Recovery Plan – PNRR

Il Recovery Plan italiano (leggi il testo del PNRRPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza) si sviluppa in 6 missioni, i cui interventi sono stati definiti una prima volta dall’ex Governo Conte lo scorso gennaio. Il testo è successivamente passato al vaglio del Parlamento con approdo in Consiglio dei Ministri del nuovo Governo Draghi il 24 aprile 2021, per l’approvazione definitiva entro aprile. Il testo ha già ottenuto il parere positivo della Commissione Europea. Il nuovo testo segue le linee guida approvate il 31 marzo. Gli investimenti complessivi sono pari a 221,5 miliardi, con una dote di 191,5 miliardi (122,6 miliardi di prestiti e 68,9 miliardi a fondo perduto). Per far ripartire l’Europa dopo la pandemia da Coronavirus, lo scorso luglio l’UE ha approvato il Next generation EU, noto in Italia come Recovery Fund o “Fondo per la ripresa”. Si tratta di un fondo speciale volto a finanziare la ripresa economica del vecchio continente nel triennio 2021-2023 con titoli di Stato europei (Recovery bond) che serviranno a sostenere progetti di riforma strutturali previsti dai Piani nazionali di riforme di ogni Paese: i Recovery Plan. Lo stanziamento complessivo è di 750 miliardi di euro, da dividere tra i diversi Stati. L’Italia e la Spagna figurano tra i maggiori beneficiari di questa misura.

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Il testo del PNRR approvato il 24 aprile 2021

Ai 191,5 miliardi del Recovery Fund si aggiungono i 30 mld del Fondo complementare per dare vita ai progetti contenuti nel PNRR. Il 40% delle risorse interessa progetti per il Mezzogiorno, altrettanti per il Green, il 27% al Digitale.

=> Recovery Plan: scarica il Testo del PNRR in PDF

Nel Recovery Plan viene citata la proroga del Superbonus 110% al 2023, che però rimane finanziata solo per le case popolari, mentre per la restante platea il Ministro Franco si è impegnato a valutarne l’inserimento nella Legge di Bilancio 2022. Nel PNRR si cita anche la Riforma Pensioni 2022 per dare seguito alla Quota 100 di cui è confermato lo stop a fine 2021: il documento cita come strumento sostitutivo una nuova formula di pensione anticipata per gli addetti a mansioni logoranti. Nell’introduzione al PNRR vero e proprio trova posto anche il progetto di accompagnamento per la Riforma Fiscale, per la quale il Governo si impegna a presentare una Legge delega entro il 31 luglio 2021, che tenga conto anche dell’indagine conoscitiva sulla riforma dell’IRPEF. Nel nuovo testo è stato invece eliminato il rifinanziamento del cashback mentre restano gli incentivi fiscali del piano Transizione 4.0 e vengono potenziati quelli per la banda ultralarga. Tra i temi trasversali: disuguaglianza di genere, inclusione giovanile, divari territoriali. Tra le riforme chiave: Pubblica Amministrazione, Giustizia, Appalti, Concorrenza, Rinnovabili.

Il Recovery Plan italiano

Tutti gli Stati Membri devono presentare alla Commissione Europea i propri Recovery Plan, per ottenere gli aiuti del Recovery Fund, entro aprile 2021. In Italia il Recovery Plan – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – punta sulla inclusione, la digitalizzazione e la transizione verde. Di seguito le linee guida del PNRR e gli interventi nell’ambito delle 6 missioni e 16 componenti.

PNRR: le sei missioni

Il Recovery Plan italiano individua sei missioni, legate ad altrettante aree tematiche strutturali di intervento, e dei sottoinsiemi di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo.

  1. Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo e la Pubblica Amministrazione, l’istruzione, la Sanità e il Fisco;
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. Infrastrutture, per la mobilità e le telecomunicazioni, con la realizzazione di una Rete nazionale in fibra ottica, lo sviluppo delle reti 5G e l’Alta Velocità;
  4. Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  5. Equità sociale, di genere e territoriale, con focus sulle politiche attive del lavoro e sul piano per il Sud;
  6. Salute.

I progetti nelle missioni del PNRR

  • M1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
    • C1 Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione
    • C2 Digitalizzazione e Innovazione del sistema produttivo
    • C3 Turismo e Cultura 4.0
  • M2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica
    • C1 Impresa Verde ed Economia Circolare
    • C2 Transizione Energetica e Mobilità locale Sostenibile
    • C3 Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
    • C4 Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica
  • M3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile
    • C1 Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0
    • C2 Intermodalità e logistica integrata
  • M4 – Istruzione e ricerca
    • C1 Potenziamento delle competenze e diritto allo studio
    • C2 Dalla ricerca all’impresa
  • M5 – Inclusione e coesione
    • C1 Politiche per il Lavoro
    • C2 Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo Settore
    • C4 Interventi speciali di coesione territoriale
  • M6 – Salute
    • C1 Assistenza di prossimità e telemedicina
    • C2 Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria

PNRR: obiettivi del Recovery Plan

Gli obiettivi che l’Italia punta a raggiungere con le misure contenute nel PNRR sono di:

  • ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
  • raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana dallo 0,8% all’1,6%, in linea con la media UE;
  • aumentare gli investimenti pubblici almeno al 3% del PIL;
  • far crescere la spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) dall’attuale 1.3% al 2,1%, al di sopra della media UE;
  • portare il tasso di occupazione al 73,2%, in linea con la media UE, contro l’attuale 63%;
  • innalzare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale;
  • ridurre i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e livello dei servizi pubblici;
  • aumentare l’aspettativa di vita in buona salute;
  • migliorare il tasso di natalità e la crescita demografica;
  • ridurre l’abbandono scolastico e l’inattività dei giovani;
  • migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati;
  • rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese nei confronti di calamità naturali, cambiamenti climatici, crisi epidemiche e rischi geopolitici;
  • promuovere filiere agroalimentari sostenibili e combattere gli sprechi alimentari;
  • garantire la sostenibilità e la resilienza della finanza pubblica.

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