Non si è ancora spenta l’onda lunga del rinnovo 2022-2024 che per i dipendenti degli Enti Locali si apre già il capitolo successivo. Il nuovo Contratto 2025-2027 parte da un atto di indirizzo che mette sul tavolo quasi un miliardo di euro a regime e stima nuovi aumenti medi da 135,5 euro lordi al mese. Ma la trattativa vera deve ancora entrare nel vivo e i tempi non saranno brevi.
- Nuova tranche di aumenti e arretrati con la seconda tornata contrattuale
- Risorse fino un miliardo dal 2027 per la busta paga negli Enti Locali
- Meno divario stipendiale e sul salario accessorio rispetto alle Funzioni Centrali
- Nel nuovo CCNL Enti Locali arrivano anche novità su orari, strumenti per caregiver e welfare
- La partita passa ora dall’ARAN e al tavolo negoziale
Nuova tranche di aumenti e arretrati con la seconda tornata contrattuale
Il dato che richiama maggiore attenzione è quello dell’aumento medio mensile, ma in questa fase non si tratta ancora di una voce già acquisita nel cedolino. L’atto di indirizzo serve infatti a fissare risorse e priorità del negoziato per il nuovo CCNL delle Funzioni Locali, che dovrà poi essere discusso con l’ARAN e tradotto nel testo contrattuale. Il nuovo incremento da 135,5 euro lordi va letto come stima media di partenza del triennio 2025-2027, distinta dagli effetti economici del contratto 2022-2024 firmato a febbraio e in fase di recepimento negli enti.
In pratica, in parallelo viaggiano due tranche di aumenti: quelli 2022-2024 approvati a febbraio (con erogazione in busta paga da subito, compresi gli arretrati) e quelli 2025-2027 in via di definizione (che una volta approvati avranno valore retroattivo).
Risorse fino un miliardo dal 2027 per la busta paga negli Enti Locali
La dote prevista per il rinnovo segue una progressione netta: 329,60 milioni di euro per il 2025, 659,20 milioni per il 2026 e 988,81 milioni a decorrere dal 2027. La platea indicata nell’atto di indirizzo riguarda 403.617 dipendenti non dirigenti del comparto.
Il peso economico dell’intervento serve a dare continuità alla nuova tornata contrattuale, ma anche a rafforzare un comparto che da tempo soffre di scarsa attrattività salariale e di difficoltà crescenti nel trattenere professionalità qualificate.
Meno divario stipendiale e sul salario accessorio rispetto alle Funzioni Centrali
Il nodo politico del negoziato è anche retributivo. Gli enti locali restano esposti a un divario stipendiale rispetto ad altri comparti della PA e il confronto con le Funzioni centrali pesa sempre di più, soprattutto nei profili tecnici e amministrativi più richiesti.
Il nuovo contratto nasce anche con l’obiettivo di rendere più competitivo il lavoro nei Comuni, nelle Province e negli altri enti territoriali, sia sul piano degli stipendi sia su quello degli strumenti organizzativi e del salario accessorio.
Nel nuovo CCNL Enti Locali arrivano anche novità su orari, strumenti per caregiver e welfare
L’atto di indirizzo non si limita alle buste paga. Tra le linee di lavoro indicate per il rinnovo compaiono una maggiore flessibilità sull’articolazione settimanale dell’orario, margini più ampi in alcuni periodi dell’anno e una particolare attenzione a chi assiste familiari fragili o ha figli in età scolastica.
Accanto a questo, il documento chiede di rafforzare il welfare contrattuale, la valorizzazione delle competenze e l’inserimento di figure professionali più aderenti ai nuovi fabbisogni degli enti, compresi alcuni profili legati alla comunicazione digitale e alla trasformazione organizzativa.
La partita passa ora dall’ARAN e al tavolo negoziale
Dopo l’atto di indirizzo, il passaggio decisivo è l’apertura del confronto negoziale. Sarà in quella sede che le risorse verranno tradotte in voci retributive, criteri di distribuzione e nuove regole contrattuali, con un equilibrio da trovare tra stipendio tabellare, salario accessorio e margini di armonizzazione economica.
Nel quadro più ampio dei rinnovi contrattuali della PA 2025-2027, il comparto delle Funzioni Locali si gioca quindi un passaggio delicato: recuperare terreno sugli stipendi senza lasciare in secondo piano attrattività, organizzazione del lavoro e tenuta dei servizi sul territorio.