L’inflazione italiana sale al 4,2% a settembre e tocca il livello più alto da tre anni, secondo le stime preliminari dell’Istat. A spingere i prezzi sono di nuovo i beni energetici, con forti rincari per il gas del mercato tutelato, il gasolio e la benzina, mentre ortaggi e frutta fanno risalire il carrello della spesa. Per famiglie e imprese il dato alza l’inflazione media del 2026 e precede la diffusione dell’indice FOI, la base per adeguare canoni di affitto e assegni di mantenimento.
In sintesi:
- l’indice NIC dei prezzi al consumo cresce del 4,2% su base annua a settembre 2026, dal 3,3% di agosto, secondo le stime preliminari Istat del 30 settembre;
- i beni energetici aumentano del 22,3% annuo, con gli energetici regolamentati al 25,9% e i non regolamentati al 22,2%;
- il carrello della spesa sale all’1,7% dallo 0,9% e i prodotti ad alta frequenza d’acquisto al 5,3% dal 4,3%;
- l’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, sale all’1,7% dall’1,5%;
- l’indice FOI di settembre, base per adeguare canoni di affitto e assegni, sarà diffuso con i dati definitivi del 16 ottobre 2026.
- Inflazione settembre 2026, NIC e IPCA in accelerazione
- Prezzi energia al 22,3%: gas tutelato, gasolio e benzina
- Carrello della spesa all’1,7%, acquisti frequenti al 5,3%
- Inflazione di fondo all’1,7%, beni al 5,4% e servizi al 2,6%
- Inflazione media 2026 al 3,1% e scenari di fine anno
- Indice FOI di settembre dal 16 ottobre
Inflazione settembre 2026, NIC e IPCA in accelerazione
A settembre 2026 l’indice NIC vale 104,6 in base 2025=100 e cresce dello 0,7% in un mese, il rialzo mensile più ampio da aprile. Il tasso annuo torna al livello più alto da settembre 2023 ed è più che quadruplicato rispetto all’1,0% di gennaio. Rispetto ad agosto aumentano soprattutto gli energetici regolamentati (+5,9%) e non regolamentati (+4,4%), gli alimentari non lavorati (+2,2%) e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%). Scendono invece i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-2,5%) e degli alimentari lavorati (-0,3%).
L’indice armonizzato IPCA, usato per i confronti europei, sale al 4,1% su base annua dal 3,2% di agosto. Il rialzo mensile del 2,0% riflette la fine dei saldi estivi, che l’IPCA include nel calcolo a differenza del NIC.
Prezzi energia al 22,3%: gas tutelato, gasolio e benzina
I beni energetici crescono del 22,3% su base annua e del 4,5% rispetto ad agosto. Secondo i contributi calcolati dall’Istat, i soli energetici non regolamentati spiegano oltre 2 punti percentuali dell’inflazione generale di settembre, più di qualsiasi altra componente.
| Voce | Variazione annua a settembre 2026 (agosto 2026) |
|---|---|
| Energetici regolamentati | +25,9% (+18,6%) |
| Energetici non regolamentati | +22,2% (+17,0%) |
| Gas di città e gas naturale, mercato tutelato | +47,2% (+31,0%) |
| Gasolio per riscaldamento | +38,5% (+31,8%) |
| Gasolio per mezzi di trasporto | +34,9% (+26,7%) |
| Benzina | +21,8% (+16,3%) |
| Energia elettrica, mercato libero | +21,5% (+18,6%) |
| Gas di città e gas naturale, mercato libero | +16,7% (+11,3%) |
| Energia elettrica, mercato tutelato | +9,7% (+9,7%) |
I rincari si concentrano sulle spese per la casa e per gli spostamenti: la divisione abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili cresce dell’11,1% annuo e quella dei trasporti dell’8,6%, le due variazioni più alte fra le divisioni di spesa del paniere.
Carrello della spesa all’1,7%, acquisti frequenti al 5,3%
Il carrello della spesa, che comprende i beni alimentari e i prodotti per la cura della casa e della persona, sale all’1,7% dallo 0,9% di agosto. L’accelerazione del comparto alimentare, all’1,8% dall’1,0%, dipende interamente dagli alimentari non lavorati, cresciuti al 5,5% dal 3,8%: ortaggi, tuberi e legumi salgono all’8,4% dal 4,0% e la frutta torna in aumento (+0,6% da -1,7%), mentre gli alimentari lavorati segnano -0,3%.
I prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono al 5,3% dal 4,3%, quelli a media frequenza al 4,2% dal 3,3% e quelli a bassa frequenza all’1,6% dall’1,7%.
Le due misure coprono spese diverse. Nell’alta frequenza l’Istat include, oltre agli alimentari, bevande, tabacchi, affitti, beni non durevoli per la casa, carburanti, trasporti urbani, giornali, ristorazione e servizi di pulizia della casa e di assistenza: i carburanti, esclusi dal carrello, rientrano in questo aggregato.
Inflazione di fondo all’1,7%, beni al 5,4% e servizi al 2,6%
L’inflazione di fondo, calcolata al netto di energetici e alimentari freschi, sale all’1,7% dall’1,5% di agosto, e quella al netto dei soli energetici al 2,0% dall’1,7%. Accelerano anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, al 2,9% dal 2,6% per effetto dei servizi di alloggio (+3,7%), e i servizi relativi ai trasporti, all’1,6% dallo 0,8% per il minore calo dei biglietti aerei (-6,1% da -11,5%).
I prezzi dei beni crescono del 5,4% annuo e quelli dei servizi del 2,6%: lo scarto a favore dei beni si allarga a 2,8 punti percentuali, da 1,7 di agosto.
Inflazione media 2026 al 3,1% e scenari di fine anno
Con i prezzi fermi ai livelli di settembre, l’inflazione media del 2026 sarebbe del 3,1%: è l’inflazione acquisita calcolata dall’Istat, mentre per la componente di fondo si ferma all’1,9%.
Con nove mesi su dodici già rilevati, la media annua si muove in un intervallo stretto qualunque sia l’andamento dei prezzi nell’ultimo trimestre. La tabella PMI.it, costruita sugli indici NIC pubblicati dall’Istat, mette a confronto cinque scenari per ottobre, novembre e dicembre:
| Scenario ottobre-dicembre 2026 | Inflazione media 2026 | Inflazione annua a dicembre |
|---|---|---|
| Calo dei prezzi dello 0,5% al mese | 2,9% | 3,0% |
| Stessa dinamica di ottobre-dicembre 2025 (-0,3%, -0,2%, +0,2%) | 3,0% | 4,3% |
| Prezzi fermi ai livelli di settembre | 3,1% | 4,6% |
| Aumento dello 0,3% al mese | 3,3% | 5,5% |
| Aumento dello 0,5% al mese, ritmo medio di gennaio-settembre 2026 | 3,4% | 6,2% |
La media 2026 oscilla fra il 2,9% e il 3,4%, mentre il tasso annuo di dicembre varia fra il 3,0% e il 6,2%. Anche con prezzi fermi il dato di fine anno salirebbe al 4,6% per effetto base: fra ottobre e novembre 2025 l’indice NIC era sceso, e il confronto con quei mesi amplifica la variazione annua. Le stime applicano le variazioni ipotizzate all’indice di settembre (104,6) e usano indici arrotondati a un decimale, per cui i valori ufficiali possono differire di un decimo.
Per i pensionati il riferimento è diverso: la rivalutazione delle pensioni 2027 si calcola sulla variazione media dell’indice FOI, calcolato sulle famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi. Un’inflazione media più alta aumenta anche il fiscal drag sull’IRPEF di dipendenti e pensionati, perché scaglioni e detrazioni non si adeguano ai prezzi.
Sui mutui variabili incide invece la politica monetaria: dopo il rialzo dei tassi BCE al 2,50% in vigore dal 16 settembre, la prossima riunione del Consiglio direttivo è fissata per il 29 ottobre.
Indice FOI di settembre dal 16 ottobre
Le stime preliminari riguardano NIC e IPCA: l’indice FOI di settembre, usato per adeguare canoni di affitto e assegni di mantenimento, sarà diffuso con i dati definitivi il 16 ottobre 2026. L’ultimo valore disponibile è quello di agosto, pari a 103,7 in base 2025=100, con un aumento dello 0,6% sul mese e del 3,4% sull’anno.
Dallo stesso indice dipende il coefficiente di rivalutazione del TFR, che ad agosto vale 3,710988% sulle quote accantonate al 31 dicembre 2025.
Per trasformare la variazione FOI in un importo aggiornato è disponibile il calcolo della rivalutazione ISTAT, che restituisce l’adeguamento monetario dell’importo inserendo le date di riferimento.