Tratto dallo speciale:

Assunzioni PA, 3.742 posti autorizzati e 1.753 aperti dall’esterno

di Anna Fabi

26 Agosto 2026 09:28

logo PMI+ logo PMI+
Il DPCM in Gazzetta sblocca i bandi di Interno, Agenzia delle Entrate e Dogane, con gli stipendi delle quattro aree aggiornati dal contratto firmato il 6 agosto

Il DPCM 2 luglio 2026 arrivato nella Gazzetta Ufficiale il 14 agosto apre la stagione dei bandi su InPA per ministeri, agenzie fiscali ed enti previdenziali. Il contingente autorizzato è di 3.742 assunzioni a tempo indeterminato, con poco meno della metà che non passa da concorso. Nel frattempo, il CCNL Funzioni Centrali firmato il 6 agosto 2026 ha ridefinito anche il tabellare delle quattro aree interessate aggiornando il calcolo del netto in busta paga per chi vincerà i concorsi.

Chi arriva dall’esterno, si contende invece 1.753 posti, concentrati in tre amministrazioni mentre gli altri sono indirizzati al personale in servizio o in arrivo da altri enti (scorrimenti di graduatorie, mobilità volontaria tra enti e progressioni).

In sintesi:

  • il decreto adottato ai sensi dell’articolo 35, comma 4, del D.Lgs. n. 165/2001 ripartisce i posti in 26 tabelle allegate;
  • i bacini più ampi di nuovi bandi sono il Ministero dell’Interno con 759 posti, l’Agenzia delle Entrate con 735 e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con 181;
  • le autorizzazioni riferite al 2025 e al 2026 hanno validità triennale;
  • entro il 31 dicembre 2026 le amministrazioni trasmettono alla Presidenza del Consiglio e al MEF i dati sul personale assunto e sulla spesa sostenuta.

Assunzioni autorizzate dal DPCM 2 luglio 2026

Il decreto autorizza 3.742 unità di personale a tempo indeterminato, alle quali si aggiungono 50 unità per il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a titolo ricognitivo, fuori dal totale principale, e 9 posti di magistratura del Consiglio di Stato per i quali il decreto autorizza soltanto a bandire nel triennio 2026-2028, senza assunzione immediata. Le amministrazioni coinvolte comprendono ministeri, agenzie fiscali, INPS, Avvocatura Generale dello Stato, enti parco e autorità di bacino distrettuale.

L’autorizzazione arriva a valle delle cessazioni registrate nel 2024 e nel 2025, con i risparmi di spesa correlati, e ciascuna amministrazione deve muoversi in coerenza con il proprio Piano integrato di attività e organizzazione. Il decreto lascia aperta la possibilità di chiedere una rimodulazione al Dipartimento della funzione pubblica per assumere profili diversi da quelli autorizzati o per modificare le modalità di reclutamento.

I posti a concorso pubblico nelle amministrazioni

Poco meno della metà del contingente complessivo, 1.753 posti, arriva da nuovi concorsi pubblici, e tre amministrazioni ne concentrano la quota più consistente. Chi si candida dall’esterno guarda a questa colonna, non al totale autorizzato.

Amministrazione Posti a concorso pubblico
Ministero dell’Interno 759 su 1.086 unità autorizzate
Agenzia delle Entrate 735 su 1.022 unità autorizzate
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli 181 su 449 unità autorizzate

All’Agenzia delle Entrate i posti da concorso si dividono tra 400 funzionari e 335 assistenti, mentre altri 100 funzionari arrivano da scorrimento di graduatorie e 173 assistenti da mobilità. Al Ministero dell’Interno il bando riguarda 378 funzionari e 347 assistenti, oltre a elevate professionalità e operatori. I profili spaziano dagli operatori ai dirigenti, con figure specialistiche come medici e professionisti negli enti previdenziali.

Gli stipendi delle quattro aree del comparto Funzioni Centrali

Chi entra in una di queste amministrazioni ricade nel CCNL Funzioni Centrali, sottoscritto in via definitiva il 6 agosto 2026 per il triennio 2025-2027, che riguarda circa 190 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici.

Il contratto porta lo stipendio tabellare a regime dal 1° gennaio 2027, con incrementi differenziati per area professionale su tredici mensilità.

Area professionale Aumento mensile lordo a regime
Elevate professionalità 221 euro
Funzionari 161 euro
Assistenti 133 euro
Operatori 126 euro

Il tabellare copre però solo una parte della busta paga, perché su di esso si innestano l’indennità di amministrazione, che varia da ente a ente ed è una delle ragioni per cui due funzionari di pari area guadagnano cifre diverse al Viminale e all’Agenzia delle Entrate, e i differenziali stipendiali individuali assegnati con procedura selettiva. Il calcolo dello stipendio netto nella Pubblica Amministrazione muove da queste voci e arriva a importi che cambiano anche a parità di inquadramento.

Sul netto incidono poi addizionali regionali e comunali, detrazioni per lavoro dipendente e carichi familiari, con differenze sensibili tra una sede e l’altra a parità di area contrattuale. Chi vuole quantificare la retribuzione del profilo per cui intende candidarsi può partire dal lordo tabellare e ricavare l’importo mensile effettivo con il calcolo dello stipendio netto.

Mobilità, scorrimenti e progressioni del personale interno

Circa 1.989 posti, la quota complementare a quelli banditi, sono coperti attraverso canali chiusi a chi arriva dall’esterno. Le progressioni verticali tra le aree, previste dall’articolo 52, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 165/2001, sono riservate al personale già in servizio, mentre la mobilità volontaria attinge a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche.

Lo scorrimento delle graduatorie riguarda concorsi già espletati, spesso gestiti dalla Commissione RIPAM, e ha una condizione preliminare: prima di bandire nuove procedure le amministrazioni devono aver immesso in servizio i vincitori già collocati nelle graduatorie vigenti, salvo motivate esigenze organizzative. Le graduatorie restano valide due anni dall’approvazione ai sensi dell’articolo 35, comma 5-ter, del D.Lgs. n. 165/2001, con una deroga per quelle approvate nel 2024 e nel 2025, alle quali l’articolo 4, comma 9, del D.L. n. 25/2025, convertito con modificazioni dalla L. n. 69/2025, non applica il tetto allo scorrimento degli idonei.

Le nuove regole di reclutamento

Il decreto conferma il concorso pubblico come strumento ordinario e prioritario di reclutamento, secondo l’articolo 4, comma 1, del D.L. n. 25/2025. La novità di metodo riguarda la forma della selezione: salvo diversa indicazione nelle tabelle allegate, le autorizzazioni a bandire si intendono riferite al concorso unico organizzato dal Dipartimento della funzione pubblica con il supporto della Commissione RIPAM, e non più a procedure gestite dalla singola amministrazione.

Dal 2026 le amministrazioni con piani assunzionali pari o superiori a dieci unità devono destinare almeno il 15% delle facoltà assunzionali alla mobilità volontaria, con riduzione delle facoltà per l’anno successivo in caso di mancata attivazione. È la ragione per cui quasi tutte le tabelle del decreto assegnano una quota a questo canale prima di aprire un nuovo bando. Per la dirigenza di seconda fascia almeno il 50% dei posti è riservato ai corsi-concorsi della Scuola nazionale dell’amministrazione.

I bandi sul portale InPA e i tempi di pubblicazione

La pubblicazione del decreto in Gazzetta non apre alcuna finestra di candidatura: sono le singole amministrazioni a pubblicare i propri bandi sul portale InPA, dove compaiono requisiti, prove e scadenze. L’accesso alla piattaforma avviene con SPID, CIE, CNS o eIDAS, e la domanda si presenta esclusivamente online.

I tempi variano da ente a ente e dipendono anche dalla disponibilità dei posti vacanti al momento di ciascun bando. La validità triennale delle autorizzazioni riferite al 2025 e al 2026 lascia alle amministrazioni un margine ampio, il che rende plausibile una distribuzione delle procedure lungo più esercizi anziché una tornata concentrata.