Il 30 giugno è il termine per versare con F24 il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto 2026, con il differimento al 30 luglio applicando la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. Per i titolari di partita IVA soggetti agli ISA e per i Forfettari, la scadenza slitta al 20 luglio in base al decreto legge n. 89/2026, oppure al 20 agosto con una maggiorazione dello 0,80%, il doppio di quella ordinaria. Non versano con F24 a giugno i dipendenti e i pensionati che presentano il 730 con sostituto d’imposta, perché il conguaglio passa direttamente da busta paga e cedolino. Le date si collocano nel fitto calendario fiscale di giugno 2026.
In sintesi:
- il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto 2026 si versano con F24 entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%;
- i soggetti ISA e i Forfettari pagano entro il 20 luglio senza maggiorazione, o entro il 20 agosto con lo 0,80% (art. 6 del D.L. 22 maggio 2026, n. 89);
- l’acconto è dovuto quando l’imposta dell’anno precedente supera 51,65 euro ed è pari al 100%, in unica rata sotto i 257,52 euro o in due rate oltre tale soglia;
- il secondo acconto del 30 novembre non è rateizzabile.
- saldo e primo acconto sono rateizzabili fino a sette rate mensili, con ultima rata entro il 16 dicembre e interessi dello 0,33% al mese (art. 8 del D.Lgs. n. 1/2024).
Saldo e acconto IRPEF entro il 30 giugno
Chi non rientra nella proroga versa con F24 il saldo dell’IRPEF 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno, con la possibilità di pagare nei trenta giorni successivi, fino al 30 luglio, applicando la maggiorazione dello 0,40%. L’acconto è dovuto quando l’imposta dell’anno precedente supera 51,65 euro al netto di detrazioni, crediti, ritenute ed eccedenze, ed è pari al 100% dell’imposta: si versa in unica soluzione entro il 30 novembre se inferiore a 257,52 euro, in due rate quando raggiunge o supera quella soglia, con la prima al 40% a giugno e la seconda a novembre.
Il termine di giugno riguarda chi presenta il Modello Redditi Persone Fisiche o il 730 senza sostituto d’imposta, mentre i dipendenti e i pensionati con 730 ordinario vedono il conguaglio trattenuto in busta paga da luglio e sul cedolino della pensione da fine estate. Per quantificare l’importo conviene calcolare l’IRPEF con gli scaglioni aggiornati prima di compilare il modello.
Pagamento rateale dell’IRPEF
Saldo e primo acconto si possono versare in rate mensili di pari importo, fino a un massimo di sette partendo dal 30 giugno, con conclusione entro il 16 dicembre. Le rate successive alla prima scadono il giorno 16 di ciascun mese e scontano interessi del 4% annuo, pari allo 0,33% mensile; la prima rata va comunque pagata entro il termine di versamento. La scelta del numero di rate si manifesta con il comportamento concludente, cioè con il pagamento tramite F24 indicando il numero della rata e il totale prescelto, e può riguardare anche solo il saldo oppure solo il primo acconto.
Il secondo acconto, in scadenza il 30 novembre, non è invece rateizzabile e va versato in unica soluzione.
Proroga al 20 luglio per ISA e Forfettari
La proroga rimodula il calendario rateale eliminando la rata del 16 luglio.
Per i titolari di partita IVA soggetti agli ISA e per i contribuenti in regime forfettario il termine slitta dal 30 giugno al 20 luglio senza maggiorazione, in base all’art. 6 del D.L. 22 maggio 2026, n. 89; chi versa nei trenta giorni successivi, fino al 20 agosto, applica una maggiorazione dello 0,80%, il doppio dello 0,40% degli anni precedenti.
Lo slittamento riguarda una vasta platea, composta dalle Partite IVA con ISA approvati e ricavi o compensi fino a 5.164.569 euro, i Forfettari, i contribuenti nel regime di vantaggio e i soci di società trasparenti. Sono esclusi i dipendenti, i pensionati e i contribuenti fuori dal perimetro ISA. Il dettaglio dei soggetti ammessi e delle nuove rate è nella proroga al 20 luglio per ISA e forfettari.