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Sanatoria Partite IVA, emendamento per riaprire il ravvedimento CPB

di Anna Fabi

25 Maggio 2026 13:28

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Emendamento di Forza Italia al decreto Accise per riaprire il ravvedimento speciale CPB sulle annualità 2020-2024: imposta sostitutiva e rate.

Rispunta la sanatoria fiscale per le Partite IVA collegata al Concordato Preventivo Biennale. Un emendamento di Forza Italia al decreto Accise, all’esame della Commissione Finanze del Senato, punta a riaprire il ravvedimento speciale CPB per chi aderirà o rientrerà nel concordato 2026-2027. La proposta guarda alle annualità 2020-2024 e riprende il meccanismo già usato per le precedenti edizioni: imposta sostitutiva parametrata agli ISA, sconto Covid per il biennio 2020-2021 e versamento dal 1° gennaio al 15 marzo 2027.

Proposta di sanatoria CPB per le Partite IVA

L’emendamento interviene sul ravvedimento speciale collegato al Concordato Preventivo Biennale, già previsto per i contribuenti ISA che avevano aderito ai precedenti bienni del CPB. La nuova proposta riguarda il concordato 2026-2027 e consentirebbe di regolarizzare le annualità ancora accertabili dal 2020 al 2024.

Il testo è inserito nel pacchetto di modifiche al terzo decreto Accise, con primo firmatario Claudio Lotito. La misura è quindi in fase parlamentare: per diventare applicabile serve l’approvazione dell’emendamento e la successiva conversione del provvedimento.

Ravvedimento speciale sulle annualità 2020-2024

La riapertura della sanatoria fiscale sarebbe riservata alle Partite IVA che applicano gli ISA e scelgono il Concordato Preventivo Biennale 2026-2027. Il ravvedimento coprirebbe i periodi d’imposta dal 2020 al 2024, aggiornando la finestra rispetto alle precedenti edizioni legate ai bienni CPB già avviati.

Il collegamento con il concordato è la leva politica e fiscale della proposta: rendere più appetibile l’adesione al CPB, offrendo una chiusura agevolata del passato fiscale in cambio dell’ingresso nel nuovo patto con il Fisco.

Base imponibile legata al punteggio ISA

Il calcolo riprende lo schema del precedente ravvedimento speciale CPB. La base imponibile dell’imposta sostitutiva deriverebbe dal maggior reddito dichiarato, aumentato con percentuali diverse in base al punteggio ISA del contribuente:

  • il 5% si applicherebbe ai contribuenti con punteggio ISA pari a 10;
  • il 10% si applicherebbe ai contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 8 e inferiore a 10;
  • il 20% si applicherebbe ai contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 6 e inferiore a 8;
  • il 30% si applicherebbe ai contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 4 e inferiore a 6;
  • il 40% si applicherebbe ai contribuenti con punteggio ISA pari o superiore a 3 e inferiore a 4;
  • il 50% si applicherebbe ai contribuenti con punteggio ISA inferiore a 3.

Imposta sostitutiva al 10, 12 o 15%

Sulla base imponibile così determinata si applicherebbe una imposta sostitutiva graduata in base all’affidabilità fiscale. Le aliquote sarebbero le stesse già utilizzate nelle precedenti versioni del ravvedimento CPB:

  • il 10% sarebbe previsto per i contribuenti con livello di affidabilità fiscale pari o superiore a 8;
  • il 12% sarebbe previsto per i contribuenti con livello di affidabilità fiscale pari o superiore a 6 e inferiore a 8;
  • il 15% sarebbe previsto per i contribuenti con livello di affidabilità fiscale inferiore a 6.

Per l’IRAP, l’emendamento riprenderebbe l’aliquota unica del 3,9%, calcolata sulla base imponibile definita con gli stessi criteri ISA.

Sconto Covid per il 2020 e 2021

Per le annualità 2020 e 2021, segnate dall’emergenza Covid, la proposta prevede una riduzione del 30% dell’imposta sostitutiva. Lo sconto riguarderebbe sia la componente IRPEF o IRES sia l’IRAP, secondo la stessa logica già adottata nelle precedenti versioni della sanatoria CPB.

Il triennio 2022-2024 seguirebbe invece il calcolo ordinario, con base imponibile e aliquota parametrate al punteggio ISA. L’importo minimo previsto sarebbe pari a 1.000 euro per ciascuna annualità oggetto di ravvedimento.

Pagamento dal 1° gennaio al 15 marzo 2027

Il pagamento della sanatoria, secondo l’emendamento, partirebbe dal 1° gennaio 2027. La prima o unica rata andrebbe versata entro il 15 marzo 2027, con possibilità di rateizzazione fino a dieci rate mensili.

La struttura ricalca la precedente disciplina del ravvedimento speciale CPB: versamento tramite modello F24, indicazione dell’annualità interessata e calcolo separato per ogni periodo d’imposta che il contribuente intende regolarizzare.

Destinatari della possibile nuova sanatoria CPB

La platea naturale è composta dai contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale e intendono aderire al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027. La versione già applicata per il CPB 2025-2026 consentiva di sanare le annualità dal 2019 al 2023, con scadenza di versamento nel 2026. La nuova ipotesi sposterebbe in avanti la finestra fiscale, includendo il 2024 e facendo uscire il 2019.

Il Modello CPB 2026-2027 serve per comunicare i dati necessari all’elaborazione della proposta e per esprimere l’adesione al concordato. L’eventuale ravvedimento speciale sarebbe agganciato proprio a questa scelta.

La logica rimarrebbe la stessa della veccia sanatoria: il contribuente che entra nel concordato potrebbe regolarizzare il passato fiscale pagando una sostitutiva ridotta, calcolata sulla base del punteggio ISA e con copertura dagli accertamenti per le annualità sanate secondo le condizioni fissate dalla norma.

La misura è ora affidata all’esame parlamentare sul Decreto Accise. Il calendario della Commissione Finanze del Senato sarà quindi decisivo per capire se il ravvedimento speciale CPB entrerà nel testo o se verrà accantonato durante la selezione degli emendamenti.