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Sovraindebitamento in Italia anche con casa e posto fisso: debito medio 25mila euro

di Teresa Barone

17 Giugno 2026 07:37

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Finsight fotografa il nuovo profilo dei debitori: lavoro stabile, redditi medi e più finanziamenti attivi rendono fragile la classe media.

Il sovraindebitamento in Italia riguarda sempre più persone con lavoro stabile, redditi medi e casa di proprietà. L’Osservatorio Finsight 2026 di Bravo, su un campione di quasi 19.400 profili, indica che il 58,7% degli indebitati ha un contratto a tempo indeterminato, il 53,6% ha tra 45 e 64 anni e il 38,3% vive in un’abitazione di proprietà. La fragilità nasce soprattutto dall’accumulo di più finanziamenti, che può rendere insufficiente anche un reddito regolare.

In sintesi:

  • il 58,7% delle persone sovraindebitate analizzate da Finsight ha un contratto a tempo indeterminato;
  • il 53,6% del campione ha tra 45 e 64 anni, fascia centrale della vita lavorativa e familiare;
  • il 33,9% dichiara un reddito mensile compreso tra 1.500 e 2.000 euro;
  • il 38,3% vive in una casa di proprietà, dato che mostra una stabilità solo apparente;
  • il debito nasce spesso da più finanziamenti attivi, con un’esposizione media intorno a 25mila euro.

Il nuovo profilo del sovraindebitamento in Italia

Il profilo del sovraindebitato si concentra sempre più nella classe media adulta, con reddito da lavoro e impegni economici familiari. Secondo Finsight, il 29,3% delle persone analizzate ha tra 45 e 54 anni e il 24,4% tra 55 e 64 anni, mentre la componente maschile arriva al 70,8% del campione.

Il rischio debiti cresce anche dove esistono stipendio, casa e continuità lavorativa. La difficoltà nasce dallo squilibrio tra entrate mensili, spese ricorrenti e finanziamenti accumulati nel tempo, più che dalla sola assenza di reddito.

Indicatore Dati Finsight 2026
Contratto a tempo indeterminato 58,7% del campione
Età tra 45 e 64 anni 53,6% del campione
Reddito mensile tra 1.500 e 2.000 euro 33,9% del campione
Casa di proprietà 38,3% del campione
Debito medio circa 25mila euro

Lavoro stabile e reddito medio non bastano più

Il lavoro stabile non protegge automaticamente dal sovraindebitamento. Il 33,9% degli indebitati analizzati da Finsight dichiara un reddito mensile tra 1.500 e 2.000 euro, una fascia che può sostenere le spese ordinarie finché le rate non assorbono una quota crescente del bilancio familiare.

Il quadro riguarda persone inserite nel mercato del lavoro, spesso con famiglia, casa e impegni continuativi. La difficoltà emerge quando stipendio, mutuo, credito al consumo, carte revolving o prestiti personali si sommano fino a ridurre la liquidità disponibile per spese correnti, imprevisti e rate già in corso.

«Il sovraindebitamento riguarda sempre più persone con una situazione economica apparentemente stabile», osserva Federico Poo Esteban, Country Manager Commerciale di Bravo in Italia.

Casa e finanziamenti aumentano i rischi

La casa di proprietà compare nel 38,3% dei profili analizzati e fotografa una stabilità patrimoniale che può convivere con una forte tensione finanziaria. L’abitazione, soprattutto quando collegata a mutuo, spese condominiali, manutenzioni e utenze, può ridurre lo spazio mensile disponibile per gli altri pagamenti.

La struttura del debito è il dato più delicato. Nel 32,9% dei casi ci sono due debiti attivi, mentre il 39,3% dei profili presenta tre o quattro finanziamenti. La fascia più diffusa è quella tra 10mila e 25mila euro, pari al 42,0% del campione, seguita dai debiti tra 25mila e 50mila euro, pari al 30,9%.

Le nuove tutele per il debitore

Quando il debito supera la capacità di rimborso, il sovraindebitamento può aprire l’accesso agli strumenti previsti dal Codice della crisi, rivolti a consumatori, professionisti, imprenditori minori e altri soggetti esclusi dalle procedure maggiori. Gli strumenti disponibili cambiano in base alla natura del debitore e alla composizione dell’esposizione. Ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata ed esdebitazione del debitore incapiente rispondono a situazioni diverse e richiedono la valutazione dell’Organismo di composizione della crisi.

Inoltre, le nuove tutele per il debitore meritevole aiutano ad evitare che pignoramenti e vendite forzate aggravino una situazione già compromessa.

I 5 segnali da riconoscere prima della crisi

Il sovraindebitamento tende a formarsi prima della vera insolvenza, quando il reddito copre ancora le rate e le spese correnti solo con rinvii, nuovo credito o utilizzo continuo della liquidità disponibile. La presenza di uno stipendio fisso può ritardare la percezione del problema. I segnali rivelatori sono questi:

  1. le rate assorbono una quota crescente dello stipendio mensile;
  2. le spese ordinarie vengono coperte con carta di credito, fido o nuovi prestiti;
  3. un imprevisto di importo limitato rende difficile rispettare le scadenze;
  4. più finanziamenti convivono con mutuo, affitto, utenze e spese familiari;
  5. il saldo del conto torna positivo solo per pochi giorni dopo l’accredito dello stipendio.

Domande frequenti sul sovraindebitamento

Chi è più esposto al sovraindebitamento secondo Finsight?

Secondo l’Osservatorio Finsight 2026, il sovraindebitamento interessa soprattutto persone tra 45 e 64 anni, spesso con lavoro stabile e responsabilità familiari. Il 58,7% del campione ha un contratto a tempo indeterminato e il 33,9% dichiara un reddito mensile compreso tra 1.500 e 2.000 euro.

Il posto fisso protegge dal sovraindebitamento?

Il posto fisso garantisce continuità di reddito, però può convivere con un eccesso di rate. Il rischio cresce quando più finanziamenti, mutuo, spese familiari e credito al consumo assorbono gran parte dello stipendio, lasciando poca liquidità per imprevisti e pagamenti ricorrenti.

Perché la casa di proprietà compare tra i profili indebitati?

La casa di proprietà può indicare stabilità patrimoniale e allo stesso tempo comportare spese fisse elevate. Mutuo, manutenzioni, condominio, utenze e tributi locali possono ridurre il reddito disponibile, soprattutto se si sommano a prestiti personali o carte revolving.

Quali strumenti esistono per chi ha troppi debiti?

Il Codice della crisi prevede strumenti per consumatori, professionisti, imprenditori minori e debitori incapienti. Tra le procedure ci sono ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata ed esdebitazione. La scelta dipende dal tipo di debito, dal reddito disponibile e dalla posizione patrimoniale.