La conferma Istat del deficit sopra la soglia europea impedisce all’Italia di anticipare l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo e restringe lo spazio della Manovra 2027 per nuove misure prive di copertura. Il Governo deve ora preservare il rientro previsto per il 2026, mentre Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti hanno già indicato interventi fiscali e sul lavoro da finanziare nella Legge di Bilancio. Le nuove previsioni OCSE migliorano intanto il quadro della crescita italiana per il 2026, senza modificare il vincolo sul deficit necessario per uscire dalla procedura europea.
In sintesi:
- l’Istat, nei Conti economici nazionali 2010-2025 del 22 settembre 2026, ha confermato il deficit 2025 al 3,1% del PIL, con crescita reale allo 0,6% e saldo primario allo 0,8%;
- il Documento di Finanza Pubblica 2026 prevede un deficit al 2,9% del PIL e un debito pubblico al 138,6% nel 2026;
- l’OCSE, nelle Prospettive economiche intermedie del 23 settembre 2026, ha alzato la stima di crescita del PIL italiano allo 0,9% nel 2026, dal precedente 0,5%, confermando lo 0,6% per il 2027;
- il Consiglio UE ha chiesto all’Italia di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2026 e la procedura risulta tuttora aperta;
- il percorso europeo indica per il 2027 una crescita massima della spesa netta dell’1,9%, mentre la clausola nazionale di salvaguardia richiesta dall’Italia riguarda energia e difesa.
Rinvio uscita dalla procedura UE per deficit eccessivo
L’Istat ha confermato il deficit 2025 al 3,1% del PIL, mantenendo l’Italia nella procedura europea per disavanzo eccessivo oltre la scadenza anticipata auspicata dal Governo. Il dato migliora rispetto al 3,4% del 2024, mentre la revisione dei conti nazionali porta la crescita reale del 2025 allo 0,6%.
La chiusura formale della procedura per disavanzo eccessivo compete alle istituzioni europee dopo la certificazione dei conti. Il Consiglio UE aveva raccomandato all’Italia di correggere il disavanzo entro il 2026; dopo il dato Istat, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato il 2027 come nuova prospettiva per l’uscita, coerentemente con il percorso già contenuto nel Documento di Finanza Pubblica.
Anche Giorgia Meloni, in un’intervista televisiva rilasciata il 22 settembre, ha ricondotto il risultato alla tabella di marcia originaria: il mancato rientro anticipato sotto la soglia europea prolunga quindi di un anno la fase nella quale la politica di bilancio italiana deve conciliare le nuove misure con il percorso correttivo concordato con Bruxelles.
Il deficit 2026 al 2,9% penalizza la Manovra 2027
Il riferimento che ora condiziona la Manovra 2027 è il deficit 2026 al 2,9% previsto dal Documento di Finanza Pubblica, soltanto 0,1 punti di PIL sotto la soglia europea del 3%. Crescita, gettito, costo degli interessi e nuove misure possono assorbire questo scarto prima della chiusura dei conti.
Il quadro della crescita è però migliorato rispetto alle previsioni su cui era stato costruito il DFP. Nelle Prospettive economiche intermedie del 23 settembre 2026, l’OCSE stima per l’Italia un aumento del PIL dello 0,9% nel 2026, rispetto allo 0,5% previsto nell’Outlook di giugno e allo 0,6% indicato dal DFP. Per il 2027 la previsione OCSE resta allo 0,6%.
La revisione al rialzo offre quindi un quadro congiunturale più favorevole per la preparazione della Legge di Bilancio, anche attraverso un PIL più elevato rispetto alle attese del DFP. Non costituisce però nuovo spazio di bilancio già acquisito: il rapporto deficit/PIL dipenderà anche dall’andamento delle entrate, della spesa pubblica e degli interessi sul debito e dovrà comunque chiudere sotto il 3% per sostenere l’uscita dalla procedura nel 2027.
La permanenza nella procedura UE non determina quindi un taglio automatico di una determinata somma dalla Legge di Bilancio. Impone invece al Governo di costruire le nuove misure preservando un rientro del deficit sotto il 3% giudicato sostenibile anche negli anni successivi.
