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Concorso RIPAM Coesione, assunzioni a tempo indeterminato al Sud

di Teresa Barone

3 Settembre 2026 12:00

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Domande su inPA entro il 23 settembre, ammesse anche le lauree triennali: prova unica da 40 quesiti e stipendio del livello iniziale dell'Area funzionari.

Sono 882 i posti del concorso promosso dalla Commissione RIPAM per il Dipartimento per le politiche di coesione, che seleziona personale tecnico per potenziare la capacità amministrativa degli enti del Mezzogiorno. Il bando, pubblicato sul portale InPA, è finalizzato al reclutamento e all’assunzione a tempo indeterminato di specialisti da inquadrare nell’Area dei funzionari prevista dal CCNL relativo al comparto Funzioni locali. Le domande si chiudono alle 23.59 del 23 settembre 2026.

I destinatari della procedura di selezione sono laureati con formazione in ambito ingegneristico, edilizio e architettonico e competenze di pianificazione territoriale e ambientale, chiamati a svolgere attività e mansioni nell’ambito delle politiche di coesione europee. La selezione prevede una sola prova scritta, senza preselezione e senza prova orale.

In sintesi:

  • si può presentare domanda per un solo codice concorso, tra i sette ambiti regionali che vanno da ST/BAS a ST/SIC;
  • il contributo di partecipazione è di 10 euro, non rimborsabile, e va versato con pagoPA entro il termine di scadenza;
  • la prova comprende 40 quesiti da risolvere in 60 minuti, con soglia di superamento a 21 punti su 30;
  • l’inquadramento è nel livello iniziale dell’Area dei funzionari, con stipendio tabellare annuo di 25.114,11 euro su dodici mensilità oltre alla tredicesima;
  • il personale assunto non può accedere alla mobilità verso altre amministrazioni fino al 31 dicembre 2029.

882 posti da specialista tecnico in sette Regioni del Mezzogiorno

Gli 882 posti sono ripartiti su base territoriale tra Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con un codice concorso distinto per ogni ambito e una graduatoria separata per ciascuno. La ripartizione – nell’ambito del Programma Nazionale Capacità per la Coesione 2021-2027 (PN CapCoe)è fissata dall’articolo 1 del bando e ripresa dal Dipartimento per le politiche di coesione

Regione e codice concorso Posti
Sicilia (ST/SIC) 269
Campania (ST/CAM) 237
Puglia (ST/PUG) 168
Calabria (ST/CAL) 104
Sardegna (ST/SAR) 61
Basilicata (ST/BAS) 35
Molise (ST/MOL) 8

Il personale reclutato è adibito esclusivamente ad attività direttamente afferenti alle politiche di coesione europee. L’allegato 2 del bando descrive un profilo che progetta e gestisce opere pubbliche, infrastrutture ed edilizia coerenti con la programmazione dell’ente e che valuta la conformità dei progetti finanziati dai fondi strutturali rispetto alle disposizioni regolamentari europee e nazionali, una competenza che distingue la figura dal tecnico comunale tradizionale.

La mappa degli enti destinatari e la ripartizione dei posti

L’allegato 1 del bando assegna gli 882 posti ente per ente, e la distribuzione è molto più frammentata di quanto suggeriscano i totali regionali: la maggior parte delle amministrazioni destinatarie riceve una sola unità di personale. In Basilicata i 35 posti si distribuiscono su 28 enti, ventiquattro dei quali ne ottengono uno soltanto; in Molise gli 8 posti riguardano sette comuni.

Gli enti che ricevono almeno sei unità sono cinque in tutta la procedura, e la Città metropolitana di Messina da sola assorbe il contingente più ampio del bando.

Ente destinatario Unità
Città metropolitana di Messina 17
Comune di Taranto 8
Comune di Olbia 6
Comune di Catanzaro 6
Comune di Giugliano in Campania 6

Accanto a comuni, province, città metropolitane e unioni di comuni, l’allegato include anche comunità montane e liberi consorzi comunali siciliani. Solo quattro Regioni trattengono unità nei propri organici, con quattro posti ciascuna per Calabria e Campania, tre per la Puglia e due per la Regione Siciliana, mentre Basilicata, Molise e Sardegna destinano l’intero contingente agli enti del territorio.

