Sono le madri a utilizzare in modo più sistematico e intensivo il congedo parentale, soprattutto nei primi anni di vita del figlio. Grazie alle riforme che hanno portato a un incremento dell’indennità, tuttavia, è in aumento anche la quota di padri che sceglie di fruire dell’agevolazione.
Sono dati che emergono dal rapporto annuale INPS, che mette in evidenza come poco più del 40% delle donne che usufruiscono del congedo facoltativo esaurisca tutti i mesi disponibili entro il dodicesimo anno di età del figlio, mentre la maggior parte delle donne utilizza l’intero periodo di congedo entro il primo anno di vita del bambino.
La legge concede ad ogni genitore dipendente la possibilità di fruire di un massimo di sei mesi di congedo, con un’estensione a sette mesi per i padri che esercitano il diritto a fruire di un periodo di congedo continuativo di almeno tre mesi.
Assieme, i genitori hanno diritto in tutti a dieci mesi di congedo facoltativo, che diventano 11 nel caso indicato, ma solo pochissimi esauriscono i 10-11 mesi di congedo disponibili per la coppia. I padri fruiscono in genere di congedi di brevissima durata, inferiori ai 10 giorni.
A livello territoriale, infine, c’è una evidente disparità geografica nell’utilizzo del congedo parentale da parte delle madri. Se la quota di non fruitrici si attesta al 31% tra le residenti nel Centro-Nord, nel Mezzogiorno la percentuale sale al 59%.