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Euro digitale: primo sì UE su costi, POS e pagamenti elettronici

di Anna Fabi

24 Giugno 2026 09:16

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Cipollone al Parlamento UE: l'euro digitale è una scelta politica. Il 23 giugno il voto che decide corso legale, costi POS e privacy per imprese ed esercenti.

Il primo sì del Parlamento europeo all’euro digitale come forma elettronica di contante fa avanzare il progetto della BCE dalla trattativa tecnica al negoziato finale tra istituzioni UE: la commissione ECON ha infatti approvato il 23 giugno la posizione sull’istituzione della nuova moneta pubblica digitale. Per imprese, esercenti e prestatori di servizi di pagamento si delineano quindi le prime regole su accettazione nei negozi, costi di incasso, privacy, limiti di detenzione e calendario dei test in vista di una possibile emissione nel 2029.

In sintesi:

  • mandato negoziale sull’euro digitale annunciato a luglio e legge finale sarà trattata con il Consiglio UE;
  • i servizi di base saranno gratuiti, mentre le commissioni per esercenti e PSP avranno un tetto europeo;
  • le imprese potranno accumulare incassi in euro digitali per un massimo di 24 ore;
  • l’avvio del progetto pilota è previsto nella seconda metà del 2027, prima emissione BCE dal 2029.

Accettazione nei negozi tra obblighi e deroghe

Il testo votato contiene già le condizioni che interessano il mercato dei pagamenti elettronici, dai servizi gratuiti agli obblighi di accettazione da parte degli esercenti.

Il nuovo mezzo di pagamento affiancherà carte, app e contante, con un obiettivo politico esplicito: offrire una soluzione pubblica utilizzabile in tutta l’area euro, anche nei pagamenti online e offline, senza dipendere soltanto da circuiti privati extra-UE.

Per gli esercenti è prevista l’accettazione dell’euro digitale nei negozi quando l’attività incassa già con strumenti digitali.  Il testo ECON prevede eccezioni per autonomi, piccole e microimprese prive di altri pagamenti digitali, oltre a rifiuti temporanei in caso di blackout o indisponibilità tecnica.

Costi POS e commissioni con tetto europeo

Il testo distingue l’uso gratuito per i cittadini dai costi a carico della filiera dei pagamenti. I servizi base dell’euro digitale, come apertura del wallet, detenzione dei fondi e disponibilità di almeno uno strumento di pagamento, saranno gratuiti; le commissioni per esercenti e PSP avranno un tetto, mentre i pagamenti offline saranno privi di costi.

La BCE lega il progetto agli standard aperti per i pagamenti, pensati per ridurre duplicazioni tecniche e aggiornamenti separati dei terminali.

La mappa degli obblighi e dei costi

La lettura utile per imprese ed esercenti passa dalla distinzione tra chi userà l’euro digitale, chi lo distribuirà e chi dovrà adeguare i propri sistemi di incasso. La tabella riassume il trattamento previsto dal testo ECON:

Soggetto Regola Effetti
Cittadini Servizi base gratuiti e pagamenti online o offline. Uso del wallet come alternativa pubblica a carte e app private.
Esercenti Accettazione ampia quando l’attività incassa già pagamenti digitali. Verifica di commissioni, aggiornamenti software e condizioni PSP.
Microimprese e autonomi Deroghe per chi è privo di altri incassi digitali. Esclusione dagli obblighi nelle attività ancora legate solo al contante.
Imprese Incassi in euro digitali trattenibili fino a 24 ore. Riversamento rapido verso conto bancario e tesoreria aziendale.
Banche e PSP Distribuzione del wallet, onboarding e servizi aggiuntivi. Compensazione, tetti alle fee e nuovi standard tecnici europei.

Limiti di detenzione e incassi aziendali a 24 ore

Il testo ECON separa l’uso quotidiano dall’accumulo di liquidità. Ogni persona avrà un limite massimo di euro digitali detenibili, da definire su raccomandazione BCE; le imprese potranno accumulare incassi in euro digitale solo fino a 24 ore.

La logica è evitare uno spostamento massiccio dai depositi bancari verso moneta BCE. Per questo l’euro digitale sarà privo di interessi e costruito come mezzo di pagamento, anziché come prodotto di risparmio.

Privacy offline e perdita del dispositivo

La funzione offline è il tratto più vicino al contante. Il Parlamento prevede pagamenti diretti tramite dispositivi locali, con principi di privacy-by-design e tecnologie come le prove a conoscenza zero per verificare le transazioni limitando i dati trattati a quelli indispensabili.

La stessa logica porta un rischio pratico: se il dispositivo locale viene smarrito, il denaro offline caricato sul dispositivo risulta perso, come avviene con il contante fisico. È uno degli aspetti da spiegare ai clienti prima dell’avvio graduale.

La sfida europea a Visa, Mastercard e PayPal

Il voto assume anche una lettura geopolitica: l’euro digitale serve a ridurre la dipendenza dell’area euro da circuiti e piattaforme extra-UE, in particolare Visa, Mastercard e PayPal. La BCE segnala da mesi che l’Europa dipende da standard proprietari dei circuiti internazionali e che una soluzione pubblica paneuropea rafforza la libertà di pagamento.

Trattativa, progetto pilota e prima emissione

Il disco verde dell’ECON offre al Parlamento europeo il mandato politico per trattare il pacchetto sulla moneta unica con il Consiglio UE. Il provvedimento sull’istituzione dell’euro digitale sarà annunciato nella plenaria di luglio; poi servirà l’accordo interistituzionale prima dell’adozione finale.

Il calendario mantiene tre date chiave: sviluppo con PSP selezionati nel terzo trimestre 2026, progetto pilota di 12 mesi dalla seconda metà del 2027 e prima emissione possibile nel 2029, subordinata all’adozione del regolamento e alla decisione del Consiglio direttivo BCE.

L’iter del Regolamento euro digitale e della timeline BCE rimane quindi il riferimento da monitorare per banche, PSP ed esercenti: il voto ECON apre la trattativa finale, mentre l’effettiva disponibilità nei pagamenti quotidiani dipenderà dal testo approvato e dai test sul campo.