L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese accelera e iniziano a emergere prospettive favorevoli anche per l’occupazione. Il fenomeno è particolarmente evidente nei territori di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, secondo un’indagine di Assolombarda e Politecnico di Milano presentata durante l’assemblea generale dell’associazione. La ricerca fotografa le differenze tra piccole e grandi aziende, le intenzioni di assunzione e gli investimenti necessari per trasformare l’innovazione in maggiore produttività.
In sintesi:
- secondo l’indagine Assolombarda-Politecnico su 700 aziende, il 49% ha progetti AI attivi e un ulteriore 18% prevede di adottarla a breve;
- la diffusione dell’AI raggiunge il 40% delle microimprese, il 41% delle piccole e il 79% delle grandi aziende del campione;
- un’impresa su tre fra quelle con progetti AI attivi prevede nuove assunzioni entro dodici mesi, mentre la trasformazione interessa circa 750mila lavoratori del territorio;
- nel 2025 la produttività delle imprese associate è cresciuta del 5,6%, contro l’1,3% delle micro, piccole e medie imprese industriali;
- secondo l’analisi presentata da Assolombarda, gli investimenti in strumenti digitali e competenze sono associati a una maggiore probabilità di adottare l’AI, rispettivamente di 6 e 9 punti percentuali.
Intelligenza artificiale, il 49% delle imprese ha progetti attivi
Il 49% delle aziende coinvolte nell’indagine Assolombarda-Politecnico di Milano ha già avviato progetti di intelligenza artificiale e un altro 18% prevede di farlo a breve. Alla fine del 2024 la diffusione rilevata era inferiore al 20%. La ricerca ha interessato 700 imprese dei territori rappresentati dall’associazione, appartenenti a settori e classi dimensionali differenti.
Il divario tra le diverse dimensioni aziendali emerge dalla distribuzione dei progetti AI, con una diffusione particolarmente elevata anche tra le startup innovative.
| Tipologia di impresa | Aziende con progetti AI attivi |
|---|---|
| Microimprese | 40% |
| Piccole imprese | 41% |
| Medie imprese | 48% |
| Grandi imprese | 79% |
| Startup innovative | 77% |
Le startup costituiscono una categoria trasversale alle classi dimensionali della tabella. I risultati mostrano comunque una diffusione dell’AI anche nelle aziende più piccole, sebbene la capacità di trasformare la sperimentazione in risultati economici rimanga ancora da consolidare.
AI e occupazione, un’impresa su tre prevede assunzioni
Un’impresa su tre, tra quelle che hanno già progetti di intelligenza artificiale attivi, prevede di aumentare i dipendenti nei prossimi dodici mesi. È una delle indicazioni sull’occupazione presentate dal presidente Alvise Biffi durante l’assemblea di Assolombarda.
Nei territori dell’associazione, circa 750mila lavoratori, pari a un terzo della forza lavoro, sono coinvolti dalla trasformazione legata all’AI. La domanda di competenze specifiche è già 1,4 volte la media nazionale, secondo i dati illustrati da Biffi.
Le intenzioni di assunzione indicano le aspettative delle aziende che investono nella tecnologia. Il dato, riferito alle imprese già attive nell’AI, non misura l’effetto netto sull’occupazione dell’intero sistema produttivo.
Produttività delle PMI, la crescita è ancora contenuta
Nel 2025 la produttività delle imprese associate ad Assolombarda è aumentata del 5,6%, mentre micro, piccole e medie imprese industriali hanno registrato un incremento dell’1,3%. Secondo Biffi, l’impatto economico dell’intelligenza artificiale richiederà una maggiore integrazione della tecnologia nei processi produttivi.
Gli investimenti negli strumenti digitali sono associati a un aumento di 6 punti percentuali della probabilità di adottare l’AI; gli investimenti nelle competenze a un incremento di 9 punti. Si tratta di relazioni statistiche, dalle quali non è possibile ricavare automaticamente un aumento equivalente della produttività.
Per le PMI industriali, l’utilizzo dell’AI riguarda soprattutto l’efficienza dei processi e la riduzione dei costi. La crescita futura dipenderà anche dalla capacità di applicarla allo sviluppo di prodotti, alla qualità della produzione e alla gestione delle filiere.
Dati Assolombarda e Istat a confronto sull’AI
Il 49% rilevato da Assolombarda riguarda un campione territoriale di imprese che hanno progetti AI attivi. Ha quindi una base di osservazione differente rispetto alle statistiche nazionali sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle PMI.
Secondo il rapporto Istat Imprese e ICT – Anno 2025, il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizzava una o più tecnologie AI, contro l’8,2% del 2024. Il confronto con l’indagine Assolombarda richiede quindi di considerare la diversa popolazione osservata, il periodo di riferimento e i criteri di rilevazione.
Un ulteriore elemento emerge dalla ricerca di Assolombarda sulla qualità dei dati industriali. Persino tra le grandi imprese, circa una su due sta ancora lavorando per migliorarla. È un limite rilevante per lo sviluppo delle applicazioni AI integrate nei processi aziendali, che richiedono informazioni attendibili, aggiornate e disponibili lungo la filiera produttiva.