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Inflazione in accelerazione al 3,2% a maggio, spinta dall’energia

di Anna Fabi

16 Giugno 2026 15:27

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I dati definitivi Istat fotografano la corsa dei prezzi energetici e dei trasporti, con l'inflazione di fondo in rialzo e il carrello della spesa fermo al 2,3%

L’inflazione italiana accelera al 3,2% su base annua a maggio 2026, dal 2,7% di aprile, con un aumento dello 0,4% sul mese precedente. Lo certificano i dati definitivi Istat sui prezzi al consumo, che confermano la stima preliminare. A spingere i prezzi al consumo sono soprattutto i beni energetici e i servizi dei trasporti, mentre il carrello della spesa si mantiene al 2,3%.

In sintesi, i dati Istat sull’inflazione di maggio 2026:

  • l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna +0,4% sul mese e +3,2% sull’anno, in accelerazione dal +2,7% di aprile;
  • la spinta arriva dagli energetici non regolamentati, saliti al +12,5%, e dai servizi dei trasporti, al +1,7%;
  • l’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, sale all’+1,8% dal +1,6%;
  • il carrello della spesa si mantiene al +2,3%;
  • l’indice FOI al netto dei tabacchi, usato per le rivalutazioni, segna +3,0% su base annua.

Inflazione al 3,2% a maggio, il dato Istat

A maggio 2026 l’inflazione sale al 3,2% su base annua e allo 0,4% su base mensile, secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat il 16 giugno 2026, che confermano la stima preliminare. È il valore più alto dell’anno, dopo il +2,7% di aprile.

L’inflazione acquisita per il 2026, cioè quella che si registrerebbe a prezzi fermi da qui a fine anno, è pari al +2,6%. L’indice armonizzato europeo IPCA segna +3,2% su base annua, rivisto dal +3,3% della stima preliminare.

I comparti che trainano i prezzi

L’accelerazione dei prezzi al consumo dipende soprattutto dai beni energetici e dai servizi, come mostra il confronto tra aprile e maggio:

Comparto Aprile 2026 Maggio 2026
Energetici non regolamentati +9,6% +12,5%
Energetici regolamentati +5,3% +5,6%
Servizi dei trasporti +0,6% +1,7%
Servizi ricreativi, culturali e cura della persona +2,6% +3,0%

Il rincaro degli energetici non regolamentati incide direttamente sulle bollette di famiglie e imprese, mentre la risalita dei servizi dei trasporti riflette la stagione e i costi del carburante.

Inflazione di fondo e carrello della spesa

L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale all’+1,8% dal +1,6% di aprile: segnala una pressione sui prezzi che inizia a estendersi oltre i soli beni energetici.

Il carrello della spesa, che raccoglie i beni alimentari, per la casa e per la cura della persona, si mantiene al +2,3%, in linea con i mesi precedenti. La stabilità di questo indice attenua l’impatto sui consumi quotidiani delle famiglie.

Indice FOI e rivalutazioni per imprese e contratti

Per le rivalutazioni agganciate all’indice FOI al netto dei tabacchi, il riferimento di maggio è +3,0% su base annua. È il dato che governa l’adeguamento di canoni di locazione, assegni e contratti pluriennali indicizzati all’inflazione.

Negli affitti la quota di rivalutazione applicabile è del 100% per gli usi abitativi e fino al 75% per i contratti commerciali, secondo le regole della rivalutazione all’inflazione. Per le imprese con locali in locazione, un indice FOI al 3% si traduce in un aumento diretto dei costi fissi.

È possibile quantificare l’adeguamento di un canone o di un contratto con il calcolo della rivalutazione ISTAT di PMI.it.