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Tasse sospese per tutte le imprese in perdita

di Barbara Weisz

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Sospensione fiscale per tutte le imprese in difficoltà nel Decreto Ristori Quater: l'annuncio del Ministro Gualtieri in audizione sulla Legge di Bilancio.

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, conferma le anticipazioni sul rinvio delle scadenze fiscali nel Ristori Quater: nel provvedimento ci sarà la proroga delle nuove scadenze tributarie da qui alla fine dell’anno, e l’orientamento del Governo è di estendere questa misura:

non solo ai settori oggetto direttamente di misure restrittive ma a tutti i settori economici che avranno avuto perdite.

Gualtieri lo ha dichiarato nel corso dell’audizione parlamentare sulla Legge di Bilancio 2021, fornendo anche riferimenti temporali: il quarto decreto Ristori sarà approvato subito dopo il voto sullo scostamento di bilancio da 8 miliardi, previsto per mercoledì 25 novembre in Senato e per giovedì 26 alla Camera.

Ristori Quater

Il prossimo Decreto Ristori dovrebbe dunque essere approvato dal CdM entro novembre. Il Governo, ha specificato ancora Gualtieri, è pronto a confrontarsi «con le forze politiche che in Parlamento vorranno avere un approccio costruttivo sui contenuti di questo provvedimento, a partire naturalmente dal perimetro delle misure di rinvio delle scadenze tributarie e altre eventuali misure che sarà possibile inserire in questo decreto».

Ricordiamo che nei giorni scorsi la viceministra Laura Castelli ha parlato, oltre che delle proroghe fiscali (che dovrebbero riguardare i versamenti IRPEF, IRES e IRAP del 30 novembre, le scadenza IVA del 16 e 27 dicembre, e il versamento delle rate di rottamazione del 10 dicembre), di nuove ipotesi di rottamazione e saldo e stralcio. Gualtieri, invece, a questi eventuali provvedimenti allo studio non ha fatto alcun riferimento.

Il ministro ha sottolineato che il Ristori Quater, come i tre precedenti, va inquadrato nell’ambito delle misure che si sono rese necessarie per sostenere l’economia nel corso della nuova emergenza Covid. E ha anche illustrato le conseguenze della seconda ondata sui numeri della Manovra.

Manovra

«Il ddl di Bilancio si basa sulla previsione macroeconomica presentata nella Nota di Aggiornamento del DEF (NADEF) e poi confermata nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB). È evidente che gli sviluppi più recenti comportino rischi al ribasso per la previsione del PIL nel breve termine. Tuttavia, non riteniamo che l’eventuale caduta del prodotto nel quarto trimestre del 2020 sarebbe di proporzioni tali da impattare i risultati annuali in misura macroscopica. Inoltre, le possibilità di ripresa nel 2021 sono ancora aperte, anche mettendo in conto un avvio d’anno più contrastato di quanto precedentemente ipotizzato». Molto in sintesi, il calo del PIL del 9% previsto dalla manovra continua ad essere sostenibile anche a fronte di un peggioramento del prodotto interno lordo del quarto trimestre pari al 4%. Il ragionamento di Gualtieri per esteso:

«l’incremento del 16,1% registrato dal PIL nel terzo trimestre è stato superiore al 13,6% prudentemente ipotizzato nella NADEF. Stante l’attuale stima Istat per il terzo trimestre, la previsione di contrazione del PIL 2020 (-9,1% sui dati trimestrali e -9% su quelli annuali) lascia spazio per una caduta congiunturale nel quarto trimestre fino al 4%». In altre parole, «fino al 4% di riduzione del Pil nel quarto trimestre si manterrebbe un dato finale sul 2020 pari a quello che abbiamo stimato (-9%) e questo per effetto appunto del terzo trimestre più positivo delle nostre previsioni».

Per avere certezze su eventuali aggiustamenti servono i dati definitivi del quarto trimestre, e forse anche i primi segnali di ripresa 2021. «A causa della probabile contrazione del PIL nel quarto trimestre, il 2021 potrà risentire di un effetto di trascinamento più negativo. Tuttavia, il risultato annuo dipenderà dalla tempistica e dall’entità del rimbalzo dell’attività economica una volta riportata sotto controllo la seconda ondata dell’epidemia». Induce all’ottimismo il risultato del terzo trimestre 2020, che ha visto l’allentamento di tutte le restrizioni alle attività economiche reso possibile dal rallentamento dei contagi successivo alla prima ondata, e ha dimostrato «che nella maggior parte dei settori economici il ritorno alla normalità può avvenire in tempi assai brevi».

In ogni caso, spiega ancora il ministro, «all’inizio del nuovo anno, alla luce degli indicatori economici dell’ultimo bimestre del 2020, dell’andamento dei contagi e delle conseguenti misure sanitarie, nonché delle prospettive di vaccinazione della popolazione, il Governo valuterà l’opportunità di modificare la previsione macroeconomica per il 2021-2023. La valutazione delle prospettive di ripresa del PIL nel 2021 terrà anche conto dell’impulso fornito da ulteriori misure aggiuntive, che il Governo potrà adottare all’inizio del nuovo anno calibrando la richiesta di un nuovo scostamento di bilancio in base a una valutazione aggiornata delle prospettive dell’epidemia e delle relative misure di contenimento».

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