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Mappa Coronavirus: diffusione nel mondo a due velocità

di Redazione PMI.it

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Rallenta la morsa Coronavirus in molti Paesi nel mondo ma l'allerta resta alta, preoccupazione per alcune zone ad alto rischio: tutti i dati e le novità.

In Italia il Coronavirus rallenta la presa: dal 10 febbraio riaprono le discoteche e dall’11 febbraio si tolgono le mascherine all’aperto, ma  l’emergenza Covid-19 è ancora in essere e l’allerta alta, per quanto il nostro numero di vaccinati sia tra i più alti al mondo e la variante Omicron sembri meglio gestibile. Situazione analoga in altri Paesi: la Danimarca ha eliminato ogni restrizione, la Spagna le mascherine all’aperto, la Grecia l’obbligo di tampone in ingresso. La curva epidemica è in fase di regressione in oltre 20 Paesi del mondo, ma non è così ovunque: nell’Est Europa e nel Sudest asiatico la situazione sta invece diventando critica.

Vediamo in dettaglio la situazione attuale sulla diffusione nel Mondo del Coronavirus, sulla base dei dati aggiornati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Coronavirus in Europa

In Europa gli ultimi dati OMS (Fonte: Dashboard Who European Region, 6 febbraio 2022 ore 10.00) segnalano:

  • 154.840.559 casi confermati;
  • 1,791,891 morti.

In Europa preoccupa la situazione delle Germania, dove nel weekend si è segnato un nuovo record da inizio pandemia: 1.426 casi ogni 100mila abitanti. Anche la Grecia non se la passa bene, facendo registrare un aumento dei decessi (109, contro i 95/72 dei giorni precedenti) e di nuovi positivi (da 10.985 a 18.855). In Portogallo migliora la situazione negli ospedali, ma Omicron sta contagiando un po’ tutti, portando l’incidenza oltre i 2.800 casi ogni 100mila abitanti e il totale dei casi da inizio pandemia a sfiorare i 3 milioni.

La situazione in Francia e Regno Unito sembra in miglioramento, come in Italia. Anche la Spagna inizia a ben sperare con la velocità di diffusione del contagio che è arrivata a toccare i minimi da inizio pandemia, con un Rt di 0,63, in Catalogna, una delle regioni più colpite. Migliorano anche i dato della Bulgaria. Nello Stato di Sofia, che conta il più basso numero di vaccinati in Europa, si registra un lieve calo dei casi attivi. Così anche i Russia. L’Austria è il primo Paese europeo ha sancire l’obbligo vaccinale. Al contrario la Danimarca è il primo Paese UE dove non sono più in vigore le restrizioni anti-Covid: né l’obbligo di indossare la mascherina né quello di esibire il Green Pass.

=> Mappa Coronavirus: la situazione in Italia a Gennaio 2022

La situazione rimane però ovunque critica, tanto che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha colorato di rosso scuro l’intera cartina del vecchio continente, dando quindi indicazione a tutti i Paesi, ritenuti a rischio, di richiedere alle persone che viaggiano da tale area di eseguire un test prima della partenza e di sottoporsi a quarantena/autoisolamento

Variante Omicron Covid-19

La variante Omicron, ormai prevalente in Italia, si sta diffondendo in tutto il mondo. Si tratta della variante del Covid-19 che secondo gli esperti presenta il più elevato numero di mutazioni finora riscontrate nel Sars-CoV-2. Caratterizzata da una elevata trasmissibilità, la variante Omicron sembra riuscire a resistere alla risposta anticorpale delle sue vittime indipendentemente dal fatto che sia innescata da vaccino e da una precedente infezione naturale. Sembra anche resistere all’efficacia delle terapie monoclonali, mentre sembrano essere più efficaci quelle antivirali (come la pillola Merck). La mutazione Omicron sarebbe però incapace di causare polmoniti gravi.

Coronavirus nel Mondo

Secondo gli ultimi dati OMS (Fonte: Health Emergency Dashboard, 4 febbraio 2022 ore 5.30 pm) nel mondo si contano:

  • 386.548.962 casi confermati nel mondo dall’inizio della pandemia;
  • 5.705.754 morti;
  • 10.040.768.270 dosi di vaccino somministrate alla data del 2 febbraio.

Resta preoccupante la situazione della Turchia, che fa segnare nuovi record di infezioni. Stessa situazione da record a Hong Kong, che però da inizio pandemia conta numeri più bassi di altre zone: 16.022 casi accertati e 213 i decessi. Record da inizio pandemia si registrano in Giappone, con 12.211 nuovi casi solo a Tokyo e più di 100mila contagi in 24 ore in tutto il Paese.

In Brasile sono innumerevoli i contagiati, ma il numero delle vittime è in calo. Migliora la situazione in Israele, dove risultano in calo costante sia l’indice Rt, a 0,84, che le forme gravi di Covid. Qui hanno già ricevuto la quarta dose del vaccino anti Covid oltre 660mila persone, su oltre nove milioni di abitanti. Anche in India va meglio, i positivi sono in calo, arrivando a quota 1.108.938, su oltre 1,3 miliardi di abitanti.

L’Australia segna un netto calo di contagi, ricoveri e pazienti in terapia intensiva e, dopo quasi due anni, a fine mese riaprirà i confini ai turisti con ciclo vaccinale primario completo. con due dosi di un vaccino anti-Covid.

Restano molto più bassi che nel resto del mondo i contagi in Cina: solo 45 nuove infezioni dovute a trasmissione locale in un giorno più 34 casi importati dall’estero e 51 relativi a pazienti asintomatici. In due anni di Covid-19 la Cina conta 106.419 casi positivi e 4.636 decessi. Da segnalare che nella prima giornata ufficiale di gare alle Olimpiadi invernali di Pechino, sono stati segnalati 45 nuovi casi di Coronavirus tra i partecipanti ai Giochi.

Le vittime del Covid

Guardando i dati dell’intero globo, l’Italia è tra i Paesi occidentali che contano il maggior numero di morti per Covid (quasi 150mila). Nel nostro Paese contiamo 247 morti per Coronavirus ogni 100mila abitanti. Questo un po’ anche perché siamo tra i Paesi più “vecchi” (un abitante su quattro è over 65) e abbiamo un sistema di conta dei morti più rigoroso che considera – come da definizione OMS – tutti quelli deceduti a causa del Covid o perché il Covid è stato una “causa determinante”.

In occidente la situazione, da questo punto di vista, è peggiore solo in Belgio (250) e negli Stati Uniti (267, qui in questi giorni è stata raggiunta la triste soglia di 900mila morti legati al Covid). Nonostante le misure meno restrittive adottate dal Regno Unito, qui si contano 230 morti ogni 100mila abitanti, come in Francia (202) e in Germania (141).

Considerando il tasso di letalità tra i Paesi più avanzati nell’ultima settimana al primo posto troviamo gli USA (7,6 per milione), al secondo il nostro Paese (6,1 per milione di abitanti). In Europa siamo primi: nel Regno Unito il tasso, ad esempio, è di 3,3 per milione.

Se guardiamo i dati da inizio epidemia non va meglio (ma va considerato che siamo anche stati i primi ad essere colpiti dal Covid-19 nel 2020): gli USA sono ancora primi con 2.686 morti per milione di abitanti, il Belgio 2.504 e l’Italia è in terza posizione con 2.440 decessi per milione di abitanti.