Il secondo vincolo deriva dal debito pubblico, previsto al 138,6% del PIL nel 2026. Il costo del servizio del debito riduce le risorse utilizzabili per altre spese quando aumentano i rendimenti dei titoli di Stato, una condizione sulla quale Giorgetti ha richiamato più volte l’attenzione nelle ultime settimane.
| Indicatore | Effetto sulla Manovra 2027 |
|---|---|
| Deficit 2025 al 3,1% | rinvia l’uscita anticipata dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. |
| Deficit 2026 previsto al 2,9% | deve mantenersi sotto il 3% per sostenere l’uscita dalla procedura nel 2027. |
| Spesa netta 2027 fino a +1,9% | costituisce il limite indicato dal percorso fiscale di medio termine approvato in sede UE. |
| Debito 2026 al 138,6% del PIL | aumenta la sensibilità dei conti al costo degli interessi e richiede coperture sostenibili per le misure pluriennali. |
Clausola energia e difesa: il margine UE dipende dai conti
La clausola nazionale di salvaguardia per energia e difesa consente all’Italia di chiedere una deviazione temporanea dal percorso della spesa netta previsto dall’articolo 26 del Regolamento (UE) 2024/1263. Il Senato, con la risoluzione n. 6-00233 approvata il 5 agosto 2026, ha impegnato il Governo ad avviare la richiesta entro un limite cumulato dello 0,6% del PIL per la sicurezza energetica e dello 0,9% per difesa e sicurezza.
La flessibilità europea riguarda il percorso della spesa netta; gli interventi continuano a essere finanziati dal bilancio nazionale e incidono sui saldi pubblici. La permanenza nella procedura rende quindi più delicata la scelta della quantità di flessibilità da utilizzare, soprattutto se le nuove spese modificano le previsioni di deficit per il 2027.
Il percorso approvato dal Consiglio prevede infatti una crescita massima della spesa netta dell’1,9% nel 2027. La clausola permette una deviazione per gli interventi ammessi, subordinata alla valutazione europea sulla sostenibilità fiscale e alla successiva autorizzazione nazionale dello scostamento.
Meloni e Giorgetti: priorità in cerca di coperture
Le anticipazioni di Meloni e Giorgetti comprendono misure con una situazione finanziaria diversa: alcune dispongono già di risorse per il 2027, altre richiedono una nuova norma e coperture da inserire nella Legge di Bilancio.
La misura più avanzata è l’esenzione dal bollo auto nel 2027, già prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 17 settembre 2026, n. 162 per i veicoli che rispettano i requisiti stabiliti dalla norma. Meloni ha annunciato l’intenzione di renderla strutturale attraverso la Manovra: gli anni successivi al 2027 richiederanno quindi nuove coperture.
La premier ha inoltre annunciato la conferma nel 2027 della detassazione al 5% degli aumenti da rinnovo contrattuale, oggi prevista dall’articolo 1, comma 7, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 per gli incrementi corrisposti nel 2026. La proroga necessita di una nuova disposizione della Legge di Bilancio.
Giorgetti ha indicato una linea di riduzione selettiva della pressione fiscale e ha aperto al confronto su agevolazioni per gli aumenti di stipendio dei lavoratori più giovani, sull’ampliamento dell’area della flat tax e sulle altre proposte già discusse dalla maggioranza. La loro inclusione nel testo dipenderà dalle risorse individuate nel nuovo quadro programmatico.
| Misura | Stato dopo il dato Istat |
|---|---|
| Esenzione bollo auto 2027 | già prevista dal DL n. 162/2026 per il solo 2027; l’estensione agli anni successivi richiede nuove coperture. |
| Detassazione aumenti CCNL al 5% | proroga al 2027 annunciata da Meloni; serve una nuova disposizione nella Legge di Bilancio. |
| IRPEF al 33% fino a 60mila euro | priorità fiscale indicata dal Governo; richiede copertura nella Manovra 2027. |
| Agevolazioni fiscali sui salari dei giovani | ipotesi sostenuta da Giorgetti; platea e copertura devono ancora essere definite. |
| Interventi per sicurezza energetica e difesa | legati alla procedura per la clausola nazionale di salvaguardia e all’aggiornamento dei saldi pubblici. |
L’effetto del deficit 2025 al 3,1% è quindi soprattutto finanziario e regolatorio: la selezione delle misure della Manovra 2027 dovrà tenere insieme il deficit 2026 sotto il 3%, il percorso europeo sulla spesa e le coperture delle promesse pluriennali. La dimensione effettiva della Legge di Bilancio emergerà con l’aggiornamento del quadro programmatico di finanza pubblica.