Un contributo sull’affitto per i genitori separati che lasciano la casa familiare: era già previsto dalla Manovra 2026 ma ora è tornato alla ribalta con l’annuncio dell’imminente emanazione dei bandi attuativi. Con dotazione propria fino fino al 2028, la misura è stata citata a margine della conferenza stampa sul Piano Casa 2026. Si tratta di un contributo destinato al coniuge con figli che, dopo la separazione o il divorzio, si ritrova a dover trovare una nuova sistemazione abitativa.
I bandi del bonus genitori separati in Manovra 2026
La base normativa del contributo è l’articolo 1, commi 234 e 235 della Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025), che ha istituito formalmente il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati con una dotazione di 20 milioni di euro l’anno, per un totale di 60 milioni nel triennio. Un decreto del MIT, emanato di concerto con il Ministro dell’Economia, stabilirà criteri di accesso, modalità di erogazione e limiti di spesa. Fino all’uscita di questo provvedimento la misura non è attivabile. La novità è che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta definendo i bandi e le regole attuative saranno presto emanate.
Chi può accedere al contributo per l’affitto
Il testo della Manovra 2026 indica già una platea di riferimento. Il sostegno abitativo è destinato a genitori separati o divorziati che rispondono cumulativamente a queste condizioni:
- non assegnatari della casa familiare di proprietà (o aver lasciato l’abitazione in cui viveva il nucleo prima della separazione);
- avere figli a carico fiscale fino al compimento dei 21 anni di età (con reddito del figlio non superiore a 2.840,51 euro annui e 4.000 euro per i figli under 24).
Il decreto attuativo potrà introdurre ulteriori limiti di reddito o ISEE non ancora definiti, con l’effetto probabile di restringere la platea rispetto alla formulazione attuale della norma. Il conferenza stampa, il Ministro Matteo Salvini ha ricordato che la misura si rivolge indistintamente a padri e madri.
Importo e durata in base alle richieste
Il contributo dovrebbe oscillare tra i 400 e i 500 euro al mese, per una durata di dodici mesi. Le cifre non sono ancora definitivamente fissate: saranno stabilite con il decreto attuativo del MIT, che dovrà calibrare l’importo in funzione delle risorse disponibili e del numero effettivo di domande.
Salvini ha indicato un obiettivo di 15.000 genitori separati aiutati nell’arco del triennio, pari a circa 5.000 l’anno. I conti, però, non tornano automaticamente. Con una dotazione annua di 20 milioni di euro e un contributo ipotetico di 400 euro al mese — pari a 4.800 euro l’anno a persona — le risorse coprirebbero circa 4.100 beneficiari l’anno. La soglia dei 5.000 annui è raggiungibile solo con importi prossimi al minimo della forchetta o con criteri selettivi stringenti sui requisiti.
Va tenuto presente che in Italia si contano circa 80.000 nuovi genitori separati ogni anno: rispetto a questa platea potenziale, le risorse stanziate consentono di raggiungere circa il 5% dei nuovi casi.
I criteri selettivi del decreto attuativo — in particolare il limite ISEE ancora da definire — saranno quindi determinanti per individuare chi avrà effettivo accesso al contributo.
Quando parte il bonus affitto per genitori separati
La misura non ha ancora una data di attivazione. Il decreto interministeriale MIT-MEF che definirà le regole operative è in corso di elaborazione e non è stato ancora pubblicato. La legge non ha fissato un termine perentorio per l’emanazione del provvedimento. Solo dopo la sua uscita sarà possibile conoscere le modalità di domanda, i canali di accesso e il calendario per la presentazione delle istanze.
Le anticipazioni di Governo fanno ipotizzare un’attivazione nel 2026, ma non esistono impegni ufficiali su una data precisa. Pertanto, i genitori separati che ritengono di rientrare nella platea non possono ancora fare nulla: non esiste alcuna procedura di pre-adesione.