Aumenti di stipendio, arretrati e un pacchetto di nuovi congedi per la genitorialità: il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza-Difesa 2025-2027 è stato firmato il 15 luglio 2026 a Palazzo Vidoni, per una platea di circa 430mila persone tra Forze di polizia e Forze armate, tuttavia la firma definitiva ancora manca. L’intesa preliminare, arrivata a diciotto mesi dal precedente rinnovo, ha visto il rifiuto della sottoscrizione della maggioranza delle sigle sindacali militari a causa del nodo della previdenza dedicata al personale in uniforme. Il tavolo va aperto entro ottobre 2026.
In sintesi:
- l’intesa è un’ipotesi di accordo firmata secondo la procedura dell’art. 2 del D.Lgs. n. 195/1995 e diventa esigibile con un DPR di recepimento;
- il valore del punto parametrale sale da 195,50 a 207,51 euro tra il 2025 e il 2027;
- l’incremento è di 12,01 punti parametrali, pari al 6,14%, con un aumento medio intorno a 188 euro lordi mensili;
- gli arretrati per gli anni 2025 e 2026 valgono circa 2.448 euro lordi secondo il SIULP e 2.134 euro secondo l’ANFP;
- il limite di età per il congedo parentale straordinario e per la malattia del figlio sale da 12 a 14 anni.
Aumenti di stipendio e valore del punto parametrale
Il rinnovo porta un aumento medio di circa 188 euro lordi mensili, distribuito su tre anni attraverso la crescita del valore del punto parametrale, che complessivamente vale il 6,14%. Gli incrementi entrano a regime con decorrenze diverse fino al 2027.
| Decorrenza | Valore del punto parametrale |
|---|---|
| Valore precedente | 195,50 euro |
| 1° gennaio 2025 | 200,90 euro |
| 1° gennaio 2026 | 205,40 euro |
| 1° gennaio 2027 | 207,51 euro |
Ogni dipendente ricava l’importo lordo del proprio incremento moltiplicando il valore del punto parametrale per il parametro associato al livello di inquadramento. Per passare dal lordo alla cifra effettiva in busta paga, il calcolo dello stipendio netto permette di stimare l’importo sul proprio profilo, considerando aliquote IRPEF e ritenute. Per le qualifiche iniziali l’aumento parte da almeno 100 euro netti mensili a decorrere dal 1° gennaio 2027, con importi più alti al crescere del grado.
Arretrati per il 2025 e il 2026
Gli arretrati per gli anni 2025 e 2026 ammontano a circa 2.448 euro lordi per le qualifiche iniziali e vengono erogati dopo il recepimento dell’accordo. Circa il 90% delle risorse è stato concentrato sul trattamento economico fondamentale fisso, per trasferire in fretta gli importi nelle retribuzioni. L’ANFP parla di 2.134 euro medi di arretrati e 188 euro di incremento mensile.
Il comparto arriva al secondo rinnovo in diciotto mesi. Sommando le due tornate contrattuali, il beneficio complessivo per le qualifiche iniziali si avvicina ai 2.600 euro netti annui, secondo quanto dichiarato dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.
Congedi e permessi, le novità per la genitorialità
Il contratto amplia i congedi legati alla genitorialità: al padre spettano nuovi giorni per la nascita del figlio e il congedo parentale straordinario si estende fino ai 14 anni di età del bambino. Le novità sono contenute nell’ipotesi di accordo 2025-2027 e modificano la disciplina vigente per il personale del comparto.
Gli istituti interessati dalle nuove tutele sono diversi:
- al padre lavoratore spetta un giorno di congedo straordinario per la nascita del figlio, computabile nei 45 giorni, più due giorni aggiuntivi entro la prima settimana di vita;
- il congedo parentale straordinario retribuito si estende fino ai 14 anni di età del figlio, entro il limite complessivo di 45 giorni;
- l’astensione non retribuita per la malattia del figlio di età compresa tra i 3 e i 14 anni arriva fino a 10 giorni lavorativi annui;
- il monte di 150 ore per il diritto allo studio si conteggia sull’anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre;
- il termine per il recupero dei permessi brevi si allunga a 60 giorni;
- la licenza straordinaria per la donazione di organi copre l’intero iter sanitario preventivo, compresi esami clinici e visite specialistiche.
Previdenza dedicata e la spaccatura tra i sindacati
Il Governo si è impegnato ad aprire entro 90 giorni un tavolo interministeriale per una previdenza dedicata al personale in uniforme, calibrata sulle specificità del lavoro in divisa. È il punto su cui si è consumata la frattura sindacale.
La maggioranza delle organizzazioni sindacali militari non ha firmato l’intesa, indicando proprio la previdenza come principale motivo del dissenso. L’accordo prevede inoltre ulteriori stanziamenti sul Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, con la possibilità di destinargli le risorse individuate dalla legge di bilancio per il 2027.
Dalla delibera del CdM agli arretrati in busta paga
Il recepimento del contratto Sicurezza-Difesa 2025-2027 richiede ancora la delibera del Consiglio dei ministri, che ai sensi dell’articolo 7, comma 11, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195 approva le ipotesi di accordo entro quindici giorni dalla sottoscrizione, dopo aver verificato le compatibilità finanziarie ed esaminato le osservazioni delle sigle dissenzienti. Il termine scade il 30 luglio e le riunioni del 23 e del 27 luglio si sono chiuse senza l’esame del provvedimento.
Approvate le tre ipotesi, i contenuti sono recepiti con due distinti decreti del Presidente della Repubblica, uno per le Forze di polizia e uno per le Forze armate, per i quali la legge esclude il parere del Consiglio di Stato. I decreti vanno poi al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, da cui decorre l’efficacia.
Chiuso quel percorso, le amministrazioni emanano le circolari applicative e NoiPA elabora i nuovi parametri stipendiali, condizione perché gli aumenti e gli arretrati 2025-2026 compaiano nel cedolino. Nella tornata precedente, tra la firma del 23 dicembre 2024 e il pagamento di giugno 2025 sono trascorsi sei mesi.