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Esenzione bollo auto 2027: FAQ ACI su scadenze, arretrati e rimborsi

di Teresa Barone

30 Settembre 2026 11:00

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Esenzione bollo auto 2027: il rinnovo con termine nel 2026 si paga per intero. Le FAQ ACI su domiciliazione e Regioni speciali, con il calendario dei rinnovi

L’esenzione dal bollo auto nel 2027 riguarda soltanto i versamenti che scadono il prossimo anno: chi deve rinnovarlo entro fine 2026 lo paga per intero, anche se il nuovo periodo copre mesi del 2027. Lo chiariscono le risposte ai dubbi più frequenti pubblicate da L’Automobile, il magazine dell’ACI, sul decreto carburanti che ha introdotto l’agevolazione.

Le FAQ affrontano i casi che il testo del decreto lascia aperti e che generano più dubbi: bolli arretrati, rimborsi, domiciliazione sul conto corrente, Regioni a statuto speciale, auto in leasing, a noleggio o cointestate.

Sulla procedura di esenzione, invece, l’ACI rinvia alle istruzioni di Regioni e Province autonome, perché la norma non prevede una domandada parte dei beneficiari, che sono solo le persone fisiche compresi professionisti e imprenditori individuali.

In sintesi:

  • l’esenzione copre i versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, ai sensi dell’art. 2, comma 1, del D.L. 17 settembre 2026, n. 162, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17 settembre 2026 e in vigore dal 18 settembre;
  • per i mesi del 2027 coperti da un versamento dovuto nel 2026 il decreto non prevede rimborsi né riduzioni pro quota, e non cancella i bolli arretrati né le relative sanzioni;
  • nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano l’esenzione si applica previo accordo con ciascuna autonomia titolare del tributo, ai sensi dell’art. 2, comma 4, del D.L. n. 162/2026;
  • il decreto va convertito in legge entro il 16 novembre 2026 e il disegno di legge di conversione, C. 3106, è all’esame della Camera.

Bollo in scadenza a novembre o dicembre: quale è esente

Il rinnovo di un bollo che termina a novembre 2026 si paga per intero entro dicembre, mentre quello che termina a dicembre 2026 si versa a gennaio 2027 e quindi rientra nell’esenzione 2027, se contribuente e veicolo hanno i requisiti.

La norma guarda soltanto al termine ordinario di pagamento, che per i veicoli già in circolazione cade, come regola generale, entro la fine del mese successivo a quello in cui termina il periodo precedente, secondo il D.M. 18 novembre 1998, n. 462. In parole semplici: la data da controllare è quella entro cui va pagato il rinnovo, e il mese di scadenza indicato sulla ricevuta precedente serve solo a ricavarla.

Lo stesso criterio individua il rinnovo esente per ogni altro mese. Ne deriva che l’esenzione copre sempre dodici mesi di bollo, collocati però in periodi diversi: chi rinnova a gennaio 2027 è coperto fino a dicembre 2027, chi rinnova a dicembre 2027 un bollo terminato a novembre è coperto fino a novembre 2028. Il termine associato alla propria targa si verifica sul portale della Regione o dell’ACI, perché alcune Regioni applicano calendari propri.

Mese in cui termina ogni anno il bollo Rinnovo esente e primo rinnovo di nuovo dovuto, a legislazione vigente
aprile esente il rinnovo di fine maggio 2027, che copre fino ad aprile 2028; dovuto quello di maggio 2028
agosto esente il rinnovo di fine settembre 2027, che copre fino ad agosto 2028; dovuto quello di settembre 2028
ottobre si paga il rinnovo di fine novembre 2026; esente quello di novembre 2027, che copre fino a ottobre 2028
novembre si paga il rinnovo di fine dicembre 2026; esente quello di dicembre 2027, che copre fino a novembre 2028
dicembre esente il rinnovo di fine gennaio 2027, che copre fino a dicembre 2027; dovuto quello di gennaio 2028
altri mesi esente il rinnovo con termine nel mese successivo del 2027; dovuto quello con termine nello stesso mese del 2028

Il risparmio corrisponde all’intero importo del rinnovo esente: il calcolo del bollo auto di PMI.it restituisce la stima per Regione, potenza in kW e classe ambientale, e consente di sapere quanto si continuerà a versare sugli altri veicoli intestati che non ottengono l’esenzione.

Rimborso del bollo già pagato e versamenti pro quota

Chi ha versato nel 2026 un rinnovo che copre anche mesi del 2027 non ha diritto al rimborso della quota riferita al prossimo anno, e chi deve ancora pagare entro il 2026 non può ridurre l’importo in proporzione ai mesi successivi. Il decreto non prevede né la restituzione automatica né il pagamento pro quota: i rimborsi fondati su altre norme seguono le rispettive regole.

Aver pagato regolarmente nel 2026 non fa perdere l’esenzione sul rinnovo successivo: il beneficio si applica al primo versamento con termine ordinario nel 2027, se in quel momento sono rispettati i requisiti.

Bolli arretrati del 2026: niente esenzione e sanzioni dovute

Un bollo con termine ordinario nel 2026 è dovuto anche se il contribuente lo salda in ritardo nel 2027: il ritardo non lo trasforma in un versamento esente e l’art. 2 del decreto non cancella gli arretrati né introduce una sanatoria di sanzioni e interessi. Lo stesso vale per un avviso della Regione che nel 2027 inviti a regolarizzare un bollo del 2026, perché il termine indicato nell’avviso non è un termine ordinario di pagamento.

