L’OCSE rivede nettamente al rialzo la crescita dell’Italia nel 2026, dopo un primo semestre migliore delle attese, e porta la propria previsione oltre quella del Governo e degli altri principali previsori internazionali. La revisione migliora il quadro economico con cui si prepara la Manovra 2027, mentre energia, inflazione e fine della spinta del PNRR continuano a frenare le prospettive per l’anno prossimo.
In sintesi:
- l’OCSE, nelle Prospettive economiche intermedie del 23 settembre 2026, stima il PIL italiano in crescita dello 0,9% nel 2026, quattro decimi sopra la previsione di giugno, e dello 0,6% nel 2027;
- l’Istat, nei Conti economici trimestrali del 1° settembre 2026, ha confermato una crescita dello 0,2% nel secondo trimestre e una variazione acquisita dello 0,8% per l’intero 2026;
- l’Ufficio parlamentare di bilancio, nella Nota sulla congiuntura del 4 agosto 2026, stima a sua volta una crescita dello 0,9% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027;
- le previsioni pubblicate in precedenza da Governo, Istat, FMI, Commissione europea e Banca d’Italia risultano inferiori, anche perché elaborate prima dei dati più favorevoli del primo semestre.
PIL Italia 2026: l’OCSE alza la crescita allo 0,9%
Nelle Prospettive economiche intermedie del 23 settembre 2026, l’OCSE stima una crescita del PIL italiano dello 0,9% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. La previsione sull’anno in corso aumenta di quattro decimi rispetto allo 0,5% dell’Economic Outlook di giugno, mentre quella per l’anno prossimo è confermata. Lo Studio OCSE sulle riforme strutturali in Italia pubblicato ad aprile stimava addirittura una crescita dello 0,4% nel 2026.
Prima dell’estate l’Italia figurava fra le economie con la crescita più debole e la previsione OCSE era inferiore a quella del Governo mentre oggi si colloca in fascia alta, di concerto con le proiezioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio.
Primo semestre con crescita acquisita allo 0,8%
I dati disponibili dopo giugno spiegano gran parte della revisione: l’Istat ha certificato una crescita acquisita dello 0,8% per il 2026 dopo i primi due trimestri. Nel secondo trimestre il PIL è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,0% su base annua, dopo il +0,3% congiunturale registrato nel primo trimestre.
Nel dettaglio dei conti trimestrali del 1° settembre, la domanda interna ha fornito un contributo positivo: consumi finali nazionali e investimenti fissi lordi sono cresciuti entrambi dello 0,3% sul trimestre. Il valore aggiunto dei servizi è salito dello 0,4%, mentre industria e agricoltura hanno registrato una flessione.
La stessa dinamica aveva già portato l’UPB a rivedere la previsione 2026 allo 0,9% nella Nota sulla congiuntura del 4 agosto. L’Ufficio parlamentare di bilancio attribuisce il miglioramento soprattutto agli investimenti sostenuti dalla fase finale del PNRR e a un andamento delle esportazioni migliore di quello incorporato nelle stime della primavera.
Previsioni PIL Italia 2026: stime a confronto
Le previsioni sul PIL italiano oggi differiscono soprattutto per la data in cui sono state formulate. OCSE e UPB incorporano già l’andamento del primo semestre, mentre le stime di Commissione europea, FMI, Istat, Banca d’Italia e Governo sono state pubblicate in precedenza.
| Previsioni | Crescita PIL prevista |
|---|---|
| OCSE, 23 settembre 2026 | +0,9% nel 2026; +0,6% nel 2027 |
| UPB, 4 agosto 2026 | +0,9% nel 2026; +0,6% nel 2027 |
| Istat, 5 giugno 2026 | +0,7% nel 2026; +0,7% nel 2027 |
| Governo, DFP aprile 2026 | +0,6% nel 2026; +0,6% nel 2027 |
| Banca d’Italia, 12 giugno 2026 | +0,5% nel 2026; +0,4% nel 2027. La stessa nota indica +0,6% per il 2026 incorporando la revisione Istat del primo trimestre |
| FMI, luglio 2026 | +0,5% nel 2026; +0,5% nel 2027 |
| Commissione europea, 21 maggio 2026 | +0,5% nel 2026; +0,6% nel 2027 |
Il confronto mostra quindi uno miglioramento delle proiezioni. Il dato acquisito Istat dello 0,8% rende inoltre meno indicativi i valori formulati prima dell’estate: per ottenere una crescita annua inferiore occorrerebbe un indebolimento dell’attività nella seconda parte dell’anno.
Nel 2027 la crescita italiana torna allo 0,6%
La previsione OCSE per il PIL italiano 2027 è confermata allo 0,6%, segnalando che il miglioramento del 2026 contiene componenti destinate ad attenuarsi. Fra queste figura la fase conclusiva degli investimenti finanziati dal Next Generation EU, che sostiene ancora l’attività nell’anno in corso e perde forza nel successivo.
L’OCSE segnala inoltre rischi legati ai prezzi dell’energia, ai tassi di interesse e alle tensioni geopolitiche. L’aumento dei costi energetici comprime il reddito reale delle famiglie e i margini delle imprese, mentre condizioni finanziarie più rigide frenano investimenti e domanda. In Italia l’inflazione ha raggiunto il 3,3% annuo ad agosto secondo l’Istat, con la componente energetica ancora principale fonte di pressione sui prezzi.
La distanza fra il 2026 e il 2027 mostra quindi il carattere in parte temporaneo dell’accelerazione attuale. La capacità di mantenere una crescita più elevata dipenderà maggiormente da produttività, investimenti privati, occupazione e riforme, gli stessi fattori richiamati dall’OCSE nel suo Economic Survey sull’Italia.
Impatto del PIL in crescita su imprese e Manovra 2027
Una crescita allo 0,9% migliora il quadro economico per imprese e conti pubblici senza però tradursi automaticamente in nuove risorse disponibili. Per le aziende significa comunque una domanda interna più resistente rispetto alle attese della primavera, mentre l’energia cara e il rallentamento previsto nel 2027 continuano a condizionare investimenti e costi.
Sul fronte pubblico, un PIL superiore alle previsioni del Documento di Finanza Pubblica può migliorare, a parità delle altre variabili, i rapporti fra deficit, debito e prodotto interno lordo. Il Governo deve però preservare il rientro del deficit sotto la soglia europea e finanziare le nuove misure senza compromettere il percorso concordato con Bruxelles.
La revisione OCSE rafforza quindi uno scenario già emerso nelle ultime settimane: la crescita 2026 può risultare superiore allo 0,6% indicato nel DFP, mentre la Manovra 2027 dovrà essere costruita su prospettive meno favorevoli per l’anno successivo. Il dato da seguire sarà ora l’aggiornamento autunnale delle previsioni ufficiali italiane, che potrà incorporare il primo semestre e la nuova revisione dei conti nazionali.