Riforma della giustizia tributaria approvata: guida alle novità

di Redazione PMI.it

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Giustizia tributaria, approvata in via definitiva la riforma: guida rapida alle principali novità, in linea con gli obiettivi del PNRR.

Approvata in via definitiva la riforma della giustizia tributaria in attuazione degli obiettivi del PNRR: sentenze più efficaci, meno contenziosi, ricorsi più veloci. Il contenzioso tributario costituisce infatti una grossa quota dell’arretrato della Cassazione (50.000 ricorsi pendenti nel 2020) e spesso le decisioni della Suprema Corte annullano le decisioni delle Commissioni tributarie regionali (nel 47% dei casi).

La novità più attesa è la nuova rottamazione delle liti pendenti già in Cassazione al 15 luglio dopo almeno uno o due giudizi favorevoli nei precedenti gradi di giudizio: si potrà chiudere il contenzioni pagando una minima parte delle somme contenute (il 5% oppure il 20%, a seconda dei casi). Non è invece possibile sanare debiti dopo sentenze avverse.

Previsto anche un bollino blu di affidabilità fiscale per le Partite IVA che hanno dimostrato negli ultimi tre anni di essere sempre conformi alle regole: in caso di ricorso, non dovranno presentare la garanzia per ottenere la sospensiva dell’atto impugnato.

La riforma della giustizia tributaria è in realtà molto ampia e articolata, spaziando dalla revisione dell’ordinamento degli organi speciali di giustizia tributaria all’introduzione di istituti processuali, per incentivare la deflazionare e l’uniformità dei giudizi.

La riforma, di competenza della Corte di Cassazione nel settore giustizia e del MEF per il primo e secondo grado di giudizio prevede in estrema sintesi le seguenti novità:

  • ridenominazione degli organi di giustizia tributaria in Corti tributarie di primo e di secondo grado, con introduzione di un ruolo autonomo e professionale della magistratura tributaria (576 giudici tributari reclutati tramite concorso per esami);
  • disciplinata la possibilità degli attuali giudici togati di transitare definitivamente e a tempo pieno nella giurisdizione tributaria speciale (100 giudici: 50 dalla magistratura ordinaria e 50 dalle altre magistrature);
  • le controversie di valore contenuto siano devolute ad un giudice monocratico;
  • si rafforza la conciliazione giudiziale e viene superato il divieto di prova testimoniale;
  • creazione in Cassazione di una sezione civile deputata alla trattazione delle controversie tributarie.

La riforma si accompagnerà all’introduzione (tramite delega al Governo per la riforma del processo civile) dell’istituto del rinvio pregiudiziale in Cassazione: il giudice tributario, in presenza di una questione di diritto nuova e di interesse generale, potrà chiedere alla Corte di legittimità l’enunciazione di un principio di diritto.