Lauree ammesse e requisiti per partecipare

Al concorso accedono i laureati in dodici classi magistrali e cinque classi triennali dell’area ingegneristica, architettonica e della pianificazione territoriale, e la laurea triennale è sufficiente. Non è richiesta esperienza professionale, né la residenza in una delle Regioni interessate.

Ai requisiti generali valgono le condizioni ordinarie di accesso al pubblico impiego, da possedere sia alla scadenza del termine di presentazione della domanda sia al momento della firma del contratto:

  • cittadinanza italiana o possesso delle condizioni previste dall’art. 38, commi 1, 2 e 3-bis del D.Lgs. n. 165/2001;
  • maggiore età, godimento dei diritti civili e politici e iscrizione nelle liste elettorali;
  • assenza di destituzione, dispensa, licenziamento o decadenza da un impiego pubblico;
  • assenza di condanne passate in giudicato che impediscano l’assunzione nella pubblica amministrazione;
  • idoneità fisica allo specifico impiego.

Le classi di laurea magistrale ammesse sono le seguenti:

  • LM-3 Architettura del paesaggio;
  • LM-4 Architettura e ingegneria edile architettura;
  • LM-22 Ingegneria chimica;
  • LM-23 Ingegneria civile;
  • LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi;
  • LM-26 Ingegneria della sicurezza;
  • LM-27 Ingegneria delle telecomunicazioni;
  • LM-28 Ingegneria elettrica;
  • LM-30 Ingegneria energetica e nucleare;
  • LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
  • LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
  • LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio.

Sono ammesse anche cinque classi di laurea triennale, oltre ai titoli equiparati secondo la normativa vigente:

  • L-7 Ingegneria civile e ambientale;
  • L-17 Scienze dell’architettura;
  • L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale;
  • L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia;
  • L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.

Chi possiede un titolo di studio conseguito all’estero partecipa con riserva, in attesa della dichiarazione di equipollenza rilasciata da un ateneo italiano o del provvedimento di equivalenza del Dipartimento della funzione pubblica. Le FAQ ufficiali della Commissione RIPAM precisano che il titolo conseguito anche un solo giorno dopo la scadenza del bando non dà diritto a partecipare.

=> Come prepararsi per un concorso pubblico

Prova scritta unica da 40 quesiti con soglia a 21 punti

La selezione prevede una sola prova scritta, uguale per tutti i codici concorso, senza preselezione e senza prova orale: 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, per un punteggio massimo di 30 punti e una soglia di superamento a 21. La graduatoria si forma esclusivamente su quel punteggio.

La ripartizione dei quesiti incide sulla strategia di risposta, perché il criterio di attribuzione dei punti cambia tra le sezioni:

  • 25 quesiti sulle materie tecniche e professionali, comprensivi di lingua inglese di livello B1 e competenze digitali, con 0,75 punti per la risposta esatta e 0,25 punti sottratti per quella errata;
  • 8 quesiti di capacità logico-deduttiva e ragionamento critico-verbale, con lo stesso criterio di attribuzione e di penalizzazione;
  • 7 quesiti situazionali su problematiche organizzative e gestionali, senza penalità, con 0,75 punti alla risposta più efficace e 0,375 a quella neutra.

La mancata risposta vale zero nelle prime due sezioni. Le materie d’esame comprendono i Regolamenti (UE) 2021/1057, 2021/1058 e 2021/1060 sui fondi strutturali, la normativa su rischio idrogeologico e sismico, valutazione ambientale e lavori pubblici, la sicurezza nei cantieri, la progettazione delle infrastrutture viarie, la tecnica delle costruzioni, la pianificazione urbanistica, i sistemi di realizzazione dei lavori pubblici, la tutela dei beni culturali, la legislazione su edilizia e urbanistica, le nozioni di estimo, catasto e topografia e l’espropriazione per pubblica utilità.

La prova si svolge esclusivamente con strumenti informatici e piattaforme digitali, anche in sedi decentrate e in più sessioni consecutive non contestuali. Data e luogo sono pubblicati sul portale inPA almeno quindici giorni prima, e l’assenza nella data stabilita comporta l’esclusione per qualsiasi causa, salve le misure dispensative per i candidati con DSA e le prove asincrone per le candidate in gravidanza o allattamento. I tempi aggiuntivi eventualmente concessi non eccedono il 50% del tempo assegnato.

