Il mutuo ipotecario edilizio INPS ha bruciato in soli tre mesi quasi tutte le risorse stanziate per il 2026. L’Istituto ha comunicato ufficialmente il superamento del limite del 90% delle disponibilità finanziarie assegnate in bilancio per l’esercizio in corso: da questo momento, le nuove richieste non vengono più trattate in ordine cronologico ma confluiscono in graduatorie nazionali mensili, come previsto dall’articolo 10, comma 3, del regolamento aggiornato ed entrato in vigore il 1° aprile 2026.
Un segnale di quanto il finanziamento agevolato riservato ai dipendenti pubblici e pensionati resti uno strumento molto richiesto, anche in un mercato del credito che nell’ultimo anno ha visto scendere i tassi bancari
Fondi IPNS 2026 al limite: domande mutui in graduatoria
L’ingente numero di domande di mutuo ipotecario edilizio INPS pervenute tra gennaio e inizio aprile 2026 ha fatto scattare la soglia regolamentare: il volume complessivo richiesto ha superato il 90% delle disponibilità annue del Fondo Credito. A partire dall’8 aprile 2026, ogni nuova domanda di concessione non viene più ammessa su base cronologica ma entra automaticamente nella graduatoria nazionale mensile.
Il nuovo regolamento, in vigore dal 1° aprile 2026, introduce inoltre una priorità esplicita per i nuovi finanziamenti rispetto alle richieste di portabilità: nel momento in cui scatta la graduatoria, le domande di portabilità del mutuo vengono prese in considerazione solo se residuano fondi dopo aver soddisfatto le richieste di nuovo mutuo. Chi sta valutando il trasferimento di un mutuo bancario esistente verso l’INPS deve quindi tenere conto di questo ordine di precedenza.
Le graduatorie vengono pubblicate nella stessa sezione del portale INPS in cui è stato diffuso l’avviso ufficiale — nella pagina dedicata a Welfare, Assistenza e Mutualità — ed è possibile consultarle senza necessità di accesso autenticato.
Chi può richiedere il mutuo ipotecario INPS
Il finanziamento agevolato è riservato agli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito) da almeno un anno. Rientrano nella platea degli aventi diritto:
- i lavoratori in servizio a tempo indeterminato al momento della presentazione della domanda;
- i pensionati già iscritti alla Gestione Unitaria.
La verifica dell’iscrizione al Fondo Credito è immediata: basta controllare sulla busta paga o sul cedolino della pensione la voce Ritenuta Fondo Credito. L’iscrizione avviene in automatico per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, attraverso una trattenuta applicata direttamente sul trattamento economico percepito. Una condizione ulteriore riguarda il nucleo familiare: né il richiedente né i componenti della famiglia devono risultare già proprietari di altra abitazione sul territorio nazionale, salvo specifiche eccezioni regolamentate.
Le finalità ammesse e gli importi massimi finanziabili
Il mutuo INPS non copre soltanto l’acquisto della prima casa. Il regolamento prevede un ventaglio di finalità, ciascuna con un proprio tetto massimo di finanziamento:
- acquisto, costruzione o completamento della prima e unica casa di abitazione: importo massimo 300.000 euro, con copertura fino al 100% del valore dell’immobile;
- lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, adattamento o ristrutturazione dell’abitazione già di proprietà: importo massimo 150.000 euro, comunque entro il 40% del valore periziato;
- acquisto o costruzione di un box o posto auto pertinenziale alla prima casa: importo massimo 75.000 euro;
- iscrizione e frequenza di corsi di studio — anche universitari o di formazione superiore, in Italia o all’estero — per il richiedente o per i componenti del nucleo familiare: importo massimo 100.000 euro;
- portabilità (surroga) di un mutuo già contratto con una banca: importo massimo pari al debito residuo, fino a 300.000 euro.
In tutti i casi, l’importo delle rate mensili di rimborso non può superare la metà del reddito netto del nucleo familiare, al netto anche dell’esposizione debitoria già in corso. È inoltre possibile richiedere, allo stesso tasso, un importo aggiuntivo non superiore a 6.000 euro per coprire le spese documentate di perizia giurata e i premi assicurativi facoltativi previsti dal regolamento.
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I criteri della graduatoria nazionale mensile
Quando la disponibilità finanziaria annua viene superata, le domande ammissibili vengono ordinate attraverso una graduatoria nazionale mensile basata sull’ISEE ordinario del nucleo familiare del richiedente: un punteggio più basso equivale a una posizione più favorevole in graduatoria. In caso di parità di ISEE, la precedenza viene stabilita in base all’anzianità di iscrizione alla Gestione Unitaria; in caso di ulteriore parità, vale l’ordine cronologico di presentazione della domanda.
Non è la prima volta che il Fondo Credito esaurisce le disponibilità nell’arco di pochi mesi dall’apertura delle domande. Già nel 2023, l’INPS aveva attivato un meccanismo analogo di graduatoria mensile per gestire l’eccesso di richieste, con pubblicazione delle liste entro la fine di ogni mese solare.
Durata del mutuo e tassi di interesse 2026
Il piano di ammortamento del mutuo INPS si articola su durate comprese tra 10 e 30 anni, con intervalli di 5 anni (10, 15, 20, 25 o 30). Per i richiedenti che abbiano già compiuto 65 anni al momento della domanda, la durata massima scende a 15 anni. In tutti i casi, la somma tra l’età del richiedente e la durata dell’ammortamento non può superare 80 anni. La durata massima per i mutui con finalità studio è di 15 anni.
Il rimborso avviene tramite rate mensili costanti e posticipate. Il richiedente sceglie tra tasso fisso e tasso variabile: il fisso viene stabilito con delibera del Consiglio di Amministrazione dell’INPS in funzione della percentuale di LTV (Loan To Value); il variabile è indicizzato all’Euribor a 1 mese (base 365 giorni) maggiorato di 150 punti base. Per entrambe le opzioni, si aggiunge una componente dello 0,50% a titolo di contributo al fondo rischi. È consentito il passaggio da tasso fisso a variabile e viceversa, una sola volta per tutta la durata del mutuo, a partire dal secondo anno di regolare pagamento delle rate, senza oneri aggiuntivi. I tassi aggiornati applicabili alle nuove domande sono consultabili nella sezione dedicata del portale INPS.
La presentazione della domanda online
Le domande di mutuo INPS si presentano esclusivamente in via telematica tramite l’area riservata del portale INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS. La finestra temporale utile va dal 15 gennaio al 30 novembre di ogni anno. Una volta inviata la domanda preliminare, il richiedente ha 5 giorni per confermarla e protocollarla; in seguito viene richiesto di allegare la perizia giurata e la relazione notarile preliminare sull’immobile.
Il termine per la definizione del provvedimento è fissato in 75 giorni dalla presentazione della domanda; in ogni caso, il mutuo deve essere liquidato entro 120 giorni. Prima di presentare la domanda, è consigliabile effettuare una simulazione del piano di ammortamento tramite il servizio online disponibile sul portale INPS — accessibile liberamente, senza necessità di autenticazione — per verificare la sostenibilità della rata rispetto al reddito del nucleo familiare.