlandese, in carica dal 1° luglio, punta a chiudere la parte sulla direttiva DAC entro fine 2026, mentre l’Omnibus, che porta il grosso dell’impatto sul gettito, viaggia su tempi più lunghi e più contesi.

Il provvedimento rientra nella più ampia agenda di semplificazione con cui la Commissione punta a ridurre gli oneri amministrativi del 25%, e del 35% per le PMI, entro il 2029, lo stesso filone da cui è nata la categoria dimensionale delle Small Mid-Cap.

Dubbi sulla tassazione minima effettiva

Diversi Stati membri chiedono che la semplificazione fiscale non eroda le proprie entrate, ed è lì che si concentra una quota rilevante del risparmio stimato.

Sul piano politico, il gruppo dei Socialisti e Democratici avverte che ampliare le esenzioni sulle ritenute senza salvaguardie di tassazione minima effettiva rischia di alimentare la pianificazione fiscale aggressiva, e ribadisce che semplificare non equivale a deregolamentare.

Lo stesso timore di una semplificazione che scivola in deregolamentazione è stato sollevato da parte degli osservatori italiani.