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Detassazione salario accessorio PA: bonus fino a 800 euro sui redditi 2026

di Teresa Barone

16 Settembre 2026 09:07

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Chiarimenti dal Fisco sulla detassazione dei compensi accessori ai dipendenti non dirigenti della PA centrale e locale: soglia di reddito 50mila euro.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce le regole per la detassazione 2026 del salario accessorio del personale della PA centrale e locale non dirigenziale: la soglia di reddito da lavoro dipendente di 50mila euro per accedere all’imposta sostitutiva del 15%, entro il limite annuo di 800 euro, deve essere verificata sullo stesso periodo d’imposta in cui è applicato il beneficio.

In sintesi:

  • la tassazione agevolata riguarda nel 2026 i compensi accessori del personale non dirigente della PA;
  • sulle somme agevolabili si applica un’imposta sostitutiva del 15% entro il limite complessivo annuo di 800 euro;
  • il limite reddituale per accedere al beneficio è pari a 50mila euro di reddito da lavoro dipendente nel 2026;
  • la soglia deve essere verificata nel periodo d’imposta in cui viene applicata la detassazione;
  • sono escluse le Forze armate e le Forze di polizia già destinatarie di specifiche agevolazioni fiscali.

Salario accessorio PA 2026: chiarimento AdE sulla soglia reddito

La Risposta n. 173/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce il criterio temporale per verificare il requisito reddituale previsto dalla detassazione del trattamento economico accessorio dei dipendenti pubblici. La soglia di 50mila euro di reddito da lavoro dipendente deve essere riferita al periodo d’imposta 2026, cioè all’anno in cui viene applicata l’imposta sostitutiva del 15% sui compensi agevolabili.

Il chiarimento supera quindi il dubbio sulla possibilità di utilizzare il reddito dell’anno precedente e individua nel 2026 il periodo di riferimento per il controllo del requisito.

Detassazione 15% sui compensi accessori entro 800 euro

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto per il solo anno 2026 un regime fiscale agevolato sui compensi relativi al trattamento economico accessorio dei dipendenti pubblici non dirigenti (sia il personale sotto CCNL Funzioni Centrali sia quello sotto CCNL Funzioni Centrali). L’applicazione è effettuata dal datore di lavoro pubblico in qualità di sostituto d’imposta.

Sulle somme che rientrano nella misura è applicata un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15%, entro il limite complessivo annuo di 800 euro. Il limite, come chiarito dall’AdE nella Risposta n. 173/2026, riguarda il totale annuo dei compensi accessori agevolabili riconosciuti nel 2026.

Compensi agevolati e calcolo risparmi

Il beneficio fiscale riguarda i compensi che il datore di lavoro pubblico riconduce al trattamento economico accessorio del personale non dirigente. Rientrano nella disciplina anche le componenti retributive aventi natura fissa e continuativa, mentre la valutazione sulla riconducibilità dei singoli importi spetta al sostituto d’imposta.

Il risparmio fiscale varia in base all’importo del compenso accessorio e alla tassazione ordinaria applicabile al singolo lavoratore. Su un importo massimo agevolabile di 800 euro, l’imposta sostitutiva del 15% determina un prelievo fiscale pari a 120 euro. La differenza rispetto alla tassazione ordinaria dipende dall’aliquota marginale applicabile al reddito del dipendente.

Categorie escluse dalla tassazione agevolata

La misura non si applica al personale delle Forze armate e delle Forze di polizia destinatario delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa di settore.

Per gli altri lavoratori interessati valgono le condizioni previste dalla disciplina: compensi accessori entro il limite annuo di 800 euro e reddito da lavoro dipendente non superiore a 50mila euro nel periodo d’imposta 2026.