Riserve di posti e ordine di applicazione

Le riserve di posti sono quattro, si calcolano su ciascun ambito regionale e operano in sede di formazione della graduatoria finale di merito. La sequenza con cui si applicano determina quanto spazio residuo rimane a ciascuna categoria.

  • il 10% dei posti alle persone con disabilità di cui alla L. n. 68/1999, ai sensi dell’art. 35, comma 4-septies, lett. b) del D.Lgs. n. 165/2001;
  • il 30% ai volontari delle Forze armate congedati senza demerito, ai sensi degli artt. 678 e 1014 del D.Lgs. n. 66/2010;
  • il 15% agli operatori volontari che hanno concluso senza demerito il servizio civile universale o nazionale, ai sensi dell’art. 18, comma 4 del D.Lgs. n. 40/2017;
  • una quota non superiore al 40% al personale a tempo determinato di cui all’art. 1, comma 3 del D.L. n. 80/2021, che alla data di pubblicazione del bando abbia svolto almeno trentasei mesi di servizio.

La riserva per le persone con disabilità opera per prima; quelle per Forze armate e servizio civile intervengono dopo, a concorrenza del limite massimo; la quota per il personale a tempo determinato opera per ultima, sul residuo lasciato dalle altre tre. Il totale non può superare la metà dei posti messi a concorso in ciascun ambito, secondo l’art. 5, comma 1 del D.P.R. n. 487/1994, e se il calcolo eccede quel tetto la riduzione proporzionale colpisce soltanto le quote per Forze armate e servizio civile. Il diritto alla riserva va dichiarato nella domanda, perché l’omessa dichiarazione equivale a rinuncia al beneficio.

Borsa di studio per il corso, poi stipendio da specialista tecnico

Lo stipendio dello specialista tecnico è quello del livello iniziale dell’Area dei funzionari del CCNL comparto Funzioni locali, pari a un tabellare annuo di 25.114,11 euro su dodici mensilità, cioè circa 2.093 euro lordi al mese, ai quali si aggiungono la tredicesima e l’indennità di comparto residua di 36,33 euro mensili. Con il rateo di tredicesima il tabellare supera i 27.200 euro lordi l’anno, prima delle voci accessorie della contrattazione decentrata di ciascun ente.

Il bando inquadra il profilo nell’Area dei funzionari prevista dal contratto 2019-2021 e richiama tra i propri riferimenti il contratto sottoscritto il 23 febbraio 2026 per il triennio 2022-2024, che ha fissato i nuovi stipendi tabellari degli enti locali. L’incremento tabellare dell’Area dei funzionari è di 144,11 euro mensili dal 1° gennaio 2024, cui si somma il conglobamento di 14,37 euro di indennità di comparto, per un totale di 158,48 euro al mese.

Prima dell’ingresso in servizio i vincitori frequentano un corso di formazione sulle politiche di coesione di durata non superiore a tre mesi, per il quale è riconosciuta una borsa di studio di mille euro lordi mensili, erogata dopo l’assunzione dall’amministrazione di assegnazione. Frequenza minima e conseguenze di una partecipazione incompleta sono rinviate a un provvedimento del Dipartimento per le politiche di coesione.

Il calcolo dello stipendio netto cambia in modo sensibile da un codice concorso all’altro, perché addizionale regionale e addizionale comunale variano tra le sette Regioni e tra i comuni di destinazione: a parità di lordo, la busta paga di chi viene assegnato in Campania non coincide con quella di chi viene assegnato in Basilicata.

Un solo codice concorso: come scegliere la regione

Ogni candidato può presentare domanda per un solo codice concorso, e quella scelta determina insieme la graduatoria in cui si concorre e le amministrazioni presso cui si può essere assegnati. In caso di invii multipli vale unicamente l’ultima domanda trasmessa in ordine cronologico, mentre le precedenti si considerano integralmente revocate.

Poiché il bando non pone alcun vincolo di residenza, la scelta è libera e ha conseguenze misurabili: le graduatorie sono separate, quindi il rapporto tra candidati e posti disponibili cambia da un ambito all’altro, e i contingenti vanno dai 269 posti della Sicilia agli 8 del Molise.

Chi supera la prova senza rientrare tra i vincitori conserva due prospettive. La prima è lo scorrimento tra ambiti confinanti, che consente al Dipartimento di coprire i posti non assegnati in una Regione attingendo agli idonei dei territori vicini con il maggior numero di idonei. La seconda è l’iscrizione in un elenco istituito presso il Dipartimento stesso, al quale le pubbliche amministrazioni possono attingere per ulteriori assunzioni a tempo indeterminato nell’Area dei funzionari destinate alle politiche di coesione. I vincitori scelgono la sede secondo l’ordine di graduatoria, chi non effettua la scelta è assegnato d’ufficio alle sedi vacanti e la rinuncia all’amministrazione assegnata equivale a rinuncia all’assunzione.

Domanda su inPA e pagamento con pagoPA

La domanda di partecipazione si presenta esclusivamente online sul portale inPA entro le 23.59 del 23 settembre 2026, previa registrazione e autenticazione con SPID, CIE, CNS o credenziali eIDAS. Il termine è perentorio e richiede un indirizzo PEC personale o un domicilio digitale.

Le FAQ ufficiali pubblicate dalla Commissione RIPAM segnalano quattro passaggi che generano errori ricorrenti:

  • il contributo di 10 euro va pagato con il circuito pagoPA, perché i versamenti effettuati fuori da quel circuito non vengono registrati dal sistema del portale;
  • il curriculum vitae non si allega in PDF, si compila nel format presente su inPA con valore di dichiarazione sostitutiva;
  • nella sezione dei titoli di studio la denominazione va selezionata dal menù a tendina, perché il sistema non riconosce il titolo digitato manualmente e blocca l’invio;
  • la sezione degli allegati compare soltanto quando il candidato ha selezionato una dichiarazione che richiede documentazione a supporto.

Le richieste di assistenza informatica inviate nei tre giorni precedenti la scadenza non hanno garanzia di essere evase in tempo utile. In caso di malfunzionamento del portale attestato da apposito avviso, il termine è prorogato per una durata pari a quella del disservizio.

Il bando attua il tetto di 2.200 assunzioni del Decreto Sud

Il reclutamento degli 882 specialisti tecnici attua l’art. 19 del D.L. 19 settembre 2023, n. 124, convertito con modificazioni dalla L. 13 novembre 2023, n. 162 (Decreto Sud), che autorizza in deroga alle ordinarie facoltà assunzionali l’assunzione a tempo indeterminato di personale non dirigenziale negli enti territoriali delle sette Regioni del Mezzogiorno, nel limite massimo complessivo di 2.200 unità di cui 71 riservate al Dipartimento per le politiche di coesione. Il comma 4 dello stesso articolo prevede che il reclutamento avvenga attraverso una o più procedure per esami, e il bando dichiara di disciplinare in via esclusiva il concorso previsto da quella norma.

La prima procedura, aperta nel 2024, riguardava 2.129 unità destinate agli enti territoriali e 71 al Dipartimento, queste ultime ripartite tra specialisti giuridico legali finanziari, specialisti di comunicazione e sistemi informatici, specialisti del settore scientifico tecnologico con competenze statistiche e specialisti con competenze tecniche.

Gli enti destinatari del nuovo bando sono stati individuati con il D.P.C.M. del 23 luglio 2024, adottato sulla base della ricognizione del fabbisogno raccolta con la manifestazione di interesse avviata nel novembre 2023, e successivamente rettificati da quattro decreti del Capo del Dipartimento tra il 2025 e il 2026 che hanno sostituito le amministrazioni non più disponibili.

Il finanziamento arriva dal Programma Nazionale Capacità per la Coesione Assistenza Tecnica 2021-2027, il PN CapCoe, approvato dalla Commissione europea nel gennaio 2023. La procedura è gestita dal Dipartimento della funzione pubblica, che si avvale della Commissione RIPAM con il supporto di Formez PA e d’intesa con il Dipartimento per le politiche di coesione.

Da questo impianto discendono le tre caratteristiche che separano il bando dagli altri concorsi RIPAM: l’organizzazione su base territoriale con graduatorie regionali separate, la destinazione esclusiva alle attività di coesione e il divieto di accedere alla mobilità o di essere utilizzati in comando o distacco presso altre amministrazioni fino al 31 dicembre 2029.

Il testo integrale del bando e gli allegati sono pubblicati sulla scheda del concorso sul portale inPA, e ogni comunicazione relativa alla procedura ha valore di notifica.