Domanda di lavoro in ripresa: settori trainanti e profili introvabili

di Redazione PMI.it

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Cresce la domanda di lavoro in Italia soprattutto nel comparto industriale, ma le imprese faticano a reclutare divere figure specializzate.

Le imprese prevedono 458mila entrate a gennaio 2022, cifra destinata a raggiungere quota 1,2 milioni entro il mese di marzo. È quanto stimano Unioncamere e Anpal nel nuovo bollettino del “Sistema informativo Excelsior”, che mette in evidenza la ripresa della domanda di lavoro sul territorio con un incremento delle entrate previste rispetto allo scorso anno: 112mila in più solo nel primo mese dell’anno.

Un trend positivo per tutti i settori economici, fatta eccezione per il turismo caratterizzato da crescenti incertezze tanto che si prevede un calo del 14,6% nell’attivazione dei contratti rispetto a dicembre. A guidare la ripresa del lavoro è il comparto dell’industria, che programma per il mese di gennaio 150mila entrate. A cercare personale sono soprattutto le imprese delle costruzioni, della meccatronica, metallurgiche e dei prodotti in metallo.

Le assunzioni sono caratterizzate da una prevalenza di contratti a tempo determinato (181mila unità), seguiti dai contratti a tempo indeterminato (116mila unità), di somministrazione (70mila), di collaborazione (19mila), di apprendistato (17mila).

Per quanto riguarda la difficoltà di reperimento, l’indicatore è sempre in crescita rispetto a un anno fa soprattutto a causa della mancanza di candidati. Le maggiori difficoltà di reperimento riguardano le imprese delle costruzioni (53,3% dei profili ricercati), le industrie del legno e del mobile (53,0%), industrie metallurgiche (52,5%), imprese dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (51,9%).

Focalizzando l’attenzione sui profili professionali introvabili, l’indagine menziona:

  • tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (68,1%);
  • attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno (67,9%);
  • fonditori, saldatori, montatori carpenteria metallica (62,4%);
  • artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (62,3%);
  • specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (61,9%).

A crescere, precisamente di 27mila unità rispetto allo scorso anno, è la richiesta di immigrati specialmente da parte delle imprese attive nei servizi alle persone ma anche trasporto e logistica.