L’inflazione italiana sale al 3,3% ad agosto 2026, dal 2,9% di luglio, con prezzi in aumento dello 0,5% in un mese. Le stime preliminari Istat diffuse il 1° settembre attribuiscono l’accelerazione soprattutto all’energia, rincarata del 17% su base annua. Il carrello della spesa si mantiene all’1%, mentre i prodotti acquistati più frequentemente raggiungono il 4,3%.
In sintesi, le stime Istat sui prezzi al consumo di agosto indicano:
- l’indice NIC aumenta dello 0,5% sul mese e del 3,3% sull’anno, dopo il 2,9% registrato a luglio;
- i beni energetici raggiungono il 17,0% annuo, con la componente regolamentata al 18,8% e quella non regolamentata al 16,9%;
- il carrello della spesa si mantiene all’1,0%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano al 4,3%;
- l’inflazione di fondo rallenta all’1,5% e quella calcolata escludendo i soli energetici si porta all’1,7%;
- l’inflazione acquisita per il 2026 raggiunge il 2,9%, mentre l’indice FOI di agosto sarà pubblicato con i dati definitivi del 16 settembre.
Inflazione agosto 2026 al 3,3%
Ad agosto 2026 l’inflazione raggiunge il 3,3% annuo e lo 0,5% mensile, secondo le stime preliminari Istat sui prezzi al consumo. A luglio il tasso annuo era stato del 2,9%, mentre a giugno si era attestato al 3,0%.
L’inflazione acquisita per il 2026 raggiunge il 2,9% per l’indice generale e l’1,9% per la componente di fondo. Si tratta della crescita media annua che si registrerebbe ipotizzando prezzi invariati ai livelli di agosto nei mesi successivi. Anche l’indice armonizzato IPCA, utilizzato per i confronti europei, aumenta dello 0,1% sul mese e del 3,2% sull’anno, rispetto al 2,9% di luglio. La variazione mensile risente anche del diverso trattamento dei saldi stagionali rispetto al NIC.
Energia al 17%, la spinta principale sui prezzi
I beni energetici sono la componente che alimenta l’accelerazione di agosto: la crescita annua complessiva raggiunge il 17,0%, rispetto all’11,6% di luglio. Istat associa questa dinamica alle tensioni internazionali sui mercati energetici.
| Indicatore | Agosto 2026 e confronto con luglio |
|---|---|
| Inflazione generale | +3,3%, rispetto a +2,9% |
| Energetici complessivi | +17,0%, rispetto a +11,6% |
| Energetici regolamentati | +18,8%, rispetto a +14,8% |
| Energetici non regolamentati | +16,9%, rispetto a +11,4% |
| Beni complessivi | +4,1%, rispetto a +3,2% |
| Servizi complessivi | +2,4%, rispetto a +2,7% |
La variazione mensile conferma la stessa direzione: i prezzi degli energetici regolamentati aumentano del 3,2% e quelli non regolamentati del 2,8%. Crescono inoltre dell’1,4% i servizi relativi ai trasporti, dello 0,4% gli alimentari lavorati e dello 0,3% i beni durevoli.
Carrello all’1%, acquisti frequenti al 4,3%
Il carrello della spesa si mantiene all’1,0%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano dal 3,4% al 4,3%. La differenza fra i due indicatori aiuta a leggere un’inflazione percepita nella vita quotidiana più intensa rispetto a quella suggerita dal solo dato sugli alimentari e sui prodotti per casa e persona.
I due aggregati misurano infatti spese diverse. Il carrello della spesa comprende beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona. I prodotti ad alta frequenza includono invece le voci acquistate almeno una volta al mese, fra cui alimentari, bevande, tabacchi, affitti, carburanti, trasporti urbani, ristorazione, giornali e diversi servizi per la casa e l’assistenza.
Il dato del 4,3% sugli acquisti frequenti offre quindi una misura più ampia dell’andamento di molte uscite ricorrenti. Nello stesso mese la dinamica dei prezzi alimentari nel loro complesso si mantiene molto più contenuta, all’1,1%.
Inflazione di fondo in discesa all’1,5%
L’inflazione di fondo rallenta dall’1,6% all’1,5%, mentre il tasso calcolato escludendo i soli beni energetici scende dall’1,8% all’1,7%. L’aumento dell’indice generale risulta quindi concentrato soprattutto sulle componenti energetiche. Anche alcuni servizi mostrano una dinamica più moderata: quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona scendono dal 3,0% al 2,6%, mentre i servizi relativi ai trasporti si riducono dall’1,6% allo 0,9% su base annua.
La distanza fra beni e servizi diventa più ampia: i prezzi dei beni crescono del 4,1%, mentre quelli dei servizi aumentano del 2,4%. Il differenziale raggiunge così 1,7 punti percentuali a favore dei beni.
Indice FOI di agosto dal 16 settembre
Le stime preliminari diffuse il 1° settembre riguardano NIC e IPCA e quindi non consentono ancora di aggiornare le rivalutazioni monetarie riferite ad agosto. L’indice FOI di agosto sarà disponibile il 16 settembre 2026, quando Istat pubblicherà i dati definitivi sui prezzi al consumo. L’ultimo valore disponibile è quello di luglio 2026: indice FOI al netto dei tabacchi pari a 103,1 nella base 2025=100, con una variazione dello 0,3% sul mese e del 2,8% sull’anno.
Per trasformare la variazione FOI applicabile in un importo aggiornato è disponibile il calcolo della rivalutazione ISTAT, utilizzabile inserendo le date di riferimento per ottenere l’adeguamento monetario del proprio importo.