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Incentivi Rinnovabili: firmato il decreto MASE sul FER X a regime

di Teresa Barone

19 Giugno 2026 14:09

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Il Ministro Pichetto firma il decreto del regime FER X, 37,15 GW di nuova capacità tra accesso diretto sotto 1 MW, aste competitive e contratti per differenza a 20 anni

Il decreto che attua il FER X a regime ha finalmente la firma del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), Gilberto Pichetto Fratin, apposta il 18 giugno 2026. Il provvedimento mette in campo in Italia il nuovo schema di incentivi alle fonti rinnovabili mature, dopo il via libera della Commissione europea dell’8 giugno agli aiuti di Stato da 23 miliardi di euro. La misura sostiene 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, con accesso diretto per gli impianti fino a 1 MW e aste competitive per quelli più grandi, attraverso contratti per differenza a 20 anni. Il testo passa ora agli organi di controllo e diventerà operativo il giorno successivo alla pubblicazione sul sito del MASE.

In sintesi

  • il Ministro Pichetto ha firmato il 18 giugno 2026 il decreto del regime FER X, dopo il via libera della Commissione europea dell’8 giugno agli aiuti di Stato da 23 miliardi di euro;
  • il regime sostiene 37,15 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili mature, con contratti per differenza bidirezionali della durata di 20 anni;
  • 10 GW sono riservati agli impianti fino a 1 MW con accesso diretto, mentre 27,15 GW saranno assegnati con aste competitive per gli impianti più grandi;
  • nelle aste il contingente si ripartisce in 16,5 GW per l’eolico, 10 GW per il fotovoltaico, 0,63 GW per l’idroelettrico e 0,02 GW per il gas da depurazione;
  • le regole operative arriveranno entro 60 giorni dall’entrata in vigore su proposta del GSE, con la prima asta attesa per l’autunno 2026.

Decreto FER X a regime firmato dal MASE

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha firmato il 18 giugno 2026 il decreto che rende operativo il FER X a regime, lo schema strutturale di sostegno alle rinnovabili. La firma arriva dieci giorni dopo il via libera della Commissione europea dell’8 giugno, che ha ritenuto la misura compatibile con il mercato interno. Per il Ministro Pichetto il sì europeo «consente di proseguire il percorso» di realizzazione degli impianti a fonti mature. Il testo sarà ora trasmesso agli organi di controllo, dalla Ragioneria Generale dello Stato alla Corte dei Conti, ed entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito del MASE.

Il regime rientra nella disciplina europea CISAF, il quadro sugli aiuti di Stato collegato al Patto per l’industria pulita, e affianca il FER X Transitorio già aperto dal GSE senza sostituirlo. Il Transitorio presidia la prima fase applicativa con regole già definite per impianti, scadenze e accesso al portale; il regime strutturale agisce invece su una capacità incentivabile molto più ampia.

Contratti per differenza a 20 anni

Il sostegno economico del FER X a regime sarà riconosciuto tramite contratti per differenza bidirezionali, con durata di 20 anni. Il meccanismo si basa su un prezzo di esercizio: quando il prezzo di mercato dell’elettricità è inferiore, lo Stato versa la differenza al produttore; quando il prezzo di mercato è superiore, il produttore restituisce la differenza.

Questo modello stabilizza i ricavi degli operatori e rende più prevedibile il rientro degli investimenti in nuovi impianti. La dotazione da 23 miliardi di euro indicata dalla Commissione deriva da stime sui prezzi futuri dell’energia: il costo netto potrà risultare inferiore se i prezzi di mercato saranno più alti delle previsioni.

Contingenti e accesso agli incentivi per tecnologia

Il FER X a regime fissa un contingente massimo di 37,15 GW e distingue due canali di accesso. Gli impianti fino a 1 MW di potenza accedono in modo diretto al meccanismo, con una quota complessiva di 10 GW; gli impianti più grandi, sopra 1 MW, sono selezionati tramite aste competitive per i restanti 27,15 GW. La ripartizione del contingente messo a gara premia soprattutto l’eolico onshore e il fotovoltaico.

Tecnologia Contingente nelle aste competitive
Eolico onshore 16,5 GW
Fotovoltaico 10 GW
Idroelettrico 0,63 GW
Gas da depurazione 0,02 GW
Totale aste 27,15 GW

Per gli impianti solari ed eolici sopra 1 MW le aste non si giocano solo sul prezzo offerto. Il decreto introduce criteri di preselezione non-prezzo collegati al regolamento europeo sull’industria a zero emissioni nette, il Net-Zero Industry Act, per premiare i progetti coerenti con la diversificazione delle filiere e la sicurezza degli approvvigionamenti. L’Italia ha già sperimentato questo approccio nelle aste NZIA del FER X Transitorio dedicate al fotovoltaico.

Le quattro tecnologie ammesse, solare, eolico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione, sono tutte fonti mature, una scelta che conferma il taglio industriale del provvedimento e la volontà di concentrare le risorse su impianti realizzabili in tempi compatibili con gli obiettivi al 2030.

Quando partono i bandi e le regole operative del GSE

Il calendario applicativo è la vera incognita per imprese e investitori, e il decreto fissa i primi paletti. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore il MASE deve approvare, su proposta del GSE, le regole operative per l’accesso al meccanismo. La prima asta per i grandi impianti è attesa per l’inizio dell’autunno 2026, con l’obiettivo di circa due finestre competitive l’anno, mentre le procedure dedicate agli impianti sopra 1 MW dovrebbero concludersi entro il 2028. Il Ministero sta intanto predisponendo i decreti direttoriali necessari a rendere operativa la misura. Da questi tempi, dai contingenti messi a gara e dai prezzi di esercizio dipenderà la velocità con cui i 37,15 GW si tradurranno in impianti effettivi.

Effetto atteso su prezzi dell’energia e dipendenza dal gas

Il FER X a regime rafforza la produzione da fonti rinnovabili e può ridurre la dipendenza italiana dai combustibili fossili importati. Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41,1% dei consumi elettrici nazionali e a maggio 2026, secondo Terna, hanno superato per la prima volta la soglia del 50%, arrivando al 52,8% del fabbisogno. L’obiettivo finale è ridurre i prezzi dell’energia per le imprese italiane: nel 2025 l’Italia ha registrato il prezzo elettrico all’ingrosso più alto tra i Paesi UE, con 116 euro/MWh contro una media europea di 85 euro/MWh, mentre per le imprese il prezzo è stato di 203 euro/MWh contro i 164 della media europea.

Gli obiettivi rinnovabili al 2030

Il nuovo regime si inserisce nella traiettoria del PNIEC e degli obiettivi italiani sulle rinnovabili al 2030. Secondo la Commissione europea, il FER X a regime contribuirà al target nazionale del 39,4% di energia elettrica da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo entro il 2030. Per il mercato elettrico italiano la misura agisce su una soglia industriale molto più ampia degli incentivi transitori già aperti, segnando il passaggio dalla fase sperimentale a quella strutturale del sostegno alle rinnovabili.