Sono farmacista dirigente di ospedale, ho compiuto e 70 anni e pertanto mi mettono forzatamente in pensione ma di fatto non ho maturato i 20 anni contributivi minimi, come posso chiedere di restare in servizio?
La Pubblica Amministrazione deve proseguire il rapporto di lavoro con il dipendente che, pur avendo l’età pensionabile non ha i 20 anni di contributi necessari per il trattamento di vecchiaia, ma solo fino al compimento dei 70 anni. Temo che questo sia, nel suo caso, il paletto non superabile. A 70 anni (a questo limite si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita) il pensionamento d’ufficio scatta comunque, indipendentemente dalla maturazione di un diritto a pensione.
Trova tutte le indicazioni e i riferimenti di legge nella Circolare del dipartimento della Funzione Pubblica 2/2015, che restano valide anche dopo le modifiche introdotte a questa norma dalla Manovra 2024. Il documento chiarisce che l’amministrazione è tenuta a proseguire il rapporto di lavoro se il dipendente non ha ancora maturato alcun diritto a pensione al compimento dell’età limite ordinamentale o al compimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia ma può farlo se rimane in servizio fino a 70 anni (a cui si sommano gli adeguamenti alle speranze di vita).
Ci sono anche pronunce dalla giurisprudenza costituzionale (sentenze 33/2013 e 282/1991) in base alle quali il rapporto di lavoro deve proseguire per permettere al dipendente di maturare i requisiti minimi previsti per l’accesso a pensione, sebbene non oltre il raggiungimento dei 70 anni di età (limite al quale – come detto – si applica l’adeguamento alla speranza di vita e dovrebbe quindi portarsi a 71 anni. Quando compie questa età, il lavoratore ha comunque diritto a un trattamento previdenziale, anche se non dovesse aver raggiunto i 20 anni contributivi minimi. Di conseguenza, la pubblica amministrazione lo colloca definitivamente a riposo, indipendentemente da questo requisito.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz