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Legge di Stabilità: rush finale sugli emendamenti

di Barbara Weisz

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Passa il fondo per tagliare il cuneo fiscale, sparisce il bollo minimo sul conto titolo, aumenta l'imposta sugli strumenti finanziari, rinnovato il bonus bebè: ultimi emendamenti alla Finanziaria 2014.

Sono tante le novità emerse dopo la presentazione degli ultimi emendamenti alla Legge di Stabilità approvati dalla commissione Bilancio della Camera: oltre allo slittamento della mini IMU di gennaio, all’introduzione della Web Tax e alla nuova salguardia per 17mila esodati, è stata aumentata la tassa sugli strumenti finanziari a carico delle aziende, diviso a metà fra lavoratori e imprese il fondo per il taglio del cuneo fiscale, previsti i finanziamenti per il bonus bebè. Vediamoli in breve.

Emendamenti approvati

  • Strumenti finanziari: abolito il bollo di 34,20 euro sul conto titoli, confermato quello sui conti correnti, incrementata l’imposta sulla comunicazione alla clientela relativa agli strumenti finanziari, che passa dall’1,5 al 2%. E per le imprese tetto massimo dell’imposta titoli alzato da 4.500 a 10mila euro.
  • Cuneo fiscale: approvato il fondo per finanziare ulteriori tagli del cuneo fiscale, oltre a quelli già inseriti in manovra che scattano nel 2014, alimntato dai risparmi della spending review e dalla lotta all’evasione. I provenit del fondo verranno destinati per metà alla decontribuzione per le aziende e per l’altra metà ad alleggerire le buste paga dei lavoratori.
  • Bonus bebè: ci sono 30 milioni per le famiglie che hanno o adottano figli nel 2014 e nel 2015.
  • Fondo di solidarietà: le aziende oltre i 15 dipendenti che non versano i contributi per la cassa integrazione e appartengono a un settore che non ha un fondo di solidarietà, dal 2014 pagheranno lo 0,5% delle retribuzioni a un fondo di solidarietà residuale presso l’Inps. La somma è per due terzi a carico dei datori di lavoro e per un terzo del dipendente.

Fra le misure che tengono la commissione impegnata all’ultimo spicca la Tobin Tax (con la rimodulazione che prevede un’aliquota più bassa, allo 0,01% dall’attuale 0,1%, ma applicata anche a strumenti ora esclusi dall’imposizione come le obbligazioni, ed estesa ai derivati, sui quali oggi c’è invece una quota fissa). In vista, in un emendamento del governo, c’è anche un rialzo delle aliquote previdenziali per gli autonomi, che arriverebbero sempre al 24% entro il 2016 (oggi sono al 20%), ma con una gradualità diversa, per cui ad esmepio l’aliquota 2014 sarebbe al 22%. Si vedrà nelle prossime ore. Il cammino della manovra finanziaria si avvia comunque verso la fase conclusiva, con discussione finale alla camera prevista prevista a partire dal 17 dicembre.