Congedo parentale paritario, la Ragioneria di Stato blocca la riforma

di Teresa Barone

26 Febbraio 2026 15:22

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La Ragioneria di Stato boccia la proposta di introdurre il congedo parentale paritario di 5 mesi pagato al 100% a entrambi i genitori: manca la copertura economica.

Il progetto di introdurre un congedo parentale paritario tra madri e padri si arresta in Commissione Bilancio. La Ragioneria generale dello Stato ha espresso parere negativo sulla proposta, rilevando una copertura economica non adeguata rispetto agli oneri stimati. Il rilievo tecnico contabile ha di fatto bloccato l’iter parlamentare della misura.

La proposta di congedo parentale paritario

L’emendamento prevedeva cinque mesi di congedo obbligatorio e non trasferibile per ciascun genitore, con un livello di indennità pari al 100% della retribuzione. Un’impostazione che avrebbe superato l’attuale disciplina contenuta nel decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, che regola il congedo parentale nell’ambito del Testo unico maternità e paternità.

Nel sistema vigente, il congedo parentale è riconosciuto entro un limite complessivo tra i genitori e con una indennità ordinaria pari al 30% della retribuzione per una parte dei mesi spettanti, con maggiorazioni all’80% per tre mesi negli ultimi interventi di bilancio. L’elevazione strutturale al 100% e l’obbligatorietà per entrambi i genitori avrebbero determinato un ampliamento della platea e un incremento stabile della spesa.

Spesa sottostimata secondo la RdS

La relazione tecnica esaminata in Commissione ha evidenziato che gli oneri risultano maggiori rispetto alla platea potenziale. In particolare, non sarebbero stati adeguatamente considerati i costi riferiti alle lavoratrici iscritte alle casse professionali, il cui trattamento è disciplinato da regimi previdenziali autonomi ma con effetti sulla finanza pubblica.

Il rilievo della Ragioneria si concentra quindi sull’assenza di una copertura coerente con l’estensione universale della misura. In assenza di un quadro finanziario ritenuto attendibile, la Commissione Bilancio non ha rilasciato il via libera.

Stop in Commissione e margini politici ridotti

La richiesta di riaprire i termini per la presentazione di nuovi emendamenti non è stata accolta. Il parere tecnico negativo ha chiuso la fase istruttoria, lasciando la proposta senza copertura alternativa.

Il tema del congedo parentale paritario resta comunque al centro del confronto politico sulla redistribuzione dei carichi di cura e sull’occupazione femminile, ma un eventuale rilancio della misura dovrà necessariamente essere accompagnato da una quantificazione puntuale degli oneri e da una copertura strutturale.