Per chi ha lasciato scadere il termine da poco, il ravvedimento operoso riduce la sanzione in proporzione ai giorni di ritardo. Per le cartelle più vecchie, la rottamazione del bollo auto vale soltanto nelle Regioni che hanno aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione.

Domanda di esenzione: documenti per la pratica

L’art. 2 del decreto fissa i criteri per individuare il veicolo esente ma non prevede una domanda, un modulo nazionale o un portale dedicato. Le FAQ pubblicate dall’ACI rinviano alle istruzioni della Regione o della Provincia autonoma competente e ai servizi ACI attivi sul territorio, e indicano i dati da tenere a portata di mano:

  • la targa e il documento di circolazione, con la potenza in kW alla voce P.2;
  • il termine di pagamento del prossimo rinnovo;
  • i dati della polizza RC auto, perché il veicolo deve essere regolarmente assicurato;
  • l’elenco degli altri veicoli per i quali si è tenuti al bollo, che serve a individuare quello esente.

Il decreto non precisa in quale momento vada verificata la copertura assicurativa, né come si tratti una polizza sospesa per una parte dell’anno: su questi casi l’ACI invita a non considerare acquisita l’esenzione prima delle indicazioni dell’ente che gestisce il tributo.

Domiciliazione su conto corrente: nessun obbligo di revoca

Il decreto non impone di revocare la domiciliazione bancaria sui veicoli che nel 2027 risulteranno esenti. Prima di modificare il mandato l’ACI consiglia di verificare con l’ente che gestisce il tributo come sarà trattata la targa agevolata: il mandato conserva la validità per gli altri veicoli e per i pagamenti ancora dovuti, e diritto all’esenzione e modalità di pagamento sono due questioni diverse.

Revocare l’addebito diretto su tutti i veicoli intestati può far perdere, sui mezzi che continuano a pagare, lo sconto che alcune Regioni riconoscono a chi sceglie questa modalità di versamento.

Regioni a statuto speciale e Province autonome: serve l’accordo

Nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome l’esenzione si applica solo dopo un accordo tra lo Stato e ciascuna autonomia titolare della tassa automobilistica come tributo proprio, come stabilisce l’art. 2, comma 4, del decreto-legge n. 162/2026. Il comma 5 affida a un decreto del Ministro dell’Economia, da adottare entro il 31 marzo 2027 tenendo conto degli accordi, la ripartizione dei trasferimenti che compensano il minor gettito.

In chiaro: chi risiede in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna o Sicilia deve verificare l’attuazione dell’accordo e le comunicazioni della propria amministrazione prima di considerare riconosciuta l’esenzione.

Auto in leasing, a noleggio, cointestate e con partita IVA

L’esenzione spetta alla persona fisica che è soggetto passivo del bollo, anche senza essere proprietaria del veicolo: può quindi riguardare l’utilizzatore in leasing e, nei casi previsti, chi ha un’auto a noleggio a lungo termine. Per i contratti di noleggio a lungo termine senza conducente stipulati dal 1° gennaio 2027, prorogati o rinnovati con decorrenza successiva al 31 dicembre 2026 o con consegna del veicolo dal 2027, l’utilizzatore è tenuto al pagamento sulla base del contratto annotato al PRA, ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 147. Il fatto che il costo sia compreso nel canone o che il versamento materiale lo faccia la società di noleggio non basta, da solo, a stabilire chi abbia diritto all’esenzione.

Un professionista o un imprenditore individuale con partita IVA è una persona fisica e può ottenere l’esenzione sull’autovettura di cui è soggetto passivo, mentre ne sono escluse le società; il dipendente che guida un’auto aziendale non acquisisce per questo il diritto al beneficio.

Per le auto cointestate il decreto non detta una regola, e secondo l’ACI non si può presumere né un doppio beneficio né la libera scelta del cointestatario a cui attribuirlo, soprattutto quando uno dei due è tenuto al bollo su altre auto. Anche per chi compra, vende o rottama un veicolo nel corso del 2027 manca una disciplina di dettaglio: l’ACI esclude un trasferimento automatico dell’esenzione da una targa all’altra e invita a non contare su una seconda esenzione nello stesso anno.

Esenzione bollo per disabili e altre agevolazioni già in corso

Le esenzioni già riconosciute conservano la propria disciplina, e chi gode dell’esenzione dal bollo auto con Legge 104 su un veicolo non può dare per scontato di applicare quella del 2027 a una seconda auto. L’art. 2 del decreto non regola il coordinamento con i benefici preesistenti, e l’ACI invita a verificare caso per caso come le due discipline si combinano nella situazione del contribuente.

Bollo auto nel 2028 e conversione in legge del decreto

A legislazione vigente l’esenzione riguarda solo i versamenti con termine ordinario nel 2027, e i rinnovi con termine dal 2028 sono di nuovo dovuti. Il decreto va convertito entro il 16 novembre 2026: il disegno di legge C. 3106 è stato presentato alla Camera il 17 settembre 2026, e in sede di conversione il Parlamento può modificare requisiti e platea.

Il Governo ha annunciato di voler rendere permanente l’esenzione con la legge di bilancio per il 2027. Dal 1° gennaio 2028 cambia comunque il calendario per le auto di nuova immatricolazione, con il primo bollo di dodici mesi dal mese di immatricolazione, mentre i veicoli già immatricolati entro il 31 dicembre 2027 mantengono le scadenze attuali.